domenica 22 maggio 2016

IL RINNOVAMENTO ARCHITETTONICO DELLA CHIESA DI CIGOLI NELL'800

a cura di Francesco Fiumalbi

Sommario del post:
INTRODUZIONE
LA CHIESA DI CIGOLI NELLA PRIMA META' DELL'800
IL NUOVO PRESBITERIO E LE PITTURE DI FERDINANDO FOLCHI – 1861
LA NUOVA FACCIATA – 1870/1873
LA NUOVA SCALINATA – 1873/1874
NOTE E RIFERIMENTI

INTRODUZIONE

Gran parte delle chiese sanminiatesi, da un punto di vista storico, artistico e architettonico, sono il risultato di una plurisecolare stratificazione di interventi, ristrutturazioni, rinnovamenti, rifacimenti e aggiunte. Le istanze che portarono a “cambiare”, a “rinnovare”, ad “ampliare” furono diverse: il variare del gusto alle istanze formali e stilistiche del tempo, l'aumento della popolazione, ma anche l'aggiornamento per esigenze cultuali o liturgiche. Pensiamo, ad esempio, alle novità introdotte con il Concilio di Trento, ma anche con il Concilio Vaticano II nella seconda metà del '900. Ad eccezione di quelle modifiche dettate dalle novità liturgiche, per buona parte si tratta di operazioni che oggigiorno sarebbero impensabili, se non addirittura impossibili.

Le chiese e il loro apparato artistico e decorativo, infatti, sono considerate “Beni Culturali” e gli interventi sono regolamentati attraverso apposite leggi statali (su tutte la vecchia 1089/39, ma anche il vigente Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, ovvero il D.Lgs 42/2004 e successive modificazioni). In passato la conservazione, al contrario di oggi, era decisamente subordinata all'aspetto estetico e funzionale. Solamente agli edifici monumentali, ai grandi capolavori del passato, era riservata una sorta di attenzione, prossima a quella che noi chiamiamo “tutela”. Nell'ultimo secolo l'approccio culturale agli edifici o ai manufatti storici è radicalmente mutato, ma fino almeno ai primi decenni del '900 anche le chiese potevano essere trasformate completamente, le opere vendute o profondamente alterate per adattarle a nuove sistemazioni. Anche a Cigoli è accaduto questo.

Chiesa di San Giovanni Battista a Cigoli
Santuario di Maria Madre dei Bimbi
Foto di Francesco Fiumalbi

LA CHIESA DI CIGOLI NELLA PRIMA META' DELL'800

A Cigoli siamo in presenza di una chiesa di origine medievale (documentata con certezza nel 1260 sotto il titolo di San Michele, ma di fondazione precedente) che nel corso dei secoli ha subito notevoli cambiamenti. Il primo aspetto è dovuto alla presenza della venerata immagine mariana prototrecentesca e dei pellegrinaggi ad essa legati. Poi l'arrivo degli Umiliati nel 1339, ma anche la traslazione del fonte battesimale dalla Pieve di Fabbrica e quindi l'elevazione al rango di Pieve. E ancora il rinnovamento dovuto al Concilio di Trento, la soppressione dei frati Umiliati nel 1571 e la propositura commendataria fra '500 e '700, i frati Minimi di San Francesco di Paola, le numerose confraternite, fino all'aumento della popolazione fra '700 e '800 (01).

Le visite pastorali, condotte dai vescovi lucchesi prima e da quelli sanminiatesi dal 1622, sono fonti di preziose informazioni. Seppur in forma estremamente sintetica e sommaria, nei resoconti veniva fatta anche una sorta di descrizione della chiesa: gli altari presenti, le opere di particolare pregio, i benefici ecclesiastici, note e raccomandazioni circa l'arredo liturgico. Tuttavia una vera e propria “fotografia” della situazione nella prima metà dell'800 è rappresentata dalla planimetria della chiesa contenuta nella Catasto Generale Toscano che, per il Comune di San Miniato, è datato al 1834.

