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giovedì 19 gennaio 2023

[VIDEO] ANNA MATTEOLI – Storie di Donne – Sulle orme delle grandi figure femminili di San Miniato

Sabato 14 gennaio 2023, presso l'Accademia degli Euteleti, si è svolta la conferenza dedicata ad Anna Matteoli, valentissima studiosa e socia dell'Accademia, fra i protagonisti della rinascita culturale sanminiatese dei decenni successivi al secondo conflitto bellico mondiale.
L'iniziativa è stata promossa dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di San Miniato in Collaborazione con la Conchiglia di Santiago, nell'ambito del progetto DIDO - Storie di Donne - Sulle orme delle grandi figure femminili di San Miniato. Numerosi interventi da parte dei presenti.

Di seguito il video della serata a cura di Alexander Di Bartolo:




martedì 20 dicembre 2022

BOLLETTINO DELL'ACCADEMIA DEGLI EUTELETI n. 89/2022

 




INDICE

Fancelli MariaIn margine al romanzo ‘Le Ricorrenze’ di Franco Brogi Taviani [pp. 9-14]

Fabrizi AngeloL’ombra di Anna [pp. 15-16]

Gabbanini MarzioUn medaglione per don nello Micheletti presidente dell’Accademia degli Euteleti e tra i fondatori dell’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato [pp. 17-24]

Fabrizi AngeloOmaggio ad Antonio Gamucci [pp. 25-28]

Luca MacchiConsiderazioni intorno ad alcune immagini che ritraggono la città di San Miniato realizzate nel tempo [pp. 29-46]

Mecca SaverioDiversità e prossimità per la generatività dei territori fra transizioni e disuguaglianze [pp. 47-64]

Miani AlessandroBiofilia: un legame innato tra uomo e natura [pp. 65-70]

Ferrini FrancescoCittà “biofiliche”: sfide e opportunità nella politica della pianificazione del verde urbano [pp. 71-76]

Baldini LauraÈ questa la scuola che vogliamo? Riflessioni a margine della scuola delle competenze [pp. 77-84]

Coppola GiovanniLa ‘Tapisserie de Bayeux’ e l’apporto alla conoscenza della Storia dell’architettura militare dell’XI secolo [pp. 85-108]

Hadda LamiaArchitettura dei minareti: forme, modelli e strutture [pp. 109-126]

Feo MicheleFrancesco d’Assisi, le allodole e Federico II [pp. 127-160]

Nistri RossanoSe hai marito fallo morire! Undici canzoni popolari dialogico-narrative raccolte a San Miniato negli ultimi tre decenni del XX secolo [pp. 161-190]

Bruschi MarioDonatello e la città e il territorio di Pistoia [pp. 191-198]

Spinelli RiccardoDocumenti artistici dalle ‘Carte strozziane’ nell’Archivio di Stato di Firenze [pp. 199-232]

Malvaldi ElisabettaMino Rosi e i dibattiti artistici in due riviste pisane del Novecento: «Una attiva partecipazione alla rinascita spirituale dell’Italia» [pp. 233-260]

Roani RobertaLa ‘bella romana’. Teresa Benincampi letterata e scultrice [pp. 261-268]

Renzoni StefanoPrima del San Carlo. Antonio Niccolini: un pittore, scenografo e architetto in Toscana tra Sette e Ottocento [pp. 269-298]

Sottili FabioLa collezione d’arte dei Ricasoli al palazzo del Ponte alla Carraia [pp. 299-324]

Ceccanti CostantinoLa fortezza di San Giovanni o da Basso a Firenze dal Seicento al Novecento [pp. 325-344]

Lenzi Iacomelli CarlottaSpigolature biografiche sui Gricci e, infine, una data [pp. 345-350]

Ruta FrancescaVilla Bardelli Capoquadri, Monteboro, Empoli, luogo natio di Andrea Corsali, navigatore cinquecentesco [pp. 351-356]

Bucelli Claudia MariaIn scultura e paesaggio. Pietro Porcinai e Costantino Nivola a Zoagli [pp. 357-374]

Fiaschi MicheleCuriosità araldiche della Diocesi di San Miniato [pp. 375-384]

Ceccanti Federico12 agosto 1825: un matrimonio a sorpresa nella villa di Montebuono presso Pistoia [pp. 385-424]

Fiumalbi FrancescoLe giornate tutt’altro che radiose in Valdelsa e nel Medio Valdarno Inferiore nel maggio 1915 [pp. 425-448]

Bertini AntonellaLa ‘Grande Mostra Campionaria Nazionale’ del 1907 a Empoli [pp. 449-458]

Fabrizi AngeloPittori a San Miniato. Ugo Manaresi, Antonio Luigi Gajoni, Dilvo Lotti [pp. 459-484]

Biscarini ClaudioIl cavaliere della Chiecina [pp. 485-502]

Vita dell’Accademia nell’anno 2022

sabato 3 dicembre 2022

[VIDEO] DON NELLO MICHELETTI: L'IMPEGNO CIVILE E CULTURALE DI UN PARROCO DEL NOVECENTO - 25 NOVEMBRE 2022

 a cura di Francesco Fiumalbi

Venerdì 25 novembre 2022, presso la chiesa dei SS. Martino e Stefano di San Miniato Basso, si è svolta la conferenza sul tema Don Nello Micheletti: l'impegno civile e culturale di un parroco del Novecento. L'iniziativa è stata organizzata dalla Fondazione Istituto Dramma Popolare, in collaborazione con l'Accademia degli Euteleti e con la Parrocchia di San Miniato Basso.

Dopo i saluti iniziali del Vescovo di San Miniato mons. Andrea Migliavacca e del Sindaco di San Miniato Simone Giglioli sono intervenuti Marzio Gabbanini, Alexander Di Bartolo e Francesco Fiumalbi. 

