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lunedì 26 gennaio 2015

NOBILTA' SANMINIATESE NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO DELLE FAMIGLIE NOBILI ITALIANE DI G. B. CROLLALANZA


In questa pagina è proposto il regesto in chiave sanminiatese del Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, stampato in prima edizione a Pisa nel 1886, a cura di Giovan Battista Crollalanza, fra i maggiori storici, genealogisti e araldisti del XIX secolo.
A differenza del “Sommario Storico” di Demostene Tiribilli-Giuliani pubblicato in Firenze nel 1855, il “Dizionario” di Crollalanza cerca di abbracciare non solo quella toscana, ma tutta la nobiltà italiana, da nord a sud. Ogni voce è quindi molto più sintetica, lo stemma o “arma” non è rappresentato ma solamente descritto in breve.
Come si può osservare dall'elenco proposto di seguito, mancano alcune delle famiglie fra più note e conosciute di San Miniato: dai Ciccioni ai Mangiadori, arrivando a casate come gli Stefani, gli Alli-Maccarani, i Migliorati, i Gucci o i Roffia, alcune di queste davvero celebri e conosciutissime, ma stranamente “omesse” dal Dizionario. Le altre famiglie con personalità legate a San Miniato sono, per esempio, quelle dei Vescovi o di altre figure politico-amministrative.

Nobili famiglie sanminiatesi o originarie di San Miniato:

Altre famiglie con personalità legate a San Miniato:

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio


domenica 4 gennaio 2015

POGGI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


POGGI di Lucca. — Questa illustre famiglia dal 1359 al 1522 dette alla patria 40 gonfalonieri od alla Chiesa molti distinti prelati, fra' quali un Uberto creato Cardinale di S. R. Chiesa dal Papa Stefano X e quindi Vescovo di Palestrina nel 1057; un Bernardo creato Vescovo di Ancona da Papa Onorio IV nel 1286, e dieci anni dopo promosso da Bonifazio VIII al vescovato di Rieti; un Francesco, dell'Ordine de' Predicatori, ottenne da Clemente V nel 1312 il vescovato di Perugia; un Bartolomeo creato nel 1477 da Papa Sisto IV Vescovo di Cassano; un Sebastiano, de' Servi di Maria, eletto Vescovo di Ripatransone nel 1608; un Giovan-Francesco nominato Vescovo di Sanminiato da Clemente XI nel 1707. — Nelle armi si segnalarono Raimondo condottiero dei crociati lucchesi in Terrasanta, ed i suoi figliuoli nel 1100 ottennero la signoria dei castelli di Selvaregia e di Filettoli; Nicolò, prode guerriero, investito da Castruccio Castracane signore di Lucca della terra di Pietrasanta; Cecco nel 1341 ebbe il principato di Massa nella valle di Magra; Matteo di Chello creato tesoriere generale degli stati imperiali dall'Imperat. Lodovico il Bavaro. — Vestirono l'abito
del S. M. O. Gerosolimitano Carlo e Lelio, figli di Poggio, nel 1642, e Cosimo del capitano Vincenzo vestì quello di S. Stefano di Toscana nel 1562. (Estinta nel 1877) — Arma: Di rosso, a sei rose d'argento, bottonate d'oro 3, 2 e 1.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1888, Vol. II, p. 353-354.