Nell'immagine proposta di seguito, si può osservare come la chiesa avesse praticamente le dimensioni odierne, suddivisa in tre navate. Gli altari erano ben cinque: quello maggiore al presbiterio, due in testa alle navate secondarie (fra cui quello della venerata Madre dei Bimbi) e due sulle pareti laterali. Sul retro dell'altar maggiore – corrispondente all'attuale presbiterio fra il grande arco e la parete di fondo – vi era un locale rettangolare di larghezza pari a quella della navata. Probabilmente costituiva l'antico coro dei frati Umiliati. Dalla parte opposta, sulla facciata, si nota la presenza di un avancorpo che precedeva l'ingresso alla chiesa. Si trattava, con ogni probabilità, di un piccolo esonartece (un nartece esterno), non sappiamo se porticato o meno. Il profilo della facciata doveva presentarsi “a capanna”, seguendo la configurazione della copertura con le falde laterali in continuità rispetto a quelle della navata principale.

Esternamente il sagrato si presentava come lo conosciamo oggi: il piazzale “pensile”, ricavato dal riempimento del muraglione e contraddistinto dai due grandi fornici sul lato occidentale. La via d'accesso corrispondente planimetricamente alla scalinata attuale, seppur con un diverso profilo e sussistente su terrapieno per l'intera sua lunghezza.

Pochi anni prima, nel 1827 era stato realizzato l'organo, ad opera di Giosué Agati e Figli, poi restaurato in varie occasioni fino ai giorni nostri (02). Questo nuovo elemento probabilmente aveva prodotto alcuni cambiamenti: l'innesto della balaustra a mensola sopra la porta di ingresso e la chiusura della finestra (non sappiamo se a forma rettangolare o circolare) nella parte alta della facciata. Tuttavia fra la seconda metà dell'800 e la prima metà del '900 la chiesa di Cigoli cambiò volto completamente.

La chiesa di Cigoli nella cartografia catastale del 1834
Estratto dal Catasto Generale della Toscana,
Sezione V1, “Castello di Cigoli
Archivio di Stato di Pisa, Catasto Terreni, Mappe, San Miniato, n. 96
Immagine tratta dal sito web del “Progetto CASTORE”
Regione Toscana e Archivi di Stato Toscani
Per gentile disponibilità. Info Crediti e Copyright

IL NUOVO PRESBITERIO E LE PITTURE DI FERDINANDO FOLCHI – 1861

La prima operazione di cui si abbia notizia nella seconda metà dell'800, è rappresentata dalle tre opere pittoriche commissionate dal Pievano Giovanni Peraimond nel 1861 a Ferdinando Folchi [Firenze, 2 maggio 1822 – 20 agosto 1883]. Il pittore entrò in contatto col pievano grazie alla famiglia Bertolli-Carranza che, nel 1860, aveva assegnato all'artista fiorentino il compito di eseguire l'Assunzione della Vergine e Angeli sul soffitto della cappella annessa alla Villa di Castellonchio (03).
A Cigoli il Folchi realizzò tre opere: l'affresco di San Giovanni Battista nella parete di fondo, la pittura dell'Assunzione di Maria al Cielo nella cupoletta ribassata del presbiterio (pagamento 2 luglio 1861) e la tela con i SS. Francesco e Ambrogio.
I due affreschi, per la loro collocazione, lasciano ipotizzare che l'antico coro della chiesa (costituito probabilmente dai frati Umiliati e ancora visibile nella planimetria catastale del 1834), fosse stato dismesso e aperto verso l'aula. In questo modo si venne a riconfigurare lo spazio del presbiterio, così come lo conosciamo oggi. Una piccola rivoluzione che produsse, con ogni probabilità, anche lo spostamento dell'altare verso la nuova parete terminale.

