Visualizzazione post con etichetta presentazione del libro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta presentazione del libro. Mostra tutti i post

venerdì 22 settembre 2023

IL PALAZZO VESCOVILE DI SAN MINIATO - PRESENTAZIONE DEL LIBRO 22 SETTEMBRE 2023

a cura di Francesco Fiumalbi

Nel pomeriggio di venerdì 22 settembre 2023, presso la Biblioteca del Seminario, si è svolta la presentazione del libro "Il palazzo vescovile di San Miniato al Tedesco. Vicende storiche, analisi e nuove funzioni" di Dalia Bimbi ed Emanuela Vigneri.


Un'iniziativa promossa dall'Accademia degli Euteleti che ha visto l'intervento di numerose personalità fra cui Mons. Giovanni Paccosi Vescovo di San Miniato, il Sindaco Simone Giglioli, il Soprintendente Valerio Tesi, il prof. Francesco Gurrieri, il prof. Saverio Mecca, la prof. Maria Fancelli e il prof. Andrea Vanni Desideri.

Di seguito il video della presentazione:

mercoledì 20 settembre 2023

SAN MINIATO 1622. NASCITA DI UNA DIOCESI - Presentazione del libro 19 settembre 2023

Presso la Biblioteca del Seminario Vescovile, martedì 19 settembre 2023 si è svolta la presentazione del libro San Miniato 1622. Nascita di una diocesi. La pubblicazione si compone di due parti: la prefazione redatta dal prof. Gaetano Greco e dalla trascrizione, curata da Graziano Concioni (scomparso nel 2017) dei documenti conservati nel fascicolo Processo relativo alla erezione della Diocesi (1622) presso l'Archivio Vescovile di San Miniato. Si tratta di un manoscritto settecentesco, che ripropone in copia il carteggio e i documenti prodotti durante la fase che portò all'erezione della Cattedra Vescovile di San Miniato.


Alla presentazione sono intervenuti mons. Giovanni Paccosi Vescovo di San Miniato, Don Francesco Ricciarelli Direttore della Biblioteca del Seminario, l'avv. Giovanni Urti per la Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato che ha finanziato l'opera e il prof. Gaetano Greco, Ordinario di Storia Moderna presso il Dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne dell'Università di Siena.

Di seguito il video e alcune immagini della presentazione (a cura di Francesco Fiumalbi):






domenica 8 dicembre 2019

PRIGIONIERO! IL CAPITANO MEDICO ARIBERTO BRASCHI DA BARDIA ALL'INDIA - San Miniato 7 dicembre 2019

a cura di Francesco Fiumalbi

Sabato 7 dicembre 2019, presso il Museo della Memoria di San Miniato si è tenuta una serata in ricordo del dottor Ariberto Braschi. Un’iniziativa organizzata dall’Accademia degli Euteleti, in collaborazione con il Comune di San Miniato, Musei Civici di San Miniato, Coop. La Pietra d’Angolo.

L'immagine può contenere: 1 persona, testo

La serata si è aperta con la proiezione del video realizzato da Giuseppe Chelli e Daniele Benvenuti dal titolo “Ariberto Braschi. Il medico dei poveri”, in cui è proposta una docu-intervista ad Anna Braschi e ad altri sanminiatesi in cui è stata ripercorsa tutta la vita del dott. Braschi, a partire dalla sua professione di medico condotto, svolta con passione, dedizione e grande umanità. Senza dimenticare i suoi interessi sportivi, essendo stato per molti anni presidente della squadra calcistica di San Miniato. Di seguito il video.

Ariberto Braschi. Il medico dei poveri
Video di Giuseppe Chelli e Daniele Benvenuti

Successivamente è stato presentato il libro di Claudio Biscarini “Prigioniero! Il capitano medico Ariberto Braschi da Bardia all’India” (edizioni dell’Erba, Fucecchio, 2019), che ripercorre la prigionia dal momento della cattura in Africa Settentrionale e poi l’internamento presso il campo inglese di Yol in India. Dopo 6 anni rientrò a San Miniato, trovando un Paese e una città completamente stravolti dalla guerra. Di seguito il video e alcune immagini della serata.

Prigioniero!
Il capitano medico Ariberto Braschi da Bardia all’India
Presentazione del libro di Claudio Biscarini





Nessuna descrizione della foto disponibile.

domenica 14 aprile 2019

[VIDEO] A CENTO ANNI DA VITTORIO VENETO - PRESENTAZIONE DEL LIBRO - 13 APRILE 2019

Sabato 13 aprile 2019, presso l'Accademia degli Euteleti di San Miniato, si è svolta la presentazione del libro "A cento anni da Vittorio Veneto. I sanminiatesi che non fecero ritorno", di Michele Fiaschi e Francesco Fiumalbi, pubblicato da FM Edizioni. La pubblicazione è dedicata alla memoria dei caduti sanminiatesi durante la Prima Guerra Mondiale: sono indicate le tappe che hanno portato al conferimento della cittadinanza onoraria di Vittorio Veneto e contiene un saggio incentrato sulla memoria e il culto dei caduti negli anni del primo dopoguerra, con particolare riferimento al territorio sanminiatese e all'uso ideologico dei Caduti da parte del fascismo.

