Venerdì 23 giugno 2023, presso Palazzo Grifoni, la Fondazione CRSM ha presentato al pubblico la pala d’altare firmata da Benedetto Veli nel 1594 e raffigurante una Madonna col Bambino con San Baudolino d’Asti e Giovanni Oldrati da Meda (dim. 204x145).
La tela è stata acquistata dalla Fondazione CRSM da una casa d’aste svedese, poiché secondo gli studi del dott. Alessandro Nesi proverrebbe dalla chiesa di Cigoli, dalla quale sarebbe partita agli inizi del ‘900 per motivi ad oggi non conosciuti.
I santi appartenevano all’Ordine degli Umiliati che fu soppresso nel 1571 ma, a uno dei suoi ultimi frati, fu permesso da Papa Pio V di risiedere a Cigoli, con funzioni di custode del Santuario.
Alla presentazione sono intervenuti Antonio Guicciardini Salini Presidente della Fondazione CRSM, mons. Giovanni Paccosi Vescovo di San Miniato, il Sindaco Simone Giglioli, don Francesco Ricciarelli parroco di Cigoli, oltre allo storico dell’arte Alessandro Nesi.
Di seguito il video e alcune immagini dell'iniziativa:
Un
lungo ed elegante tappeto rosso ha accolto le tantissime persone che,
nella giornata di sabato 13 febbraio 2016, sono accorse alla Pieve di
Corazzano. E' il tappeto che viene utilizzato per le occasioni
importanti, per le feste più solenni. E questa lo è stata
sicuramente.
Dopo
un biennio di lavori (2013-2015), coordinati dalla restauratrice
Lidia Cinelli, e grazie al contributo della Fondazione CRSM,
l'interno della chiesa di San Giovanni è finalmente tornato a
risplendere. Importantissimi, per la riuscita dell'impresa, anche
l'amore e l'attaccamento della comunità di Corazzano e della
Valdegola, stretta al proprio parroco Don Francesco Ricciarelli.
Anche Mons. Andrea Migliavacca, da poco Vescovo di San Miniato, si è
reso conto della straordinarietà dell'evento. Nonostante fosse
presente in calendario un'altra occasione eccezionale, come
l'apertura della Porta Santa alla chiesa di San Giovanni Evangelista
di Ponsacco, ha voluto partecipare personalmente, impartire la
benedizione alla Pieve e riaprirla ufficialmente al culto.
L'intervento di Mons. Andrea Migliavacca Vescovo di San Miniato
Foto di Francesco Fiumalbi
A
memoria d'uomo, nessuno ricordava la Pieve di Corazzano così. Sono
molti anni, infatti, che il tempo e l'incuria (per lo più dovuta
alla necessità di grandi interventi a fronte di scarse disponibilità
economiche) minacciavano questo splendido esempio di architettura
romanica. Un passo alla volta, dapprima con il consolidamento della
collina retrostante e delle fondazioni, poi la sistemazione del tetto
e infine con il ripristino dell'apparato decorativo, la chiesa è
stata completamente restaurata. Adesso, la comunità parrocchiale (ma
anche la comunità sanminiatese in senso più ampio) può davvero
essere nuovamente orgogliosa del proprio monumento. Sì, perché la
Pieve di Corazzano fu dichiarata “Monumento Nazionale” nel 1899
ed ancora oggi la sua immagine è evocativa per tutta la Valdegola:
la semplicità e la schiettezza delle sue forme, la posizione
visibile in tutta la vallata, il rosso del laterizio che risalta
rispetto allo sfondo verde circostante, il suono antico delle campane
nella tranquillità della campagna toscana. Adesso anche con un
interno completamente restaurato e pronto ad accogliere nuovamente i
fedeli.
La preghiera prima della benedizione impartita da
Mons. Andrea Migliavacca Vescovo di San Miniato, affiancato da
Don Fracesco Ricciarelli, parroco di Corazzano
Foto di Francesco Fiumalbi
Il
restauro degli interni è consistito nel ripristino completo
dell'apparato decorativo pittorico delle superfici verticali. La
restauratrice Lidia Cinelli ha mostrato le immagini della situazione
precedente ai lavori, evidenziando lo stato di forte degrado e
alterazione, dovuto certamente alla mancanza di manutenzione per
molti anni, ma anche ad interventi sulle murature che avevano
compromesso in maniera significativa lo stato di conservazione delle
finiture. Il restauro è stato un lungo e certosino lavoro di
pulitura, stuccatura e ripristino pittorico. Intervento, così
eseguito, reso possibile dal fatto che si tratta di una mera
decorazione superficiale, per di più realizzata in epoca
relativamente moderna (seconda metà dell'800), il restauro non è
stato solamente “conservativo” in senso stretto, ma è andato a
riempire e ricostruire, in maniera il più possibile filologica, i
vuoti e le mancanze venutesi a creare nel tempo.
