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martedì 30 aprile 2013

BALCONEVISI [S. MINIATO] - DIZIONARIO REPETTI



BALCONEVISI [Comune di San Miniato]

«BALCONEVISI già VALCONEVISI. Borgata che fu castello nel Val d’Arno inferiore sulla vallecola dell’Evola, con chiesa parrocchiale (S. Jacopo). Prepositura del Caposesto di Montopoli, Comunità, Giurisdizione e Diocesi di S. Miniato, che è 4 miglia toscane settentrione greco, Compartimento di Firenze.
Questo castello è ora un villaggio sparso sulla costa delle colline che separano il valloncello dell’Evola da quello della Cecinella (1), sulla strada comunitativa che da S. Romano per Stibbio e Balconevisi conduce a Palaja (2). Esso fu sempre compreso nel distretto di Sanminiato insieme con le borgate e popoli di S. Pietro a Valconevisi, di S. Jacopo al Colle (3), e SS. Cristofano e Jacopo a Scopeto, tutte chiese riunite a questa di S. Jacopo già filiale della Pieve antica di S. Giovanni a Quarazana (ora Corazzano), descritte nel catalogo del 1260 della Diocesi di Lucca, dalla quale allora dipendeva (4). – Vedere SANMINIATO, Diocesi.
Il castello di Balconevisi fu uno di quelli del contado Sanminiatese occupati e quindi, alla pace del 1318, restituiti dai Pisani. (LELMI Cronac. Sanminiat. (5))
La parrocchia di Balconevisi conta 452 abitanti.»

[Estratto da E. Repetti, Dizionario... cit., Firenze, 1833, Vol. I, p. 254]

« Si aggiunga – La popolazione nella parr. di S. Jacopo a Balconevisi nel 1845 ascendeva a 560 Abit., che 550 nella Com. principale di San-Miniato, ed una frazione di 10 Abit. in quella di Montajone, mentre nel 1833 contava soli 452 individui.»

[E. Repetti, Appendice, 1845, p. 21]

Balconevisi, vista panoramica
Foto di Francesco Fiumalbi

NOTE E RIFERIMENTI
(1) In realtà E. Repetti confonde la Valle della Chiecinella con quella della Chiecina, sulla quale effettivamente si affaccia Balconevisi.
(2) Anche in questo caso, E. Repetti commette un errore. La strada a cui si riferisce non è quella che passa da Stibbio e conduce a Palaia, bensì quella che, risalendo la Valdegola, conduce a Montaione.
(3) In realtà si tratterebbe della chiesa dei SS. Jacopo e Filippo di Colle, che era situata nei pressi di Collebrunacchi, e che adesso è scomparsa.
(4) L'elenco delle chiese della Diocesi di Lucca, conosciuto anche come “Estimo” fu edito per la prima volta in Domenico Bertini, Memorie e documenti per servire all'Istoria del Ducato di Lucca, Tomo IV, parte I, Francesco Bertini Editore, Lucca, 1818, appendice, doc. XXVII, pp. 37-48. Una più recente edizione si deve a Pietro Guidi, Tuscia. Rationes Decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV, Vol. I, La decima degli anni 1274-1280, Biblioteca Apostolica Vaticana, Roma, 1932, Appendice, pp. 243-273.
(5) Si tratta del notaio e cronista sanminiatese Giovanni di Lemmo da Comugnori. Al tempo in cui scrive Emanuele Repetti, il suo “Diario” non era ancora stato stampato. La prima edizione fu inserita nella raccolta curata da Luigi Passerini, Cronache dei secoli XIII e XIV, Documenti di Storia d'Italia, Vol. VI, coi tipi di M. Cellini e C., Firenze, 1876. Più recentemente è uscita una nuova edizione curata da Vieri Mazzoni: Ser Giovanni di Lemmo Armaleoni da Comugnori, Diario. 1299-1319, Deputazione di Storia Patria per la Toscana, Documenti di Storia Italiana, Serie II – Volume XIV, Leo S. Olschki Editore, Firenze, 2008.

giovedì 11 aprile 2013

IN PILLOLE [004]: I MERLI DEL CASTELLO DI BALCONEVISI

a cura di Francesco Fiumalbi

Il castello di Balconevisi era un antico centro fortificato organizzato attorno ad un piccolo rilievo tufaceo. Questo era situato esattamente dove oggi c'è piazza I Maggio, la piazza centrale del paese, realizzata negli anni '80 spianando la collinetta (in realtà il castello primigenio si trovava sul rilievo a sud del paese).
Quello di Balconevisi fu uno dei castelli sanminiatesi interessati dalle mire espansionistiche dei Pisani, i quali, guidati da Uguccione della Faggiuola, fra il 1314 e il 1316 misero a ferro e a fuoco la parte occidentale del contado. Fra i castelli che i Pisani si impegnarono a restituire al Comune di San Miniato con la Pace di Napoli del 1317, c'era anche quello di Valconeghisi, come ricordato anche da Giovanni di Lemmo da Comugnori nel suo Diario (c. 60v). Anche se di fatto i castelli furono restituiti solamente con la Pace di Montopoli del 1329.
Evidentemente, in quel frangente, il castello si era rivelato vulnerabile agli attacchi nemici. Per questo motivo il Comune di San Miniato, riavuto il controllo su Balconevisi, deliberò importanti lavori di fortificazione, fra cui la realizzazione della merlatura e di una nuova porta castellana, in modo da costituire una difesa sufficiente in caso di attacco nemico. Ovviamente dei lavori dovevano occuparsi gli abitanti di Balconevisi, definiti “comune”, col significato di “comunità”. A supervisionare i lavori doveva essere il Capitano del Popolo, che era la massima autorità relativamente agli aspetti militari e all'ordine pubblico.
Di questo ne abbiamo notizia negli Statuti del 1337:

103 <108> Quod murus de Valconeghisi merletur et alçetur et de porta ibi fienda rubrica

Comune et universitas hominum et personarum de Valconeguisi teneantur et debeant facere et costruere quandam portam bonam et sufficientem ad burgum dicte terre de Valconeguisi, et murum ipsius porte et burgi merlare seu merlari facere ac etiam inalçare facere, si esset conveniens vel expediret dictum murum altius elevari, ita quod dicta terra sive sit casus necessitatis emergeret defendi possit ab inimicis et inimicorum incursibus, ab aliis quibuscunque ipsam occupare volentibus. Et ad predicta facienda cogantur et conpellantur persone et homines dicti comunis per capitaneum populi et eius curiam, ad petitione cuiuscunque petentis.

Salvestrini Francesco (a cura di), Statuti del Comune di San Miniato al Tedesco (1337), Comune di San Miniato, Edizioni ETS, Pisa, 1994, Libro IV, rubr. 103 <108>, p. 392.



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