lunedì 19 giugno 2017

I SANMINIATESI DELLA VETRERIA TADDEI DI EMPOLI CHE MORIRONO DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE

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a cura di Francesco Fiumalbi

Indice del post:
INTRODUZIONE
L'ARMISTIZIO E L'OPERAZIONE “NIGHT INTRUDER”
L'INCURSIONE AEREA ALLA VETRERIA TADDEI
I DUE OPERAI SANMINIATESI CHE PERSERO LA VITA
GLI SCIOPERI DEL MARZO 1944 E LA DEPORTAZIONE DEGLI OPERAI
IL RASTRELLAMENTO ALLA VETRERIA TADDEI
L'OPERAIO SANMINIATESE DEPORTATO A MAUTHAUSEN
LE ISCRIZIONI IN MEMORIA DEGLI OPERAI DELLA VETRERIA TADDEI

INTRODUZIONE
Ad Empoli, vicino al supermercato Coop di via Masini, è ancora visibile ciò che rimane del vecchio forno della Vetreria Taddei. Era una delle fabbriche più grandi dell'empolese, che dava lavoro a centinaia di persone. Fra queste vi erano anche diversi sanminiatesi. Nei primi mesi del 1944 la Vetreria Taddei fu interessata da due episodi molto gravi: il primo fu l'incursione aerea alleata della notte fra il 22 e il 23 gennaio 1944, mentre il secondo fu il rastrellamento tedesco dell'8 marzo successivo.

Ciò che rimane del forno della Vetreria Taddei
Empoli, piazza 8 marzo
Foto di Francesco Fiumalbi

L'ARMISTIZIO E L'OPERAZIONE “NIGHT INTRUDER”
Dopo l'Armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943 gli Alleati dettero inizio alla cosiddetta operazione Night Intruder, affidata ai cacciabombardieri della Royal Air Force (RAF): sistematiche incursioni aeree notturne, con vere e proprie missioni, ma anche con lo scopo di colpire qualsiasi obiettivo capitasse a tiro. E così da una parte i bombardamenti “strategici” colpivano massicciamente le principali città industriali (per rimanere in Toscana, Livorno fu praticamente rasa al suolo), dall'altra i centri minori erano comunque sottoposti al fuoco di “Pippo” (questo l'appellativo con cui veniva più frequentemente indicato l'“incursore notturno”). A pagare il prezzo di sangue più elevato, come è facile da immaginare, furono i civili. Fu una vera e propria “guerra psicologica”, volta a dimostrare l'assoluta impotenza della Repubblica Sociale Italiana e dell'esercito germanico rispetto alla supremazia degli Alleati che di fatto agivano e colpivano come e dove volevano.
Uno di questi episodi accadde ad Empoli e ad essere colpita fu proprio la Vetreria Taddei, nella notte fra il 22 e il 23 gennaio 1944. L'incursione aerea provocò l'uccisione di 8 operai e il ferimento di altri 11. Per ulteriori dettagli sull'episodio e per maggiori approfondimenti si rimanda all'articolo di Claudio Biscarini Quando “Pippo” colpì a Empoli pubblicato sul sito Della Storia d'Empoli.

