Visualizzazione post con etichetta Agostiniani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Agostiniani. Mostra tutti i post

mercoledì 18 gennaio 2017

IL REGESTO DEI DOCUMENTI DEL CONVENTO DI SANT'AGOSTINO A SAN MINIATO CONSERVATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE

a cura di Francesco Fiumalbi

INTRODUZIONE
Presso l'Archivio di Stato di Firenze sono conservati numerosi documenti appartenenti ad istituzioni sanminiatesi. Si tratta per la maggior parte di atti molto antichi, che riguardano anche le comunità conventuali e monastiche che un tempo erano presenti a San Miniato e che vennero soppresse o che comunque pervennero alla cessazione. Fra questi troviamo anche gli atti del Convento di Sant'Agostino, sorto nei pressi della chiesa di Santa Caterina, situata nell'odierna piazza XX Settembre a San Miniato.
Grazie alla vasta catalogazione e al regesto operato nei primi anni del secolo scorso, abbiamo preziose informazioni circa la consistenza e i contenuti di migliaia e migliaia di documenti medievali conservati presso l'Archivio di Stato di Firenze. E fra questi ci sono anche quelli del convento di Sant'Agostino a San Miniato. Si tratta di 40 atti sottoscritti in un arco temporale che va dal 1275 al 1648. Fra questi si segnalano due bolle papali di Gregorio XIII. Inoltre, alcuni documenti potrebbero sembrare non inerenti la comunità religiosa. In realtà potrebbero essere stati utilizzati per dimostrare la proprietà di immobili al momento della loro donazione al convento. In questa pagina, più avanti, è proposta la trascrizione integrale dello “spoglio” dei documenti di questa comunità religiosa nata a San Miniato nel medioevo.

I FRATI DELL'ORDINE DI SANT'AGOSTINO
PRESSO LA CHIESA DI SANTA CATERINA A SAN MINIATO
L'Ordine di Sant'Agostino nacque a partire dal 1244, attraverso il sodalizio creato da molte comunità eremitiche della Toscana. Ulteriore impulso a questo nuovo ordine mendicante fu dato dalla “Grande Unione” del 1256, con la quale confluirono nuove congregazioni presenti nell'Italia centro-settentrionale. Anche una particolare comunità sanminiatese, nata inizialmente intorno alla chiesa di San Martino a Castiglione e poi trasferitasi all'interno del perimetro urbano presso la chiesa di Santa Caterina, aderì all'Ordine di Sant'Agostino. Quando avvenne, al momento non è possibile stabilirlo. Di certo sappiamo che il 15 dicembre 1338 il Comune di San Miniato concesse un'annua elemosina di Lire 150 (una cifra enorme!) al Convento dei Frati Agostiniani che abitavano ormai stabilmente presso la chiesa di Santa Caterina. Il documento è conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze ed è rammentato nel regesto proposto più avanti. Negli stessi anni, il Comune di San Miniato approvò l'erezione di uno spedale di fianco alla chiesa di Santa Caterina, legato a quello di Santa Maria della Scala di Siena, poi confluito negli Spedali Riuniti alla fine del '700 [per ulteriori notizie si veda M. Parentini, Infanzia abbandonata a San Miniato: lo Spedale di Santa Maria della Scala. Primi studi e ricerche, in «Bollettino dell'Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato», n. 77, 2010, pp. 261-294].
Gli Agostiniani rimasero a San Miniato fino alla loro soppressione, avvenuta nel 1774. Parte del convento e delle rendite fu lasciata all'ospedale di Santa Maria della Scala, mentre il resto fu destinato all'abitazione e al mantenimento del curato che avrebbe dovuto officiare la chiesa di Santa Caterina [G. Piombanti, Guida della Città di San Miniato al Tedesco. Con notizie storiche antiche e moderne, Tipografia M. Ristori, San Miniato, 1894, pp. 123-125 VAI AL POST >>]. E' questo il motivo per cui i documenti degli Agostiniani di San Miniato, il cui regesto è proposto di seguito, sono confluiti assieme a quelli dell'Ospedale di Santa Maria della Scala. 

IL VERSAMENTO DEI DOCUMENTI ALL'ARCHIVIO DIPLOMATICO
POI CONFLUITO NELL'ARCHIVIO DI STATO
Con motuproprio del 24 dicembre 1778, il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo istituì il cosiddetto Archivio Diplomatico. Tale provvedimento prevedeva l'obbligo di consegna dei documenti pergamenacei da parte degli uffici periferici del Granducato, i Comuni, i conventi e i monasteri, nonché le università e le opere pie. Rimase un provvedimento facoltativo per i soggetti privati. Il versamento dei documenti all'Archivio Diplomatico fu effettuato, infatti, dall'Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena nel 1779. Questo archivio confluì nel 1852 all'Archivio Centrale dell'allora Granducato di Toscana (istituito da Leopoldo II con decreto del 30 settembre 1852), divenuto Archivio di Stato di Firenze con l'Unità d'Italia.

La Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a San Miniato
presso la quel esisteva la comunità dell'Ordine di Sant'Agostino
Foto di Francesco Fiumalbi

IL REGESTO DEI DOCUMENTI PROVENIENTI
DAL CONVENTO SANT'AGOSTINO A SAN MINIATO
Di seguito è proposta la trascrizione integrale dello spoglio dei documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Firenze, fondo Diplomatico, inerenti l'Ospedale di Santa Maria della Scala e dell'annesso Convento dei Frati dell'Ordine di San'Agostino presso la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a San Miniato, estratta dal Tomo di spoglio n. 19 – Regolari (anno 1913), consultabile anche on-line sul sito dell'Archivio di Stato di Firenze.
I documenti oggetto del regesto, antecedenti l'anno 1400, sono stati digitalizzati e sono oggi disponibili per la consultazione via web. Per ciascuno di questi è proposto anche il link alla pagina specifica.

AVVERTENZA: per facilitare la lettura ad un pubblico più vasto possibile, le abbreviazioni sono state tutte esplicitate. In azzurro le indicazioni del numero di carta.

[020r]
Convento dei FF. di S. Agostino
di Samminiato

Le cartapecore provenienti dal sud.o Conv.to erano tutte attenenti allo Spedale di S. Maria della Scala di Samminiato, in cui fu incorportato il med. Convento

[020v-021v] bianche

[022r]
Sant'Agostino di San Miniato

1
20 Gennaio 1275 Indizione III
Cambio di fu Gentile da San Miniato vende a Currado del fu Giovanni di detto luogo un pezzo di terra lavorato posto nel territorio di San Miniato, luogo detto Cerbaiola descritto nei suoi confini, per prezzo di Lire 21.10.
Fatto in San Miniato
Roga da Ser Niccolò Bolgarelli di detto luogo.
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

2
15 Dicembre 1278 Indizione VII
Paganello Vescovo di Lucca, ad istanza di Bonaparte Priore della Chiesa di San Martino di Castiglione del Piviere di San Genesio nella Diocesi parimenti di Lucca, approva, e conferma, la dichiarazione dei confini della detta Chiesa di San Martino, fatta di commissione dal Proposto di San Genesio per istrumento di Ser Ildebrandino di Filippo del dì 28 marzo 1233. Questo Istrumento vien riportato estesamente nella carte.
Dato in Lucca nel Palazzo Vescovile
Per di mano di Bonifazio di Brancaleone Notaio
Notaio Ser Benotto del fu Pellegrino de Controne.
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

[022v]
3
1301 Indizione XIV
Andrea del fu Balluccio confessa aver ricevuto da Niccolò del fu Masi da Catignano lire 160 a nome di dote di Anna Checca sorella di detto Niccolò e moglie di detto Andrea.
Fatto nella terra di Catignano
Copiati dall'imbreviatore di Ser Argomento del fu Riccardo di detto luogo.
Per mano di Ser Francesco del fu Nerio da Gambassi
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

4
16 Agosto 1314 Indizione XI
Gl'uffiziali del Comune di San Miniato costituiscono loro Procuratore Paniccia del fu Guido di detto luogo, per alienare alcuni beni al Comune medesimo di poi nel dì 22 Agosto del sopradetto anno il nominato Procuratore in esecuzione della commissione che gli vien data, vende a nome del Comune di San Miniato a Cecco e Iacopo fratelli e figli del fu Mangio Casecchi, diversi pezzi di terra posto in detto Comune, descritti nei suoi confini per prezzo di fiorini 300.
Fatto in San Miniato
Roga Ser Cetto del fu Benricevuto da Prato
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

5
12 dicembre 1318 Indizione I
Tosto del fu Guingo da Libacula vende a Losta del fu Guido da S. Miniato diversi pezzi di terra posta parte nei confini di detto luogo e parte nei confini di San Albano, così descritti sotto i suoi vocaboli e confini per prezzo di lire 70.
Fatto al Borgo di Santa Gioconda
Roga Ser Ugolino di Ser Ghermondino da Ceuli
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

