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martedì 20 dicembre 2022

BOLLETTINO DELL'ACCADEMIA DEGLI EUTELETI n. 89/2022

 




INDICE

Fancelli MariaIn margine al romanzo ‘Le Ricorrenze’ di Franco Brogi Taviani [pp. 9-14]

Fabrizi AngeloL’ombra di Anna [pp. 15-16]

Gabbanini MarzioUn medaglione per don nello Micheletti presidente dell’Accademia degli Euteleti e tra i fondatori dell’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato [pp. 17-24]

Fabrizi AngeloOmaggio ad Antonio Gamucci [pp. 25-28]

Luca MacchiConsiderazioni intorno ad alcune immagini che ritraggono la città di San Miniato realizzate nel tempo [pp. 29-46]

Mecca SaverioDiversità e prossimità per la generatività dei territori fra transizioni e disuguaglianze [pp. 47-64]

Miani AlessandroBiofilia: un legame innato tra uomo e natura [pp. 65-70]

Ferrini FrancescoCittà “biofiliche”: sfide e opportunità nella politica della pianificazione del verde urbano [pp. 71-76]

Baldini LauraÈ questa la scuola che vogliamo? Riflessioni a margine della scuola delle competenze [pp. 77-84]

Coppola GiovanniLa ‘Tapisserie de Bayeux’ e l’apporto alla conoscenza della Storia dell’architettura militare dell’XI secolo [pp. 85-108]

Hadda LamiaArchitettura dei minareti: forme, modelli e strutture [pp. 109-126]

Feo MicheleFrancesco d’Assisi, le allodole e Federico II [pp. 127-160]

Nistri RossanoSe hai marito fallo morire! Undici canzoni popolari dialogico-narrative raccolte a San Miniato negli ultimi tre decenni del XX secolo [pp. 161-190]

Bruschi MarioDonatello e la città e il territorio di Pistoia [pp. 191-198]

Spinelli RiccardoDocumenti artistici dalle ‘Carte strozziane’ nell’Archivio di Stato di Firenze [pp. 199-232]

Malvaldi ElisabettaMino Rosi e i dibattiti artistici in due riviste pisane del Novecento: «Una attiva partecipazione alla rinascita spirituale dell’Italia» [pp. 233-260]

Roani RobertaLa ‘bella romana’. Teresa Benincampi letterata e scultrice [pp. 261-268]

Renzoni StefanoPrima del San Carlo. Antonio Niccolini: un pittore, scenografo e architetto in Toscana tra Sette e Ottocento [pp. 269-298]

Sottili FabioLa collezione d’arte dei Ricasoli al palazzo del Ponte alla Carraia [pp. 299-324]

Ceccanti CostantinoLa fortezza di San Giovanni o da Basso a Firenze dal Seicento al Novecento [pp. 325-344]

Lenzi Iacomelli CarlottaSpigolature biografiche sui Gricci e, infine, una data [pp. 345-350]

Ruta FrancescaVilla Bardelli Capoquadri, Monteboro, Empoli, luogo natio di Andrea Corsali, navigatore cinquecentesco [pp. 351-356]

Bucelli Claudia MariaIn scultura e paesaggio. Pietro Porcinai e Costantino Nivola a Zoagli [pp. 357-374]

Fiaschi MicheleCuriosità araldiche della Diocesi di San Miniato [pp. 375-384]

Ceccanti Federico12 agosto 1825: un matrimonio a sorpresa nella villa di Montebuono presso Pistoia [pp. 385-424]

Fiumalbi FrancescoLe giornate tutt’altro che radiose in Valdelsa e nel Medio Valdarno Inferiore nel maggio 1915 [pp. 425-448]

Bertini AntonellaLa ‘Grande Mostra Campionaria Nazionale’ del 1907 a Empoli [pp. 449-458]

Fabrizi AngeloPittori a San Miniato. Ugo Manaresi, Antonio Luigi Gajoni, Dilvo Lotti [pp. 459-484]