I DUE OPERAI SANMINIATESI CHE PERSERO LA VITA
Fra gli 8 operai che persero la vita quella sera c'erano anche due sanminiatesi. Il più giovane era PRONI LEONELLO, detto “Nello”. Aveva 34 anni, era sposato ed era residente al “Pinocchio”. Infatti il suo nome è indicato sull'epigrafe dedicata alle vittime per cause di guerra collocata il 5 novembre 1944 alla base del campanile di San Miniato Basso. In proposito si veda Una lapide per non dimenticare. Le vittime dell'ultima guerra a San Miniato Basso, a cura di L. Niccolai, Parrocchia dei Santi Martino e Stefano – San Miniato Basso, 2013, pp. 34-36.
Enzo Giani, nelle pagine del suo diario personale, al 23 gennaio 1944 annotò: «[...] Questa notte ad Empoli un aereoplano di ignota nazionalità ha lanciato due spezzoni distruggenti caduti sulla vetreria E. Taddei (questo è avvenuto alle ore 23,50 circa). Sono morti cinque operai i quali dovevano smontare alle 24, fra i quali vi era il figlio del Pruni (sic!) (ferroviere, collega di Zio Gigi e Zio Evangelista) [...]» [Estratto da E. Giani, Una ferrovia sulla linea del fronte. 1942-1944 Diario di Enzo Giani, a cura di C. Giani, F. Mandorlini, L. Niccolai, A. Zizzi, FM Edizioni, San Miniato, 2003, p. 90].
L'altro operaio si chiamava BIANCHI GUIDO. Aveva 44 anni ed era originario di Ponte a Elsa anche se da sposato si era trasferito a Pianezzoli, nel Comune di Empoli. Il suo nome infatti Il suo nome è nell'epigrafe dedicata alle vittime della Seconda Guerra Mondiale, collocata a Ponte a Elsa in via 2 Giugno (Comune di Empoli) sulla facciata dell'edificio ex Casa del Fascio, ex Caserma dei Carabinieri, ex Ufficio Postale. Il testo di tale iscrizione è stato poi replicato nel monumento situato in Piazza Alberi a Ponte a Elsa, nel Comune di San Miniato, inaugurato il 27 aprile 2014. In proposito si veda la pubblicazione I Caduti di Ponte a Elsa, Comitato “Bruno Falaschi” Ponte a Elsa, Comune di San Miniato, San Miniato, 2014, pp. 12, 53.

GLI SCIOPERI DEL MARZO 1944 E LA DEPORTAZIONE DEGLI OPERAI
Nei primi giorni del marzo 1944 gli operai impiegati nelle industrie dell'Italia centro-settentrionale dettero vita ad un'imponente serie di scioperi. Sono considerati come il più grande sciopero generale che si tenne nei territori occupati dai tedeschi e si trattò di una vera e propria manifestazione contro la RSI e l'occupazione nazi-fascista.
Secondo i dati ufficiali della Repubblica Sociale Italiana aderirono oltre 200mila operai, ma forse furono molti di più. Fu una cosa veramente mai vista ed inimmaginabile anche solo fino a pochi mesi prima. Di fronte all'accaduto, il 6 marzo Hitler in persona ordinò che il 20% degli scioperanti italiani venisse deportato in Germania e messo a disposizione nei campi di lavoro. Tuttavia dei circa 70mila deportati previsti, in realtà furono inviate ai lager 1200 persone circa provenienti anche dalla Toscana.

IL RASTRELLAMENTO ALLA VETRERIA TADDEI
La mattina dell'8 marzo 1944 alla Vetreria Taddei furono prelevati con la forza oltre venti operai. Condotti alla stazione ferroviaria, furono tradotti a Firenze, da qui inviati al nord Italia ed infine a Mauthausen. Per ulteriori dettagli e riferimenti si rimanda all'articolo di Claudio Biscarini Discesa nell'inferno pubblicato sul sito Della Storia d'Empoli.
Enzo Giani, nelle pagine del suo diario personale, al 9 marzo 1944 annotò: «[...] Gli scioperi in Alta Italia continuano. A Firenze, ieri i tedeschi ed i "militi" fecero delle retate di uomini prendendoli prigionieri per mandarli a lavorare in Germania [...] Alla vetreria Taddei di Empoli i tedeschi andarono in fabbrica e presero un reparto di operai, ed ancora in maglietta da lavoro li portarono in stazione dove il treno per la Germania li attendeva. La pentola bolle e bolle anche l'animo del popolo! Situazione più critica di questa, credo, che nessun paese europeo in questa guerra, l'abbia passata [...]» [Estratto da E. Giani, Una ferrovia sulla linea del fronte. 1942-1944 Diario di Enzo Giani, a cura di C. Giani, F. Mandorlini, L. Niccolai, A. Zizzi, FM Edizioni, San Miniato, 2003, p. 100].
Di questo episodio rimane memoria anche sull'iscrizione presente presso il Binario 6 della Stazione di Firenze Santa Maria Novella, la cui immagine è proposta di seguito.


