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mercoledì 11 dicembre 2019

APSM-ISVP-036 FORMELLA RAFFIGURANTE GESU' CROCIFISSO IN VIA RONDONI A SAN MINIATO

di Francesco Fiumalbi


APSM-ISVP-036
FORMELLA RAFFIGURANTE GESU' CROCIFISSO

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Edicola votiva
Luogo: San Miniato, via Pietro Rondoni n. 32
Tipologia: Formella
Tipologia immagine: Formella in terracotta dipinta e smaltata
Soggetto: Gesù Crocifisso
Altri soggetti: No
Autore: Sconosciuto
Epigrafe: No
Indulgenza: No
Periodo: XIX secolo
Riferimenti: nessuno
Id: APSM-ISVP-036

La formella in terracotta dipinta e smaltata
raffigurante Gesù Crocifisso in via Rondoni a San Miniato
Foto di Francesco Fiumalbi

DESCRIZIONE
Al n. 32 di via Pietro Rondoni, nel tratto compreso fra l'intersezione con via Mangiadori e via Angiolo Del Bravo, al di sopra della porta di ingresso di un'abitazione, è collocata una formella rettangolare di modeste dimensioni. Raffigura Gesù Crocifisso ed è un manufatto in terracotta dipinta e smaltata, databile al XIX secolo (anche se la data di collocazione potrebbe essere molto più recente).
Iconograficamente, la Croce è inserita fra le due parti della lancia, simbolo della Passione, ed è collocata su un piccolo rilievo rappresentante il Monte Calvario, al di sotto del quale è presente un teschio, ovvero la morte. Gesù è raffigurato vivo, vigile, con lo sguardo leggermente inclinato verso destra, vestito del solo sudario. Non è presente la tradizionale iscrizione INRI.
Da un punto di vista teologico la composizione sta a significare che Gesù, col sacrificio della Croce, ha vinto la morte. Egli infatti, nonostante stia sul supplizio, è vivente. Tuttavia, anche se il significato può apparire simile, l'immagine è molto diversa dal Christus Triunphans, anche se non è inquadrabile neppure nel tipo iconografico del Christus Patient.

La formella in terracotta dipinta e smaltata
raffigurante Gesù Crocifisso in via Rondoni a San Miniato
Foto di Francesco Fiumalbi

L'edificio su cui è collocata l'immagine sacra
raffigurante Gesù Crocifisso in via Rondoni a San Miniato

Foto di Francesco Fiumalbi

domenica 2 luglio 2017

ISVP-033 L'EDICOLA VOTIVA DEL MOLINO VECCHIO A ISOLA

a cura di Francesco Fiumalbi
SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Edicola votiva
Luogo: Isola, Loc. Molino Vecchio, via delle Rose
Tipologia: Edicola
Tipologia immagine: Terracotta dipinta
Soggetto: Adorazione del bambino
Altri soggetti: NO
Autore: Sconosciuto
Epigrafe: NO
Indulgenza: NO
Periodo: XVIII secolo
Riferimenti: Nessuno
Id: APSM-ISVP-033

L'edicola votiva al Molino Vecchio
Isola, traversa di via delle Rose
Foto di Francesco Fiumalbi

DESCRIZIONE
Lungo una diramazione di via delle Rose ad Isola, in località “Molino Vecchio”, è presente un'edicola votiva molto antica. Difficile stabilirne l'epoca di realizzazione, dal momento che non esistono attestazioni storiche certe. Tuttavia, con buona approssimazione, a giudicare dalla sue caratteristiche morfologiche ed estetiche, il manufatto potrebbe essere assegnato al '700.
Si tratta di una piccola costruzione realizzata in laterizio, caratterizzata da una copertura a capanna e da un'insolita altezza di oltre 2,5 metri. Sul fronte principale si apre una nicchia sguanciata a tutta altezza, interrotta solamente da un elemento in pietra, al di sopra del quale è collocata l'immagine sacra. Il pezzo lapideo costituisce la parte frontale di un incavo, utile per l'alloggiamento di vasi di fiori. E' modanato con precisione e presenta sei grandi buchi, la cui funzione rimane ad oggi sconosciuta. Vista la dimensione, il numero e la posizione di questi fori, appare improbabile la funzione dell'allontanamento dell'acqua meteorica. Probabilmente si tratta di un elemento di reimpiego, proveniente chissà da dove.