Don Nello Micheletti è stato parroco di San Miniato Basso dal 1924 al 1966 ed ha fondato il settimanale diocesano La Domenica nel 1937, da cui fu allontanato per le posizioni critiche rispetto ad alcune tematiche legate al regime. Convinto antifascista, fu nominato assessore della Giunta Municipale del Comune San Miniato dal settembre 1944 al luglio 1945. Presidente dell'Accademia degli Euteleti, nel 1947 fu tra i fondatori dell'Istituto Dramma Popolare e contribuì alla realizzazione di numerose iniziative a carattere culturale, fra cui la Mostra del Cigoli e del suo Ambiente nel 1959. Nel 1952 fu tra i promotori della proposta di unire San Miniato e San Miniato Basso in un'unica grande città.


Di seguito il video della serata:








sabato 12 dicembre 2020

BOLLETTINO ACCADEMIA EUTELETI N. 87 – 2020

  TORNA AGLI INDICI DEL BOLLETTINO DELL'ACCADEMIA DEGLI EUTELETI



INDICE DEL VOLUME:

Fancelli Maria, Don Ruggini, un secolo [p. 11]

Magris Francesco, Apocalittici e integrati in tempi di Covid-19 [p. 15]

Mecca Saverio, Scuola e università: un’accelerazione verso il futuro [p. 31]

Caciagli Mario, Memorie di un lager [p. 35]

Feo Michele, L’annunciazione, gli Angeli, il Corano [p. 37]

Hadda Lamia, Cultura arabo-normanna nell’architettura romanica in Campania (XI-XII secolo) [p. 61]

Coppola Giovani, Costruzioni federiciane in Terra Santa durante la Sesta crociata, 1228-1229 [p. 83]

Vergari Daniele, Da Landeschi a Ridolfi: sperimentazioni agrarie e paesaggio in Valdelsa fra il XVIII e il XIX secolo [p. 119]

Nistri Rossano, Giuseppe Rondoni etnografo. Le leggende medievali e le fiabe dei contadini di San Miniato sull’Archivio per lo Studio delle Tradizioni popolari [p. 131]

Bacci Lorenzo, Momenti della ricerca in Valdera. L’area di Fonte delle Donne di Terricciola: dalla documentazione archeologica a quella archivistica [p. 159]

Centauro A. Giuseppe, La strada etrusca del Ferro, la “via direttissima” da Pisa a Spina [p. 181]

Bruschi Mario, Ser Piero e “Monna Chaterina”: un documento pistoiese [p. 215]

Renzoni Stefano, Per Pasquale Cioffo, quadraturista e scenografo napoletano nella Toscana del Settecento [p. 237]

Ceccanti Costantino, Ventimiglia Anna, “Il superfluo in mano del ricco sia quasi patrimonio del povero”: Carlo Michon e la Scuola Michoniana di architettura, agrimensura e ornato [p. 267]

Sottili Fabio, Aggiunte per Clémence Roth [p. 297]

Macchi Luca, Firenze nei dipinti di Giorgio De Chirico (seconda parte). Gli anni a Parigi (Luglio 1911 – Maggio 1915) [p. 311]

Massi Claudia, “Il mobile e la sua costruzione” di Giuseppe Giorgio Gori. Appunti per le lezioni del corso universitario tenuto nell’A.A. 1940-41 [p. 333]

Romagnoli Gioia, La costruzione e decorazione della cappella del Sacramento in San Marco a Firenze e i suoi committenti [p. 351]

Spinelli Riccardo, “Lappeggio è bello e buono: è il centro, è il soglio delle delizie: e dirlo un paradiso”. Famigli e familiari nella quadreria del cardinale Francesco Maria de’ Medici [p. 393]

Sottili Fabio, La Mattonaia, casino fiorentino di Orazio Sansedoni e di Lorenzo Ginori [p. 409]

Bucelli Claudia Maria, Un esempio di restauro fra storia e interpretazione. Il Giardino Guicciardini Corsi Salviati a Sesto Fiorentino [p. 441]

Ceccanti Federico, Un monumento perduto nel giardino Puccini di Scornio [p. 465]

Ruta Francesca, Oratori in fattoria. Un itinerario tra le cappelle di ville, fattorie e poderi nel territorio di San Miniato. Terza Parte [p. 491]

Guerra Cristina, Restaurata la tela della Madonna del Carmine: un recupero devozionale [p. 529]

Fiumalbi Francesco, Sull’epigrafe che ricorda il soggiorno di Clemente VII a San Miniato [p. 537]

Bertini Antonella, La scuola elementare di Ponte a Egola dal Marianellato, 1868 al Piazzale, 1896 [p. 543]

Di Bartolo Alexander, Notizie di diversi letterati di San Miniato al Tedesco dal “Magazzino Universale” di Bencivenni Pelli [p. 565]

Boldrini Roberto, Le elezioni politiche del 1919 a San Miniato [p. 575]

Giunti Luigi, Gozzini Bruna, Gozzini Giovanni, Parentini Manuela, Sanminiatesi al fronte. I fratelli Gozzini [p. 601]

Fiumalbi Francesco, La strage della stazione di San Miniato – 7 aprile 1944 [p. 645]

Chelli Giuseppe, I sei giovani della fornace di Collelungo di Palaia. Una esperienza di eremitaggio tra utopia e misticismo a metà del XX secolo [p. 653]

Vita dell’Accademia 2020 [p. 675]

domenica 8 dicembre 2019

PRIGIONIERO! IL CAPITANO MEDICO ARIBERTO BRASCHI DA BARDIA ALL'INDIA - San Miniato 7 dicembre 2019

a cura di Francesco Fiumalbi

Sabato 7 dicembre 2019, presso il Museo della Memoria di San Miniato si è tenuta una serata in ricordo del dottor Ariberto Braschi. Un’iniziativa organizzata dall’Accademia degli Euteleti, in collaborazione con il Comune di San Miniato, Musei Civici di San Miniato, Coop. La Pietra d’Angolo.

