mercoledì 6 marzo 2019

DBDSM - DAVINI PAOLO


DBDSM –  DAVINI PAOLO
Paolo Davini [San Miniato, ? – Loc. Imprecisata, ?]. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne inquadrato nel Regio Esercito Italiano, anche se il suo nome non compare nella banca dati del Ministero della Difesa. Non sono note le circostanze e il luogo della sua morte.
Il suo nome è indicato nell'epigrafe realizzata nella ex-chiesa di Sant'Andrea a Corniano, dedicata dal Popolo di Corniano alla memoria dei suoi figli migliori caduti nella 2° Guerra Mondiale affinché il loro olocausto sia d'esempio e di monito alle generazioni venture. Iddio de' Martiri e degli Eroi li abbia nella sua gloria.

FONTI E RIFERIMENTI: Banca dati dei Caduti e dei Dispersi della 1a e delle 2a Guerra Mondiale, Ministero della Difesa, consultabile on-line.

DBDSM - GUAZZINI GINO


DBDSM –  GUAZZINI GINO
Gino Guazzini [San Miniato, ? – Loc. Imprecisata, ?]. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne inquadrato nel Regio Esercito Italiano, anche se il suo nome non compare nella banca dati del Ministero della Difesa. Non sono note le circostanze e il luogo della sua morte.
Il suo nome è indicato nell'epigrafe realizzata nella ex-chiesa di Sant'Andrea a Corniano, dedicata dal Popolo di Corniano alla memoria dei suoi figli migliori caduti nella 2° Guerra Mondiale affinché il loro olocausto sia d'esempio e di monito alle generazioni venture. Iddio de' Martiri e degli Eroi li abbia nella sua gloria.

FONTI E RIFERIMENTI: Banca dati dei Caduti e dei Dispersi della 1a e delle 2a Guerra Mondiale, Ministero della Difesa, consultabile on-line.

DBDSM - LUCI DANILO


DBDSM – LUCI DANILO
Danilo Luci [San Miniato, 13 marzo 1921 – Bierlorussia, 22 febbraio 1944]. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu inquadrato nel Regio Esercito ed inviato nei Balcani. Dopo l'Armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943, entrò a far parte della Formazione Partigiana "Divisione Garibaldi" in Montenegro, ex-Jugoslavia, fino al 5 dicembre 1943, quando fu catturato a Niksic. Fu internato in un campo di concentramento tedesco di Malyj Tostenec presso Minsk in Bierlorussia, dove rimase almeno fino al 22 febbraio 1944. Da questo momento non si hanno più sue notizie. Nella banca dati del Ministero della Difesa, risulta deceduto/dispero in data 11 gennaio 1944 in Jugoslavia.

FONTI E RIFERIMENTI: Foglio Notizie per le Variazioni Matricolari del Ministero della Difesa, rilasciato l'11 giugno 1994; il documento è conservato in collezione privata Carlo Pintarelli, per gentile disponibilità. Banca dati dei Caduti e dei Dispersi della 1a e delle 2a Guerra Mondiale, Ministero della Difesa, consultabile on-line.

DBDSM - BIANUCCI ARMANDO


DBDSM – BIANUCCI ARMANDO
Armando Bianucci di Dante [San Miniato, 28 marzo 1923 – Jugoslavia, 5 dicembre 1943], abitante a Roffia, in via Ontraino 19. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu inquadrato nel Regio Esercito ed inviato nei Balcani. Dopo l'Armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943, entrò a far parte della Formazione Partigiana "Divisione Garibaldi" in Montenegro, ex-Jugoslavia, rimanendo ferito il 5 dicembre 1943. Da questo momento non si hanno più sue notizie. Gli è stata riconosciuta dalla Commissione per il Riconoscimento dei Partigiani Italiani all'Estero, in seno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la qualifica di "Partigiano Combattente". Posizione J/61/3373, P. 11083.

FONTI E RIFERIMENTI: Dichiarazione integrativa al Diploma di Partigiano rilasciata dalla Commissione Riconoscimento Qualifica Partigiani della Presidenza del Consiglio dei Ministri, pratica n. J/61/4080/3373 = P. 11083 del 05/07/1947; in collezione privata Carlo Pintarelli, per gentile disponibilità. Banca dati e scheda personale sul database "I Partigiani d'Italia", Ministero dei Beni Culturali, Istituto Centrale per gli Archivi, consultabile on-line. N.B. Armando Bianucci non risulta nella Banca dati dei Caduti e dei Dispersi della 1a e delle 2a Guerra Mondiale, Ministero della Difesa, consultabile on-line.