Di seguito il video dell'iniziativa:







domenica 31 marzo 2019

[VIDEO] LA CHIESA DELLA TRASFIGURAZIONE - PRESENTAZIONE DEL LIBRO - 31 MARZO 2019

Nel pomeriggio di domenica 31 marzo 2019 si è svolta la presentazione del volume "La chiesa della Trasfigurazione a San Miniato Basso. Note storiche, artistiche e liturgiche", curato dal parroco Don Luciano Niccolai, pubblicato da FM Edizioni. Una pubblicazione che viene proposta nel decimo anniversario della cerimonia di dedicazione del nuovo edificio di culto di San Miniato Basso (che avvenne il 4 aprile 2009).
All'iniziativa sono intervenuti anche molti dei protagonisti della costruzione, a partire da Don Luciano Niccolai e dall'arch. Silvia Lensi, progettista della chiesa. Presenti anche il Sindaco Vittorio Gabbanini e Paola Gabbanini, la quale ha presentato la chiesa da un punto di vista iconografico. La serata è stata coordinata da Fabrizio Mandorlini (UCAI San Miniato).

Di seguito il video e alcune immagini dell'iniziativa:





domenica 24 febbraio 2019

[VIDEO] RES BELLICA - PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA E DEL LIBRO "A CENTO ANNI DA VITTORIO VENETO" - 23 FEBBRAIO 2019

a cura di Francesco Fiumalbi

Nel pomeriggio di sabato 23 febbraio 2019 è stata inaugurata, presso la Biblioteca Comunale "M. Luzi", la mostra “Res Bellica - La prima guerra totale del XX secolo”, promossa dal Comune di Vittorio Veneto per il Centenario della fine della Grande Guerra 1918-2018. A seguire il conferimento della cittadinanza onoraria di Vittorio Veneto per i comuni di Casciana Terme - Lari, Pieve Fosciana e Terricciola. Un riconoscimento che era già stato conferito al Comune di San Miniato il 20 ottobre 2018.


L'inaugurazione della mostra
Foto di Francesco Fiumalbi

E' stato un momento di riflessione sul tema della Grande Guerra, con la partecipazione di Barbara De Nardi, Assessore del Comune di Vittorio Veneto, con particolare attenzione a Brandolino Brandolini d'Adda e ai 565 caduti di San Miniato. Nell'occasione è stata presentata la pubblicazione "A cento anni da Vittorio Veneto. I sanminiatesi che non fecero ritorno" di Michele Fiaschi e Francesco Fiumalbi, FM edizioni, 2019.

Di seguito il video e alcune immagini della serata:

Il video

Un momento della serata
Foto di Giacomo Benedettini

Un momento della serata
Foto di Francesco Fiumalbi

La locandina dell'iniziativa

La copertina della pubblicazione
A cento anni da Vittorio Veneto.
I sanminiatesi che non fecero ritorno

lunedì 22 gennaio 2018

[VIDEO] SAN MINIATO AL TEDESCO - PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI VIERI MAZZONI - 20 GENNAIO 2018

a cura di Francesco Fiumalbi

Nel pomeriggio di sabato 20 gennaio 2018 si è svolta la presentazione del libro di Vieri Mazzoni “San Miniato al Tedesco. Una terra toscana nell’età dei comuni (secoli XIII-XIV)”. Un’iniziativa promossa dalla Società Storica della Valdelsa assieme all’Accademia degli Euteleti di San Miniato.


Un momento della presentazione
Foto di Francesco Fiumalbi

La serata si è aperta con i saluti di Maria Grazia Messerini per l’Accademia degli Euteleti e di Enzo Linari per la Società Storica della Valdelsa. Il numeroso pubblico ha potuto ascoltare la dettagliata relazione del prof. Giuliano Pinto, il quale ha sottolineato gli aspetti peculiari della pubblicazione. Si tratta di un’opera che si inserisce fra più significativi approdi storiografici sul tema dello studio dei centri urbani in epoca medievale, con particolare riferimento alle relazioni sociali ed economiche. Infine l'intervento dell'autore che ha avuto modo di rispondere ad alcuni quesiti proposti dal pubblico.


Un momento della presentazione
L'autore Vieri Mazzoni e il prof. Giuliano Pinto
Foto di Francesco Fiumalbi

Inoltre, oltre al libro cartaceo pubblicato da Pacini Editore, è disponibile un’appendice digitale scaricabile liberamente attraverso il sito della Società Storica della Valdelsa, alla pagina dedicata  CLICCA QUI PER ACCEDERE ALLA PAGINA.

Di seguito è proposto il video della presentazione:


Presentazione del libro di Vieri Mazzoni
San Miniato al Tedesco. Una terra toscana nell’età dei comuni (secoli XIII-XIV)
Società Storica della Valdelsa
Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato
Video di Francesco Fiumalbi

