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domenica 25 giugno 2023

Presentazione della pala d'altare di Benedetto Veli - San Miniato 23 giugno 2023 - Fondazione CRSM

Venerdì 23 giugno 2023, presso Palazzo Grifoni, la Fondazione CRSM ha presentato al pubblico la pala d’altare firmata da Benedetto Veli nel 1594 e raffigurante una Madonna col Bambino con San Baudolino d’Asti e Giovanni Oldrati da Meda (dim. 204x145).

La tela è stata acquistata dalla Fondazione CRSM da una casa d’aste svedese, poiché secondo gli studi del dott. Alessandro Nesi proverrebbe dalla chiesa di Cigoli, dalla quale sarebbe partita agli inizi del ‘900 per motivi ad oggi non conosciuti.
I santi appartenevano all’Ordine degli Umiliati che fu soppresso nel 1571 ma, a uno dei suoi ultimi frati, fu permesso da Papa Pio V di risiedere a Cigoli, con funzioni di custode del Santuario.
Alla presentazione sono intervenuti Antonio Guicciardini Salini Presidente della Fondazione CRSM, mons. Giovanni Paccosi Vescovo di San Miniato, il Sindaco Simone Giglioli, don Francesco Ricciarelli parroco di Cigoli, oltre allo storico dell’arte Alessandro Nesi.




Di seguito il video e alcune immagini dell'iniziativa:






domenica 14 febbraio 2016

PRESENTAZIONE DEI LAVORI DI RESTAURO E RIAPERTURA AL CULTO DELLA PIEVE DI SAN GIOVANNI A CORAZZANO – 13 FEBBRAIO 2016

a cura di Francesco Fiumalbi

Un lungo ed elegante tappeto rosso ha accolto le tantissime persone che, nella giornata di sabato 13 febbraio 2016, sono accorse alla Pieve di Corazzano. E' il tappeto che viene utilizzato per le occasioni importanti, per le feste più solenni. E questa lo è stata sicuramente.
Dopo un biennio di lavori (2013-2015), coordinati dalla restauratrice Lidia Cinelli, e grazie al contributo della Fondazione CRSM, l'interno della chiesa di San Giovanni è finalmente tornato a risplendere. Importantissimi, per la riuscita dell'impresa, anche l'amore e l'attaccamento della comunità di Corazzano e della Valdegola, stretta al proprio parroco Don Francesco Ricciarelli. Anche Mons. Andrea Migliavacca, da poco Vescovo di San Miniato, si è reso conto della straordinarietà dell'evento. Nonostante fosse presente in calendario un'altra occasione eccezionale, come l'apertura della Porta Santa alla chiesa di San Giovanni Evangelista di Ponsacco, ha voluto partecipare personalmente, impartire la benedizione alla Pieve e riaprirla ufficialmente al culto.


L'intervento di Mons. Andrea Migliavacca Vescovo di San Miniato
Foto di Francesco Fiumalbi

A memoria d'uomo, nessuno ricordava la Pieve di Corazzano così. Sono molti anni, infatti, che il tempo e l'incuria (per lo più dovuta alla necessità di grandi interventi a fronte di scarse disponibilità economiche) minacciavano questo splendido esempio di architettura romanica. Un passo alla volta, dapprima con il consolidamento della collina retrostante e delle fondazioni, poi la sistemazione del tetto e infine con il ripristino dell'apparato decorativo, la chiesa è stata completamente restaurata. Adesso, la comunità parrocchiale (ma anche la comunità sanminiatese in senso più ampio) può davvero essere nuovamente orgogliosa del proprio monumento. Sì, perché la Pieve di Corazzano fu dichiarata “Monumento Nazionale” nel 1899 ed ancora oggi la sua immagine è evocativa per tutta la Valdegola: la semplicità e la schiettezza delle sue forme, la posizione visibile in tutta la vallata, il rosso del laterizio che risalta rispetto allo sfondo verde circostante, il suono antico delle campane nella tranquillità della campagna toscana. Adesso anche con un interno completamente restaurato e pronto ad accogliere nuovamente i fedeli.

La preghiera prima della benedizione impartita da
Mons. Andrea Migliavacca Vescovo di San Miniato, affiancato da
Don Fracesco Ricciarelli, parroco di Corazzano
Foto di Francesco Fiumalbi

Il restauro degli interni è consistito nel ripristino completo dell'apparato decorativo pittorico delle superfici verticali. La restauratrice Lidia Cinelli ha mostrato le immagini della situazione precedente ai lavori, evidenziando lo stato di forte degrado e alterazione, dovuto certamente alla mancanza di manutenzione per molti anni, ma anche ad interventi sulle murature che avevano compromesso in maniera significativa lo stato di conservazione delle finiture. Il restauro è stato un lungo e certosino lavoro di pulitura, stuccatura e ripristino pittorico. Intervento, così eseguito, reso possibile dal fatto che si tratta di una mera decorazione superficiale, per di più realizzata in epoca relativamente moderna (seconda metà dell'800), il restauro non è stato solamente “conservativo” in senso stretto, ma è andato a riempire e ricostruire, in maniera il più possibile filologica, i vuoti e le mancanze venutesi a creare nel tempo.