L'edicola votiva al Molino Vecchio
Isola, traversa di via delle Rose
Foto di Francesco Fiumalbi

Gli abitanti del luogo indicano l'edicola con l'appellativo di “San Giuseppe”, anche se apparentemente non vi sono riferimenti o indicazioni utili che possano spiegare l'origine di questo nome. Improbabile che si tratti del luogo dove sorgeva un oratorio andato perduto, dal momento che non vi sono testimonianze documentarie che lo attestano. Più probabile che il nome riverberi la memoria del soggetto originario dell'edicola, affiancato o sostituito nel tempo dall'immagine presente ancora oggi.
L'immagine sacra, seppur rimaneggiata, è costituita da una formella in terracotta che originariamente doveva essere interamente dipinta e smaltata. Da un punto di vista iconografico, dai pochi elementi superstiti, si riesce comunque a riconoscere un'Incoronazione della Vergine in Adorazione del Bambino. Si tratta della fusione di due temi: l'Incoronazione della Vergine e L'adorazione del Bambino. Il richiamo più evidente è ad un'opera di Andrea della Robbia, realizzata nel tardo '400 per una cappella laterale della Basilica del Santuario francescano a La Verna CLICCA QUI PER VEDERE L'IMMAGINE >>. Tuttavia, anche nella vicina via Capocavallo si trova un'immagine del tutto simile, sebbene sia stata realizzata in anni molto recenti. In proposito si veda il post ISVP-0022 IMMAGINI SACRE IN VIA CAPOCAVALLO – ISOLA.
Da un punto di vista iconologico - in estrema sintesi - Maria è Madre di Gesù, che è "Vero Dio e Vero Uomo". La consapevolezza di ciò, porta la Madonna a prendersi cura di Gesù in quanto Uomo, ma anche ad adorarlo in quanto Dio. Senza dimenticare che la regalità di Maria (la cui festività è stata introdotta solamente nel XX secolo) dipende dalla regalità del figlio, Gesù, ma anche dal suo eccellere fra gli uomini, e per questo è Regina del Cielo e della Terra.
Praticamente impossibile, invece, individuare i soggetti delle pitture laterali nei lacerti di intonaco superstiti sugli sguanci all'altezza della formella.

L'edicola votiva al Molino Vecchio
particolare dell'immagine sacra
Isola, traversa di via delle Rose
Foto di Francesco Fiumalbi

L'edicola votiva al Molino Vecchio
particolare dell'immagine sacra
Isola, traversa di via delle Rose
Foto di Francesco Fiumalbi

L'edicola votiva al Molino Vecchio
Isola, traversa di via delle Rose
Foto di Francesco Fiumalbi

venerdì 3 giugno 2016

L'EDICOLA DELLA CROCIFISSIONE A LA SCALA IN VIA TOSCO-ROMAGNOLA EST

di Francesco Fiumalbi


APSM-ISVP-017
L'EDICOLA DELLA CROCIFISSIONE IN TERRACOTTA SMALTATA A LA SCALA IN VIA TOSCO-ROMAGNOLA EST

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Edicola votiva
Luogo: San Miniato, fraz. La Scala, via Tosco-Romagnola Est
Tipologia: Edicola
Tipologia immagine: terracotta dipinta e smaltata
Soggetto: Crocifissione
Altri soggetti: NO
Autore: Sconosciuto
Epigrafe: NO
Indulgenza: NO
Periodo: 1764.
Riferimenti: nessuno
Id: APSM-ISVP-0017

L'edicola votiva con l'immagine della Crocifissione
La Scala, via Tosco-Romagnola Est
Foto di Francesco Fiumalbi

DESCRIZIONE
Dal centro di La Scala in direzione di Ponte a Elsa, lungo la Strada Statale n. 67 – Tosco-Romagnola Est, si incontra un'edicola votiva settecentesca, fra le più antiche presenti nell'intero territorio sanminiatese. La sua posizione non è casuale, infatti in quel punto confluiscono sulla strada principale la vecchia via Sasso e la “resola” che conduce al “podere La Favorita”.

L'edicola è costituita da una corpo in muratura parallelepipedo, adiacente ad un pilastro un poco più alto, che doveva segnare l'ingresso al vicino Podere. A circa metà altezza del manufatto, e in posizione leggermente eccentrica verso destra, si apre la nicchia che contiene l'immagine sacra.
L'apertura è caratterizzata dalla tipica forma arcuata e non risulta chiusa da grate o sportelli. Non sono presenti cardini o cerniere, quindi questa è la sua configurazione originale: completamente aperta. L'interno doveva essere dipinto di colore azzurro, come lasciano intendere le porzioni di vernice superstiti.

