martedì 4 dicembre 2012

MARCHIONNE DI COPPO STEFANI 25/27

25 - RUBRICA n. 763 - Come a Bologna fu quistione e menati trattati, dove convenne che messer Ridolfo ragunasse gente, e fu fatta giustizia di quelli ch'entraro, e da quello dì innanzi sempre vi furo ambasciadori e gente d'arme del Comune. [anno 1376]


In questo medesimo anno certe famiglie di Bologna tennero trattato da dovere col Cardinale detto di Ginevra per dargli Bologna; di che sentito questo messer Ridolfo, che era Ià, fu col Capitano, che fu messer Giovanni Mangiadori' da Sanmignato, e presi quelli del trattato, a parecchi fu tagliata la testa, ed alquanti ne furono confinati. Poi si partì messer Ridolfo d'ottobre, ed i Bolognesi riformarono Bologna, e richiesero gli Otto che sempre vi stessero due ambasciadori sì alla guardia della gente dell'arme e sì allo loro consiglio. Di che così facea il Comune continuo; di che fu' io uno di quelli e Filippo di messer Alamanno Cavicciuli; e se non fussimo stati noi colla gente, che sentimmo il trattato, certi che volieno mettere i Peppoli dentro, che non era altro che mettervi messer Bernabò Visconte, Signore di Melano, subito tratto la gente degli alberghi fummo alla piazza, e tenemmola tanto che i gonfaloni trassero, e allora alquanti ne furono confinati. E questo fu per quella volta la salvazione di Bologna; e perchè non è nostra materia di punta, lo taccio; ma così fu per essere guasta Bologna.

Niccolò Rodolico (a cura di), Cronaca Fiorentina di Marchionne di Coppo Stefani, Rerum Italicarum Scriptores, Tomo XXX, Città di Castello, 1903, pp. 299-300.

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