Un momento della presentazione dei
lavori di restauro condotti da Lidia Cinelli
Foto di Francesco Fiumalbi
Senza
eccedere in sontuosità e nella ricercatezza estetica, adesso la
Pieve di Corazzano si mostra al suo interno con essenziale dignità
ed un pizzico di eleganza, grazie alle superfici trattate con
“marmorino” di colore bianco, scandito da fasce rosate ogni tre
ricorsi orizzontali. Per certi versi un trattamento simile a quello
che si può osservare all'interno della Cattedrale e nella vicina
chiesa di Balconevisi (dove però le fasce sono in finto bardiglio
azzurro cinereo con venature bianche). Nell'abside è stata
ripristinata l'originaria decorazione basamentaria, modellata come le
ideali specchiature di un coro ligneo. Più impegnativo l'intervento
sulla calotta che, prima dei lavori, si presentava estremamente
danneggiata. L'altare laterale, le immagini di Sant'Eurosia e della
Madonna del Latte, sono adesso inserite in una semplice e decorosa
riquadratura. La nuova illuminazione, infine, contribuisce a
restituire l'unità spaziale della navata e ad apprezzare il grande
lavoro che è stato svolto.
Ancora un'immagine della presentazione dei
lavori di restauro condotti da Lidia Cinelli
Foto di Francesco Fiumalbi
Di
seguito è proposto il video dell'inaugurazione dei lavori di
restauro. Dopo i saluti iniziali di Don Francesco Ricciarelli, il
saluto e la benedizione del Vescovo Mons. Andrea Migliavacca e
l'esposizione della restauratrice Lidia Cinelli. Al termine, dopo
l'intermezzo musicale offerto dal coro “Voci della Valdegola,
l'intervento di Giovan Battista Mattii per la Fondazione Cassa di
Risparmio di San Miniato.
La benedizione del Vescovo e la presentazione dei restauri
"Da
Jaca a Corazzano. Il culto di Sant’Eurosia, patrona della campagne,
tra storia e leggendaӏ il libro scritto da Don Francesco Ricciarelli e dedicato alla santa
venerata in Valdegola. E' stato presentato in alcune occasioni, fra
cui presso la Fondazione Montanelli Bassi di Fucecchio nella giornata
di sabato 23 gennaio 2016. Oltre all'autore, erano presenti il Prof.
Alberto Malvolti (Pres. Fondazione Montanelli Bassi) e il pittore
Luca Macchi che ha proposto un'interessante introduzione iconografica
su Sant'Eurosia.
Un momento della presentazione del libro
Da sx: Don Francesco Ricciarelli, Luca Macchi, Alberto Malvolti
Foto di Francesco Fiumalbi
Proprio
in quella occasione è stato realizzato il video proposto di seguito,
a beneficio di quanti non hanno potuto partecipare:
Don
Francesco Ricciarelli, "Da
Jaca a Corazzano. Il culto di Sant’Eurosia, patrona della campagne,
tra storia e leggenda”,
La Conchiglia di Santiago, 2015. Presentazione del libro, sabato 23 gennaio 2016.
Video
di Francesco Fiumalbi
Di
seguito è proposta anche la recensione formulata da Alexander Di
Bartolo e pubblicata sul settimanale La
Domenica (per
gentile disponibilità dell'autore):
Il
libro “Da Jaca a Corazzano” del sacerdote diocesano don Francesco
Ricciarelli ha motivi per entrare a far parte della biblioteca
personale di ogni fedele della Diocesi. Il sottotitolo “Il culto di
Sant’Eurosia
‘Patrona delle campagne’ fra storia e leggenda” dice tanto, ma
non dice tutto. In quasi cento pagine infatti si coagulano ricerche,
esperienze di vita, storie, immagini emozionali, che l’autore è
riuscito a ben sintetizzare in un’opera che – lasciatecelo dire –
è un po’ libro di avventura e un po’ agiografia. Il volume
segue un itinerario, reale e virtuale, dalle campagne della Valdegola
alla città di Jaca, sui Pirenei, che l’autore ha voluto percorrere
veramente dopo aver raccolto molteplici indizi, dalle fonti più
disparate.
La
domanda che don Ricciarelli si è posto sin dal suo arrivo nella
parrocchia di Corazzano è stata la “bussola” dei suoi viaggi:
“chi è Sant’Eurosia?” Ce lo siamo chiesti anche noi appena
avuto il libro tra le mani, edito – significativamente – nella
collana di scrittura dell’editore locale “La conchiglia di
Santiago”. Il volume risponde alla domanda sull’agiografia della
Santa, ma va oltre il censimento delle fonti e la descrizione del
mistero sull’origine della biografata. Don Francesco ricostruisce
in maniera certosina gli scavi archivistici che ha compiuto per
reperire tutte le notizie a disposizione e ci racconta, quasi in un
virtuale diario di bordo, il viaggio compiuto per ritrovare il paese
di origine del culto, arroccato sui Pirenei. Il libro però va oltre
la ricerca storica e cerca di rispondere a un secondo quesito che
tutti noi, nelle nostre parrocchie diocesane, spesso ci poniamo:
perché c’è una particolare devozione per un santo nella nostra
parrocchia?