L'edicola votiva con l'immagine della Crocifissione
La Scala, via Tosco-Romagnola Est
Foto di Francesco Fiumalbi

Al centro dell'apertura è collocata l'immagine sacra: si tratta di un bassorilievo raffigurante la Crocifissione, in terracotta dipinta e smaltata di probabile produzione nell'area montelupina. In realtà la figura del Cristo non è esattamente collocata su una Croce. Tuttavia l'articolazione e la posizione del corpo, con le braccia alzate e le gambe raccolte, unitamente all'abito costituito dal solo perizoma, rimandano all'immagine della Crocifissione, senza possibilità di fraintendimenti. Nella porzione inferiore del bassorilievo, la scritta IESUS fa da didascalia e la data 1764 offre un chiaro riferimento temporale.

Sul piccolo manufatto in terracotta sono stati stesi i pigmenti bianco (fondo), giallo (cornice, corpo, dettagli) e azzurro (perizoma e dettagli).
Da un punto di vista iconografico, il volto del Cristo sembra essere stato modellato sulle caratteristiche formali del “Volto Santo” di Lucca o dalla sua copia duecentesca di Santa Croce sull'Arno. I dettagli della barba, della forma degli occhi e delle sopracciglia sembrano molto simili.

Lo stato di conservazione dell'edicola e dell'immagine sacra in essa contenuta appare decisamente critico: ad un'occhiata superficiale sono molti anni che non viene fatta un po' di manutenzione. Oltre ad una generale pulitura, l'immagine avrebbe bisogno di essere “consolidata” dal momento che la terracotta risulta attraversata da una profonda lesione dal basso verso l'alto. Vista anche la sua antichità se ne auspica un prossimo intervento di restauro.

L'edicola votiva con l'immagine della Crocifissione
Particolare dell'immagine in terracotta dipinta smaltata
Foto di Francesco Fiumalbi

L'edicola votiva con l'immagine della Crocifissione
Particolare dell'immagine in terracotta dipinta smaltata
Foto di Francesco Fiumalbi


L'edicola votiva con l'immagine della Crocifissione
Particolare dell'iscrizione e della data
Foto di Francesco Fiumalbi

domenica 1 maggio 2016

APSM-ISVP-014 L'EDICOLA MARIANA A CALENZANO IN VIA MONTEGRAPPA

di Francesco Fiumalbi
APSM-ISVP-014
L'EDICOLA DELLA MADONNA DEL CARMELO A CALENZANO IN VIA MONTEGRAPPA

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Edicola mariana
Luogo: San Miniato, Loc. Calenzano, via Montegrappa
Tipologia: Edicola
Tipologia immagine: Statuetta in terracotta dipinta
Soggetto: Madonna del Carmelo
Altri soggetti: Gesù Bambino
Autore: Sconosciuto
Epigrafe: NO
Indulgenza: NO
Periodo: seconda metà del XX secolo
Riferimenti:
Id: APSM-ISVP-014

Lungo l'antica strada di crinale che da San Miniato conduce in Valdelsa, in Località Calenzano (attuale via Montegrappa) si trova un'edicola mariana. Si tratta di un manufatto in muratura inserito all'interno della recinzione di un'abitazione, realizzato nella seconda metà del XX secolo.
L'edicola è in muratura, intonacata, e caratterizzata stilisticamente da due paraste laterali sormontante da un piccolo timpano in modo che la composizione acquisti le sembianze di un piccolo tempietto classico. Al timpano, in realtà, manca la trabeazione nella parte inferiore e in questo spazio è inserita una croce in bassorilievo, sul monte di tre cime. Esattamente un piccolo Calvario in miniatura.

L'edicola mariana in via Montegrappa, Loc. Calenzano
Foto di Francesco Fiumalbi

Al centro del manufatto è ricavata una nicchia contenente l'immagine mariana. Si tratta di una piccola statua in terracotta (?) dipinta, che risponde al tipo iconografico della “Madonna del Carmelo”. La Vergine è in piedi con Gesù Bambino in braccio ed entrambe le figure hanno in mano una coppia di “scapolari” ciascuno. Secondo la tradizione la Madonna apparve a San Simone Stock nel 1251, allora Generale dell'Ordine dei Carmelitani, consegnandogli lo “scapolare” o “abitino” affinché venisse usato come segno distintivo dell'Ordine. Si tratta di un elemento di stoffa da indossare sulle spalle.