La porzione della parete di fondo affrescata dal Folchi fu solamente quella relativa alla figura di San Giovanni Battista, collocata su di un piedistallo al centro di una grande nicchia dipinta, quasi fosse un'abside. La rimanente decorazione circostante è successiva.
Ad una prima occhiata il disegno può apparire di prospettiva incerta. Le linee, tuttavia, acquistano plausibilità se spostiamo il punto di vista dell'osservatore dall'aula verso il presbiterio, ed in particolare nel punto dove era collocato l'altare originario. L'attuale posizione è frutto del rinnovamento liturgico avvenuto con il Concilio Vaticano II. Alla metà dell'800 doveva essere essere in posizione molto più arretrata, addossato alla parete di fondo o leggermente scostato da essa. Da un punto di vista stilistico, il trattamento della calotta absidale è contraddistinto da una serie di nervature intrecciate a ventaglio. Come elemento architettonico, seppur dipinto, deriva dalla cella superstite del Tempio di Venere e Roma ai Fori Imperiali, ripreso in epoca barocca nella composizione al centro della Fontana di Trevi. Riguardo alla raffigurazione della Vergine Assunta, l'intervento del Folchi comprendeva probabilmente anche una decorazione circostante, andata coperta dall'intervento successivo.

Ancora Ferdinando Folchi, nello stesso anno, realizzò la tela con i SS. Francesco e Ambrogio per un altare laterale della chiesa (pagamento 18 novembre 1861). Gli altari laterali vennero eliminati nel 1937, e il dipinto rimase depositato in una soffitta fino alla metà degli anni '80 del XX secolo, quando venne recuperato e ricollocato nell'altare in testa alla navata destra, dove tutt'ora si trova (04).

Chiesa di San Giovanni Battista a Cigoli
Santuario di Maria Madre dei Bimbi
Ipotesi dello stato della facciata alla metà dell'800
con la presenza dell'esonartece
Disegno di Francesco Fiumalbi

LA NUOVA FACCIATA – 1870/1873

Pochi anni dopo fu realizzata la costruzione della nuova facciata. I lavori iniziarono intorno al 1870 (per impulso del Cappellano Marinari e grazie all'impegno del sig. Giuseppe Rossi, al tempo dell'“Economo” Meucci (05)) e furono completati nel 1873.

L'intervento mutò radicalmente l'aspetto della chiesa, conferendo all'edificio un carattere più elegante e riverberando, all'esterno, la distribuzione interna dei volumi. Quattro paraste, intervallate da un paramento in lieve bugnato ad intonaco, all'interno del quale sono inserire le aperture: la porta principale, le due laterali, sormontante da altrettante finestre rettangolari oblunghe. L'intera composizione si configura geometricamente come un tempio, alla cui sommità trova spazio un ampio timpano centrale, sormontato dalla croce. In posizione terminale, ad ogni parasta corrisponde una piccola cuspide acuminata. Tale espediente contribuisce a scandire il ritmo geometrico, conferendo slancio alla facciata. In posizione pressoché baricentrica, fra il portale principale e la nicchia con la statua in cotto di San Giovanni Battista, trova posto un'epigrafe con la seguente iscrizione:

DI QUESTA CHIESA
SACRA AL NOME E ALLA GLORIA DEL BATTISTA
LA FACCIATA DISADORNA
E ORMAI TROPPO OFFESA DAL TEMPO
PER LA GENEROSITA' DEL POPOLO
E PER LO ZELO DE'
MAGGIORENTI
L'ANNO MDCCCLXXXIII
VENNE RESTAURATA E A NOBILE FORMA CONDOTTA

La facciata della chiesa di San Giovanni Battista a Cigoli
Santuario di Maria Madre dei Bimbi
In rosso il profilo ipotetico della vecchia facciata
Disegno di Francesco Fiumalbi

Chiesa di San Giovanni Battista a Cigoli
Santuario di Maria Madre dei Bimbi
particolare dell'epigrafe sulla facciata
Foto di Francesco Fiumalbi

LA NUOVA SCALINATA – 1873/1874

Nel luglio 1872 la scalinata che saliva dall'attuale via Fiume allo spazio aperto antistante la chiesa subì un considerevole dissesto. Non è dato sapere se, oltre all'incuria, si fossero verificate anche precipitazioni intense. Sta di fatto che la scalinata rimase praticamente inagibile per la sua metà superiore. Il 27 luglio 1872 la Giunta municipale del Comune di San Miniato deliberò la realizzazione di alcune opere di somma urgenza, fra cui il consolidamento delle fondazioni e la demolizione di porzioni pericolanti, al fine di tamponare la situazione di emergenza. Tra l'altro i lavori alla facciata della chiesa, iniziati nel 1870, non erano ancora conclusi: sia l'approvvigionamento dei materiali da costruzione che l'accesso dei fedeli alla chiesa, dovettero incontrare non poche difficoltà.