Da
cosa deriva, quindi, il culto tributato a Sant’Eurosia, che la
Tradizione ha portato sino a noi? Il lettore troverà nel libro le
risposte, accompagnato dal profumo del mirto, dalla storia dei
simbolismi, dai racconto orali, dalle note dell’inno alla Santa,
dal ritornello dei devoti corazzanesi che in processione erano soliti
cantare: “O Sant’Eurosia impietraci, che il buon Gesù ci furmini
…” Il volume è arricchito quindi da una folta parte documentale
in appendice e da bellissime foto in bianco e nero che Daniele Alamia
ha voluto regalare ai lettori, immortalando magistralmente, come solo
l’artista dell’obbiettivo fotografico sa fare, alcuni momenti di
devozione popolare nella parrocchia di Corazzano. Un libro da gustare
pagina per pagina e che si legge davvero con la curiosità di una
storia piena di colpi di scena.
"Da
Jaca a Corazzano. Il culto di Sant’Eurosia, patrona della campagne,
tra storia e leggenda”, sarà presentato domenica 13 dicembre 2015 alle
ore 17,30 al Circolo Arci di Corazzano. Scritto
da don Francesco Ricciarelli, il libro è edito dalla Conchiglia di
Santiago e si può acquistare in tutte le librerie d’Italia.
Alla
serata saranno presenti oltre all’autore, anche Marzia Bellini e
l’editore Andrea Mancini, insieme a Daniele Alamia, il fotografo
che ha realizzato moltissimi straordinari scatti sulla processione
dedicata a Sant’Eurosia, che ogni anno si celebra per le strade di
Corazzano. Tra l’altro, in queste fotografie c’è anche don
Luciano Marrucci, il prete che ha riscoperto la storia della santa,
venerata in queste che erano state le sue parrocchie. Don Luciano è
scomparso proprio qualche giorno fa e domenica sarà un’occasione
per ricordarlo.
Il
libro di veste agile e raffinata è un volume di notevole interesse.
Scritto con semplicità (e anche con fede), non rinuncia ad una sua
scientificità, nel senso che riscopre le origini spagnole di questa
santa e ne racconta la storia, spesso inventata, ma anche ricca di
suggestione e di fascino, a partire da Jaca, in
Spagna, agli inizi del Cammino di Santiago, dove il culto ha preso
origine. Scrive Ricciarelli: “Mentre i vertici della Chiesa si
muovevano con la consueta cautela e gli studiosi si accapigliavano in
lunghe diatribe su documenti per lo più falsi, la devozione per
Sant’Eurosia aumentava, a livello popolare, estendendosi anche alle
campagne italiane. Rivestita con i panni di una principessa
boema, inserita in un contesto diverso da quello in cui era
storicamente vissuta, investita di una vocazione, quella
matrimoniale, che non era stata la sua, Sant’Eurosia continuava a
risplendere agli occhi dei fedeli per il suo patronato sui frutti
della terra e per il suo esempio di fede, di amore per Cristo e di
fortezza nel martirio”.
Il
libro è arricchito con una serie di immagini dedicate alla santa,
molte delle quali relative a chiese italiane, lette con lo scrupolo
dei più recenti studi di iconografia; c’è poi il servizio di
Daniele Alamia, che riesce far pensare alle grandi campagne
fotografiche realizzate soprattutto al sud d’Italia da grandi nomi
della fotografia internazionale.
Anche
la prefazione ha una firma d’eccezione, quella di mons. Fausto
Tardelli, l’attuale vescovo di Pistoia, per molti anni, titolare a
San Miniato.
Francesco
Ricciarelli è nato a Fucecchio (Fi) nel 1970. Sacerdote della
Diocesi di San Miniato e giornalista pubblicista. Si è laureato in
Lingue e letterature straniere moderne all’Università di Pisa con
una tesi sul poeta Gerald Manley Hopkins e ha conseguito la licenza
in Teologia fondamentale alla Pontificia Università Gregoriana di
Roma con una dissertazione sul problema del male negli scritti di
Pierangelo Sequeri e René Girard. E' pievano di Santa Maria in
Valdegola, parrocchia di recente costituzione nata dall’unione
delle comunità di Corazzano, La Serra, Balconevisi e Moriolo
(frazioni di San Miniato). Svolge diversi incarichi a livello
diocesano nel campo della cultura e della comunicazione, tra cui la
direzione della Scuola di Teologia, della Biblioteca del Seminario e
del settimanale “La Domenica”, sulle cui colonne scrive
regolarmente.