G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

PALMIERI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


PALMIERI di Siena. — Agnolo Palmieri nel XV secolo occupò le prime cariche del governo, e fatto capo dell' Ordine dei Riformatori, fu tra i 12 cittadini che si opposero arditamente alle nuove sanzioni e fu ambasciatore a Carlo VIII re di Francia e quindi al papa Giulio III, e divise, con altri riguardevoli cittadini, la podestà amministrativa del governo con Pandolfo Petrucci. — Uno de' suoi discendenti, Giovanni, fu ambasciatore al Pontefice Paolo III, poscia all'Imperatore Carlo V, che gli conferì il titolo di conte palatino, indi a Lucca, poi a Giulio III che Io creò cavaliere, e fu uno tra quelli che più cooperarono al riordinamento del governo. — Marcello, figlio del precedente, fu capitano di fanteria della Repubblica, indi ebbe il grado di capitano di tutte le armi della Montammiata, poi quello di capitano del popolo e di balìa, e finalmente, sotto il Granduca Cosimo, ebbe il comando delle bande di Pescia. — Fra Tommaso, cavaliere dell'Ordine Gerosolimitano, dopo aver combattuto gloriosamente in Francia e nelle Fiandre, nel 1590 ebbe il grado di governatore e capo della banda di Castrocaro, poi di quella di Fivizzano; nominato quindi castellano di Lesolo e più tardi della fortezza di S. Miniato. — Fra Giovanni, cavaliere commendatore Gerosolimitano, figlio del summenzionato capitano Marcello, militò a Chiavarino e a Scio, ma cadde prigioniero degl'infedeli che lo confinarono in una torre del Mar Nero. Riscattatosi, si offerse al servizio del Granduca che gli affidò il comando della banda di Barga, poi delle milizie di Rocca San Casciano, di cui fu pure castellano nel 1612. Nel 1620 ottenne il comando delle milizie di Pontassieve, e nel 1621 venne inviato, col titolo e le attribuzioni di generale, a combattere un'orda di banditi che infestavano la Romagna toscana. — Arma: D'argento, a due fascie abbassate di rosso, sormontate da una testa di cinghiale al naturale, col capo d' oro, all'aquila di nero, coronata del campo.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1888, Vol. II, pp. 264-265.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

NORI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


NORI di Firenze. — Ammessi alle magistrature nel 1438, ottennero da quell'epoca al 1531 per due volte il gonfalonierato, e per cinque il priorato. — Francesco di Antonio di Tommaso, che fu vittima della congiura dei Pazzi, era stato priore nel 1470. — Francesco-Antonio, suo figlio, oltre essere stato due volte priore e due volte gonfaloniere, fu senatore in patria e quindi, nel 1534 ambasciatore al Pontefice Paolo III. — La famiglia si estinse nel 1631 nella persona di Monsignor Vincenzo primo Vescovo di San Miniato. — Arma: Spaccato d'oro e di nero, al leone dell'uno nell'altro.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1888, Vol. II, p. 216.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

NANNINI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


NANNINI di Siena. — Dei Riformatori, originari di Asciano, risieduti nel 1696. — Gian-Paolo di Francesco rettore dell'ospedale di San Miniato al Tedesco. — Arma: D'azzurro alla fonte zampillante al naturale.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1888, Vol. II, p. 195.


G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

FRESCOBALDI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


FRESCOBALDI di Firenze. — Originaria della Germania e signora di Malmantile, di Montecastelli e di altri luoghi in Val di Pesa, fu potentissima in Firenze nei secoli XIII e XIV. — Nel primitivo governo ebbe consoli ed anziani, e nel governo popolare sei priori di libertà fra il 1285 e il 1515. Sotto il principato poi godettero i Froscobaldi l'ufficio di senatori per varie volte ed ebbero pure in varie epoche concessioni di titoli di nobiltà. — Dino di Lambertuccio, gentil rimatore dei primi tempi della lingua ed amico dell'Allighieri. — Por prudenza civile si distinsero M. Fresco podestà di Ancona nel 1279, e capitano di Prato nel 1284; M. Teglia podestà di Bologna e di Parma; Fra Antonio di Bernardino cavaliere di Rodi e priore di Pisa; Pietro Vescovo di San Miniato; Carlo sopraintendente generale di Francesco I duca di Mantova. — Arma : Spaccato d'oro e di rosso, a tre gigli del primo ordinati nel secondo.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1886, Vol. I, pp. 435-436.


