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domenica 14 febbraio 2016

IL GONFALONE D'ARGENTO ALL'ISTITUTO DEL DRAMMA POPOLARE DI SAN MINIATO - 13 FEBBRAIO 2016

Il 13 febbraio 2016 il Consiglio Regionale della Toscana, presieduto da Eugenio Giani, ha conferito alla Fondazione Istituto del Dramma Popolare di San Miniato il “Gonfalone d'Argento”, la massima onorificenza del Consiglio Regionale. Un importante riconoscimento per l'Istituto sanminiatese, attivo dal 1947.
Di seguito il Comunicato n. 190 del 13 febbraio 2016, emesso dall'Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Toscana.

Dramma popolare di San Miniato: conferito il Gonfalone d'argento


Il riconoscimento è stato consegnato stamani in palazzo Panciatichi. Il presidente Eugenio Giani: "Un istituto che porta vanto a tutta la Toscana". Il segretario Antonio Mazzeo: "Per noi è fondamentale investire in cultura"

Firenze – “E’ il più antico festival di produzione d'Italia. Il numero dei grandi interpreti e registi che sono passati da qui danno il senso della sua importanza a livello nazionale e internazionale. E’ un’istituzione che porta vanto a tutta la Toscana e per questo abbiamo deciso di premiarla”. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani ha consegnato il Gonfalone d’argento, massima onorificenza dell’assemblea toscana, all’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato (Pi). La cerimonia di conferimento si è svolta questa mattina nella sala del Gonfalone di palazzo Panciatichi; presenti, oltre al presidente Giani, il segretario dell’Ufficio di presidenza Antonio Mazzeo, il consigliere regionale Andrea Pieroni, il sindaco di San Miniato (Pi) Vittorio Gabbanini, il presidente della Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato Marzio Gabbanini e una folta rappresentanza di autorità.
Giani, spiegando le motivazioni che hanno portato l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale a conferire il riconoscimento, ha ricordato la storia dell’Istituto Dramma Popolare. Nato nel 1947, tre anni dopo che le mine tedesche avevano distrutto il Teatro Verdi di San Miniato, costruito sul modello della Scala di Milano, l’Istituto ha avuto fin da subito l’obiettivo di “dare vita a un teatro che andasse incontro al popolo, ispirandosi allo spirito cristiano e proponendosi di interpretare le tensioni e le aspirazioni dell'uomo”. “Attraverso il dramma popolare San Miniato ha espresso al meglio la sua vocazione a essere cuore pulsante della cultura in Toscana” ha detto ancora il presidente. Anche Antonio Mazzeo ha voluto sottolineare che “per noi è molto importante aver consegnato il Gonfalone d’argento all’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato, perché riteniamo fondamentale, se vogliamo crescere, investire in cultura e trasmettere alle generazioni future la storia e ciò che rappresenta questo istituto: un teatro del popolo e per il popolo, che si tiene nei luoghi dove la gente si incontra, nelle piazze e nelle chiese”.
Nei settanta anni di attività del dramma popolare, a firmare la regia dei vari spettacoli che hanno segnato la storia del teatro, sono stati chiamati maestri quali, tra gli altri, Giorgio Strehler, Orazio Costa, Luigi Squarzina, Franco Enriquez, Sandro Bolchi, Aldo Trionfo, Sandro Sequi e Krzysztof Zanussi.
Quanto agli interpreti, il meglio del professionismo teatrale è passato da San Miniato: Giulio Bosetti, Ernesto Calindri, Rossella Falk, Arnoldo Foà, Carla Fracci, Nando Gazzolo, Giancarlo Giannini, Remo Girone, Giuliana Lojodice, Evi Maltagliati, Anna Miserocchi, Valeria Moriconi, Gastone Moschin, Ave Ninchi, Ilaria Occhini, Gianni Santuccio, Giancarlo Sbragia, Mario Scaccia, Arolodo Tieri, Luigi Vannucchi, Massimo Foschi, Eros Pagni sono solo alcuni degli artisti che si sono avvicendati nel corso degli anni sul palcoscenico della Festa del Teatro. I testi che in tutti questi anni sono stati rappresentati appartengono a una drammaturgia, definita "Teatro dello Spirito", con cui si intendono tutti quei lavori che si pongono il problema della ricerca del senso e del significato della vita. 
(cem)


Gonfalone d'Argento all'Istituto del Dramma Popolare di San Miniato
Video di Fabrizio Borghini