[023r]
6
20 Ottobre 1333 Indizione II
Donna Cinta Vedova di Giuntino di Sigardo da Castel Fiorentino, col consenso di Tuccio del fu Nanni di detto luogo suo legittimo mandualdo, dona irrevocabilmente a Narduccio suo figlio una casa posta in Castel Fiorentino ed un pezzo di terra posto nei confini di Gambassi.
Fatto in Castel Fiorentino
Roga Ser Francesco del fu Ser Michele di detto luogo
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

7
4 marzo 1336 Indizione IV
Talduccio del fu Ceo da San Miniato alla presenza del Giudice delle cause civili del Comune emancipa Nerlo suo figlio, e gli fa donazione di una casa posta nel distretto di San Miniato, descritta nei suoi confini.
Fatto in [palazzo vecchio di] detto luogo
Roga Ser Napoleone di Pietro di detto luogo
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

8
15 ottobre 1337 Indizione VI
Guasparrino ….. da una parte e Andrea, Giusto, Piero e Jacopo... dall'altra fanno un compromesso in faccia di Vellio di Bongiovanni e di Marco di Ser Guidone.
Quindi nel giorno seguente 16 ottobre
[023v]
i detti arbitrim dal fine alle differenze vertenti fra le dette parti, pronunziano un lodo, col quale dichiarano che i detti Andrea, Giusto, Piero e Iacopo debbano vendere al suddetto Guasparrino alcuni beni, che si trovan descritti nella carta sotto i suoi vocaboli e confini.
(La carta è evanida in proncipio)
Dato in [nella piazza del Comune, sotto il portico della chiesa maggiore e nella pizza del Comune di] Pistoia
Roga Ser Ranieri di Boninsegna di detto luogo
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

9
15 dicembre 1338 Indizione VI
Gl'uffiziali del Comune di San Miniato ad istanza dei Religiosi di Sant'Agostino di detta terra, accordano ai medesimi un'annua elemosina di lire 150.
Copiati dai libri delle Riformagioni di mano di ser Bettino del fu Cino da Rabatta
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

10
19 Aprile 1344 Indizione XI
Leonardo del fu Lapo da S. Miniato per sé e per Nuccio suo fratelli e Benedetto figlio dell'istesso Lapo dividono fra di loro i beni patrimoniali, tutti descritti nella Carta.
Fatto in San Miniato
Copiati dall'Imbreviatore di ser Alchervolo del fu Cino di detto luogo e per mano di Ser Francesco suo figlio.
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

[024r]
11
29 Aprile 1346 Indizione XIII
Miniato del fu Moccio da San Miniato per particola di testamento, lascia diversi legati a favore della Chiesa di Santa Caterina di detto luogo.
Fatto [nella chiesa di Santa Caterina] in San Miniato
Copiano per mano di Ser Martino da Dagliotti (?) di Ser Scarlatto suo padre
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

12
8 Gennaio 1349 Indizione II
Gl'uffiziali del Comune di San Miniato vendono ai frati di Santa Caterina di detto luogo un pezzo di terreno della Comunità, descritti nei suoi confini per mezzo di Fiorini 100 d'oro.
Fatto [nel palazzo del Comune] in San Miniato
Roga Ser Iacopo del fu Guidone di detto luogo
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

13
24 Maggio 1349 Indizione I
Jacopo di Lippo da San Miniato con suo noncupativo del testamento istituisce suoi eredi universali i suoi figli per egual porzione e dopo questi, chiama all'eredità i suoi nipoti, oltre alcuni legati nela carta descritti.
Fatto nell'abitazione del testatore [nella contrada di "Poggio" (Poggighisi, n.d.r.] in San Miniato]
Copiato dall'Imbreviatore di detto luogo [Neri di] Ser Meo di Ser Guglielmo da San Miniato, per mano di Ser Niccolò di Federigo di detto luogo
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

[024v]
14
8 Agosto 1349
Indizione I
Giovanni del fu Pietro da San Miniato confessa aver ricevuta da Angelo del fu Michele di detto luogo la somma di fiorini 70, promettendo di restituirgli esattamente ogni qual volta gli saranno richiesti.
Fatto [nella "stazione" della casa, posta in contrada Fuoriporta] in San Miniato
Roga Ser Cerbino del fu Nante di detto luogo
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

15
11 Agosto 1350 Indizione II
Iacopo del fu Chele da San Miniato vende a Leonardo del fu Lapo di detto luogo, una casa con orto, descritta nei suoi confini, posta nel territorio di San Miniato, per prezzo di fiorini 20.
Fatto [nella casa del venditore] in San Miniato
Roga Ser Niccolò di Federigo di detto luogo
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