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La serata si è aperta con la proiezione del video realizzato da Giuseppe Chelli e Daniele Benvenuti dal titolo “Ariberto Braschi. Il medico dei poveri”, in cui è proposta una docu-intervista ad Anna Braschi e ad altri sanminiatesi in cui è stata ripercorsa tutta la vita del dott. Braschi, a partire dalla sua professione di medico condotto, svolta con passione, dedizione e grande umanità. Senza dimenticare i suoi interessi sportivi, essendo stato per molti anni presidente della squadra calcistica di San Miniato. Di seguito il video.

Ariberto Braschi. Il medico dei poveri
Video di Giuseppe Chelli e Daniele Benvenuti

Successivamente è stato presentato il libro di Claudio Biscarini “Prigioniero! Il capitano medico Ariberto Braschi da Bardia all’India” (edizioni dell’Erba, Fucecchio, 2019), che ripercorre la prigionia dal momento della cattura in Africa Settentrionale e poi l’internamento presso il campo inglese di Yol in India. Dopo 6 anni rientrò a San Miniato, trovando un Paese e una città completamente stravolti dalla guerra. Di seguito il video e alcune immagini della serata.

Prigioniero!
Il capitano medico Ariberto Braschi da Bardia all’India
Presentazione del libro di Claudio Biscarini





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venerdì 20 settembre 2019

[VIDEO] ROMANO MASONI - SGUARDI ULTIMI - PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA 14 SETTEMBRE 2019

Sabato 14 settembre 2019, presso l'Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato, si è tenuta l'inaugurazione della mostra di Romano Masoni, "Sguardi Ultimi". Sono intervenuti Marco La Rosa e Nicola Micieli.
L'esposizione del maestro santacrocese resterà aperta fino al 30 ottobre 2019, ed sarà visitabile nei giorni di giovedì, venerdì, sabato e domenica, con orario 16.30-19.30. Presso l'Accademia è disponibile anche il Catalogo della mostra.

Di seguito il video e alcune immagini della presentazione:





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domenica 8 settembre 2019

[VIDEO] INCONTRO CON PABLO SOLARI - SAN MINIATO, 7 SETTEMBRE 2019

Sabato 7 settembre 2019, presso l'Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato, si è tenuto l'incontro con l'artista argentino Pablo Solari [Buenos Aires, 1953]. Un'occasione speciale, dovuta alla presenza del pittore a San Miniato presso il fratello Luigi, sacerdote e parroco a Marcignana.


Pablo Solari è uno dei più vivaci artisti sudamericani. Di recente ha esposto alla Biennale di Pechino,  alla Fiera Internazionale dell'Accademia dell'Arte dell'India e alla Fiera dell'Arte di Saint Jean Cap Ferrat Côte d'Azur in Francia.

Nella conversazione il pittore si è "aperto" al pubblico interessato dell'Accademia, parlando della sua poetica attraverso un particolare uso del colore, del linguaggio e dei temi su cui si incentrano le sue opere, degli elementi ricorrenti come l'attenzione per gli sguardi e per i gesti delle mani, del suo modo di operare.

Di seguito il video della serata:



domenica 16 dicembre 2018

BOLLETTINO ACCADEMIA EUTELETI N. 85 – 2018



INDICE DEL VOLUME:

Lupi LucaLandscapes | Finis terrae
Fancelli MariaVoci per un dialogo
Coppola GiovanniIngegneria civile e pensiero tecnico dell'imperatore Federico II di Svevia
Bucelli Claudia MariaIl Giardino di Castello fra ideologia e simbolo. Percorsi di estetica e parafrasi del potere
Sottili FabioCristofano dell'Altissimo a Montauto: una serie perduta di 'uomini illustro' per Giovanni di Agnolo Niccolini
Renzoni Stefano – Altre arlecchinate. Vincenzo Piattelli, la decorazione pittorica di villa Del Rosso a Capannoli, e certe cose ancora settecentesche
Roani Roberta – Interni samminiatesi. Le case di Filippo Ansaldi e di Filippo Roffia nel Settecento
Fontanelli ElisaFerdinando Guicciardini, Maggiordomo Maggiore al servizio di Maria Luisa di Borbone
Ceccanti Costantino – Le Sunlight Chambers di Dublino. Un edificio toscano nell'Irlanda del primo Novecento
Macchi LucaGli affreschi di Dilvo Lotti nella sala dela Gioventù Italiana del Littorio di San Miniato (1934) oggi Museo della Memoria
Cerri SusannaIl segno pubblicitario e l'estetica del consumo. La figura del graphic designer nel secondo dopoguerra
Micheletti Leondardo La morte delle stelle. Storia della società Elettrica San Miniato e della prima elettrificazione del comune
Chelli GiuseppeIl Passaggio del Fronte Bellico a San Miniato e nella Diocesi in una lettera inedita del Vescovo Ugo Giubbi al Cardinale Elia Dalla Costa
Angelo FabbriziDa San Miniato a al-'Alamayn
Francesco FiumalbiParchi e viali della rimembranza nel territorio sanminiatese
Ruta FrancescaOratori in fattoria. Un itinerario tra cappelle di ville, fattorie e poderi nel territorio di San Miniato (prima parte)
Loni Daniele e Macchi LucaL'iscrizione che ricorda il soggiorno di Papa Clemente VII a San Miniato nel Palazzo dei Vicari di San Miniato
Massi Claudia – La ricostruzione postbellica di due ponti a Pescia
Centauro Giuseppe AlbertoLa difficile salvaguardia delle strutture in conglomerato cementizio armato di valore storico documentario. Prato, i monumenti dell'industria da P. L. Nervi a F. L. Wright
Nistri RossanoMari, sorgenti, pozzi. Persistenza di mitemi arcaici e di simboli acquatici nell'iconografia sacra sanminiatese
Lamia HaddaIl minareto della grande moschea di Aleppo
Pietrosanti Susanna'Violenta la forza del morso che la ammutoliva': linguaggio e silenzio nella tragedia eschilea e nella ricezione contemporanea

Vita dell'Accademia 2018

domenica 2 dicembre 2018

[VIDEO] "LOCUS EST FAMOSUS" - PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI PAOLO TOMEI - 1 DICEMBRE 2018

Sabato 1 dicembre 2018, presso l'Accademia degli Euteleti e con l'adesione della Società Storica della Valdelsa, si è tenuta la presentazione del libro di Paolo Tomei "Locus est Famosus" Come nacque San Miniato al Tedesco. Si tratta di una pubblicazione assai interessante che propone una ricostruzione delle vicende che portarono alla nascita e al successivo sviluppo dell'abitato sanminiatese.