Iscrizione in memoria dei deportati nei campi di sterminio
collocata alla testa del binario 6 della Stazione di Firenze S.M.N.
Foto di Francesco Fiumalbi

L'OPERAIO SANMINIATESE DEPORTATO A MAUTHAUSEN
Fra i deportati della Vetreria Taddei di Empoli c'era anche un sanminiatese. Si chiamava GIOVACCHINO MAGGIORELLI e aveva 22 anni. Abitava a San Miniato Basso, in viale Marconi. Fu internato presso il lager di Mauthausen. Probabilmente dichiarato inabile a lavorare (non sappiamo se a seguito di un infortunio o per malattia, o per altri motivi) fu tradotto al Castello di Hartheim, dove morì il 4 settembre 1944. Infatti il suo nome compare sull'epigrafe dedicata alle vittime per cause di guerra collocata il 5 novembre 1944 alla base del campanile di San Miniato Basso. Per pprofondire si veda Una lapide per non dimenticare. Le vittime dell'ultima guerra a San Miniato Basso, a cura di L. Niccolai, Parrocchia dei Santi Martino e Stefano – San Miniato Basso, 2013, p. 34.

LE ISCRIZIONI IN MEMORIA DEGLI OPERAI DELLA VETRERIA TADDEI
In memoria degli operai deportati e di quelli rimasti uccisi durante l'incursione aerea, furono collocate due epigrafi. La prima nel 1948, nell'immediato dopoguerra, con i nomi dei soli operai della Vetreria Taddei. La seconda, più ampia, fu collocata l'8 marzo 1999 e riporta i nomi anche degli altri deportati empolesi dell'8 marzo 1944.

Trascrizione della prima epigrafe, collocata il 10 aprile 1948:

DA QUESTO LUOGO
OVE SUONA ARMONIOSA LA NOTA DELL'UMANO LAVORO
FURONO IL DI' 8.3.1944 VILMENTE DEPORTATI
NEI CAMPI DI MORTE DELLA GERMANIA
VENTITRE ONESTI LAVORATORI
A QUESTE VITTIME DELLA TEUTONICA BARBARIE
VANNO NELL'ACCORATO RICORDO CONGIUNTI
GLI OTTO OPERAI UCCISI LA NOTTE DEL 22.1.1944 DA UNO SPEZZONE
SU QUESTO STABILIMENTO GETTATO PER MANIA DISTRUGGITRICE
E GLI ALTRI CHE PUR QUI ATTESERO ALLA QUOTIDIANA FATICA
E CHE LA GIOVANE VITA PERDETTERO
NELL'ULTIMA MONDIALE CONFLAGRAZIONE
I COMPAGNI DI LAVORO NELLE ESECRAZIONE DELLA GUERRA
NELL'AUSPICIO DELLA PACE FECONDA FRA I POPOLI
VOLLERO DEI PREDILETTI FRATELLI RICORDATO
IL SACRIFICIO E IL MARTIRIO
10 APRILE 1948

NOMI DEGLI OPERAI DI QUESTA FABBRICA DEPORTATI E DECEDUTI
NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO DELLA GERMANIA
E MORTI PER BOMBARDAMENTO AEREO IN QUESTA STESSA FABBRICA

ANTONINI ALBERTO DI ANNI 42
BAGNOLI GIUSEPPE 63
BURLO REMO 34
BARBIERI MARTINO 23
BIOTTI GIULIANO 17
CANTINI FIORENZO 19
COMUNALE GAETANO 45
CAPONI GUIDO 43
CAPONI LUIGI 31
CINOTTI LORENZO 76
CASALINI ANGELO 43
FALCETTI UGO 39
FONTANELLI RAOUL 43
GASPARRI SILVANO 16
GAMBASSI LUIGI 51
GRANDI FERDINANDO 40
LAZZERI MARIO 49
NENCIONI GIUSEPPE 40
PELLEGRINI GIUSEPPE 38
SOLDI DEGL'INNOCENTI ITALO 36
ZINGONI LUIGI 37

------

CIPRIANI SIRO 31
CALUGI PAOLO 47
CALUGI ELIANO 21
MANCINI ANGELO 31
PORTOGALLI GIUSEPPE 65
VALLEGGI GINO 44

L'epigrafe collocata il 10 aprile 1948 a memoria delle vittime della Vetreria Taddei
Empoli, piazza 8 marzo
Foto di Francesco Fiumalbi

