lunedì 30 agosto 2010

IL LABIRINTO DEL DUOMO - NUOVI FILONI DI RICERCA (Prima Parte)

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di Francesco Fiumalbi

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Nell’articolo relativo al piccolo “labirinto” posto in facciata della chiesa Cattedrale di San Miniato, si indaga sui molteplici valori simbolici che esso potrebbe racchiudere. In particolare, è stato sottolineato l’aspetto legato alla posizione territoriale. La matrice potrebbe risiedere nell’intersezione fra la via Francigena e la via Quinctia, in corrispondenza del borgo di Vico Wallari e della sua pieve dedicata al santo Genesio, da cui si è ipotizzata la provenienza del piccolo manufatto, all’interno di un sistema consolidato più ampio.
Il precedente articolo non aveva l’ambizione di porsi come opera “definitiva”, bensì intendeva tracciare una direzione da seguire, lasciando peraltro molteplici questioni insolute.
Proseguendo le ricerche, si è reso necessario questo nuovo intervento. Purtroppo siamo ancora lontani dalla definizione esatta delle risposte ai vari interrogativi: in primis il significato e la provenienza. Tuttavia risulta doveroso esporre alcuni nuovi filoni di indagine che non intendono necessariamente contraddire quanto già detto in precedenza, ma possono precisare, forse inquadrare meglio alcuni aspetti e aprirne di nuovi. Detta questa doverosa premessa, passiamo ai contenuti veri e propri.




1- LA TRIPLICE CINTA



Il “Labirinto” del Duomo di San Miniato, foto by Francesco Fiumalbi


La definizione di “labirinto” è stata adottata partendo da quanto detto da Maria Laura Cristiani Testi (1) e ripreso da Dilvo Lotti (2) e Francesco Onnis (3). Tuttavia non è forse l’enunciazione esatta. La specifica forma del manufatto marmoreo, rispetto agli altri esempi di labirinto, risulta alquanto singolare. Si tratta, come già affermato, di tre rettangoli concentrici. Questi non formano alcun motivo che richiama in qualche misura l’immagine tradizionale del labirinto. Pare, invece, più appropriato il riconoscere nel bassorilievo il simbolo della cosiddetta “Triplice Cinta”.
Spesso associata al gioco del “filetto”, oppure in alternativa al “tris” (4), questa figura racchiude al suo interno una molteplicità di significati. La forma più comune della Triplice Cinta è rappresentata da tre quadrati concentrici intersecati da due linee, una orizzontale ed una verticale, che incontrandosi ad angolo retto, formano una croce, esattamente come una comune scacchiera del gioco del “filetto”.

Triplice Cinta – Filetto, schema by Francesco Fiumalbi


Le varianti che possiamo riconoscere sono molteplici a seconda della lunghezza dei bracci della croce, di ulteriori linee e suddivisioni, di un punto centrale marcato: quella nello schema prende la definizione di Triplice Cinta con croce piena (5). Si tralascia la descrizione delle varie tipologie.
Non è chiara l’origine di questo simbolo né sono stati delimitati con certezza gli ambiti di definizione e i vari significati che ha assunto nelle varie epoche. E’ sicuramente un disegno antichissimo, conosciuto in varie parti del mondo, e i suoi attributi simbolici sono molto diversi a seconda dei luoghi, delle culture e del tempo. Tuttavia, i due più probabili filoni interpretativi tendono a ridurre il campo di definizione agli aspetti religioso e ludico, con prevalenza del primo sul secondo senza che l’uno escluda l’altro, a seconda anche della collocazione (6).

La forma rettangolare, e non quadrata, del bassorilievo posto nella facciata del Duomo di San Miniato non deve trarre in inganno. In epoca tardoantica e medievale non veniva fatta molta distinzione fra le due figure geometriche, così come, a seconda del simbolo in questione, non vi era differenza fra un poligono ed un cerchio. Il “nostro” manufatto scolpito nel marmo bianco manca dei due segmenti che vanno a formare la croce. Si potrebbe trattare quindi di una forma di Triplice Cinta “semplice”, ovvero costituita soltanto dalle tre figure concentriche. Ricercando il significato del suddetto simbolo, molta importanza ha rivestito per gli studiosi, l’eventuale presenza di un punto centrale, sia esso l’incontro di due segmenti o un vero e proprio foro isolato. L’esempio sanminiatese, non avendo alcun punto focale baricentrico potrebbe assumere un significato meno complesso, ma non per questo meno affascinante.

Triplice Cinta “semplice”, schema by Francesco Fiumalbi


Innanzitutto per l’esempio sulla facciata del Duomo di San Miniato è plausibile escludere qualsiasi aspetto ludico, sia per il disegno vero e proprio, sia per la sua collocazione verticale e decisamente inaccessibile, se non con una lunga scala. Concentriamo quindi l’attenzione sugli aspetti legati alla religione.
Essenzialmente la “Triplice Cinta” così rappresentata starebbe ad indicare un luogo chiuso. Se la figura fosse circolare, forse saremo davanti ad un riferimento celeste, ma essendo rettangolare probabilmente si tratta di un simbolo “terreno”. Nella trattazione che seguirà, distingueremo gli aspetti religiosi di stampo “pagano” da quelli di natura “cristiana”.

Cosa potrebbe rappresentare il simbolo della "Triplice Cinta" nel contesto Sanminiatese?