L'edicola mariana in via Montegrappa, Loc. Calenzano
Foto di Francesco Fiumalbi

Sul fondo della nicchia, appena visibile dietro la statua, è collocato anche il simbolo del Sacro Cuore di Gesù. Questo simbolo troverebbe collegamenti con alcuni istituti carmelitani di diritto pontificio: le Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù (Berlino, 1891), le Carmelitane del Sacro Cuore (Messico, 1904) e le Suore Carmelitane del Sacro Cuore di Gesù (Malaga, 1924).
Tuttavia l'abbinamento fra Madonna del Carmelo e Sacro Cuore di Gesù, all'interno di questa edicola, potrebbe dipendere da tutt'altre circostanze, come la devozione dei proprietari.

Particolare della Madonna del Carmelo e del Sacro Cuore di Gesù
Edicola mariana in via Montegrappa, Loc. Calenzano
Foto di Francesco Fiumalbi

mercoledì 8 aprile 2015

APSM-ISVP-010 EDICOLA MARIANA A SAN MINIATO IN VIA ALDO MORO

EDICOLA MARIANA A SAN MINIATO IN VIA ALDO MORO

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Edicola votiva Madonna con Bambino”
Luogo: San Miniato, via Aldo Moro
Tipologia: Edicola
Tipologia immagine: Terracotta dipinta e smaltata
Soggetto: Madonna con Bambino
Altri soggetti: NO
Autore: Sconosciuto
Epigrafe: SI
Indulgenza: NO
Periodo: 1954
Riferimenti: Anno Mariano 1954, AVE MARIA, U. Ciampini
Id: APSM-ISVP-010

DESCRIZIONE
Uscendo da San Miniato attraverso lo sdrucciolo che passa sotto all'antico arco del Monastero della SS. Annunziata, comunemente ed erroneamente detto di San Martino, lo sguardo non può fare a meno di osservare una piccola edicola votiva.
Fu realizzata nel 1954, verosimilmente per iniziativa di U. Ciampini, e al suo interno è collocata l'immagine di Maria Vergine che tiene in braccio Gesù Bambino in posizione eretta. Da notare il profondissimo legame fra le due figure, sancito dall'accostamento dei volti e delle mani fra la Madre e il Figlio.

Edicola mariana a San Miniato in via Aldo Moro
Foto di Francesco Fiumalbi

Pio XII, con l'enciclica Fulgens Corona, pubblicata l'8 settembre 1953 aveva indetto il primo “Anno Mariano”, per celebrare il centesimo anniversario della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione. Anno, che fu inaugurato l'8 dicembre 1953 in Santa Maria Maggiore e in tutte le Diocesi del Mondo. Dunque anche a San Miniato.
Come detto, fu un'iniziativa unica nel suo genere fino a quel momento e, in qualche modo contribuì a ridestare la devozione nei confronti della Madonna. Devozione, che sfociò anche in manifestazione più o meno concrete, sia a livello delle parrocchie che delle singole persone. Fra queste anche l'apposizione di immagini mariane in luoghi e spazi pubblici, come lungo le strade, e quindi la costruzione di innumerevoli edicole votive, o “tabernacoli”. Moltissime anche nel territorio sanminiatese, come in questo caso. E proprio l'iscrizione “Ave Maria” contenuta nella targa in basso chiarisce, oltre ogni dubbio, il messaggio e la volontà che stanno dietro alla costruzione dell'edicola e dell'apposizione dell'immagine sacra.


Edicola mariana a San Miniato in via Aldo Moro
Foto di Francesco Fiumalbi

L'edicola è realizzata in muratura, con i laterizi lasciati facciavista a sottolineare i principali caratteri formali. Ciò avviene nei plinti laterali della parte basamentaria (fra i quali è collocata l'iscrizione), nel ripiano orizzontale, e nei piedritti che da esso si elevano. Quest'ultimi vanno a costituire l'arco e, continuando, sostengono anche la trabeazione lignea che chiude la composizione.
L'immagine è una terracotta dipinta e smaltata, di tipo seriale, vagamente inspirata alle realizzazione rinascimentali che uscirono dalla fabbrica dei Della Robbia.

