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domenica 25 giugno 2017

[VIDEO] TERRA NOSTRA – PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ALESSIO GUARDINI – SAN MINIATO 20 GIUGNO 2017


Il venti giugno, pomeriggio tardo,
presenterò il mio libro "Terra Nostra"
insieme a degli artisti di riguardo
che dell'Ottava allieteran la giostra,
se non venite a questo mio traguardo
Antenna Cinque poi ve lo rimostra;
d'un bel progetto spero sia il principio
a San Miniato, presso il Municipio!

Con questa ottavina Alessio Guardini ha invitato gli amici e gli amanti della poesia alla presentazione del libro “Terra Nostra. Poesie in ottava rima”, pubblicato per FM Edizioni. Come indica il titolo, si tratta di una raccolta di poesie, fra cui spiccano quelle in ottava rima realizzate per “Terra Nostra”, la trasmissione in onda su Antenna 5 alla quale Alessio Guardini ha cominciato a contribuire da qualche tempo.


L'immagine può contenere: 1 persona

La serata, coordinata da Fabrizio Mandorlini, è stata animata da letture e “contrasti”, ma anche dall'intervento di alcuni pittori che hanno esposto le proprie opere. Si tratta di due linguaggi, la pittura e la poesia, apparentemente lontani nelle modalità espressive, ma che richiedono un simile processo di elaborazione: l'una si esprime attraverso forme e colori, l'altra attraverso parole e musicalità, ma in entrambi i casi si tratta di cogliere immagini, situazioni, sfumature, significati e di fissarli attraverso un linguaggio. Ecco il perché del felice abbinamento: la pittura che trascende nella poesia e la poesia che evoca e genera immagini proprio come un dipinto.

Di seguito il video della serata:



martedì 29 luglio 2014

SETTANT'ANNI FA L'ORRORE – NESSUNO DIMENTICHI! - Circolo Arci di Isola 20 luglio 2014

Domenica 20 luglio 2014, in concomitanza con il 70° anniversario del passaggio del fronte nel territorio sanminiatese, il Circolo Arci di Isola ha presentato il video-documentario curato da Alessio Guardini e Piero Nacci.
Una serata molto interessante, che ha visto la partecipazione di decine e decine di persone accorse all'evento. Il video, oltre a ripercorrere le drammatiche vicende di quei giorni, nel contesto locale e generale della guerra, si pone anche come commemorazione per le oltre 30 persone di Isola che morirono durante quei tragici giorni, e come momento di riflessione sui conflitti bellici e sulle loro conseguenze spesso terribili. Tutto questo programma è racchiuso nelle poche parole del titolo:

SETTANT'ANNI FA L'ORRORE – NESSUNO DIMENTICHI!

Interessante, oltre ai racconti e alle video-interviste dei testimoni di quei giorni ancora in vita, l'idea di far parlare anche alcuni giovani, nati a 40-50 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Questo aspetto è stato particolarmente apprezzato, perché mostra quale sia la percezione delle giovani generazioni rispetto ai quei drammatici episodi vissuti in prima persona dai propri nonni.

Gli organizzatori fanno sapere che il video non è in vendita, ma ne può essere richiesta una copia presso il Circolo Arci di Isola.

Di seguito è proposto il video con l'introduzione e la conclusione della serata.






Aspettando la proiezione del video-documentario
Isola, 20 luglio 2014, presso Circolo Arci


venerdì 13 dicembre 2013

LA NOTTE DI SAN LORENZO - POESIA DI ALESSIO GUARDINI

Finalmente anche su Smartarc, "La Notte di San Lorenzo", opera di Alessio Guardini, vincitrice del Primo Premio, Sezione Poesia, della seconda edizione del San Miniato Writing Contest:

LA NOTTE DI SAN LORENZO
di Alessio Guardini

Mardocchio e mardocchiati, San Giobbe aveva i bachi,
medicina medicina, un po’ di cacca di gallina,
un po’ di cane un po’ di gatto, domattina è tutto fatto,
singhiozzo singhiozzo, albero mozzo, vite tagliata, vattene a casa,
pioggia pioggia corri corri, fammi andare via i porri!”.

Cadenti stelle osservo sulla Rocca
assorto, e mi rammento i desideri
appesi ad una vecchia filastrocca.

All’improvviso torno co’ pensieri
al millenovecentottantadue,
stanno girando un film di fatti veri…

Com’un attore fra le scene sue
vagando, incontro un vecchio che mi chiede:
Per quale brama ardisti fin quaggiue?”

Rispondo: “E che ne so!” Così mi vede
sgomento, che rimugino e domando
in questa storia com’ho messo piede.

Costui, di sotto a’ baffi biascicando,
co’ la pezzola, l’ampia fronte asciuga,
nel gesto, par che voglia dare l’ando

a’ dubbi che trasudo ‘n ogni ruga.
Il nome poi mi svela, il personaggio,
Egli è Galvano, contadino ‘n fuga.

Ha seminato tutto il suo coraggio,
nel loco ch’è chiamato San Martino…
per affrontare il periglioso viaggio

dal buio scantinato cittadino,
con genti a passo spinto di paura
ché, dicon, l’alleato è qui vicino.

Nella campagna morsa dall’arsura,
a’ profughi vorrei accodarmi, adesso,
nel lento andar lontano dalle mura,

ma resto, ancora attonito e perplesso
per quel vagare stracco e disperato,
che par, del tempo mio, quasi lo stesso.