16
10 Maggio 1351 Indizione III
Donna Filippa del fu Braccio da San Miniato dà in dote a Ser Balio del fu Grano di lei marito, tre pezzi di terra con una casa, il tutto situato nel Comune di San Miniato e descritto sotto i suoi vocaboli e confini.
Fatto [nella casa di Ser Baldo del fu Grosso] in San Miniato
Roga Ser Pietro del fu Guccio di detto luogo
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

[025r]
17
Aprile 1356 Indizione IX
Crescenzio del fu Pietro da San Miniato deputa suo Procuratore Andrea del fu Cecco Religioso dell'Ordina degl'Eremiti di Sant'Agostino di detto luogo per la difesa di tutte le sue cause presenti e future.
(carta evanida e lacerata a sinistra)
Fatto [nel Palazzo del Podestà] in Castiglione
Roga Ser Domenico di Paolo di detto luogo [Castiglione]
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

18
30 Aprile 1358 Indizione XI
Il Giudice delle cause civili del Comune di San Miniato, ad istanza di Nerlo di Talduccio di detto luogo, intima una citazione contro Bottaccia e Iacopo Salvetti parimenti di San Miniato, affinché compariscano i medesimi al suo Tribunale per pagare un loro debito al suddetto Nerlo nella somma di Fiorini 90.
Copiato dagl'atti della Comunità per mano di Iacopo del fu Ser Gherardo [e Andrea di Michele da San Miniato]
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

19
14 Maggio 1358 Indizione XII
Donna Francesca figli di Coretto Terini del popolo di San Pancrazio di Catignano contrae matrimonio con Giovanni figlio di Talento Cetti da Gambassi.
Fatto nel suddetto popolo di San Pancrazio.
Dipoi nel dì 28 Dicembre detto Giovanni confessa aver ricevuto in dote dal padre di detta Francesca lire 250.
Fatto nel popolo di San Giovanni di Varna nel Comune di Catignano
Copiato dai Protocolli di Ser Leonardo di Lapo, per mano di Ser Benedetto del fu Ser Ricovero da San Miniato [e Giovanni di Talento di Cetto da Gambassi]
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

[025v]
20
28 luglio 1365 Indizione III
Gl'uffiziali del Comune di Firenze, i nomi di questi sono descritti nella carta, deputati in questa per il (?) Comune di San Miniato, danno la facoltà ai Religiosi di Santa Caterina di detto luogo, a tenore della loro istanza, di fabbricare un ponte presso la loro chiesa.
Sottoscritto Ser Filippo del fu Pietro [di Dono] da Castello
ø 21 marzo 1368
Carta mutila, nella quale si conteneva il testamento di Giovanni del fu Lapo dal Castello di Coiano Contado di San Miniato
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

21
8 Novembre 1370 Indizione IX
Citazioni diverse fatte in diversi giorni, fatte dal Giudice della Terra di San Miniato, a motivo di debitori e creditori.
Copiati dai Libri delle Riformagioni di detta Terra, per mano di Ser Francesco del fu Alcheruolo
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

22
6 Febbraio 1371 Indizione X
Giovanni del fu Cittadino di Nuccio del Popolo di San Giorgio a Canneto nel Distretto di Firenze, vende a donna Francesca figlia del fu Vanni di Mazzeo da Fucecchio, e vedova del suddetto Cittadino, diverse porzioni di terra lavorativa posta nel suddetto Popolo di San Giorgio descritti tutti nei suoi confini, per prezzo di lire 100.
Fatto [nella terra venduta, nel popolo di San Giorgio] nel Comune di Canneto
Copiati dall'Imbreviatore di Ser Martino … per mano di Ser Ricovero del fu Ricovero da San Miniato
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

[026r]
23
12 Settembre 1373 Indizione XII
I Religiosi di Santa Caterina della terra di San Miniato eleggono loro procuratori Andrea del fu Cecco e Pietro del fu Crescenzio Religiosi dell'istesso Ordine, specialmente per la difesa di una causa che hanno con Strenna di Petrino da Coiano
Fatto [nella "sagrestia" dei frati eremiti di Sant'Agostino] in San Miniato
Roga Ser Andrea del fu Drea di detto Luogo
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

24
2 Marzo 1383 Indizione VII
Leone del fu Betto da San Miniato deputa suoi Procuratori Ser Giunta di Francesco, Ser Paolo di Riccardo, Ser Gabbriello di Pieto cittadini fiorentini, Ser Cino di Paolo da Montaione e Agostino di Meo da Poggibonsi abitanti in Firenze, specialmente per una causa vertente fra il suddetto Leone e Iacopo di Luca Guicciardini di detta città.
Fatto [davanti le carceri del Comune, in Contrada della Pieve] in San Miniato
Roga Ser Andrea del fu Drea
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