Di seguito il video della serata:

martedì 6 novembre 2018

[VIDEO] PIER DELLA VIGNA – CONFERENZA DEL PROF. EDOARDO D’ANGELO - SAN MINIATO 3 NOVEMBRE 2018

Nel pomeriggio di sabato 3 novembre 2018, presso la sede dell'Accademia degli Euteleti di San Miniato, si è tenuta una interessante conferenza dal titolo: "... per le nove radici d'esto legno": Pier della Vigna, il genio, il traditore. La conferenza è stata tenuta dal Prof. Edoardo D’Angelo dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, curatore del volume L’epistolario di Pier della Vigna (Rubbettino, 2014).

Un momento della conferenza
Foto di Luca Macchi

È stata l’occasione per parlare anche della morte di Pier della Vigna (non Pier delle Vigne, come si è ritenuto fino a pochi anni fa…) che avvenne, con ogni probabilità, proprio a San Miniato. Numerose domande ed interventi da parte del pubblico presente.
Di seguito il video della conferenza:

"... per le nove radici d'esto legno":
Pier della Vigna, il genio, il traditore
Video di Francesco Fiumalbi



lunedì 22 gennaio 2018

[VIDEO] SAN MINIATO AL TEDESCO - PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI VIERI MAZZONI - 20 GENNAIO 2018

a cura di Francesco Fiumalbi

Nel pomeriggio di sabato 20 gennaio 2018 si è svolta la presentazione del libro di Vieri Mazzoni “San Miniato al Tedesco. Una terra toscana nell’età dei comuni (secoli XIII-XIV)”. Un’iniziativa promossa dalla Società Storica della Valdelsa assieme all’Accademia degli Euteleti di San Miniato.


Un momento della presentazione
Foto di Francesco Fiumalbi

La serata si è aperta con i saluti di Maria Grazia Messerini per l’Accademia degli Euteleti e di Enzo Linari per la Società Storica della Valdelsa. Il numeroso pubblico ha potuto ascoltare la dettagliata relazione del prof. Giuliano Pinto, il quale ha sottolineato gli aspetti peculiari della pubblicazione. Si tratta di un’opera che si inserisce fra più significativi approdi storiografici sul tema dello studio dei centri urbani in epoca medievale, con particolare riferimento alle relazioni sociali ed economiche. Infine l'intervento dell'autore che ha avuto modo di rispondere ad alcuni quesiti proposti dal pubblico.


Un momento della presentazione
L'autore Vieri Mazzoni e il prof. Giuliano Pinto
Foto di Francesco Fiumalbi

Inoltre, oltre al libro cartaceo pubblicato da Pacini Editore, è disponibile un’appendice digitale scaricabile liberamente attraverso il sito della Società Storica della Valdelsa, alla pagina dedicata  CLICCA QUI PER ACCEDERE ALLA PAGINA.

Di seguito è proposto il video della presentazione:


Presentazione del libro di Vieri Mazzoni
San Miniato al Tedesco. Una terra toscana nell’età dei comuni (secoli XIII-XIV)
Società Storica della Valdelsa
Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato
Video di Francesco Fiumalbi

ABSTRACT (dal sito della Società Storica della Valdelsa)
Il castello di San Miniato è stato argomento di molti articoli su rivista e relazioni di convegni per il periodo medievale, ma finora di una sola monografia, pubblicata nel lontano 1967 ed avente come tema principale l'urbanistica. Eppure la sua storia offre molti spunti interessanti.
Il primo insediamento collinare del futuro castello fu avviato nel X secolo da una dinastia di signori feudali, che risiedevano in pianura, nell'allora esistente Borgo di San Genesio. Per due secoli l'insediamento in collina si sviluppò, fino a diventare una munita piazzaforte. Per le sue difese e per la sua posizione – quasi l'esatto centro geografico della Toscana – nella prima metà del XII secolo il castello fu scelto dagli Imperatori come sede della loro amministrazione nell'Italia centrale e punto di raccolta delle loro tasse esatte nella Marca di Toscana e nel Ducato di Spoleto.
Questa attività di centro amministrativo e finanziario imperiale ne favorì la crescita demografica ed economica, stimolando persino delle velleità di dominio territoriale. Cosicché, inizialmente per la benevolenza degli Imperatori, poi con le sue sole forze, San Miniato poté ritagliarsi un dominio, prima assoggettando i castelli vicini nella valle dell'Arno, e poi annettendosene altri posti lungo la valle dell'Elsa, fino a raggiungere nel corso del XIII secolo i confini territoriali di Castelfiorentino e Certaldo. Sempre grazie alla benevolenza degli Imperatori, inoltre, per generazioni i maggiorenti locali trovarono un impiego redditizio come funzionari imperiali, inviati ad amministrare città e castelli dentro e fuori la Toscana. Questo forte legame tra l'Impero e San Miniato cominciò a venir meno alla fine del XII secolo in conseguenza della nuova istituzione del comune, nel quale si riunirono tutte le più importanti famiglie di maggiorenti locali, e nel corso del XIII secolo l'autorità degli Imperatori sul castello decadde progressivamente.
Purtroppo l'assenza di documentazione economica per questi secoli impedisce di studiarne lo sviluppo, ma a partire dal Trecento questa documentazione è disponibile, ed allora San Miniato ci appare come un centro agricolo e manifatturiero di grande importanza in ambito regionale. Le produzioni cerealicola, olearia e vinicola erano commercializzate soprattutto sulle piazze fiorentina e pisana. L'allevamento di bovini, equini, ovini e suini, oltre a dar vita ad un mercato del bestiame di importanza sovraregionale, riforniva l'industria pisana del cuoio e della pelle. La produzione e l'importazione di lana alimentava la manifattura dei panni, così come la coltivazione del lino trovava sbocco nella tessitura di altri panni e teli. Le argille reperibili nel territorio consentivano la cottura di laterizi, che venivano trasportati su chiatte lungo l'Arno per essere impiegati dalla cantieristica pisana; ma soprattutto le argille erano alla base dell'industria del vetro, per l'epoca una produzione di lusso ad alto contenuto tecnologico. Stante un simile quadro produttivo, non stupisce trovare artigiani e mercanti sanminiatesi a Murano, a Bologna, in Sicilia, nel Maghreb, a Cipro persino, oltre che a Firenze, Lucca, Pisa, San Gimignano. Va da sé che questo sviluppo dell'agricoltura, delle manifatture, dei commerci, necessitava di un adeguato supporto finanziario, di modo che il castello era diventato anche una discreta piazza finanziaria, sia pure nel ristretto ambito regionale.
Nelle relazioni con gli altri comuni toscani San Miniato giocò un ruolo di tutto rispetto per tutto il Duecento, scegliendo quasi sempre di stare dalla parte di Firenze e contro Pisa. Da un punto di vista strategico la funzione del castello e del suo dominio era quella di stato cuscinetto a separare i territori delle due città antagoniste. Il Trecento però fu un'epoca travagliata, e le continue guerre nel primo trentennio, unite alla terribile pestilenza del 1348, la cosiddetta Morte Nera, esaurirono le forze del castello, che fu costretto ad accettare le sempre più forti ingerenze fiorentine. Un tentativo di sottrarsi all'abbraccio soffocante di Firenze fu compiuto nel 1368, allorché il nuovo regime arrivato al potere con una congiura – mai studiata prima – decise di assoggettarsi a Pisa. La reazione fiorentina però fu violenta, e dopo un blocco durato ben due anni ed un assedio di qualche mese il castello fu espugnato e conquistato nel 1370. A partire da questa data fece parte del territorio fiorentino, all'interno del quale anzi divenne subito il capoluogo della Provincia del Valdarno Inferiore.