(…continua…)

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NOTE BIBLIOGRAFICHE

(1)Cristiani Testi Maria Laura, San Miniato al Tedesco, Firenze, 1967, pag. 203.
(2)Lotti Dilvo (a cura di), San Miniato nel tempo, Pacini Editore, Pisa, 1981, pag. 84.
(3)Onnis Francesco, Biografia di una architettura, in AAVV, La Cattedrale di San Miniato, CRSM, Pacini Editore, 2004, pag. 58.
(4)Uberi Marisa e Coluzzi Giulio, I luoghi delle Triplici Cinte in Italia, Eremon Edizioni, Aprilia, 2008.
(5)Ibidem.
(6)Ibidem.

giovedì 26 agosto 2010

LUOGO META'-FISICO

9 commenti:
di Francesco Fiumalbi


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Tutti ne parlano, ma pochi lo hanno visto davvero. E’ questo un luogo metafisico: un posto la cui essenza arriva prima ancora dell’immagine fisica, che forse non c’è mai stata.
Metafisico, “al di là del fisico”. Perdonate l’errore etimologico, ma si tratta di un qualcosa che è anche fisico per metà. Per l’altra metà è narrato, cantato o anche solo immaginato.
Questo luogo esiste davvero, solo che non è facile individuarlo, tantomeno arrivarci. Tutti sanno che più o meno è in quella zona, lì vicino, ma i più si basano sui racconti e le novelle di chi non c’è più. Può la fantasia contenere l’effettiva fisicità?
Un luogo così speciale merita di essere vissuto, oltre che col pensiero, anche con i sensi di cui disponiamo. Occorre mettersi in cammino e cercare. Già il fatto che un’automobile sarebbe di poca utilità dà l’idea di quanto questo luogo, nel nostro odierno sentire, sia lontano. Eppure è vicinissimo.
Bisogna andarci di persona e possibilmente in solitudine. Apprezzarne gli odori, i suoni, così inconsueti e “antichi”. La luce che filtra dalle foglie, un impercettibile gocciolìo d’acqua, il canto di un uccello di cui non conosciamo il nome.
Io ci sono stato. Ho seguito le indicazioni di Luciano Marrucci, l'ho cercato con Gionata Giglioli e Francesco Fisoni, senza esito. Poi ho seguito quelle di Rita Costagli. L'ho cercato ancora, infine l'ho trovato! Ci ho portato gli amici, e voglio, col video qua sotto, rendere partecipi i vostri occhi di quello che hanno visto i miei. Non pretendo di sostituire l’emozione, ma la sola dimostrazione dell’effettiva esistenza, lancia il silenzioso invito a partire. Buon viaggio!







Allora, avete capito dove sono stato?

(...continua...)



lunedì 23 agosto 2010

SMARTARC

3 commenti:
Salve a tutti!

Desidero dare il benvenuto ai nuovi amici e a quelli che hanno seguito con assiduità questo piccolo blog nel suo recentissimo passato.

Il mese di agosto è stato molto produttivo e presto ne vedrete i frutti.
La prima novità è sotto gli occhi di tutti e si tratta di un aggiornamento grafico. La vecchia “veste” aveva suscitato qualche perplessità in molti di voi e, visto che per mia stessa ammissione si trattava di una cosa “provvisoria”, è stata sostituita con quella che vedete. Non è assolutamente detto che questa sia quella definitiva, anzi, come nello spirito di questo blog, bisogna guardare sempre avanti e ricercare soluzioni sempre migliori. Avete la possibilità di esprimere il vostro giudizio nel sondaggio nel menù a destra. Tuttavia potete anche formulare i vostri suggerimenti, commentando questo articolo, via e-mail o su Facebook.
A proposito di Facebook, avrete sicuramente avuto modo di partecipare, o anche solo di guardare con curiosità, i quiz che sono stati proposti. Ebbene, continueranno ancora! San Miniato e il suo territorio offre sempre nuovi spunti, quindi i temi non mancheranno, basta solo andarli a scovare… sono lì che aspettano solo di essere riconosciuti!!
Tornando al blog vero e proprio, nei prossimi giorni riprenderanno le pubblicazioni! Sono cominciate le prime collaborazioni, molte nate per caso, ma stanno dando ottimi frutti e spero aumentino sempre di più.
Chiunque può collaborare! Molti mi chiedono cosa posso fare?? Allora, c’è bisogno di topi di biblioteca per ricerche bibliografiche, buoni fotografi per le immagini che compariranno negli articoli, escursionisti per sopralluoghi, scrittori dalla penna “bollente” per scrivere gli articoli??
Si, anche, ma non ho detto il requisito fondamentale… la voglia di conoscere! Conoscere cose, ma soprattutto persone, accomunate dal valore dell’amicizia e che desiderano crescere insieme attraverso questa nostra splendida terra che ci accomuna! Ho usato il termine “crescere” perché nessuno può considerarsi arrivato, tantomeno il sottoscritto. Finora ho parlato in prima persona, ma il mio desiderio è quello di parlare al plurale.
Questo non è il mio blog, ma il blog di tutti coloro che lo desiderano. E qua ci sono i risultati di faticose ricerche, ma soprattutto i frutti di tante amicizie che sono nate proprio grazie a questa pagina.

Spero di non avervi annoiato
A presto

Francesco Fiumalbi

Alcune anticipazioni…

Sono emerse importanti novità sul “labirinto”…..
Conosceremo una figura femminile che ha cambiato per sempre San Miniato…..
Faremo un importante ritrovamento…..

Vi lascio con questa immagine suggestiva, scattata una sera di metà agosto.



Duomo, foto by Francesco Fiumalbi
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