L'epigrafe collocata l'8 marzo 1999 in memoria delle vittime della Vetreria Taddei
e degli altri deportati empolesi dell'8 marzo 1944
Empoli, piazza 8 marzo
Foto di Francesco Fiumalbi

domenica 18 giugno 2017

DBDSM - MAGGIORELLI GIOVACCHINO

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DBDSM – MAGGIORELLI GIOVACCHINO
Giovacchino Maggiorelli di Cesare [San Miniato, 3 marzo 1922 – Austria, 4 settembre 1944], abitante a San Miniato Basso in viale Marconi. Lavorava come operaio presso la vetreria Taddei di Empoli. L'8 marzo 1944, mentre si trovava sul posto di lavoro, alcuni militari tedeschi entrarono nella vetreria e presero 26 operai e altre 36 persone, fra questi anche Giovacchino Maggiorelli. I catturati vennero caricati su vagoni ferroviari presso la stazione di Empoli e inviati nei campi di lavoro in Germania.
Giovacchino Maggiorelli fu condotto in Austria e internato presso il lager di Mauthausen. Probabilmente dichiarato inabile a lavorare (non sappiamo se a seguito di un infortunio o per malattia, o per altri motivi) fu tradotto al Castello di Hartheim, dove morì il 4 settembre 1944.
Il suo nome compare sull'epigrafe dedicata alle vittime per cause di guerra collocata il 5 novembre 1944 alla base del campanile di San Miniato Basso.
Il suo nome è indicato anche nell'epigrafe dedicata agli operai della Vetreria Taddei deportati e deceduti nei campi di concentramento della Germania e morti per il bombardamento aereo in questa stessa fabbrica, collocata il 10 aprile 1948 in Largo 8 marzo del '44 ad Empoli.  In proposito si veda il post: I SANMINIATESI DELLA VETRERIA TADDEI DI EMPOLI CHE MORIRONO DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE.

FONTI E RIFERIMENTI: Archivio Storico del Comune di San Miniato, Corrispondenza, Anno 1945, Atti del Comune già carte raccolte dall'assessore Renzo Caponi. Materiali originali eccidio Duomo. Relazione Giannattasio e altro, F200 S062 UF184, Civili domiciliati a S. Miniato che risultano deceduti in altri Comuni o all'Estero per eventi bellici; Elenco dei deportati italiani morti a Mauthausen. Elenco parziale elaborato dopo la liberazione in base ai ricordi dei superstiti e registri del lager che sono stati salvati in V. Pappalettera, Tu passerai per il camino, Mursia, Milano, 1965, n. 2535, p. 294; E. Giani, Una ferrovia sulla linea del fronte. 1942-1944 Diario di Enzo Giani, a cura di C. Giani, F. Mandorlini, L. Niccolai, A. Zizzi, FM Edizioni, San Miniato, 2003, p. 100; Una lapide per non dimenticare. Le vittime dell'ultima guerra a San Miniato Basso, a cura di L. Niccolai, Parrocchia dei Santi Martino e Stefano – San Miniato Basso, 2013, p. 34.

DBDSM - PRONI LEONELLO

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DBDSM – PRONI LEONELLO
Leonello “Nello” Proni di Pietro e Scali Isolina [San Miniato, 16 maggio 1909 – Empoli, 22 gennaio 1944], originario della parrocchia di Cigoli (comprendente Cigoli, Molino d'Egola e La Catena), in seguito abitante a San Miniato Basso e sposato con Amelia Pistolesi. Lavorava alla vetreria Taddei di Empoli che fu colpita da ordigni esplosivi sganciati dall'aviazione alleata la notte fra il 22 e il 23 gennaio 1944. In tale circostanza rimasero uccisi otto operai fra cui Leonello Proni.
Il suo nome, indicato come “Nello” compare sull'epigrafe dedicata alle vittime per cause di guerra collocata il 5 novembre 1944 alla base del campanile di San Miniato Basso.
Il suo nome è indicato come “Leonello” nell'epigrafe dedicata agli operai della Vetreria Taddei deportati e deceduti nei campi di concentramento della Germania e morti per il bombardamento aereo in questa stessa fabbrica, collocata il 10 aprile 1948 in Largo 8 marzo del '44 ad Empoli.  In proposito si veda il post: I SANMINIATESI DELLA VETRERIA TADDEI DI EMPOLI CHE MORIRONO DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE.