ABSTRACT (dal sito della Società Storica della Valdelsa)
Il castello di San Miniato è stato argomento di molti articoli su rivista e relazioni di convegni per il periodo medievale, ma finora di una sola monografia, pubblicata nel lontano 1967 ed avente come tema principale l'urbanistica. Eppure la sua storia offre molti spunti interessanti.
Il primo insediamento collinare del futuro castello fu avviato nel X secolo da una dinastia di signori feudali, che risiedevano in pianura, nell'allora esistente Borgo di San Genesio. Per due secoli l'insediamento in collina si sviluppò, fino a diventare una munita piazzaforte. Per le sue difese e per la sua posizione – quasi l'esatto centro geografico della Toscana – nella prima metà del XII secolo il castello fu scelto dagli Imperatori come sede della loro amministrazione nell'Italia centrale e punto di raccolta delle loro tasse esatte nella Marca di Toscana e nel Ducato di Spoleto.
Questa attività di centro amministrativo e finanziario imperiale ne favorì la crescita demografica ed economica, stimolando persino delle velleità di dominio territoriale. Cosicché, inizialmente per la benevolenza degli Imperatori, poi con le sue sole forze, San Miniato poté ritagliarsi un dominio, prima assoggettando i castelli vicini nella valle dell'Arno, e poi annettendosene altri posti lungo la valle dell'Elsa, fino a raggiungere nel corso del XIII secolo i confini territoriali di Castelfiorentino e Certaldo. Sempre grazie alla benevolenza degli Imperatori, inoltre, per generazioni i maggiorenti locali trovarono un impiego redditizio come funzionari imperiali, inviati ad amministrare città e castelli dentro e fuori la Toscana. Questo forte legame tra l'Impero e San Miniato cominciò a venir meno alla fine del XII secolo in conseguenza della nuova istituzione del comune, nel quale si riunirono tutte le più importanti famiglie di maggiorenti locali, e nel corso del XIII secolo l'autorità degli Imperatori sul castello decadde progressivamente.
Purtroppo l'assenza di documentazione economica per questi secoli impedisce di studiarne lo sviluppo, ma a partire dal Trecento questa documentazione è disponibile, ed allora San Miniato ci appare come un centro agricolo e manifatturiero di grande importanza in ambito regionale. Le produzioni cerealicola, olearia e vinicola erano commercializzate soprattutto sulle piazze fiorentina e pisana. L'allevamento di bovini, equini, ovini e suini, oltre a dar vita ad un mercato del bestiame di importanza sovraregionale, riforniva l'industria pisana del cuoio e della pelle. La produzione e l'importazione di lana alimentava la manifattura dei panni, così come la coltivazione del lino trovava sbocco nella tessitura di altri panni e teli. Le argille reperibili nel territorio consentivano la cottura di laterizi, che venivano trasportati su chiatte lungo l'Arno per essere impiegati dalla cantieristica pisana; ma soprattutto le argille erano alla base dell'industria del vetro, per l'epoca una produzione di lusso ad alto contenuto tecnologico. Stante un simile quadro produttivo, non stupisce trovare artigiani e mercanti sanminiatesi a Murano, a Bologna, in Sicilia, nel Maghreb, a Cipro persino, oltre che a Firenze, Lucca, Pisa, San Gimignano. Va da sé che questo sviluppo dell'agricoltura, delle manifatture, dei commerci, necessitava di un adeguato supporto finanziario, di modo che il castello era diventato anche una discreta piazza finanziaria, sia pure nel ristretto ambito regionale.
Nelle relazioni con gli altri comuni toscani San Miniato giocò un ruolo di tutto rispetto per tutto il Duecento, scegliendo quasi sempre di stare dalla parte di Firenze e contro Pisa. Da un punto di vista strategico la funzione del castello e del suo dominio era quella di stato cuscinetto a separare i territori delle due città antagoniste. Il Trecento però fu un'epoca travagliata, e le continue guerre nel primo trentennio, unite alla terribile pestilenza del 1348, la cosiddetta Morte Nera, esaurirono le forze del castello, che fu costretto ad accettare le sempre più forti ingerenze fiorentine. Un tentativo di sottrarsi all'abbraccio soffocante di Firenze fu compiuto nel 1368, allorché il nuovo regime arrivato al potere con una congiura – mai studiata prima – decise di assoggettarsi a Pisa. La reazione fiorentina però fu violenta, e dopo un blocco durato ben due anni ed un assedio di qualche mese il castello fu espugnato e conquistato nel 1370. A partire da questa data fece parte del territorio fiorentino, all'interno del quale anzi divenne subito il capoluogo della Provincia del Valdarno Inferiore.

AUTORE (dal sito della Società Storica della Valdelsa)

Vieri Mazzoni (Firenze, 1968), laureato in Storia dell’Europa Medievale con Giovanni Cherubini presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1994, dottore di ricerca presso lo stesso istituto con la supervisione di Antonio Ivan Pini e Jean-Claude Maire Viguer nel 2002, assegnista di ricerca con Giuliano Pinto nel quadriennio successivo, si è interessato di storia politica, lotte di fazione, pratiche giudiziarie, storia del territorio e dei centri minori particolarmente nell’ambito geografico della Toscana e cronologico dei secoli XIII e XIV. È stato curatore di Ser Giovanni di Lemmo Armaleoni da Comugnori, Diario (1299-1319), edito per i tipi di Leo S. Olschki Editore (2008); autore di Accusare e proscrivere il nemico politico. Legislazione antighibellina e persecuzione giudiziaria a Firenze (1347-1378), per i tipi di Pacini Editore (2010), e di vari articoli pubblicati su «Archivio Storico Italiano», «Bullettino dell'Istituto Storico Italiano», «Miscellanea Storica della Valdelsa», «Ricerche Storiche»; coautore con Alessandro Monti de Il libro dell'imposta di Montaccianico (1306). Fiscalità discriminatoria e liste di proscrizione nella Firenze del Trecento, per i tipi di Aska Edizioni (2013).

domenica 25 giugno 2017

[VIDEO] TERRA NOSTRA – PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ALESSIO GUARDINI – SAN MINIATO 20 GIUGNO 2017


Il venti giugno, pomeriggio tardo,
presenterò il mio libro "Terra Nostra"
insieme a degli artisti di riguardo
che dell'Ottava allieteran la giostra,
se non venite a questo mio traguardo
Antenna Cinque poi ve lo rimostra;
d'un bel progetto spero sia il principio
a San Miniato, presso il Municipio!