Conclusi i lavori preliminari, l'Ing. Bachi, Capo dell'Ufficio Tecnico comunale, stese una perizia per i lavori di ricostruzione della scala, datata 28 gennaio 1873. Le opere da realizzare consistevano nel rifacimento delle ultime due rampe, da appoggiare a quattro grandi arcate in muratura. Secondo il computo dell'ingegnere per i lavori sarebbero occorse 4374,14 lire. Venne fissata la data della gara d'appalto nel giorno 16 febbraio 1873. La procedura di selezione durò fino al 26 febbraio successivo e risultò vincitore l'impresa del Sig. Carlo Del Rosso che si aggiudicò i lavori per la somma di lire 3892,98. Il contratto venne stipulato il 16 marzo 1873. I lavori iniziarono immediatamente (06).

Tuttavia anche il muro dell'orto della canonica minacciava rovina. La Sottoprefettura di San Miniato, visto il pericolo per la pubblica incolumità, il 20 aprile 1873, intimò al Municipio di provvedere. A quel punto vennero demolite le porzioni pericolanti.
Questi nuovi interventi, unitamente ad alcuni lavori risultati più onerosi, determinarono un aumento dei prezzi, come da rapporto dell'Ing. Bachi del 15 giugno 1874. La Giunta Municipale deliberò, quindi, lo stanziamento di ulteriori 1000 lire. La contabilità dell'opera fu definitivamente chiusa il 2 settembre successivo per un importo complessivo di 4962,67 lire, determinando un risparmio rispetto a quanto preventivato di lire 411,47 (07).

La scalinata che conduce alla Chiesa di San Giovanni Battista a Cigoli
Santuario di Maria Madre dei Bimbi
Foto di Francesco Fiumalbi

Di seguito è proposto un estratto della perizia preliminare, redatta dall'Ingegnere Comunale E. Bachi il 28 gennaio 1873 [Archivio Storico del Comune di San Miniato, Archivio Postunitario, F200 S132 UF06, fasc. 1]
UFFIZIO
DELL'INGEGNERE COMUNALE
DI
S. MINIATO

Perizia
dei lavori relativi alla ricostruzione di una parte della scala che dalla strada interna del Castello di Cigoli conduce alla Chiesa.

Ultimati i lavori necessari ad assicurare i muri pericolanti dopo l'accaduta rovina di parte della scala suddetta mediante la rifondazione di alcuni e la demolizione di altri, eseguiti per urgenza come dalla deliberazione della Giunta del dì 27 luglio p.p. per i quali è accorsa la somma di £ 944, 86 come dall'annessa nota, mi affretto ora a compilare la perizia relativa alla ricostruzione della parte di scala rovinata.

DESCRIZIONE DEI LAVORI

La scala che dall'interno del Castello di Cigoli portava alla chiesa si componeva di quattro branche di n. 17 scalini ciascuna, tre ripiani e il caposcala dal quale mediante uno scalino si accedeva al prato della chiesa. Di tale scala non vi è restata che le prime due branche e due ripiani, come rilevasi dagli annessi disegni delineati in nero, ogni rimanente delineato in rosso deve ricostruirsi.
Tal lavoro consiste nella ricostruzione di parte dei muri e parapetti rovinati, in cinque nuovi a guisa di pilastri o fiancate discosti l'uno dall'altro metri quattro, dei quali quali quattro grossi mezzo metro, a lato e l'altro m. 1,00, ove verranno impostate quattro volte reali a tutto sesto grosse centimetri 14 e spianate fino all'estradosso, ove sarà poggiata la seconda branca della scala da ricostruirsi, il ripiano e il caposcala nel muro di centro alle volte grosso m. 0,30 a rivestimento del terreno come evidentemente vedesi negli uniti disegni.
La nuova scala e ripiani ed i parapetti saranno costruiti perfettamente delle dimensioni, dei materiali e nel modo della scala rimasta intatta. Gli scalini non potranno essere in più di due pezzi comunelli come suddirsi a mezza pialla messi guazzanti in calcina ed a perfetta posa d'arte.