Un momento della presentazione dei
lavori di restauro condotti da Lidia Cinelli
Foto di Francesco Fiumalbi

Senza eccedere in sontuosità e nella ricercatezza estetica, adesso la Pieve di Corazzano si mostra al suo interno con essenziale dignità ed un pizzico di eleganza, grazie alle superfici trattate con “marmorino” di colore bianco, scandito da fasce rosate ogni tre ricorsi orizzontali. Per certi versi un trattamento simile a quello che si può osservare all'interno della Cattedrale e nella vicina chiesa di Balconevisi (dove però le fasce sono in finto bardiglio azzurro cinereo con venature bianche). Nell'abside è stata ripristinata l'originaria decorazione basamentaria, modellata come le ideali specchiature di un coro ligneo. Più impegnativo l'intervento sulla calotta che, prima dei lavori, si presentava estremamente danneggiata. L'altare laterale, le immagini di Sant'Eurosia e della Madonna del Latte, sono adesso inserite in una semplice e decorosa riquadratura. La nuova illuminazione, infine, contribuisce a restituire l'unità spaziale della navata e ad apprezzare il grande lavoro che è stato svolto.

Ancora un'immagine della presentazione dei
lavori di restauro condotti da Lidia Cinelli
Foto di Francesco Fiumalbi

Di seguito è proposto il video dell'inaugurazione dei lavori di restauro. Dopo i saluti iniziali di Don Francesco Ricciarelli, il saluto e la benedizione del Vescovo Mons. Andrea Migliavacca e l'esposizione della restauratrice Lidia Cinelli. Al termine, dopo l'intermezzo musicale offerto dal coro “Voci della Valdegola, l'intervento di Giovan Battista Mattii per la Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.

La benedizione del Vescovo e la presentazione dei restauri
Video di Francesco Fiumalbi

La Pieve di San Giovanni a Corazzano
Foto di Francesco Fiumalbi





domenica 31 gennaio 2016

[VIDEO] DA JACA A CORAZZANO - PRESENTAZIONE DEL LIBRO E RECENSIONE

"Da Jaca a Corazzano. Il culto di Sant’Eurosia, patrona della campagne, tra storia e leggenda è il libro scritto da Don Francesco Ricciarelli e dedicato alla santa venerata in Valdegola. E' stato presentato in alcune occasioni, fra cui presso la Fondazione Montanelli Bassi di Fucecchio nella giornata di sabato 23 gennaio 2016. Oltre all'autore, erano presenti il Prof. Alberto Malvolti (Pres. Fondazione Montanelli Bassi) e il pittore Luca Macchi che ha proposto un'interessante introduzione iconografica su Sant'Eurosia.

Un momento della presentazione del libro
Da sx: Don Francesco Ricciarelli, Luca Macchi, Alberto Malvolti
Foto di Francesco Fiumalbi

Proprio in quella occasione è stato realizzato il video proposto di seguito, a beneficio di quanti non hanno potuto partecipare:



  Don Francesco Ricciarelli, "Da Jaca a Corazzano. Il culto di Sant’Eurosia, patrona della campagne, tra storia e leggenda”, La Conchiglia di Santiago, 2015. Presentazione del libro, sabato 23 gennaio 2016.
Video di Francesco Fiumalbi

Di seguito è proposta anche la recensione formulata da Alexander Di Bartolo e pubblicata sul settimanale La Domenica (per gentile disponibilità dell'autore):

Il libro “Da Jaca a Corazzano” del sacerdote diocesano don Francesco Ricciarelli ha motivi per entrare a far parte della biblioteca personale di ogni fedele della Diocesi. Il sottotitolo “Il culto di
Sant’Eurosia ‘Patrona delle campagne’ fra storia e leggenda” dice tanto, ma non dice tutto. In quasi cento pagine infatti si coagulano ricerche, esperienze di vita, storie, immagini emozionali, che l’autore è riuscito a ben sintetizzare in un’opera che – lasciatecelo dire – è un po’ libro di avventura e un po’ agiografia. Il volume segue un itinerario, reale e virtuale, dalle campagne della Valdegola alla città di Jaca, sui Pirenei, che l’autore ha voluto percorrere veramente dopo aver raccolto molteplici indizi, dalle fonti più disparate.

La domanda che don Ricciarelli si è posto sin dal suo arrivo nella parrocchia di Corazzano è stata la “bussola” dei suoi viaggi: “chi è Sant’Eurosia?” Ce lo siamo chiesti anche noi appena avuto il libro tra le mani, edito – significativamente – nella collana di scrittura dell’editore locale “La conchiglia di Santiago”. Il volume risponde alla domanda sull’agiografia della Santa, ma va oltre il censimento delle fonti e la descrizione del mistero sull’origine della biografata. Don Francesco ricostruisce in maniera certosina gli scavi archivistici che ha compiuto per reperire tutte le notizie a disposizione e ci racconta, quasi in un virtuale diario di bordo, il viaggio compiuto per ritrovare il paese di origine del culto, arroccato sui Pirenei. Il libro però va oltre la ricerca storica e cerca di rispondere a un secondo quesito che tutti noi, nelle nostre parrocchie diocesane, spesso ci poniamo: perché c’è una particolare devozione per un santo nella nostra parrocchia?