Con questa ottavina Alessio Guardini ha invitato gli amici e gli amanti della poesia alla presentazione del libro “Terra Nostra. Poesie in ottava rima”, pubblicato per FM Edizioni. Come indica il titolo, si tratta di una raccolta di poesie, fra cui spiccano quelle in ottava rima realizzate per “Terra Nostra”, la trasmissione in onda su Antenna 5 alla quale Alessio Guardini ha cominciato a contribuire da qualche tempo.


L'immagine può contenere: 1 persona

La serata, coordinata da Fabrizio Mandorlini, è stata animata da letture e “contrasti”, ma anche dall'intervento di alcuni pittori che hanno esposto le proprie opere. Si tratta di due linguaggi, la pittura e la poesia, apparentemente lontani nelle modalità espressive, ma che richiedono un simile processo di elaborazione: l'una si esprime attraverso forme e colori, l'altra attraverso parole e musicalità, ma in entrambi i casi si tratta di cogliere immagini, situazioni, sfumature, significati e di fissarli attraverso un linguaggio. Ecco il perché del felice abbinamento: la pittura che trascende nella poesia e la poesia che evoca e genera immagini proprio come un dipinto.

Di seguito il video della serata:



domenica 26 giugno 2016

[VIDEO] SOCIETA' DI MISERICORDIA DI SAN MINIATO – PRESENTAZIONE DEL LIBRO – 25 GIUGNO 2016

a cura di Francesco Fiumalbi

Nel pomeriggio di sabato 25 giugno 2016 si è tenuta la presentazione del libro Società di Misericordia di San Miniato. Trecentesimo anno 1716-2016, realizzato da Bruno Bellucci, Giuseppe Chelli, Luca Macchi e Manuela Parentini, edito dalla Tipografia Bongi di San Miniato.

Numerosissime le persone accorse alla presentazione per quello che rappresenta il volume celebrativo in occasione del 300° anniversario della Ven. Arciconfraternita di Misericodia di San Miniato. E' una pubblicazione assai interessante, poiché abbraccia tre secoli di vita sanminiatese osservati dall'ottica della Misericordia, una delle istituzioni più antiche della città. L'iniziativa è stata coordinata da Fabio Nacci in qualità di Governatore della Misericordia ed ha visto l'intervento degli autori. La serata si è conclusa con una visita al Museo della Misericordia, con Luca Macchi a fare da guida d'eccezione.

Di seguito il video e alcune immagini della presentazione:

Società di Misericordia di San Miniato.
Trecentesimo anno 1716-2016
Presentazione del libro
Video di Francesco Fiumalbi

Società di Misericordia di San Miniato.
Trecentesimo anno 1716-2016
Presentazione del libro
Foto di Francesco Fiumalbi

Società di Misericordia di San Miniato.
Trecentesimo anno 1716-2016
Presentazione del libro
Foto di Francesco Fiumalbi

Società di Misericordia di San Miniato.
Trecentesimo anno 1716-2016
Frontespizio

domenica 31 gennaio 2016

[VIDEO] DA JACA A CORAZZANO - PRESENTAZIONE DEL LIBRO E RECENSIONE

"Da Jaca a Corazzano. Il culto di Sant’Eurosia, patrona della campagne, tra storia e leggenda è il libro scritto da Don Francesco Ricciarelli e dedicato alla santa venerata in Valdegola. E' stato presentato in alcune occasioni, fra cui presso la Fondazione Montanelli Bassi di Fucecchio nella giornata di sabato 23 gennaio 2016. Oltre all'autore, erano presenti il Prof. Alberto Malvolti (Pres. Fondazione Montanelli Bassi) e il pittore Luca Macchi che ha proposto un'interessante introduzione iconografica su Sant'Eurosia.

Un momento della presentazione del libro
Da sx: Don Francesco Ricciarelli, Luca Macchi, Alberto Malvolti
Foto di Francesco Fiumalbi

Proprio in quella occasione è stato realizzato il video proposto di seguito, a beneficio di quanti non hanno potuto partecipare:



  Don Francesco Ricciarelli, "Da Jaca a Corazzano. Il culto di Sant’Eurosia, patrona della campagne, tra storia e leggenda”, La Conchiglia di Santiago, 2015. Presentazione del libro, sabato 23 gennaio 2016.
Video di Francesco Fiumalbi

Di seguito è proposta anche la recensione formulata da Alexander Di Bartolo e pubblicata sul settimanale La Domenica (per gentile disponibilità dell'autore):

Il libro “Da Jaca a Corazzano” del sacerdote diocesano don Francesco Ricciarelli ha motivi per entrare a far parte della biblioteca personale di ogni fedele della Diocesi. Il sottotitolo “Il culto di
Sant’Eurosia ‘Patrona delle campagne’ fra storia e leggenda” dice tanto, ma non dice tutto. In quasi cento pagine infatti si coagulano ricerche, esperienze di vita, storie, immagini emozionali, che l’autore è riuscito a ben sintetizzare in un’opera che – lasciatecelo dire – è un po’ libro di avventura e un po’ agiografia. Il volume segue un itinerario, reale e virtuale, dalle campagne della Valdegola alla città di Jaca, sui Pirenei, che l’autore ha voluto percorrere veramente dopo aver raccolto molteplici indizi, dalle fonti più disparate.