DBDSM - TURRI GIANCARLO


DBDSM – TURRI GIANCARLO
Giancarlo Turri di Mario [San Miniato, ? – Egitto, 9 dicembre 1940], abitante a Corazzano, nel Comune di San Miniato. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu inquadrato nell'Aeronautica e inviato in Africa Settentrionale dove rimase disperso a partire dal 9 dicembre 1940. E' probabile che rimanesse ucciso nelle fasi iniziali della cosiddetta “Operazione Compass”, intrapresa dai Britannici come controffensiva all'invasione italiana dell'Egitto

FONTI E RIFERIMENTI: Comunicazione 8/02219 dello Stato Maggiore della R. Aeronautica al Comando dell'Aeronautica della Libia - Bengasi del 27 gennaio 1941; Comunicazione 8/05933 dello Stato Maggiore della R. Aeronautica al Ministero dell'Aeronautica - Dir. Gen. Personale Militare del 6 marzo 1941; in collezione privata Carlo Pintarelli, per gentile disponibilità. N.B. Giancarlo Turri non risulta nella Banca dati dei Caduti e dei Dispersi della 1a e delle 2a Guerra Mondiale, Ministero della Difesa, consultabile on-line.

domenica 24 febbraio 2019

[VIDEO] RES BELLICA - PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA E DEL LIBRO "A CENTO ANNI DA VITTORIO VENETO" - 23 FEBBRAIO 2019

a cura di Francesco Fiumalbi

Nel pomeriggio di sabato 23 febbraio 2019 è stata inaugurata, presso la Biblioteca Comunale "M. Luzi", la mostra “Res Bellica - La prima guerra totale del XX secolo”, promossa dal Comune di Vittorio Veneto per il Centenario della fine della Grande Guerra 1918-2018. A seguire il conferimento della cittadinanza onoraria di Vittorio Veneto per i comuni di Casciana Terme - Lari, Pieve Fosciana e Terricciola. Un riconoscimento che era già stato conferito al Comune di San Miniato il 20 ottobre 2018.


L'inaugurazione della mostra
Foto di Francesco Fiumalbi

E' stato un momento di riflessione sul tema della Grande Guerra, con la partecipazione di Barbara De Nardi, Assessore del Comune di Vittorio Veneto, con particolare attenzione a Brandolino Brandolini d'Adda e ai 565 caduti di San Miniato. Nell'occasione è stata presentata la pubblicazione "A cento anni da Vittorio Veneto. I sanminiatesi che non fecero ritorno" di Michele Fiaschi e Francesco Fiumalbi, FM edizioni, 2019.

Di seguito il video e alcune immagini della serata:

Il video

Un momento della serata
Foto di Giacomo Benedettini

Un momento della serata
Foto di Francesco Fiumalbi

La locandina dell'iniziativa

La copertina della pubblicazione
A cento anni da Vittorio Veneto.
I sanminiatesi che non fecero ritorno

lunedì 18 febbraio 2019

ISVP-034 IL CROCIFISSO DI SANT’ANDREA DI DILVO LOTTI

a cura di Francesco Fiumalbi

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Crocifisso
Luogo: San Miniato, via Angiolo Del Bravo angolo via Pietro Rondoni
Tipologia: Ceramica dipinta e smaltata
Tipologia immagine: Ceramica dipinta e smaltata
Soggetto: Gesù Crocifisso, Christo Triumphans
Altri soggetti: Madonna, San Giovanni Apostolo, San Genesio, San Miniato
Autore: Dilvo Lotti
Epigrafe: NO
Indulgenza: NO
Periodo: 1956-1957 circa
Riferimenti: Nessuno
Id: APSM-ISVP-034