G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

CORSI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


CORSI di Firenze. — Originaria di Dicomano, conosciuta e apprezzala in Firenze fino dal secolo XIII, e signora della vasta tenuta di Monte Pescali in Maremma col titolo di marchese. Fu di parte ghibellina; ma dal 1354 venne ammessa alle magistrature, e fino al 1530 dette al Comune nove gonfalonieri e 28 priori. — Si diramò in Domenico e Lapo figli di Francesco e di Lapo. Dal ramo di Domenico uscì il più rinomato di questa casa, Giovanni di Bardo; e ne fu ultimo Mauro monaco camaldolese, Vescovo di San Miniato nel 1662. Del ramo di Lapo fu Giovanni gonfaloniere nel 1512, ambasciatore a Ferdinando II di Spagna, a Venezia, a Carlo V, a Paolo III e consigliere di stato di Cosimo I. — Diversi ottennero la dignità senatoria. — Lorenzo Vice-legato ìiì Avignone dal 1653 al 1055, e commissario generale di Roma. — Domenico, Cardinale nel 1668. Vescovo di Rimini e Legato in Ferrara. — Cosimo Cardinale nel 1842 vescovo d'Iesi e poi arcivescovo di Pisa. — Devesi a Jacopo di Giovanni Corsi l'invenzione del dramma in musica, avendo incoraggiato il Peri a tentarlo; e la prima di cotali produzioni fu la Dafne del Rinuccini colle note del Peri, rappresentata in Firenze nel 1591 nel palazzo dello stesso Jacopo. — Arma: Spaccato di verde e d'argento, al leone dell'uno nell'altro, con la banda d'argento attraversante SUI tutto. — Motto: QUAND A DIEU PLAIRA.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1886, Vol. I, p. 326.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

SAMMINIATI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


SAMINIATI di Lucca. — Arma: Bandato d' argento e di verde, al palo di rosso, attraversante sul tutto.

SAMMINIATI di Firenze. — Arma: Inquartato; nel 1.° e 4.° d'azzurro, seminato di gigli d' oro; col lambello di quattro pendenti di rosso, attraversante ; nel 2.° e 3.° d' oro, all'aquila d'azzurro.

SAMMINIATI o SANMINIATO di Sicilia. — Originaria di Catalogna, fu portata in Sicilia da un Calcerano che vi seguì il re Pietro d'Aragona dal quale ottenne la castellania di Licata con piena giurisdizione. — I suoi discendenti ànno posseduto il feudo di Ragalmallima e Sabuci, la baronia di Tripi e la terra e castello di Palagonia. — Arma: D' argento, a tre bande di rosso, scorciate nel capo, con un palo dello stesso, attraversante sul tutto.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1888, Vol. II, p. 476.


G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

PINITESI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


PINITESI di Lucca. (Estinta). — Originaria di Sanminiato, trapiantata in Lucca nel 1184. — Lodovico Pinitesi nel 1564 fece fare a proprie spese l'apertura della fossa navigabile fuori della porta San Pietro. — Nel 1588 coi disegni dell'architetto Gherardo Pinitesi fu fabbricata la chiesa della Madonna dei Miracoli. — Arma: Di rosso, a sei pine di verde, 1, 2, 2 e 4.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1888, Vol. II, p. 342.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

PETRI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


PETRI di Firenze. — Originaria di Siena, fu ascritta alla cittadinanza fiorentina con decreto 17 Mar. 1654, ed alla nobiltà di Sanminiato con altro rescritto 16 Apr. 1841 del Granduca di Toscana. — Francesco, prefetto del compartimento di Firenze, venne insignito dal Granduca Leopoldo II della croce del Merito di S. Giuseppe con decreto 28 Nov. 1852. — Arma: Trinciato d'azzurro e d'argento, alla banda contro merlata d' oro, attraversante sulla partizione, accompagnata in capo da una stella di sei raggi dello stesso, ed in punta da una biscia ondeggiante di verde, posta nel senso della banda.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1888, Vol. II, p. 322.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