La domanda che don Ricciarelli si è posto sin dal suo arrivo nella parrocchia di Corazzano è stata la “bussola” dei suoi viaggi: “chi è Sant’Eurosia?” Ce lo siamo chiesti anche noi appena avuto il libro tra le mani, edito – significativamente – nella collana di scrittura dell’editore locale “La conchiglia di Santiago”. Il volume risponde alla domanda sull’agiografia della Santa, ma va oltre il censimento delle fonti e la descrizione del mistero sull’origine della biografata. Don Francesco ricostruisce in maniera certosina gli scavi archivistici che ha compiuto per reperire tutte le notizie a disposizione e ci racconta, quasi in un virtuale diario di bordo, il viaggio compiuto per ritrovare il paese di origine del culto, arroccato sui Pirenei. Il libro però va oltre la ricerca storica e cerca di rispondere a un secondo quesito che tutti noi, nelle nostre parrocchie diocesane, spesso ci poniamo: perché c’è una particolare devozione per un santo nella nostra parrocchia?

Da cosa deriva, quindi, il culto tributato a Sant’Eurosia, che la Tradizione ha portato sino a noi? Il lettore troverà nel libro le risposte, accompagnato dal profumo del mirto, dalla storia dei simbolismi, dai racconto orali, dalle note dell’inno alla Santa, dal ritornello dei devoti corazzanesi che in processione erano soliti cantare: “O Sant’Eurosia impietraci, che il buon Gesù ci furmini …” Il volume è arricchito quindi da una folta parte documentale in appendice e da bellissime foto in bianco e nero che Daniele Alamia ha voluto regalare ai lettori, immortalando magistralmente, come solo l’artista dell’obbiettivo fotografico sa fare, alcuni momenti di devozione popolare nella parrocchia di Corazzano. Un libro da gustare pagina per pagina e che si legge davvero con la curiosità di una storia piena di colpi di scena.

giovedì 10 dicembre 2015

DA JACA A CORAZZANO - PRESENTAZIONE LIBRO DI FRANCESCO RICCIARELLI - DOM 13 DICEMBRE 2015 ORE 17.30

Comunicato Stampa
(da Andrea Mancini - La Conchiglia di Santiago)

"Da Jaca a Corazzano. Il culto di Sant’Eurosia, patrona della campagne, tra storia e leggenda”, sarà presentato domenica 13 dicembre 2015 alle ore 17,30 al Circolo Arci di Corazzano. Scritto da don Francesco Ricciarelli, il libro è edito dalla Conchiglia di Santiago e si può acquistare in tutte le librerie d’Italia.
Alla serata saranno presenti oltre all’autore, anche Marzia Bellini e l’editore Andrea Mancini, insieme a Daniele Alamia, il fotografo che ha realizzato moltissimi straordinari scatti sulla processione dedicata a Sant’Eurosia, che ogni anno si celebra per le strade di Corazzano. Tra l’altro, in queste fotografie c’è anche don Luciano Marrucci, il prete che ha riscoperto la storia della santa, venerata in queste che erano state le sue parrocchie. Don Luciano è scomparso proprio qualche giorno fa e domenica sarà un’occasione per ricordarlo.
Il libro di veste agile e raffinata è un volume di notevole interesse. Scritto con semplicità (e anche con fede), non rinuncia ad una sua scientificità, nel senso che riscopre le origini spagnole di questa santa e ne racconta la storia, spesso inventata, ma anche ricca di suggestione e di fascino, a partire da Jaca, in Spagna, agli inizi del Cammino di Santiago, dove il culto ha preso origine. Scrive Ricciarelli: “Mentre i vertici della Chiesa si muovevano con la consueta cautela e gli studiosi si accapigliavano in lunghe diatribe su documenti per lo più falsi, la devozione per Sant’Eurosia aumentava, a livello popolare, estendendosi anche alle campagne italiane. Rivestita con i panni di una principessa boema, inserita in un contesto diverso da quello in cui era storicamente vissuta, investita di una vocazione, quella matrimoniale, che non era stata la sua, Sant’Eurosia continuava a risplendere agli occhi dei fedeli per il suo patronato sui frutti della terra e per il suo esempio di fede, di amore per Cristo e di fortezza nel martirio”.
Il libro è arricchito con una serie di immagini dedicate alla santa, molte delle quali relative a chiese italiane, lette con lo scrupolo dei più recenti studi di iconografia; c’è poi il servizio di Daniele Alamia, che riesce far pensare alle grandi campagne fotografiche realizzate soprattutto al sud d’Italia da grandi nomi della fotografia internazionale.
Anche la prefazione ha una firma d’eccezione, quella di mons. Fausto Tardelli, l’attuale vescovo di Pistoia, per molti anni, titolare a San Miniato.