Biscarini ClaudioIl cavaliere della Chiecina [pp. 485-502]

Vita dell’Accademia nell’anno 2022

venerdì 20 settembre 2019

[VIDEO] ROMANO MASONI - SGUARDI ULTIMI - PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA 14 SETTEMBRE 2019

Sabato 14 settembre 2019, presso l'Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato, si è tenuta l'inaugurazione della mostra di Romano Masoni, "Sguardi Ultimi". Sono intervenuti Marco La Rosa e Nicola Micieli.
L'esposizione del maestro santacrocese resterà aperta fino al 30 ottobre 2019, ed sarà visitabile nei giorni di giovedì, venerdì, sabato e domenica, con orario 16.30-19.30. Presso l'Accademia è disponibile anche il Catalogo della mostra.

Di seguito il video e alcune immagini della presentazione:





Nessuna descrizione della foto disponibile.

domenica 16 dicembre 2018

BOLLETTINO ACCADEMIA EUTELETI N. 85 – 2018



INDICE DEL VOLUME:

Lupi LucaLandscapes | Finis terrae
Fancelli MariaVoci per un dialogo
Coppola GiovanniIngegneria civile e pensiero tecnico dell'imperatore Federico II di Svevia
Bucelli Claudia MariaIl Giardino di Castello fra ideologia e simbolo. Percorsi di estetica e parafrasi del potere
Sottili FabioCristofano dell'Altissimo a Montauto: una serie perduta di 'uomini illustro' per Giovanni di Agnolo Niccolini
Renzoni Stefano – Altre arlecchinate. Vincenzo Piattelli, la decorazione pittorica di villa Del Rosso a Capannoli, e certe cose ancora settecentesche
Roani Roberta – Interni samminiatesi. Le case di Filippo Ansaldi e di Filippo Roffia nel Settecento
Fontanelli ElisaFerdinando Guicciardini, Maggiordomo Maggiore al servizio di Maria Luisa di Borbone
Ceccanti Costantino – Le Sunlight Chambers di Dublino. Un edificio toscano nell'Irlanda del primo Novecento
Macchi LucaGli affreschi di Dilvo Lotti nella sala dela Gioventù Italiana del Littorio di San Miniato (1934) oggi Museo della Memoria
Cerri SusannaIl segno pubblicitario e l'estetica del consumo. La figura del graphic designer nel secondo dopoguerra
Micheletti Leondardo La morte delle stelle. Storia della società Elettrica San Miniato e della prima elettrificazione del comune
Chelli GiuseppeIl Passaggio del Fronte Bellico a San Miniato e nella Diocesi in una lettera inedita del Vescovo Ugo Giubbi al Cardinale Elia Dalla Costa
Angelo FabbriziDa San Miniato a al-'Alamayn
Francesco FiumalbiParchi e viali della rimembranza nel territorio sanminiatese
Ruta FrancescaOratori in fattoria. Un itinerario tra cappelle di ville, fattorie e poderi nel territorio di San Miniato (prima parte)
Loni Daniele e Macchi LucaL'iscrizione che ricorda il soggiorno di Papa Clemente VII a San Miniato nel Palazzo dei Vicari di San Miniato
Massi Claudia – La ricostruzione postbellica di due ponti a Pescia
Centauro Giuseppe AlbertoLa difficile salvaguardia delle strutture in conglomerato cementizio armato di valore storico documentario. Prato, i monumenti dell'industria da P. L. Nervi a F. L. Wright
Nistri RossanoMari, sorgenti, pozzi. Persistenza di mitemi arcaici e di simboli acquatici nell'iconografia sacra sanminiatese
Lamia HaddaIl minareto della grande moschea di Aleppo
Pietrosanti Susanna'Violenta la forza del morso che la ammutoliva': linguaggio e silenzio nella tragedia eschilea e nella ricezione contemporanea

Vita dell'Accademia 2018

martedì 6 novembre 2018

[VIDEO] PIER DELLA VIGNA – CONFERENZA DEL PROF. EDOARDO D’ANGELO - SAN MINIATO 3 NOVEMBRE 2018

Nel pomeriggio di sabato 3 novembre 2018, presso la sede dell'Accademia degli Euteleti di San Miniato, si è tenuta una interessante conferenza dal titolo: "... per le nove radici d'esto legno": Pier della Vigna, il genio, il traditore. La conferenza è stata tenuta dal Prof. Edoardo D’Angelo dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, curatore del volume L’epistolario di Pier della Vigna (Rubbettino, 2014).