MORALI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


MORALI di San Miniato (Toscana). — Antica e nobile famiglia, le cui prime memorie risalgono al XIII secolo. — Giorgio professore di medicina nell'Università di Pisa verso la metà del XVI secolo; Ranieri Arciv. di Firenze nel 1815; Bernardo Cav. di Stefano, e ministro delle finanze della Regina reggente d'Etruria nel 1807. — Arma: Trinciato d'argento e di rosso, al leone dall'uno all'altro.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1888, Vol. II, p. 171.


G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

MERCATI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


MERCATI di Firenze. — Originaria di San Miniato, dette un priore alla patria nel 1388 nella persona di Giovanni di Lorenzo. — Si spense colla morte del Cav. Angiolo di Federigo il 2 Feb. 1716, di cui furono eredi i Neroni. — Arma: D'argento, alla tigre rampante al naturale, tenente una palma di verde.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1888, Vol. II, pp. 129-130.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

GRIFONI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


GRIFONI di Firenze. — Originaria di San Miniato. — Michele di Michele Grifoni segretario della Repubblica fiorentina nel 1474. — Vittorio Emanuele II re d' Italia, con decreto 28 Mar. 1866, riconobbe a Michele Grifoni del fu Carlo il diritto al titolo di marchese trasmissibile ai discendenti maschi con ordine di primogenitura, titolo che da più generazioni fu portato da' suoi antenati senza che se ne possa esibire alcun atto di regolare concessione. — Arma: D'oro, al grifo di ... .

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1886, Vol. I, p. 501.


G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

BUONAPARTE – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


BONAPARTE di Treviso, di Firenze, di Sarzana e di Roma. —Il nome di questa famiglia trovasi registrato nel libro d'oro della città di Treviso fino dal sec. XII. Nel secolo XIV si trova stabilita in S. Miniato (Toscana). Un Giovanni fu podestà di Firenze nel 1334, e un Oderico capitano del popolo fiorentino nel 1345. Al tempo delle fazioni esularono i Bonaparte da Firenze, e un ramo si riparò a Sarzana, e più tardi in Corsica sul cader del sec. XV. — Il ramo dei Bonaparte di Roma proviene da Luciano fratello dell'imperatore Napoleone I e gode dei titoli di principi di Canino, di Musignano e della Santa Sede. — Arma antica: Di rosso, a due sbarre d' oro accompagnate da due stelle dello stesso, l' una in capo e l' altra in punta. — Arma nuova: D'azzurro, all'aquila d'oro avente ira gli artigli una folgore dello stesso.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1886, Vol. I, p. 148.