Francesco Ricciarelli è nato a Fucecchio (Fi) nel 1970. Sacerdote della Diocesi di San Miniato e giornalista pubblicista. Si è laureato in Lingue e letterature straniere moderne all’Università di Pisa con una tesi sul poeta Gerald Manley Hopkins e ha conseguito la licenza in Teologia fondamentale alla Pontificia Università Gregoriana di Roma con una dissertazione sul problema del male negli scritti di Pierangelo Sequeri e René Girard. E' pievano di Santa Maria in Valdegola, parrocchia di recente costituzione nata dall’unione delle comunità di Corazzano, La Serra, Balconevisi e Moriolo (frazioni di San Miniato). Svolge diversi incarichi a livello diocesano nel campo della cultura e della comunicazione, tra cui la direzione della Scuola di Teologia, della Biblioteca del Seminario e del settimanale “La Domenica”, sulle cui colonne scrive regolarmente.



lunedì 16 novembre 2015

[VIDEO] PIAN DELLE FORNACI - PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI GIANCARLO PERTICI

a cura di Francesco Fiumalbi

Sabato 14 novembre 2015 si è tenuta, presso l’Aula Pacis di San Miniato, la presentazione del libro di Giancarlo Pertici dal titolo “Pian delle Fornaci”. Grande partecipazione di pubblico, salutata da numerosi interventi (Anna Braschi, Luigi Latini, Daniela Bianconi) coordinati dal Andrea Mancini (La Conchiglia di Santiago). Un libro, quello di Giancarlo Pertici, che raccoglie in antologia i racconti che ha scritto nell’ultimo anno e condiviso sulle pagine di Facebook e disponibili anche su Smartarc. Una serie di testi che riescono, con semplice lucidità, a restituire un affresco della vita sanminiatese (ed in particolare della zona dello Sciòa) fra gli anni ’50 e ’60 del ‘900. Si tratta, quindi, di un’opera narrativa dal grande valore per la memoria storica.

Di seguito il video della presentazione:

Presentazione del libro di Giancarlo Pertici “Pian delle Fornaci”
Video di Francesco Fiumalbi

Di seguito alcune immagini della serata.

Un momento della presentazione
Foto di Francesco Fiumalbi

Un momento della presentazione
Foto di Francesco Fiumalbi

Un momento della presentazione
Foto di Francesco Fiumalbi

sabato 7 novembre 2015

PIAN DELLE FORNACI - PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI GIANCARLO PERTICI - SAB 14 NOVEMBRE 2015 ORE 15.30

a cura di Andrea Mancini – La Conchiglia di Santiago

Sabato 14 novembre, alle ore 15,30 presso l’Aula Pacis, nei Loggiati di San Domenico a San Miniato avrà luogo la presentazione del nuovo libro di Giancarlo Pertici, “Pian delle Fornaci”, con una ricca collezione di fotografie realizzate da Francesco Gallerini per le strade di San Miniato, fra la fine degli anni 40 e gli inizi dei 50.

Luca Macchi e Andrea Mancini, con La Conchiglia di Santiago, annunciano l’esordio di una nuova stagione culturale per la città di San Miniato, saranno presentati numerosi libri, ma si faranno anche mostre su grandi pittori e artisti, tra la fine dell’800 e l’oggi, spettacoli teatrali, proiezioni di film e ancora incontri, dibattiti e molto altro ancora.
In attesa del programma, che verrà annunciato nelle prossime settimane, ecco il primo incontro, sabato 14 alle ore 15,30 presso l’Aula Pacis, nei Loggiati di San Domenico, con la presentazione del nuovo libro di Giancarlo Pertici, “Pian delle Fornaci”, arrichito da una collezione di fotografie realizzate da Francesco Gallerini per le strade di San Miniato, fra la fine degli anni 40 e gli inizi dei 50.

È il secondo libro di questo che ormai non si può non chiamare scrittore,  dedicato alla memoria di un’epoca appena passata, anche se apparentemente molto lontana dall’oggi. Parliamo degli anni Cinquanta e Sessanta, qualcosa prima, qualcosa dopo. Una ricostruzione di vite, di eventi, di storie e situazioni che non vuole essere nostalgica, cercando invece di aiutare una contemporaneità sempre più incerta.

È dal Pian delle Fornaci, che negli anni '50 era il luogo privilegiato di giochi e scorribande dei bambini dello Scioa, che comincia questo nuovo libro, con all'inizio il ritorno dalla prigionia dell'ultimo soldato. Poi tante storie a seguire, a far rivivere usanze, personaggi, lavori perduti.

“Abbiamo bisogno di libri come questo – si legge nella quarta di copertina -, che possono assomigliare a quelli di un premio Nobel, come Jean Patrick Modiano o di uno scrittore straordinario come Luigi Meneghello, ricerche nella propria memoria, o subito fuori, che diventano pagine memorabili. Il  libro nato sulla scia del primo (“I racconti dell’Orto”, uscito l’anno scorso), ad esso è strettamente legato, sia nella forma che nel tema. Un percorso che attraversando tutti gli anni 50, va a soffermarsi almeno alla fine dei 60, quando il miracolo economico sembrava rendere possibile qualsiasi sogno”.