FONTI E RIFERIMENTI: Archivio Storico del Comune di San Miniato, Corrispondenza, Anno 1945, Atti del Comune già carte raccolte dall'assessore Renzo Caponi. Materiali originali eccidio Duomo. Relazione Giannattasio e altro, F200 S062 UF184, Civili domiciliati a S. Miniato che risultano deceduti in altri Comuni o all'Estero per eventi bellici; E. Giani, Una ferrovia sulla linea del fronte. 1942-1944 Diario di Enzo Giani, a cura di C. Giani, F. Mandorlini, L. Niccolai, A. Zizzi, FM Edizioni, San Miniato, 2003, p. 90. Una lapide per non dimenticare. Le vittime dell'ultima guerra a San Miniato Basso, a cura di L. Niccolai, Parrocchia dei Santi Martino e Stefano – San Miniato Basso, 2013, pp. 34-36.

domenica 11 giugno 2017

ISVP-032 – CIGOLI: LA CROCE E LE LAPIDI CON LE VITTIME DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

1 commento:
a cura di Francesco Fiumalbi
SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Croce
Luogo: Cigoli, sagrato antistante la chiesa di S. Giovanni Battista
Tipologia: Croce
Tipologia immagine: Crocifisso
Soggetto: Crocifisso
Altri soggetti: Vittime e Caduti 2° Guerra Mondiale
Autore: Parrocchia di Cigoli
Epigrafe: SI
Indulgenza: NO
Periodo: 1947
Riferimenti: Mons. Felice Beccaro Vescovo di San Miniato
Id: APSM-ISVP-032

La croce nei pressi della chiesa di Cigoli
Foto di Francesco Fiumalbi

DECRIZIONE
A Cigoli, in prossimità della Pieve di San Giovanni Battista, esattamente in cima alla salita – o se preferite all'inizio del Viale della Rimembranza – si trova una croce metallica di grandi dimensioni. Fu realizzata nel 1947 in sostituzione di una precedente, ormai malridotta. Fu inaugurata alla presenza del Vescovo di San Miniato Mons. Felice Beccaro il 20 luglio 1947, alla vigilia degli annuali festeggiamenti dedicati alla Madre dei Bimbi di Cigoli.

Il basamento da cui si eleva la croce è costituito da un massiccio parallelepipedo in laterizio. Sui tre lati, quello frontale e i due laterali, sono ricavate tre riquadrature all'interno delle quali sono state inserite altrettante epigrafi di marmo. Quella frontale rimanda al momento dell'inaugurazione e all'intenzione di innalzare la croce in memoria dei parrocchiani dalla bufera della guerra strappati all'affetto delle loro famiglie.
Dunque non si tratta solamente di un crocifisso, ma di un vero e proprio monumento ai “Caduti” e alle “Vittime” di guerra, realizzato a due anni dalla fine del conflitto e a tre dal passaggio del fronte dal territorio sanminiatese. Infatti nelle due epigrafi laterali si leggono i nomi di 26 civili e di 8 militari che persero la vita durante la Seconda Guerra Mondiale.

La croce nei pressi della chiesa di Cigoli
Foto di Francesco Fiumalbi

Ogni nome porta con sé la storia di ciascuna persona: bambini, uomini, donne ed anziani che restarono vittime di una morte violenta, improvvisa. Una morte non dettata da particolari “colpe”, ma dal solo fatto, spesso, di essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. Vittime non tanto della fatalità, quanto piuttosto dell'assurdità della guerra: una guerra dapprima lontana, poi sempre più vicina e che infine irruppe nel quotidiano, con tutto il suo carico di violenza e di morte. Dei civili, 3 sono bambini (sotto i 10 anni), 4 ragazzini (12-15 anni), 4 giovani adulti (19-22), 8 adulti (28-50 anni), 3 cinquantenni, 1 sessantenne e 3 ultrasettantenni. I maschi sono 19, mentre le femmine sono 7.
Di quasi tutte e 26 le vittime civili è nota la causa di morte, grazie anche a varie pubblicazioni che si sono susseguite negli anni: per incursioni aeree da parte degli Alleati (10), per la detonazione di ordigni alleati inesplosi (1), per lo scoppio di mine tedesche (3), per colpi d'artiglieria tedesca (6), per uccisione da parte di militari tedeschi (4), per schegge vaganti non identificate (1), per cause non specificate (1). Persero la vita tutti fra il 21 giugno e il 22 settembre 1944: i tre mesi estivi, i 30 giorni che precedettero l'arrivo dell'esercito statunitense e i due mesi successivi, quando l'Arno divenne una barriera all'avanzata Alleata e il fronte sostò per circa 40 giorni nel territorio sanminiatese.