G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

BORROMEO – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


BORROMEO-ARESE di Milano. — Discende per alleanza dalla famosa famiglia dei Vitaliani di Padova, e fu trapiantata in Milano nel 1396 da un Giovanni Borromeo di San Miniato. Vitaliano suo figlio ottenne nel 1406 da Filippo Ma ria Visconti la cittadinanza milanese, nel 1439 il feudo di Arona, nel 1440 Camairago e San Vito nel Lodigiano, c nel 1445 il titolo di conte di Arona, e fu signora di altri moltissimi feudi. — Si contano fra i Borromeo otto decurioni della propria patria, sette governatori di città e Provincie, diversi senatori. — Dette alla chiesa molti prelati, vescovi, arcivescovi e sei cardinali, dei quali sono celeberrimi S. Carlo e Federico ambedue arcivescovi di Milano. Un altro Carlo nel 1710 fu Viceré di Napoli; un Giovanni fu creato marchese di Angera; un Giovan-Benedetto ebbe il titolo di principe di Maccagno-Imperiale, e un Giberto nel 1812 fu fatto Conte del regno italico. — Arma : Inquartato, fiancheggiato in arco di cerchio, col capo e la campagna ritondati; nel 1.° di rosso, alla corona antica d' oro, posta in sbarra; nel 2.° d'argento, a due treccie di rosso posto in sbarra annodate in croce di S. Andrea; nel 3.° d'azzurro, a tre anelli intrecciati d'oro; nel 4.° di rosso, al freno d'argento posto in banda. Il fiancheggiato di rosso seminato nel fianco destro di plinti d' oro, al liocorno d'argento, accollato da una corona antica d'oro, spaventato da un ombra di sole radioso dello stesso, orizzontale a destra, caricata dal biscione visconteo di verde all'uscente al naturale; e il fianco sinistro caricato di un camello d'argento giacente in un canestro d' oro, sostenente sulla gobba una corona antica dello stesso sormontata da sette penne di struzzo, tre d' argento e quattro d' azzurro. Il tutto sinistrato e spaccato; superiormente d'oro, all'aquila spiegata di nero, coronata del campo; inferiormente d'argento, al volo abbassato di nero. Il capo e la campagna d'argento, caricato il primo dal motto humilitas in carattere gotico di nero, sormontato da una corona fioronata d' oro, e la seconda da un cedro d' oro, gambuto e fogliato di verde, posto in fascia. Sopra il tutto scudetto partito: nel 1.° bandato di vaglio e di verde; nel 2.° di rosso, a tre fascie di verde, alla cotissa d'argento attraversante sulle fascie. — Cimiero a destra: Un serpente alato a testa umana accollato ad una colonna d'argento uscente da un canestro d'oro. — Cimiero a sinistra: Il cammello dello scudo.

BORROMEO di Firenze. — Originaria di S. Miniato. — Carlo d'Antonio nel 1512 fece parte dei XVI Gonfalonieri di compagnia e nel 1515 del Magistrato dei X di Balìa. Questo ramo si estinse nel 1679. — Arma: Fasciato di rosso e di verde; alla banda d'argento attraversante sul tutto.

BORROMEO di Padova. — È un ramo dei Borromei di Milano, e porta il titolo di Conte che nel 1403 fu conferito a Borromeo dei Borromei. Fino dal 1634 furono ascritti al nobile Consiglio, ed ebbero la conferma della nobiltà nel 1819. — Arma: Uguale alla precedente.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1886, Vol. I, p. 159-160.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

ANSALDI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


ANSALDI di San Miniato. — Discendente da Pileo Ansaldo, venne nell'Italia al tempo di Carlo Magno, e si stabilì in Firenze, e quindi si trapiantò in San Miniato ove esiste tuttora. Un Giovan Battista fu Vescovo di Cariati nel 1576. Un ramo, oggi estinto, si portò in Lombardia circa al 1228. — Arma : Di rosso, al dragone d'oro.

ANSALDI di Bologna. — È un ramo della precedente, e vi à fiorito dal 1116 fino al 1321. Enrichetto ed Ugo furono Consoli, e Ansaldino appartenne al collegio degli Anziani. — Arma: Trinciato, d'argento e d'oro; colla banda ondata di rosso sulla partizione.

ANSALDI di Messina. — È un ramo della precedente, e si trapiantò in Messina con Gregorio Ansaldi sotto l'imperatore Federico II. Con decreto 13 Febbraio del 1749 un Giovanni di Simone fu riconosciuto col titolo di Marchese di Spataro, passato poi nel 1872 a Giuseppa-Beatrice Ansaldi. — Arma come la precedente.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1886, Vol. I, p. 48-49.


G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

ALTOGRADI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


ALTOGRADI di Lucca. — Discendente da San Miniato, questa famiglia venne ascritta nel 1417 alla nobile cittadinanza di Lucca. Ebbe nel Consiglio diversi anziani. (Estinta). — Arma: Di vaio pieno, ombreggiato d' azzurro.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1886, Vol. I, p. 35.


G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio
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