AUTORE (dal sito della Società Storica della Valdelsa)

Vieri Mazzoni (Firenze, 1968), laureato in Storia dell’Europa Medievale con Giovanni Cherubini presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1994, dottore di ricerca presso lo stesso istituto con la supervisione di Antonio Ivan Pini e Jean-Claude Maire Viguer nel 2002, assegnista di ricerca con Giuliano Pinto nel quadriennio successivo, si è interessato di storia politica, lotte di fazione, pratiche giudiziarie, storia del territorio e dei centri minori particolarmente nell’ambito geografico della Toscana e cronologico dei secoli XIII e XIV. È stato curatore di Ser Giovanni di Lemmo Armaleoni da Comugnori, Diario (1299-1319), edito per i tipi di Leo S. Olschki Editore (2008); autore di Accusare e proscrivere il nemico politico. Legislazione antighibellina e persecuzione giudiziaria a Firenze (1347-1378), per i tipi di Pacini Editore (2010), e di vari articoli pubblicati su «Archivio Storico Italiano», «Bullettino dell'Istituto Storico Italiano», «Miscellanea Storica della Valdelsa», «Ricerche Storiche»; coautore con Alessandro Monti de Il libro dell'imposta di Montaccianico (1306). Fiscalità discriminatoria e liste di proscrizione nella Firenze del Trecento, per i tipi di Aska Edizioni (2013).

mercoledì 20 dicembre 2017

BOLLETTINO ACCADEMIA EUTELETI N. 84 – 2017



INDICE DEL VOLUME:

Michele FeoLaico ma non praticante. Ricordo di Alberto Pozzolini
Alexander Di Bartolo e Francesco RicciarelliLa biblioteca di don Lu': piccola storia di una raccolta libraria e del suo donatore
Maria FancelliFiglia del muro: Ines Geipel nata Schmidt
Ines GeipelUtili e felici
Angelo FabriziUn'inedita revisione di La presa di Samminiato di Ippolito Neri
Jacopo PaganelliBarone dei Mangiadori: alcune spigolature volterrane
Giuseppe CentauroLa Cascina e la Villa di Lorenzo de' Medici: architetture coeve dagli opposti destini tra abbandono e valorizzazione
Fabio SottiliLa Commenda del Santo Sepolcro al Ponte Vecchio residenza di Orazio Sansedoni
Roberta RoaniNota per Girolamo Ticciati “bravissimo Poeta, Architetto e Scultore eccellente”
Claudia MassiAlla scoperta delle città termali mitteleuropee agli esordi del Novecento. Il viaggio di Giulio Bernardini per la nuova Montecatini
Claudia Maria BucelliIl Parco di Pinocchio a Collodi, paesaggio del gioco infinito
Stefano RenzoniNicola Torricini, un pittore poco noto nella Toscana tra Otto e Novecento
Luca MacchiUn contributo al catalogo di Anton Luigi Gajoni: due opere per la chiesa dei Domenicani di San Miniato
Manuela ParentiniSanminiatesi al fronte. La corrispondenza di Angelo Donati, 1915-1918
Giuseppe ChelliDon Lionello Benvenuti. Un sacerdote. Il Diario (Luglio-Agosto 1944)
Leonardo MichelettiLa dura strada alla normalità. Fame, miseria e desolazione morale nella S. Miniato dell'immediato dopoguerra
Delio FiordispinaFrancesco Maria Galli Angelini a sessant'anni dalla morte
Manuela ParentiniLe Stanze Civiche del Teatro Giuseppe Verdi di San Miniato. Un “Pubblico passatempo” nella San Miniato Ottocentesca
Francesco FiumalbiOdonomastica sanminiatese
Rossano NistriMadonne della Cintola. Miti cristiani e culti della maternità nella devozione popolare per la Madonna del fegato
Jacopo ManciniL'homme qui rit: metamorfosi di una storia
Tessa Matteini e Andrea UgoliniStrutture vegetali e conservazione attiva dei paesaggi archeologici. Note per una ricerca
Andrea Vanni DesideriPratolino e i coralli del Granduca. Appunti tra archeologia e economia nella Toscana d'età moderna
Anna LambertiniParcheggi. Luoghi possibili
Susanna PietrosantiIl guado segreto. Hybris di Armando Punzo
Vita dell'Accademia 2017