E poi ci sono i soldati: alcuni probabilmente partiti con convinzione, altri per la coscrizione obbligatoria. Solo di uno sappiamo che fu un esponente di spicco del fascio sanminiatese. Gli altri erano tutti ventenni o poco più, ciascuno col proprio bagaglio di sogni, speranze e aspirazioni. Partiti con l'illusione che la guerra sarebbe stata breve e vittoriosa, ma che si rivelò loro fatale. Degli 8 soldati caduti, 1 morì sul fronte Jugoslavo, 2 in Africa Settentrionale, 3 nella campagna di Russia, 1 fu deportato in Germania e 1 per cause non specificate.

La croce nei pressi della chiesa di Cigoli
Foto di Francesco Fiumalbi

E' certamente significativo che le Vittime civili siano affiancate dai Caduti militari. Una circostanza completamente nuova, se pensiamo ai Monumenti ai Caduti della Prima Guerra Mondiale dove sono riportati i nomi di centinaia di ragazzi, tutti soldati – quasi 500 nel solo Comune di San Miniato. La Seconda Guerra Mondiale fu diversa, arrivò fin dentro i paesi, dentro le case. Non ci furono distinzioni: civili e militari morirono in egual misura e furono uccisi tanto dai “nemici” che diventarono “amici” (gli Alleati), quanto dagli “amici” diventati “nemici” (i tedeschi).

Di seguito sono riportati i testi delle epigrafi. Cliccando sui nomi è possibile accedere alla pagine dedicate a ciascuno, contenenti alcune note biografiche e gli opportuni riferimenti documentari, bibliografici ed epigrafici.

Epigrafe frontale:
CIGOLI 20 VII 1947

IN SOSTITUZIONE DELLA VECCHIA E CADENTE
COL CONSENSO E CONCORSO DEL POPOLO
E' STATA INALZATA QUESTA CROCE
IN MEMORIA DEI PARROCCHIANI
DALLA BUFERA DELLA GUERRA
STRAPPATI ALL'AFFETTO DELLE LORO FAMIGLIE

MONS. FELICE BECCARO
VESCOVO DI S. MINIATO
SOLENNEMENTE BENEDI'
+
IN PACE

Epigrafe laterale sinistra:

PINORI BELLARMINO                            DI ANNI               5
PINORI GASPERO                                        “                      3
LIPPI SILIO                                                    “                    18
TRINCHETTI SANTI                                      “                    42
DI RESTA DOMENICO                                  “                   22
MAZZEO ADINOLFO (sic!)                          “                   22
GARGANI ISOLA NEI REMORINI                “                   69
CASALINI PIETRO                                         “                   70
GHIZZANI ANGIOLO                                    “                   45
VALORI PIETRO                                            “                   15
CALVETTI FALIERO                                       “                   36
CHESI PIA NEI CALVETTI                             “                   37
BAGNOLI SERAFINO                                    “                  76
GUAZZINI SANTI                                          “                   39
CHINI VASCO                                                “                  29
SALVADORI EMILIA NEI CECCATELLI         “                  54
ARZILLI GINO                                                “                  43
TERRENI GIOVANNI                                     “                  19
CAVALLINI EMILIO                                       “                  57
GIOVANNONI FIDALMA                              “                  51

Epigrafe laterale destra:

SORDI ROSINA                                      DI ANNI             12
CECCONI ANNUNZIATA NEI GIULIANI       “                 75
AGABITI GIULIO                                            “                 15
PUCCI FRANCO                                             “                 13
PUCCI ADELMO                                            “                   9
TOMEI MARIANNA NEI GIORGI                 “                 38

CAP. MED. GIANI GIULIO
SOLD. TURI LIDO

L'epigrafe centrale
della croce nei pressi della chiesa di Cigoli
Foto di Francesco Fiumalbi

L'epigrafe laterale sinistra
della croce nei pressi della chiesa di Cigoli
Foto di Francesco Fiumalbi

L'epigrafe laterale destra
della croce nei pressi della chiesa di Cigoli
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