Persuasi che il terreno sia minato
da chi amministra ‘l popolo e la Lira,
al largo d’un governo sfiduciato

da sempre, con sospetto, ci s’aggira,
mentre da fuori, il prossimo padrone
bombarda senza prendere la mira;

e in tutta quest’assurda confusione,
sul muro della storia del potere,
un’altra lapide, al dolor, si pone.

M’attardo a rivoltar vane chimere,
intanto che il drappello è già lontano,
braccato da chi porta vesti nere.

Laggiù si ferma, il gruppo di Galvano,
nel campo e, come quando c’è la conta,
in fretta si rimpiatta giù nel grano.

Matura, tra le messi, rabbia pronta
da mietere coi colpi d’archibugi
sparati dalla gente che s’affronta

a muso duro, fuori dai rifugi;
lontani amici a’ giorni meno tristi:
Nicola, Dilvo, Giglioli, Marmugi…

Chi sono i partigiani? E chi i fascisti?
Questi son solo compaesani illusi
che fingon di non essersi mai visti,

ma quando riapriranno gli occhi chiusi,
dell’astio che nel cuore s’appassisce,
l’aspro sapor li lascerà delusi.

O sparagli un lo vedi ‘ome patisce?”
L’ultimo colpo udito dalla bocca
e il sogno d’esser io, nel film, finisce.

Si spengono le luci sulla Rocca,
cadon le stelle, cadono le torri,
dimentico la vecchia filastrocca

sì come pioggia fa svanire i porri.



La morte del fascista Giglioli, interpretato da David Riondino.
 Immagine "cult" del film "La Notte di San Lorenzo", 
regia di Paolo e Vittorio Taviani, 1982.

sabato 16 marzo 2013

LA POESIA DI ALESSIO A MONTODERI

Alessio Guardini, il poeta ufficiale di Smartarc (reso celebre dalla partecipazione al programma "Terra Nostra" di Antenna 5), ci allieta con una sua ottavina composta appena giunti in località Montoderi, nel Comune di Montaione, fra Balconevisi e Collegalli.







domenica 10 aprile 2011

OCCHIO ALLA “LIPPA”

di Marco Cardanelli e Francesco Fiumalbi

La “Lippa” è un gioco italiano risalente, pare, al ‘400, anche se è probabile che sia molto più antico.  E’ un gioco diffuso in tutta Italia, e non mancano esempi un po’ in tutto il mondo. Paese che vai, nome che trovi: “Ghiné” a Livorno, “Cibbé” a Prato, S-cianco in Veneto, Zangrilla nell’Italia centro-meridionale, e tantissimi altri. Sono nomi che hanno un’origine “onomatopeica”, ovvero che derivano proprio dai suoni che si producono durante il gioco.

E’ un gioco umile, non occorrono prodotti industriali per fare gli strumenti e si basa sull’abilità dei partecipanti. Il gruppo di Smartarc San Miniato Arte e Architettura ha ricostruito questo antico gioco, grazie soprattutto all’impegno e alla passione del nostro “Mastro Lippaio” Marco Cardanelli.

Il “Mastro Lippaio” Marco Cardanelli con la “Lippa”
Foto di Francesco Fiumalbi

Materiale occorrente:
-  1 bastone in legno del diametro di 3-4 cm, lungo 50-60 cm (può andar bene anche un manico di scopa)
-  la “Lippa”, ovvero un pezzo in legno avente le estremità a punta.

Regole del gioco:
Il gioco consiste nel lanciare la “Lippa” il più lontano possibile. Numerose sono le varianti, come quella di colpire un oggetto, oppure di costituire una vera e propria partita a squadre sul modello del Baseball, il quale sarebbe stato ideato partendo proprio dal gioco della Lippa.

Lanciare la “Lippa”:
-  impugnare con forza in bastone
-  colpire la “Lippa” in una delle due estremità appuntite, che salterà in aria
-  una volta che la “Lippa” è in aria, colpirla con forza col bastone

E così ci siamo ritrovati per giocare assieme! Abbiamo scelto un luogo pubblico, sufficientemente grande da evitare eventuali danni a persone o cose: lo spazio verde di Piazza Don Ruggini a San Miniato Basso.

Presentazione del gioco della “Lippa” e fabbricazione della “Lippa”
E’ bene specificare che sia per la costruzione della “Lippa” che per il gioco vero e proprio è bene che sia presente una persona adulta.
Video di Meri Bertini

Via al gioco: presenti Marco Cardanelli (“Mastro Lippaio”), Loreto De Benedictis (“Campione di Lippa” della Ciociarìa e dintorni), Massimo Bertini, Meri Bertini, Gaia Vadi assieme ai suoi ragazzi Caterina e Gabriel, Sara Troisi, Alessio Guardini e Francesco Fiumalbi.

Marco Cardanelli e la “Lippa”
Foto di Massimo Bertini

Sara Trosi e la “Lippa”
Foto di Massimo Bertini

Loreto De Benedictis e la “Lippa”
Foto di Massimo Bertini

Meri Bertini e la “Lippa”
Foto di Massimo Bertini

Alessio Guardini e la “Lippa”
Foto di Massimo Bertini

A volte capita che qualcosa vada storto, proprio come è successo ad Alessio Guardini:

Alessio Guardini e la Lippa
Video di Francesco Fiumalbi



Sul gioco della "Lippa", il nostro Alessio Guardini ha scritto una divertentissima poesia!!
Per leggerla cliccate qua: "IL GIUOCO DELLA LIPPA"



Un ringraziamento speciale va al nostro “Mastro Lippaio”:
Marco Cardanelli
Foto di Massimo Bertini

Alla prossima!
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