L'immagine sacra dell'edicola mariana a San Miniato in via Aldo Moro
Foto di Francesco Fiumalbi

L'iscrizione dell'edicola mariana a San Miniato in via Aldo Moro
Foto di Francesco Fiumalbi

martedì 2 dicembre 2014

APSM-ISVP-008 L'ANNUNCIAZIONE DI TERRACOTTA SMALTATA IN VIA CARDUCCI A SAN MINIATO

L'ANNUNCIAZIONE DI TERRACOTTA SMALTATA IN VIA CARDUCCI A SAN MINIATO

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Immagine sacra, tipo iconografico “Annunciazione”
Luogo: San Miniato, via Giosuè Carducci
Tipologia: Terracotta smaltata
Tipologia immagine: terracotta dipinta e smaltata
Soggetto: Madonna “Nunziata” 
Altri soggetti: Arcangelo Gabriele, Spirito Santo
Autore: Sconosciuto
Epigrafe: NO
Indulgenza: NO
Periodo: 1710
Riferimenti: nessuno
Id: APSM-ISVP-008

DESCRIZIONE
Da Piazza Grifoni, scendendo in direzione de Le Colline e oltrepassato il luogo dove un tempo si ergeva l'antica Porta di Ser Ridolfo, si incontra, sul lato settentrionale di via Carducci l'organismo architettonico che fino ad un paio di secoli fa ospitava il convento di frati agostiniani annesso alla chiesa della SS. Annunziata. La chiesa era stata fondata dall'omonima compagnia nel 1383 e nel 1522 fu donata alla congregazione dei Agostiniani di Lecceto perché vi costituisse una comunità. La chiesa, costruita sul finire del '600, consacrata nel 1698 dal Vescovo Michele Carlo Visdomini Cortigiani, ma completata nell'apparato decorativo entro i primi due decenni del '700, ha mantenuto fino ad oggi la sua funzione di luogo sacro, a differenza della vicina chiesa della Crocetta. Diverso il discorso della comunità religiosa, costretta ad abbandonare il convento a seguito della soppressione napoleonica dei primi anni del XIX secolo. L'edificio ex-convento, in parte oggi è adibito ad attività sociali e assistenziali, in parte fu venduto a privati e ridotto in varie abitazioni. Sul muro che si affaccia sulla strada di una di queste abitazioni, si trova l'immagine che raffigura l'episodio dell'Annunciazione richiamando, evidentemente, il titolo della chiesa e del convento, realizzata in terracotta dipinta e smaltata nell'anno 1710.
Il manufatto è molto semplice, ha la dimensione di un piccolo stemma, e non sembra possibile stabilire con certezza se la sua collocazione attuale coincida con quella originaria. E' probabile anche che fosse collocato all'interno o anche in un altro luogo. Da un punto di vista stilistico è un'opera di scarso pregio, probabilmente realizzato con uno stampo per quanto riguarda la forma, decorato da mano inesperta per quanto riguarda l'immagine sacra vera e propria. Indubbio è invece il suo valore storico dal momento che l'elemento è datato al 1710 e, dunque, ha oltre 300 anni.
Iconograficamente, l'immagine è perfettamente rispondente alla tradizione dell'episodio dell'Annunciazione così come è stato rappresentato a partire dai secoli del basso medioevo.

L’episodio dell’Annunciazione, molto conosciuto, è tratto dal Vangelo di Luca:
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.” Luca 1,26-38

La scena avviene in un ambiente interno, precisamente in una camera, come si evince dall’elegante baldacchino che sbuca sulla destra, dietro la Madonna.
La Vergine appare con sembianze giovanili, come da tradizione, e intenta nella preghiera sostando su di un inginocchiatoio, dove sono collocate le Sacre Scritture, proprio quelle scritture dove viene annunciata la profezia messianica. Ed ecco che appare l’Arcangelo Michele, con due ali, sospeso su una soffice nuvola. In alto fa il suo ingresso sulla scena una colomba: è il simbolo dello Spirito Santo, per mezzo del quale si compie il miracolo dell’Immacolata Concezione, preannunciato, appunto, nell’episodio dell’Annunciazione.

L’angelo tiene in mano un mazzo composto da cinque gigli bianchi. Il bianco come noto è simbolo di purezza, mentre i gigli dovrebbero rappresentare la purezza di Maria. Dal canto suo, Maria, appare serena e devota al cospetto dell’angelo. Il suo sguardo volge al basso in segno di rispetto e con la mano sinistra sembra far cenno di accoglienza.


L'Annunciazione del convento della "Nunziatina"
San Miniato, via Giosué Carducci, terracotta invetriata e smaltata
Foto di Francesco Fiumalbi

L'Annunciazione del convento della "Nunziatina"
San Miniato, via Giosué Carducci, terracotta invetriata e smaltata
Foto di Francesco Fiumalbi

L'Annunciazione del convento della "Nunziatina"
San Miniato, via Giosué Carducci, terracotta invetriata e smaltata
Foto di Francesco Fiumalbi
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