Un momento della conferenza
Foto di Luca Macchi

È stata l’occasione per parlare anche della morte di Pier della Vigna (non Pier delle Vigne, come si è ritenuto fino a pochi anni fa…) che avvenne, con ogni probabilità, proprio a San Miniato. Numerose domande ed interventi da parte del pubblico presente.
Di seguito il video della conferenza:

"... per le nove radici d'esto legno":
Pier della Vigna, il genio, il traditore
Video di Francesco Fiumalbi



sabato 17 dicembre 2016

FERDINANDO PAOLETTI E L'ACCADEMIA DEL SEMINARIO A SAN MINIATO NEL '700

a cura di Francesco Fiumalbi

INTRODUZIONE
In questo post sono proposte alcune notizie in merito al sacerdote Ferdinando Paoletti [Bagno a Ripoli, 23 dicembre 1717 – 1 dicembre 1801] che per alcuni anni fu a San Miniato. Nell'introduzione al volume San Miniato nel Settecento (Pacini Editore, Pisa, 2003, pp. 11-12), Paolo Morelli rileva come al Vescovo di San Miniato Giuseppe Suarez de la Concha si debba anche la nomina a rettore del seminario di quel Ferdinando Paoletti che divenuto poi pievano di Villamagna, in diocesi di Firenze, si dedicherà come Landeschi a studi di agronomia. E' una figura interessantissima per lo studio del pensiero scientifico e socio-economico del tempo. Per certi aspetti anticipò proprio Giovan Battista Landeschi, ma non è questa la sede per parlare della sua attenzione al mondo agricolo o sociale del tempo.

A SAN MINIATO
Ferdinando Paoletti venne chiamato dal Vescovo Suarez della Concha nei primi anni '40 del '700 con il ruolo di “rettore” del Seminario Vescovile e vi rimase fino al 1746. Gli successe Rinaldo Lanini che veniva da Ronta, vicino Borgo San Lorenzo [«Novelle Letterarie», Tomo XII, Stamperia della SS. Annunziata, Firenze, 1751, n. 28, 9 luglio 1751, coll. 434-435]. Il Seminario di San Miniato, lo ricordiamo, era stato fondato da Mons. Angelo Pichi (Vescovo dal 1648 al 1653), ingrandito da Mons. Michel Carlo Visdomini Cortigiani (Vescovo dal 1683 al 1703) e infine ampliato e rinnovato in forme monumentali da Mons. Francesco Poggi (Vescovo dal 1703 al 1719).

Per avere qualche dettaglio in più sulla vita di Ferdinando Paoletti di seguito è proprosto il testo R. Nobili, Elogio del sacerdote Fernando Paoletti pievano di Villa-magna, in «Il Nuovo Giornale dei Letterati», n. V, Pisa, 1803, pp. 9-10:

Da Gio. Battista Paoletti di civil famiglia di industriosi possessori oriundi di Sesto, luogo centrale della Comunità, e Podesteria di tal nome presso Firenze, nacque nel luogo detto alla Croce distante circa quattro miglia dalla Capitale per la strada Aretina il dì 23 Dicembre 1717 Ferdinando Paoletti, che dati prematuri saggi di un genio elevato, e non comune fu dal Padre affidato alla cura del celebre Dott. Giuseppe Maria Brocchi Rettore del Seminario Arcivescovile Fiorentino, che educollo con tal predilezione, e riguardi, che giunto sollecitamente al termine degli studj, e presentasegli la congiuntura di spedire un Maestro di Belle Lettere col carico di dirigere un Collegio a Palermo, non esitò un momento a destinarvi il nostro Abate Ferdinando, che ambizioso di gloria, e di onore si diresse immediatamente a quella volta per la via di Livorno.
Era già ivi pronto alla partenza un legno sul quale caricò i pochi suoi affetti con la sua prediletta strettissima collezione di libri, quando assalito da una fierissima malattia biliosa gli convenne rimanervi a curarsi, vedendo col massimo dei dolori trafugarsi e perdersi la libreria già imbarcata, che non gli fu più possibile di rinvenire.
Sdegnato perciò con il mare, cui attribuiva tanta sciagura, determinò di preferire uno stabilimento, che venivagli offerto nella Città di S. Miniato, ove si occupò con indefesso zelo nella direzione di quel Seminario Vescovile, in cui insegnava ancora le Belle Lettere. Nell’anno 1746 fu chiamato alla Cura della Pievanìa di s. Donnino a Villamagna distante sei miglia da Firenze verso Levante, e ne accettò volentieri l'incarico, perché vide che avrebbe potuto più comodamente spaziarsi il suo genio negli studj ameni, che preferiva ad ogni altra occupazione.

Il Seminario Vescovile di San Miniato
Foto di Francesco Fiumalbi

L'ACCADEMIA IN SEMINARIO
Nel suo compito alla guida del Seminario, profuse il suo impegno alla preparazione, non solo morale e spirituale, ma anche culturale dei giovani seminaristi. Il suo programma educativo e scolastico – non senza l'appoggio del Vescovo – nel 1744 si concretizzò con l'istituzione di una “accademia”, individuata come strumento di formazione e crescita dei ragazzi. Di questa accademia troviamo una interessantissima lettera inviata dallo stesso Ferdinando Paoletti a Giovanni Lami, curatore delle «Novelle Letterarie», dove non esitò a pubblicarla. Il testo completo è proposto più avanti.

L'accademia, una volta al mese, offriva momenti di confronto, di condivisione, di discussione ed era il luogo dove alcune tematiche potevano essere trattate con maggiore facilità e libertà, al di fuori dei rigidi schemi imposti dall'istituto seminariale. Giovanni Lami a commento della lettera pubblicata sulle «Novelle Letterarie», si complimentò con il rettore del Seminario per una tal iniziativa, dal momento che ai futuri sacerdoti era necessario molto altro, che qualche lambruccio di Teologia Morale, perché sieno a portata d'istruire i popoli, come conviene.
Come afferma lo stesso Ferdinando Paoletti, l'idea di fondare una simile accademia era nata per dar qualche lustro a questo Seminario, che in simil sorta di letterari esercizi può considerarsi al momento molto oscuro. E poi per infondere negli studenti spirito di osservazione e capacità critica, per distinguere il millantamento e la ciarlaneria dalla vera e soda scienza, che invece stimano i valent'uomini. Infine come momento di educazione “al bello”, ovvero per promuovere nella studiosa gioventù il buon gusto, e l'avanzamento delle lettere.

Gli argomenti affrontati erano molto vari: Filosofia, Storia, Letteratura ma anche questioni storico-teologiche (come i Magi e la Stella Cometa, a cui seguì anche una vivace polemica contro lo stesso Paoletti). Non mancavano tematiche legate all'Astronomia (il moto perpetuo dei corpi), alla Geologia (terremoti) e alla Medicina (come il funzionamento del corpo umano attraverso il cuore e la circolazione sanguigna, la cui dissertazione fu curata dal dott. Ranieri Gamucci, medico di origine sanminiatese che ritroviamo in varie località della Toscana, fra cui ad Anghiari). E che dire poi della dissertazione del dott. Buonaparte (probabilmente Ranieri Simone, medico e titolare di una cattedra presso l'Università di Pisa, morto nel 1761), che trattò il tema sopra le voglie delle donne.
Di tutto questo siamo a conoscenza grazie al testo pubblicato nelle «Novelle Letterarie», Tomo VI, Stamperia della SS. Annunziata, Firenze, 1745, n. 30, 23 luglio 1745, coll. 468-471, proposto di seguito:

[468] SANMINIATO
Il Signor Ferdinando Paoletti che molta lode esercita l'uffizio di Rettore del Seminario di Sanminiato, mi ha scritto una Lettera, la quale sembrami degna d'essere inserita in queste novelle, ed è la seguente:

Ho osservato in alcune date delle Novelle letterarie, che V.S. da notizia di varie Accademie nuovamente erette da alcuni Prelati nel Regno di Napoli. Io per questo mi son mosso a darle avviso d'una simile Accademia da me istituita fin dall'anno decorso in questo Seminario; acciocché, sebbene io non la stimi punto paragonabile con le notate nelle Novelle Letterarie, pure V.S. se le parrà bene, dia notizia ancora di questa. Io mi muovo a pregarla di ciò, prima per dar qualche lustro a questo Seminario, che in simil sorta di letterari esercizi può considerarsi almeno al presente [469] molto oscuro; poi perché si sappia dagli ignoranti impostori, specialmente, che tali cose non sono se non degne di lode, che tali veramente la stimano i valent'uomini, e quei, che son dotati di una vera e soda scienza, opposta totalmente a quella, che può dirsi comodamente, millantamento, e ciarlaneria; e perché si vede, che io con ciò promuovo nella studiosa gioventù il buon gusto, e l'avanzamento delle lettere. Questo congresso adunque si aduna una volta il mese colla recita di una dissertazione, e qualche volta ancora di qualche componimento Poetico, quale non ho giudicato bene promettere molto frequentemente, per non far perdere la gioventù dietro a simili studi, che sono per lo più di poco, o di niuno vantaggio. La materia per le dissertazioni è totalmente libera; sicché ci se ne leggono delle Teologiche, delle Filosofiche, delle Storiche, sì in genere di Storia Ecclesiastica, come profana. In genere di Storia Ecclesiastica si è trattato criticamente de i Magi adoratori di Cristo, e della Stella, che servì loro di scorta. Questa dissertazione mosse alcuni Frati a lacerarmi fieramente, perché non avevo seguitato le opinioni volgari, e vi fu chi mi trattò di poco pio. Si è trattato ancora de' i supposti prodigi, [470] che da alcuni impostori discorsi seguiti nella nascita del Redentore; e questo non mi cagionò contro alcuna diceria, non so come, forse perché dopo le taccie datemi, come sopra, sferzai da diritto, e da rovescio, quei buon'uomini in un altro congresso, in cui trattai del vero, e buon metodo di studiare, e del fine principale, che si dee proporre ognuno, che studia. In altre materie, si è trattato della Teologia degli Egiziani: dell'origine de i Templi de i Gentili; dell'origine, e fondazione di Roma. Sopra le voglie delle donne lesse una bellissima dissertazione il Sig. Dottore Buonaparte Lettore di Pisa; e il Signor Dottore Ranieri Gamucci una anch'egli ne lesse molto bella, in cui mostrò, che la vita del corpo umano consiste nella circolazione del sangue; e gli piacque nello stesso tempo di farci vedere l'anatomia del cuore. Si è trattato ancora dell'Attrazione, del Voto, del perpetuo moto de i corpi, del Tremoto. E qui piacemi farle note ancora, che questo Monsig. Vescovo ha introdotto in questo suo Seminario la lezione di Filosofia Neutoniana, dove prima non ce ne era di alcuna sorte.

Sin qui il Signor Paoletti, col quale, siccome col suo degno Prelato, mi rallegro di cuore, vedendo il zelo, che nutrono per [471] l'avanzamento de' buoni studi negli Ecclesiastici, a' quali è necessario molto altro, che qualche lambruccio di Teologia Morale, perché sieno a portata d'istruire i popoli, come conviene.

«Novelle Letterarie», Tomo VI,
Stamperia della SS. Annunziata, Firenze, 1745
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