L'invito del Consiglio Regionale

PRESENTAZIONE DEI LAVORI DI RESTAURO E RIAPERTURA AL CULTO DELLA PIEVE DI SAN GIOVANNI A CORAZZANO – 13 FEBBRAIO 2016

a cura di Francesco Fiumalbi

Un lungo ed elegante tappeto rosso ha accolto le tantissime persone che, nella giornata di sabato 13 febbraio 2016, sono accorse alla Pieve di Corazzano. E' il tappeto che viene utilizzato per le occasioni importanti, per le feste più solenni. E questa lo è stata sicuramente.
Dopo un biennio di lavori (2013-2015), coordinati dalla restauratrice Lidia Cinelli, e grazie al contributo della Fondazione CRSM, l'interno della chiesa di San Giovanni è finalmente tornato a risplendere. Importantissimi, per la riuscita dell'impresa, anche l'amore e l'attaccamento della comunità di Corazzano e della Valdegola, stretta al proprio parroco Don Francesco Ricciarelli. Anche Mons. Andrea Migliavacca, da poco Vescovo di San Miniato, si è reso conto della straordinarietà dell'evento. Nonostante fosse presente in calendario un'altra occasione eccezionale, come l'apertura della Porta Santa alla chiesa di San Giovanni Evangelista di Ponsacco, ha voluto partecipare personalmente, impartire la benedizione alla Pieve e riaprirla ufficialmente al culto.


L'intervento di Mons. Andrea Migliavacca Vescovo di San Miniato
Foto di Francesco Fiumalbi

A memoria d'uomo, nessuno ricordava la Pieve di Corazzano così. Sono molti anni, infatti, che il tempo e l'incuria (per lo più dovuta alla necessità di grandi interventi a fronte di scarse disponibilità economiche) minacciavano questo splendido esempio di architettura romanica. Un passo alla volta, dapprima con il consolidamento della collina retrostante e delle fondazioni, poi la sistemazione del tetto e infine con il ripristino dell'apparato decorativo, la chiesa è stata completamente restaurata. Adesso, la comunità parrocchiale (ma anche la comunità sanminiatese in senso più ampio) può davvero essere nuovamente orgogliosa del proprio monumento. Sì, perché la Pieve di Corazzano fu dichiarata “Monumento Nazionale” nel 1899 ed ancora oggi la sua immagine è evocativa per tutta la Valdegola: la semplicità e la schiettezza delle sue forme, la posizione visibile in tutta la vallata, il rosso del laterizio che risalta rispetto allo sfondo verde circostante, il suono antico delle campane nella tranquillità della campagna toscana. Adesso anche con un interno completamente restaurato e pronto ad accogliere nuovamente i fedeli.

La preghiera prima della benedizione impartita da
Mons. Andrea Migliavacca Vescovo di San Miniato, affiancato da
Don Fracesco Ricciarelli, parroco di Corazzano
Foto di Francesco Fiumalbi

Il restauro degli interni è consistito nel ripristino completo dell'apparato decorativo pittorico delle superfici verticali. La restauratrice Lidia Cinelli ha mostrato le immagini della situazione precedente ai lavori, evidenziando lo stato di forte degrado e alterazione, dovuto certamente alla mancanza di manutenzione per molti anni, ma anche ad interventi sulle murature che avevano compromesso in maniera significativa lo stato di conservazione delle finiture. Il restauro è stato un lungo e certosino lavoro di pulitura, stuccatura e ripristino pittorico. Intervento, così eseguito, reso possibile dal fatto che si tratta di una mera decorazione superficiale, per di più realizzata in epoca relativamente moderna (seconda metà dell'800), il restauro non è stato solamente “conservativo” in senso stretto, ma è andato a riempire e ricostruire, in maniera il più possibile filologica, i vuoti e le mancanze venutesi a creare nel tempo.

Un momento della presentazione dei
lavori di restauro condotti da Lidia Cinelli
Foto di Francesco Fiumalbi

Senza eccedere in sontuosità e nella ricercatezza estetica, adesso la Pieve di Corazzano si mostra al suo interno con essenziale dignità ed un pizzico di eleganza, grazie alle superfici trattate con “marmorino” di colore bianco, scandito da fasce rosate ogni tre ricorsi orizzontali. Per certi versi un trattamento simile a quello che si può osservare all'interno della Cattedrale e nella vicina chiesa di Balconevisi (dove però le fasce sono in finto bardiglio azzurro cinereo con venature bianche). Nell'abside è stata ripristinata l'originaria decorazione basamentaria, modellata come le ideali specchiature di un coro ligneo. Più impegnativo l'intervento sulla calotta che, prima dei lavori, si presentava estremamente danneggiata. L'altare laterale, le immagini di Sant'Eurosia e della Madonna del Latte, sono adesso inserite in una semplice e decorosa riquadratura. La nuova illuminazione, infine, contribuisce a restituire l'unità spaziale della navata e ad apprezzare il grande lavoro che è stato svolto.

Ancora un'immagine della presentazione dei
lavori di restauro condotti da Lidia Cinelli
Foto di Francesco Fiumalbi

Di seguito è proposto il video dell'inaugurazione dei lavori di restauro. Dopo i saluti iniziali di Don Francesco Ricciarelli, il saluto e la benedizione del Vescovo Mons. Andrea Migliavacca e l'esposizione della restauratrice Lidia Cinelli. Al termine, dopo l'intermezzo musicale offerto dal coro “Voci della Valdegola, l'intervento di Giovan Battista Mattii per la Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.

La benedizione del Vescovo e la presentazione dei restauri
Video di Francesco Fiumalbi

La Pieve di San Giovanni a Corazzano
Foto di Francesco Fiumalbi





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