Da cosa deriva, quindi, il culto tributato a Sant’Eurosia, che la Tradizione ha portato sino a noi? Il lettore troverà nel libro le risposte, accompagnato dal profumo del mirto, dalla storia dei simbolismi, dai racconto orali, dalle note dell’inno alla Santa, dal ritornello dei devoti corazzanesi che in processione erano soliti cantare: “O Sant’Eurosia impietraci, che il buon Gesù ci furmini …” Il volume è arricchito quindi da una folta parte documentale in appendice e da bellissime foto in bianco e nero che Daniele Alamia ha voluto regalare ai lettori, immortalando magistralmente, come solo l’artista dell’obbiettivo fotografico sa fare, alcuni momenti di devozione popolare nella parrocchia di Corazzano. Un libro da gustare pagina per pagina e che si legge davvero con la curiosità di una storia piena di colpi di scena.

giovedì 10 dicembre 2015

DA JACA A CORAZZANO - PRESENTAZIONE LIBRO DI FRANCESCO RICCIARELLI - DOM 13 DICEMBRE 2015 ORE 17.30

Comunicato Stampa
(da Andrea Mancini - La Conchiglia di Santiago)

"Da Jaca a Corazzano. Il culto di Sant’Eurosia, patrona della campagne, tra storia e leggenda”, sarà presentato domenica 13 dicembre 2015 alle ore 17,30 al Circolo Arci di Corazzano. Scritto da don Francesco Ricciarelli, il libro è edito dalla Conchiglia di Santiago e si può acquistare in tutte le librerie d’Italia.
Alla serata saranno presenti oltre all’autore, anche Marzia Bellini e l’editore Andrea Mancini, insieme a Daniele Alamia, il fotografo che ha realizzato moltissimi straordinari scatti sulla processione dedicata a Sant’Eurosia, che ogni anno si celebra per le strade di Corazzano. Tra l’altro, in queste fotografie c’è anche don Luciano Marrucci, il prete che ha riscoperto la storia della santa, venerata in queste che erano state le sue parrocchie. Don Luciano è scomparso proprio qualche giorno fa e domenica sarà un’occasione per ricordarlo.
Il libro di veste agile e raffinata è un volume di notevole interesse. Scritto con semplicità (e anche con fede), non rinuncia ad una sua scientificità, nel senso che riscopre le origini spagnole di questa santa e ne racconta la storia, spesso inventata, ma anche ricca di suggestione e di fascino, a partire da Jaca, in Spagna, agli inizi del Cammino di Santiago, dove il culto ha preso origine. Scrive Ricciarelli: “Mentre i vertici della Chiesa si muovevano con la consueta cautela e gli studiosi si accapigliavano in lunghe diatribe su documenti per lo più falsi, la devozione per Sant’Eurosia aumentava, a livello popolare, estendendosi anche alle campagne italiane. Rivestita con i panni di una principessa boema, inserita in un contesto diverso da quello in cui era storicamente vissuta, investita di una vocazione, quella matrimoniale, che non era stata la sua, Sant’Eurosia continuava a risplendere agli occhi dei fedeli per il suo patronato sui frutti della terra e per il suo esempio di fede, di amore per Cristo e di fortezza nel martirio”.
Il libro è arricchito con una serie di immagini dedicate alla santa, molte delle quali relative a chiese italiane, lette con lo scrupolo dei più recenti studi di iconografia; c’è poi il servizio di Daniele Alamia, che riesce far pensare alle grandi campagne fotografiche realizzate soprattutto al sud d’Italia da grandi nomi della fotografia internazionale.
Anche la prefazione ha una firma d’eccezione, quella di mons. Fausto Tardelli, l’attuale vescovo di Pistoia, per molti anni, titolare a San Miniato.


Francesco Ricciarelli è nato a Fucecchio (Fi) nel 1970. Sacerdote della Diocesi di San Miniato e giornalista pubblicista. Si è laureato in Lingue e letterature straniere moderne all’Università di Pisa con una tesi sul poeta Gerald Manley Hopkins e ha conseguito la licenza in Teologia fondamentale alla Pontificia Università Gregoriana di Roma con una dissertazione sul problema del male negli scritti di Pierangelo Sequeri e René Girard. E' pievano di Santa Maria in Valdegola, parrocchia di recente costituzione nata dall’unione delle comunità di Corazzano, La Serra, Balconevisi e Moriolo (frazioni di San Miniato). Svolge diversi incarichi a livello diocesano nel campo della cultura e della comunicazione, tra cui la direzione della Scuola di Teologia, della Biblioteca del Seminario e del settimanale “La Domenica”, sulle cui colonne scrive regolarmente.



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