mercoledì 19 luglio 2017

[VIDEO] GASTONE RINALDI – INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA, SAN MINIATO 15 LUGLIO 2017

a cura di Francesco Fiumalbi

Sabato 15 luglio 2017 è stata inaugurata, presso l'Accademia degli Euteleti, la mostra Da São Paulo con colore, dedicata all'artista Gastone Rinaldi [Padova, 1923 – San Paolo del Brasile, 1991]: una personalità purtroppo non molto nota fra gli artisti sanminiatesi del '900, comunque con una produzione estremamente interessante, idealmente sintetizzata nell'esposizione. 
Dopo l'introduzione del Presidente Saverio Mecca, è intervenuto Luca Macchi che ha tracciato un profilo dell'artista durante il periodo fra la Seconda Guerra Mondiale e il 1951, anno in cui Rinaldi si trasferì in Sudamerica. Sono anni in cui ebbe modo di partecipare attivamente alla vita culturale sanminiatese: il manifesto dell'Assassinio nella Cattedrale per il Dramma Popolare (regia di G. Strehler), le illustrazioni per la riedizione delle carducciane Risorse di San Miniato al Tedesco (Tip. Palagini, 1949), ma anche la frequentazione di Dilvo Lotti, suo vicino di casa.

Un momento della presentazione
Foto di Francesco Fiumalbi

Andrea Mancini, oltre a narrare come è nata e si è sviluppata la ricerca sulla figura e sulla produzione di Gastone Rinaldi, ha ricordato le circostanze che portarono l'artista ad intraprendere il viaggio in Sudamerica e del suo stabilirsi definitivamente in Brasile.
Un affettuoso saluto è stato riservato ad Helena Rinaldi, figlia di Gastone, ma anche alla sorella Annamaria.
E' poi intervenuto Gianfranco Giannoni, il quale ha proposto alcuni suoi ricordi personali legati a Gastone Rinaldi. Ed ancora Pier Giuseppe Leo, che ha sottolineato la spontaneità, la versatilità, la capacità e il gusto nel disegno dell'artista.

La mostra rimarrà esposta fino al 15 settembre 2017 ed è stato realizzato anche un interessante catalogo: G. Rinaldi. Da São Paulo con colore, testi di L. Macchi, A. Mancini, R. Nistri e con contributi di H. Rinaldi Rosa e Maysa S. Penna, Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato, 2017, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.

Di seguito il video della serata:

Gastone Rinaldi. Da São Paulo con colore
Inaugurazione della mostra
Video di Francesco Fiumalbi


giovedì 23 marzo 2017

IL NECROLOGIO IN MEMORIA DI GIUSEPPE RONDONI NELL’«ARCHIVIO STORICO ITALIANO»

a cura di Francesco Fiumalbi

In questa pagina è proposta la trascrizione del testo redatto da Pietro Santini [1860-1921] in occasione della morte di Giuseppe Rondoni (San Miniato, 17 novembre 1853 – 16 novembre 1919) già Direttore della Miscellanea Storica della Valdelsa e Presidente dell'Accademia degli Euteleti, e senza dubbio una figura molto importante per i suoi contributi sulla storia sanminiatese.
Il necrologio apparve in appendice al volume II dell’anno 77 della rivista «Archivio Storico Italiano», curata dall'allora Regia Deputazione di Storia Patria, uno dei periodici storici più importanti del tempo, fondata da Gian Pietro Vieusseux nel 1842 e prodotta ancora oggi dalla casa editrice Leo S. Olschki. Questo particolare merita di essere sottolineato per meglio comprendere l’alta considerazione tributata a Giuseppe Rondoni dall'ambiente culturale di allora.

«Archivio Storico Italiano», anno 77, vol. II (1919),
R. Deputazione di Storia Patria, Firenze, 1921, frontespizio

Estratto da P. Santini, Necrologia. Giuseppe Rondoni, in «Archivio Storico Italiano», anno 77, vol. II (1919), R. Deputazione di Storia Patria, Firenze, 1921, pp. 288-293.

[288]
NECROLOGIA

GIUSEPPE RONDONI.