Seguono la stima del costo delle opere (computate in lire 4374,14), i designi del progetto architettonico e una serie di prescrizioni inerenti i modi di appalto, tempistiche, verifiche, collaudi, qualità dei materiali, etc. E' poi interessante notare come viene “qualificata” la piazza antistante, ovvero “prato della chiesa”, esattamente come era indicato il “prato del Duomo” a San Miniato. Questo particolare può far pensare ad una sistemazione a verde dell'intero sagrato, un po' come si può osservare nelle cartoline dei primi del '900, raffiguranti la Cattedrale.

La scalinata che conduce alla Chiesa di San Giovanni Battista a Cigoli
Santuario di Maria Madre dei Bimbi
Foto di Francesco Fiumalbi

NOTE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
(01) P. Morelli, Per una storia delle istituzioni parrocchiali nel basso medioevo: la Propositura di S. Maria e S. Michele di Cigoli e la Pieve di S. Giovanni a Fabbrica, in «Bollettino Storico Pisano», n. 51, 1982, pp. 33-65; F. M. Galli Angelini, Cigoli e il suo santuario, Edizioni Ponte Blu (1° ed. Tip. Taviani, San Miniato, 1911), Santa Croce sull'Arno, 1989, pp. 43-67; N. N., Pieve di San Giovanni Battista a Cigoli in Visibile Pregare. Arte sacra nella Diocesi di San Miniato, a cura di R. P. Ciardi, CRSM, Pacini Editore, Pisa, 2000, pp. 100-101.
(02) A. Galanti, Gli organi storico del sanminiatese, Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato, Tip. Palagini, San Miniato, 1995, pp. 110-118.
(03) B. Bitossi, 40) Ferdinando Folchi (Firenze 1822-1893). I santi Ambrogio e Francesco, scheda relativa alla Pieve di San Giovanni Battista a Cigoli in Visibile Pregare. Arte sacra nella Diocesi di San Miniato, a cura di R. P. Ciardi, CRSM, Pacini Editore, Pisa, 2000, p. 108; cfr. C. Mori, Storia di Castellonchio e della Villa sub-urbana, in Il Palazzo Bertolli Carranza. Una dimora nobiliare nel centro storico di Pisa, a cura di O. Niglio, Condotte Immobiliare S.p.A., Roma, 2005, pp. 173-174.
(04) B. Bitossi, 40) Ferdinando Folchi (Firenze 1822-1893). I santi Ambrogio e Francesco, scheda relativa alla Pieve di San Giovanni Battista a Cigoli in Visibile Pregare. Arte sacra nella Diocesi di San Miniato, a cura di R. P. Ciardi, CRSM, Pacini Editore, Pisa, 2000, p. 108.
(05) E. Giomi, Una piccola “guerra” fra Ponte a Evola e Cigoli. Dalle “Memorie Storiche” di Enrico Giomi , le lotte fra il villaggio di Ponte a Evola e il castello di Cigoli per la costruzione della chiesa del Sacro Cuore (1800-1879), a cura di V. Vallini, Edizione Privata, Tip. Bongi, San Miniato, 1995, p. 43.
(06) Archivio Storico del Comune di San Miniato, Archivio Postunitario, F200 S132 UF06, Comune di San Miniato 1865-1945, Lavori Pubblici, Accolli, appalti e contratti diversi, Scritte di Accollo ed altri contratti ed Atti diversi interessanti l'amministrazione comunale di San Miniato dal primo gennaio 1873 a tutto l'anno 1875, fasc. 1.
(07) Ibidem.

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