Presenteranno il libro l’architetto Anna Braschi di Moti Carbonari. Ritrovare la strada, Daniela Bianconi del Premio internazionale La Rocca, che ha di recente attribuito un prestigioso riconoscimento proprio a Giancarlo Pertici e il prof. Luigi Latini, un sanminiatese che insegna Architettura del paesaggio all’Università di Venezia, e che ha dedicato i suoi studi più recenti propria alle mutazioni della città di San Miniato. L’organizzazione è della Conchiglia di Santiago e della Pro Loco, presente con la sua presidente Nicoletta Corsi, il patrocinio del Comune di San Miniato, con Chiara Rossi, vicesindaco e assessore alla cultura.


sabato 9 maggio 2015

[VIDEO] PRESENTAZIONE DEL LIBRO "ANGIOLO DEL BRAVO: UN MUSICISTA, UNA SHOW BAND" - La Scala 8 maggio 2015

a cura di Francesco Fiumalbi

Venerdì 8 maggio 2015, presso la sede della Filarmonica – Show Band “Angiolo Del Bravo” di La Scala, si è svolta la presentazione del libro curato da Manuela Parentini, dal titolo Angiolo del Bravo: un musicista, una show-band. Storia della Filarmonica di La Scala (1891-2015), edito da Carmignani Editrice.

Come da titolo, la pubblicazione raccoglie notizie, aneddoti e curiosità della più che centenaria Filarmonica o “banda” di La Scala. Infine, ad una nota biografica di Angiolo Del Bravo, celebre clarinettista sanminiatese di fama internazionale, fa seguito un'interessante appendice fotografica.

Di seguito è proposto il video della presentazione, con gli interventi del Presidente della Filarmonica “Angiolo del Bravo” Andrea Gronchi, dell'editrice Micol Carmignani e della curatrice del volume Manuela Parentini.


La presentazione del libro
Video di Francesco Fiumalbi

Il libro esposto sul leggio appartenuto al Maestro Angiolo Del Brav
 e le copie pronte per la consegna
Foto di Massimo Bertini

Il Presidente Andrea Gronchi da il benvenuto ed introduce la serata
Foto di Massimo Bertini

L'editrice Micol Carmignani presenta il libro
Foto di Massimo Bertini

L'autrice Manuela Parentini espone le proprie impressioni sul lavoro svolto
Foto di Massimo Bertini

La Vice-Presidente Magnani Paola consegna
una copia del libro al Presidente Andrea Gronchi
Foto di Massimo Bertini

La Vice-Presidente Magnani Paola consegna
una copia del libro al Maestro Loreto De Benedictis

Foto di Massimo Bertini

mercoledì 10 dicembre 2014

“PIAZZA ROSSA” - RECENSIONE DEL NUOVO LIBRO DI PILADE CANTINI

a cura di Francesco Fiumalbi

Nella serata di venerdì 5 dicembre 2014 si è tenuta, a Santa Croce sull’Arno, la presentazione del libro di Pilade Cantini “Piazza Rossa”, con sottotitolo La provincia toscana ai tempi dell'URSS, edito per la casa editrice Eclettica.
L'atmosfera in cui si è svolta la serata è stata certamente ricca di ironia, anche se non sono mancati tantissimi spunti di riflessione, offerti dall'autore, da Andrea Pannocchia e Guido Carpi, oltre che dagli altri presenti. Per dare un'idea, Pilade Cantini esordisce così: “Perché ho scritto questo libro? Perché volevo mettere Stalin in copertina! Scusate, che fa la Fiorentina?” (in contemporanea si gioca la partita Fiorentina - Juventus).

Un momento della presentazione di “Piazza Rossa”
Foto di Francesco Fiumalbi

Venendo alle cose serie, in estrema sintesi il libro propone uno spaccato inedito, anzi inesplorato, della vita politica di un piccolo, ma industrioso, centro della provincia di Pisa, Ponte a Egola, in un periodo che si colloca fra il Secondo Dopoguerra e i giorni nostri.
E' proprio il caso di dire uno spaccato “inedito” ed “inesplorato”. D'altra parte gli studiosi di storia contemporanea, che si sono occupati dei grandi avvenimenti della seconda metà del secolo scorso, li hanno collocati geograficamente nei vari centri di potere, o in luoghi simbolo, come New York, Washington, Roma, Berlino, Mosca, Pechino, tralasciando completamente lo scenario più minuto, anche se talvolta più autentico, cioè quello dei piccoli paesi, a metà strada tra la campagna e la città. Questo è forse il contributo più significativo del libro.

Quello che emerge è un quadro che vede una popolazione operosa, industriosa, intenta ad elevare la propria condizione sociale ed economica, ma al tempo stesso attenta, anzi attentissima, al panorama internazionale in cui essa si andava svolgendo. E, in particolare, l'autore sottolinea come questa attenzione sia rivolta ai fatti dell'Est europeo: alla vicinanza ideale, per non dire propriamente ideologica, ancor prima che materiale, alla Russia sovietica. E come le dinamiche interne al “Partito Comunista dell'Unione Sovietica” si ripercuotessero inevitabilmente sulle dinamiche paesane ed in particolare su quelle interne alla “sezione” pontaegolese del PCI.

Si tratta, dunque, di un libro che parla di storia, di “grande” storia collocata in un “piccolo” contesto, dal generale al particolare, ma anche viceversa. Un contesto fatto anche di piccoli e insipidi campanilismi, di controversi scontri ideologici, ma che spesso si riduce ad identificarsi con l'animo e le esperienze di vita dello stesso Pilade Cantini. L’autore dà conto di tantissimi episodi, alcuni seri, altri divertenti, certamente taciuti dalla storiografia accademica, ma che chiariscono davvero lo spirito di un'epoca e del particolare contesto geografico della provincia toscana, paragonabile, forse, solamente a quella emiliano-romagnola. Episodi, comunque, che lasciano continuamente incerto il confine fra realtà storica e trasfigurazione letteraria, anche se l’autenticità e la genuinità degli stessi non sono mai messe in dubbio.