Giuseppe Rondoni, assiduo e apprezzato collaboratore dell'Archivio, cessava di vivere il 19 novembre 1919 [* si tratta di un refuso, la data di morte è il 16 novembre 1919, n.d.r.]. Ci par di vederlo ancora, con l'occhio precocemente stanco, ma con l'animo ancor vivace, felicitarsi di aver lasciato da poco il pubblico insegnamento, non perché amasse staccarsi dai suoi diletti scolari, ma perché anelava di dedicare nella quiete della casa gli ultimi suoi giorni esclusivamente agli studii, nella speranza di avere dinanzi a sé tempo sufficiente per completare alcuni lavori rimasti a mezzo e per ripresentarne sotto nuova ed ampliata veste altri, pubblicati negli anni giovanili ed oggi invecchiati di fronte al progresso degli studi critici; ma non gli è bastata la vita per porre in atto l'accarezzato disegno.
Una intera generazione di giovani, alcuni dei quali oggi uomini maturi, rimpiangono in lui il maestro dotto ed amorevole, l'educatore efficacissimo, il propagatore ed incitatore delle più eccelse virtù, che furono abito della sua vita esemplare, quali la operosità indefessa [289] nel lavoro, il sentimento rigoroso del dovere, la purezza degli affetti familiari, il fervido amore della patria. All'apostolato di un simile maestro non potevano mancare frutti copiosi: una schiera numerosa di scolari del Rondoni primeggia oggi nelle discipline storiche e letterarie, nelle professioni libere, nelle cariche pubbliche, nella vita politica; fra i più giovani non pochi hanno dato prova di purissimo amor patrio, combattendo da prodi nella recente guerra e, purtroppo, alcuni di loro hanno preceduto il maestro nella tomba, offrendo la loro balda gioventù in olocausto all'Italia.
Come è noto ad ognuno, poco dopo il trasferimento della Capitale da Torino a Firenze (giugno 1865), ebbe vita qui la Facoltà filosofica, filologica e storica dell'Istituto di Studi superiori; ma, come avviene d'ogni nuova istituzione nel suo periodo primordiale, gli atti della segreteria dei primi anni, disordinati e manchevoli, andarono dispersi, sicché oggi non si conservano i registri
di matricole degli scolari anteriori al 1875. Fra i giovani iscritti in questo anno troviamo Giuseppe Rondoni; tuttavia egli doveva aver già frequentato da più di un anno i corsi della Facoltà filosofica, perché si addottorò in Filosofia nel 1877. Eravamo allora nell'età aurea dell'Istituto superiore, il quale in pochi anni, non pure emulò, ma sorpassò di gran lunga la fama dell'antico «Studio fiorentino». Il ricchissimo materiale di ricerca e di consultazione delle nostre biblioteche e dell'Archivio di Stato richiamava in Firenze un'eletta brigata di giovani i quali, sotto la guida del Villari, del Bartoli, del Trezza, del Comparetti, del Giuliani, del Conti, del Tocco, del Vitelli e di altri professori, illustri non meno per meriti scientifici che per virtù ed opere patriottiche, rafforzarono potentemente l'intelletto, [290] offrirono già da scolari i primi saggi di proficui studi e poi, emulando i maestri, onorarono con la loro dottrina e con i loro scritti la cattedra.
Subito dopo ottenuta la laurea, il Rondoni andò ad insegnare Filosofia nel liceo comunale di Velletri; ma vi rimase un solo anno, per ritornare ad iscriversi nel nostro Istituto superiore. E la ragione fu questa: egli si era precedentemente iscritto ai corsi di Filosofia non tanto per naturale inclinazione, quanto per l'alta stima e l'affetto che lo legavano ad Augusto Conti, suo compaesano; se non che, si sentiva attratto di preferenza agli studi storici, nei quali aveva dato qualche promettente saggio ancor prima di laurearsi. Ora, seguendo per altri due anni corsi complementari e di perfezionamento e dedicandosi di preferenza alle discipline storiche, nel 1880 conseguì la laurea in Lettere, avendo presentato una tesi di storia, alla quale gli esaminatori assegnarono i pieni voti con lode, e ne deliberarono la pubblicazione fra gli Atti dell'Istituto.
Nei primi sette anni di insegnamento nelle scuole regie, il Rondoni resse le cattedre di Lettere classiche nel ginnasio di Siena e di Storia e Geografia nei Licei di Prato e di Siena. Fu questo un periodo di grande operosità didattica e scientifica del giovane professore; talché, quando nel 1887 egli si presentò al concorso per titoli, bandito per la cattedra di Storia e Geografia del Liceo Dante di Firenze, superò facilmente gli altri concorrenti ed ebbe il posto, che ha occupato fino al termine della sua lunga carriera d'insegnamento. Così, ritornato nella prima e naturale sede dei suoi studi, potette con maggior facilità attendere ad essi nelle ore che le assidue cure della scuola gli lasciavano libere. Fu nell’Archivio compagno nostro, desiderato e diligente: la [291] Società Colombaria lo annoverò fra i suoi soci urbani, l'Accademia degli Euteleti di S. Miniato lo scelse suo
Presidente, il Consiglio provinciale scolastico ed il Consiglio del R. Educatorio di Foligno lo vollero fra i loro membri. Si tennero onorate del nome e della collaborazione di lui la «Pro cultura», la Società Dantesca italiana, la Società per la Storia del Risorgimento Nazionale ed altre Accademie letterarie e scientifiche. Nel 1907 la R. Deputazione Toscana di Storia Patria, che da più anni aveva fra i suoi corrispondenti il Rondoni, lo nominava socio ordinario. Nel dicembre del 1917, la Società Storica della Valdelsa invitava Giuseppe Rondoni ad assumere la direzione della rivista.
Andrei troppo in lungo se volessi dare l'elenco completo delle pubblicazioni del nostro amico, avendone sott'occhio oltre centoventi, riflettenti gli argomenti più vari, di storia, di letteratura, di pedagogia: mi limiterò ad un breve cenno od ai titoli dei principali lavori, raggruppandoli per affinità di materia.