Il Crocifisso di Sant’Andrea, Dilvo Lotti
Foto di Francesco Fiumalbi

All’intersezione fra via Pietro Rondoni e via Angiolo del Bravo, a due passi da Piazza Buonaparte, in “contrada Sant’Andrea”, si trova una delle opere più affascinanti di Dilvo Lotti, protagonista della vita artistica e culturale di San Miniato del XX secolo.
Si tratta di un grande Crocifisso realizzato con 32 formelle di ceramica dipinta e smaltata. Andando da San Francesco verso Piazza Buonaparte è impossibile non vederlo, poiché si trova sospeso sul muro di un’abitazione in posizione pressoché perpendicolare rispetto alla strada.
L’occasione per la realizzazione di quest’opera fu la ricostruzione dell’edificio, che era andato pressoché distrutto nel luglio del 1944, dalle mine posizionate dai militari germanici che volevano rallentare l’avanzata degli statunitensi. Durante la ricostruzione fu deciso di allargare l’incrocio in modo da favorire la circolazione veicolare. Per compensare la perdita di superficie dell'abitazione, allora di proprietà del sig. Primo Vitali, fu concessa la sopraelevazione dell'edificio originario, che fu eseguita dall'impresa edile di Nello Brotini su progetto di Varo Tinghi. Ne risultò una parete molto alta, completamente cieca, che si prestava perfettamente all’inserimento di un’opera d’arte. In un secondo momento, lì fu collocato anche collocato ciò che rimaneva della statua di Maria Maddalena d’Austria, un tempo situata in Piazza del Seminario e distrutta dalla furia giacobina nel 1799.

Il Crocifisso di Sant’Andrea, Dilvo Lotti
Foto di Francesco Fiumalbi

Da un punto di vista temporale, l’opera si colloca nella seconda metà degli anni ’50 del ‘900, fra il 1956 e il 1957, in un periodo di fervente attività di Dilvo Lotti a San Miniato: nei medesimi anni realizzò l’Allegoria del Buon Governo per la sala della Cassa di Risparmio di San Miniato a Palazzo Formichini, l’Ultima Cena per il refettorio del Seminario Vescovile, le pitture murali nel salone del Circolo Cheli, la Sacra Famiglia in ceramica all’intersezione fra via Rondoni e via Mangiadori.

Il materiale utilizzato, la ceramica dipinta e smaltata, è rivelatrice sia della poliedricità artistica di Dilvo Lotti, sia della sua praticità: trattandosi di un’opera destinata a stare all’aperto, occorreva un materiale durabile, facilmente pulibile, che non si deteriorasse nel tempo. Ed oggi, a distanza di oltre 60 anni dalla sua realizzazione, possiamo riconoscere la felicità di tale scelta. Senza dimenticare il fondale in laterizio facciavista, la cui opacità risalta ancora di più i colori e la brillantezza della ceramica.

Da un punto di vista iconografico, la figura del Crocifisso si colloca nella categoria del Christo Triumphans: Gesù è raffigurato vivo sullo strumento di morte, la croce, proprio perché è resuscitato ed ha vinto la morte. L’inserimento dell’ampia tunica manicata ricorda in qualche modo il Volto Santo di Lucca, o il Crocifisso di Santa Croce sull’Arno, ma le analogie con l’opera lucchese terminano qui. La tunica, infatti, è bianca, candida, simbolo di purezza ed è impreziosita dalla decorazione sul collo e sulle estremità delle braccia e delle gambe. A differenza del Christo Triumphans, la testa non ha la corona regale, in oro, bensì è avvolta dalla corona di spine. E poi si nota lo squarcio della veste: la ferita prodotta dalla lancia di Longino, il soldato che avrebbe verificato l’avvenuta morte di Gesù.
La forma del crocifisso è mistilinea e ricorda esempi medievali molto conosciuti, su tutti il Crocifisso di San Damiano.

Il Crocifisso di Sant’Andrea, Dilvo Lotti
Foto di Francesco Fiumalbi

Nella porzione superiore, la figura del Cristo è sovrastata dalla scritta INRI su cui cala la mano di Dio che indica la discesa dello Spirito Santo, rappresentato dal classico tipo iconografico della colomba. Alle estremità dei due bracci della Croce sono collocati i dolenti: a sinistra la Madonna, a destra San Giovanni Apostolo ed Evangelista. In basso, ai fianchi di Gesù compaiono i Santi protettori della città: a sinistra San Genesio con la maschera da mimo, a destra San Miniato con la testa staccata dal busto.
Ai piedi della Croce, le tre formelle inferiori, contengono la raffigurazione della Città di San Miniato, vista dal classico scorcio panoramico che si può scorgere a sud, dalle colline di Scacciapuce o di Marzana.

BIBLIOGRAFIA
Dilvo Lotti. Un maestro della pittura, a cura di L. Macchi, CRSM, Pacini Editore, Pisa, 2007, p. 52; Dilvo Lotti. L’arte e la fede, a cura di L. Macchi, Diocesi di San Miniato, Fondazione CRSM, Edizioni ETS, Pisa, 2008, pp. 29-30, 67.

Il Crocifisso di Sant’Andrea, Dilvo Lotti
Particolare con la raffigurazione della Città di San Miniato
Foto di Francesco Fiumalbi

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