Il testo è scritto come se fosse un “collage” di tanti “stati” di Facebook. Una continua selezione, fatta di brevi argomentazioni e riflessioni, infarciti di collegamenti, talvolta divertenti o arzigogolati, a tal punto da sfociare spesso nel paradossale o nel surreale. In tutto questo emerge certamente il carattere ironico di Pilade Cantini che, però, deve confrontarsi con il suo cuore, ancor prima che con la sua mente: è un cuore “comunista” a tutto tondo. Cantini non è certo un nostalgico, anzi, esprime la propria fiducia in una storia che prima o poi darà ragione, come ha modo di spiegare durante la presentazione: “Esiste il Comunismo e l'Anticomunismo. Per ora la “reazione” ha vinto! Ma il Comunismo in fondo è giovane, ha solo 150 anni. Nello stesso periodo il Cristianesimo era ancora nelle catacombe. Noi, invece, abbiamo già governato su mezzo mondo! Il Comunismo è la soluzione, è scientifico!”.

Il passaggio più significativo e rivelatore di tutto il libro, compreso del titolo, che esprime tutta l'ironia, ma che chiarisce, forse meglio degli altri, cosa è stato il dibattito politico, e quindi anche lo scontro ideologico, in una piccola comunità come quella di Ponte a Egola è, forse contenuto in questo breve estratto di pagina numero 9:

«Ponte a Egola è un'importante frazione del Comune di San Miniato, e i gruppi consiliari di quel Municipio furono tutti d'accordo nell'intitolare a Guido Rossa la nuova piazza. I socialisti perché Guido Rossa era un operaio e un sindacalista, i democristiani perché Guido Rossa era stato ucciso dalle Brigate Rosse e i comunisti per le ragioni già dette e perché, ma questo se lo dissero tra loro con un filo di malizia, quella nuova piazza l'avrebbero chiamata Piazza Rossa, come quella di Mosca. Il torrente Egola non era mica la Moscova e la nuova Casa del Popolo, da poco costruita lì vicino, non la potevano mica paragonare al Cremlino; però la sezione del Pci era grande ed aveva un grande terrazzo».

La narrazione giunge alla conclusione, che coincide con l'agognato arrivo a Mosca nell'anno 2010, dove, su quella Piazza Rossa, quella vera, all’autore-protagonista pare davvero di essere in Piazza G. Rossa, quella di Ponte a Egola, dove il sabato mattina si tiene il mercato settimanale. E allora tutto torna e ritorna. E il cerchio si chiude.

In conclusione è un libro di quelli da leggere, indipendentemente dalle opinioni di ciascuno. Non è un accademico trattato di antropologia socio-ideologica, ma idealmente si propone di diventare un testo di riferimento. Lo si può leggere per ridere, ma anche per riflettere o per ricordare i personaggi caratteristici, protagonisti di questa stagione pontaegolese.
E' un libro che va letto oggi, nel 2014, ma da tenere sullo scaffale, nel ripiano dei “libri buoni”, e da rileggere fra qualche anno, in maniera cadenzata, per poterne apprezzare, davvero, ogni sua sfumatura.

La copertina del libro “Piazza Rossa”
di Pilade Cantini, Eclettica Edizioni, 2014

domenica 16 novembre 2014

[VIDEO] PRESENTAZIONE DI "RACCONTI DELL'ORTO" - LIBRO DI GIANCARLO PERTICI

a cura di Francesco Fiumalbi

Sabato 15 novembre 2014 si è tenuta, presso l'Aula Pacis di San Miniato, la presentazione del primo (speriamo di una lunga serie!) libro di Giancarlo Pertici, dal titolo "I Racconti dell'Orto", edito dalla casa editrice La Conchiglia di Santiago, con prefazione di Cecilia Alessi.
Tantissime le persone che sono accorse all'iniziativa! Una serata dedicata all'opera di questo nuovo, ma significativo, autore sanminiatese, Giancarlo Pertici, che è costituita da tanti racconti, alcuni più brevi, altri più lunghi, in grado di restituire in qualche modo una "fotografia" della vita a San Miniato negli anni '50, ed in particolare nella zona dello Sciòa. Una vita narrata con gli occhi di un bambino di allora, un bambino che si trova a scoprire con entusiasmo il mondo che lo circonda.
Oltre che dalle parole dell'autore, la serata è stata animata dagli interventi di Andrea Mancini, Maria Antonietta Frosini, Nicoletta Corsi, Don Luciano Marrucci, Livia Remorini, Stefano Bartoli e Alberto Vincenti.
Di seguito è proposto il video completo della presentazione, a beneficio di chi non è potuto essere presente o di quanti desiderano rivedere i momenti più significativi di quella che non è stata solo una serata dedicata alla narrativa, ma anche un'iniziativa di beneficenza. Infatti il ricavato del libro verrà destinato alla Casa Famiglia Caritas e al Movimento Shalom ONG.






Giancarlo Pertici impegnato nelle dediche alle copie degli amici
Foto di Francesco Fiumalbi
Un momento della serata, l'intervento di Maria Antonietta Frosini
Foto di Francesco Fiumalbi
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...