Il Rondoni considerò nei suoi primi scritti la storia della città che lo vide nascere, S. Miniato al Tedesco; né in questo prediletto argomento si fermò ai saggi giovanili, ma vi ritornò a più riprese nell'età matura. Ed il soggetto ne valeva la pena, perché v'ha un periodo del Medio Evo, nel quale la storia di S. Miniato oltrepassa i limiti dell'interesse puramente locale per abbracciare le vicende, non pure della Toscana e dell'Italia, ma quelle della storia generale d'Europa, quando cioè gli imperatori Tedeschi fecero di S. Miniato il centro della loro amministrazione in Toscana. Nel 1886 videro la luce le Memorie storiche di S. Miniato di Tedesco; e per una seconda edizione di questo lavoro, che è mancata alle stampe, il Rondoni aveva ultimamente raccolto [292] molto altro materiale. Alla storia di S. Miniato od a soggetti affini appartengono le seguenti monografie: La Rocca di S. Miniato al Tedesco e la morte di Pier delia Vigna; L'ultimo lembo della Valdelsa e lo Statuto di una lega del contado fiorentino; Spigolature degli atti del Potestà di S. Gimignano negli anni 1227-1270; Uno sguardo alla Rocca ed alla Storia di S. Minialo al Tedesco; Arte e Storia nel Convento e Chiesa dei SS. Jacopo e Lucia di S. Miniato al Tedesco: Un piccolo ed importante Comune medievale Toscano: S. Miniato al Tedesco.
Indirizzati pertanto i suoi studi sopra la storia italiana del Medio Evo, il Rondoni rivolse anche la sua
attenzione alle istituzioni dell'antico Comune di Firenze, ed in ispecie alla formazione ed allo sviluppo degli Statuti di questa città. E ben noto che non si conservano compilazioni dei Costituti fiorentini anteriori al sec. XIV, alla distanza di circa un secolo e mezzo dai giuramenti dei Consoli, che furono i primi Statuti della città libera. Il Rondoni (seguito poi in queste ricerche da altri) si propose di raccogliere dalle serie degli Atti dell'Archivio fiorentino di Stato anteriori al sec. XIV, ed in particolare dalla ricchissima raccolta delle pergamene del Diplomatico, i più antichi frammenti dei Costituti fiorentini. Fu questo il lavoro presentato come tesi di laurea in Lettere e pubblicato fra gli Atti dell'Istituto Superiore. Altri soggetti di Storia fiorentina il Rondoni trattò negli opuscoli: Il franco ed esperto cavaliere messer Barone dei Mangiadori; Ordinamenti e vicende principali dell’antico Studio fiorentino; I giustiziati a Firenze dal sec. XV al sec, XVIII.
La ricchezza dei monumenti e dei documenti storici della Siena medievale non mancò di attrarre l'attenzione e lo studio del Rondoni, non solo durante gli anni della [293] sua residenza scolastica colà, ma anche in tempi posteriori, quando rivisitò più volte quella bella città e, appunto per ragione di studio, vi soggiornò. I suoi scritti senesi si iniziano con uno studio letterario, le Laudi drammatiche dei Disciplinati di Siena. Poi, come frutto di accurate ricerche nell'Archivio di Stato senese, e specialmente nella celebre Serie dei Caleffi, pubblicò l'apprezzato studio Sena vetus, o il Comune di Siena dalle origini alla battaglia di Monterperti. Ma il più importante, ed a lui più caro, lavoro di cose senesi furono le Tradizioni popolari e leggende di un Comune medievale e del suo contado. In seguito, in una conferenza, letta alla Accademia dei Bozzi, presentò nuovo materiale sopra lo stesso argomento, sotto il titolo: Leggende, novellieri e teatro dell'antica Siena; ed anche negli ultimi anni della sua vita, fatte ulteriori ricerche, ebbe in mente di riprendere a mano il lavoro. Altri suoi opuscoli dell'istessa indole sono i seguenti: Appunti sopra alcune leggende popolari di Pisa, della Lunigiana e di S. Miniato al Tedesco; Alcune fiabe dei contadini di S. Miniato al Tedesco in Toscana.
Lo scolaro prediletto di Augusto Conti, che fu portabandiera del battaglione universitario sui campi di Curtatone e di Montanara, non avrebbe certo trascurato nei suoi studi l'eroico periodo del nostro Risorgimento nazionale. Fra le molte monografie sopra tal soggetto citeremo le seguenti: Un gran carattere: lettere e documenti del Barone Bettino Ricasoli; Un cronista popolano dei tempi della dominazione francese, in Toscana; Uomini e cose del Risorgimento nazionale italiano nel carteggio di Q. P. Vieusseux; Due vecchi giornali del Risorgimento Nazionale (La Vespa e lo Stenterello); La politica italiana nel 1861; Il giornale «Lo Statuto», e la reazione nel [294] 1850-51 in Toscna; Giornali di Livorno nel 1848-49 (il Corriere Livornese, il Calambrone e L’Inferno); il Piovano Arlotto; I giornali umoristici fiorentini del triennio glorioso; La voce del Popolo; Anti-Lampione, giornale fiorentino del 1848; Archivio comunale di S. Miniato al Tedesco. Deliberazioni municipali relative al Risorgimento Nazionale (1848-61); Stampa clandestina in Firenze nel 1850-51; La Gazzetta dei Tribunali di Firenze e la reazione in Toscana dal 1851 al 1853; Due supplementi di Giornali fiorentini del 1849 e 1859 - Ricordi di Niccolò Roffia, ecc.
Lasciamo da parte le numerose recensioni e conferenze del Rondoni; e diamo invece i titoli di alcuni scritti d'indole didattica e scolastica, cioè: Due parole di avviamento allo studio della storia antica; Potenza educatrice dell'affetto nella letteratura e nella scuola; Storia e Geografia storica nei nostri Licei; Compendio di Olografia storica per uso delle Scuole classiche; Letture storiche con
particolare riguardo all’Italia; Relazione al sindaco di Firenze per la scelta dei libri di testo nelle Scuole elementari del Comune di Firenze; A proposito della riforma della Scuola Media; Disegno di Storia del Medioevo, Moderna e Contemporanea.
Se si considera che la maggior parte degli insegnanti di Liceo, anche fra i più valorosi, se non lasciano, dopo i primi anni d'insegnamento, la cattedra liceale per ascendere alla universitaria, abbandonano gli studi originali e le pubblicazioni, perché il faticoso lavoro scolastico li assorbe quasi del tutto, li stanca e li deprime, è tanto più apprezzabile la costanza del Rondoni nel continuare i suoi studi, mentre le cure della scuola e della famiglia lo tenevano occupato da mane a sera.
Vero è che lo sforzo eccessivo doveva, purtroppo, lasciare [295] prima del tempo la sua fibra, ch'era stata, nella gioventù e nella maturità, sana e robusta; onde il compianto amico, caduto, si può dire, sulla breccia, non ha avuto il conforto di poter godere, circondato dall'affetto dei suoi, qualche lustro di meritato riposo, ch'egli sognava di trascorrere, non nell'inerzia intellettuale, contraria alla sua natura, ma in mezzo ai suoi libri ed ai suoi studi prediletti.
Firenze.
Pietro Santini. 
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