25
12 Maggio 1383 Indizione VII
Marcuccio del fu Francesco da Calenzano, vende a donna Nuta del fu Giovanni, moglie di Benedetto del fu Drea da San Miniato
[026v]
la metà di una casa posta in detto luogo, descritta nei suoi confini, per prezzo di Fiorini 20 d'oro.
Fatto [presso la casa venduta, in contrada del "Poggio", cioè Poggighisi] in San Miniato
Roga Ser Bonaccorso del fu Ser Andrea di detto luogo
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

26
1 Maggio 1392 Indizione XV
Donna Cina del fu Bonaccorso da San Miniato con suo noncupativo testamento istituisce suo erede universale Niccolò suo figlio legittimo e vende oltre alcuni legati nella carta descritti.
Fatto in San Miniato
Roga Ser Ambrogio del fu Marcovaldo da San Miniato
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

27
7 Settembre 1394 Indizione I
Dreuccio del fu …. del Comune di Palaria nel Contado di Pisa, vende a Piero del fu Beriperio da San Miniato due pezzi di terra, posti nelle vicinanze di detto luogo, descritti nei suoi vocaboli, e confini, per prezzo di fiorini 32.
Fatto[nella casa del notaio] in Palaria
Roga Ser Antonio del fu Dino [di Vanni] di detto luogo
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

[027r]
28
19 Febbraio 1396 Indizione V
Donna Francesca del fu Petruccio e vedova di Dreino di Drea da Calenzano, per testamento noncupativo, istituisce suo erede universale un Altare situato nella chiesa di Santa Caterina di San Miniato da erigersi di nuovo col titolo di Santa Maria Annunziata, con patto che la metà dei frutti dell'eredità debba servire per la festività di Santa Maria Annunziata e per la festa ancora di San Francesco da celebrarsi, annualmente a detto altare, l'altra metà poi dei frutti debba spendersi per l'alimenti dei Religiosi di Santa Caterina.
Il tutto disposto oltre alcuni legati, che nella carta si trovan descritti.
Fatto in San Miniato nella Sagrestia di detta chiesa [di Santa Caterina]
Roga Ser Orlandino di Iacopo [di Drea] di detto luogo
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

29
5 Febbraio 1398 Indizione VI
Tuccio del fu …. da San Miniato fa testamento, ed oltre diversi legati, chiama alla sua eredità il Convento di Santa Caterina di detto luogo,
Fatto [nella sagrestia dei frati di Sant'Agostino] in Empoli
Roga Ser Grano del fu Ser Baldo [di Grano] da San Miniato
[VAI ALLA CONSULTAZIONE SUL SITO DELL'ASFi >>>]

[027v]
30
30 Luglio 1400 Indizione VIII
Giovanni del fu Giovanni da San Miniato con suo noncupativo testamento fa diversi legati e fra questi specialmente dispone che dopo la sua morte debba edificarsi col suo denaro un Altare nella Chiesa di Santa Caterina di San Miniato col titolo della Santa Croce, lasciando a quest'altare una tavola esprimente il detto Titolo, ed insieme dà la sua eredità.
Fatto in San Miniato
Roga Ser Michele del fu Jacopo di detto luogo

31
. 1416 Indizione X
Carta mutila in principio e in fine, la quale pare che contenga alcune deliberazioni dei Priori del Comune di Firenze a favore di diversi che sono condannati in pene pecuniarie.
Copiato dai Libri delle Riformagioni per mano di Antonio di Mario cittadino e notaio fiorentino

32
2 Luglio 1438 Indizione I
Piero di Andrea da San Miniato rettore dello Spedale di Santa Maria alla Scala di detto luogo, dona irrevocabilmente fra i vivi all'altare di Santa Verdiana situato nella chiesa di Santa Caterina della suddetta Terra, un pezzo di terreno, ed un piccolo orto nel Distretto di San Miniato ed un altro pezzo di terra situata nel Comune di Calenzano, il tutto descritto sotto i suoi vocaboli, e confini; con patto che in ogni anno dal dì della morte del donatore, debba celebrarsi la festività di Santa Verdiana coi divini offici, con l'intervento di dodici sacerdoti.
Fatti in San Miniato nella chiesa di Santa Caterina, copiati dall'Imbreviatore di Pietro d'Andrea di detto luogo per mano di Giovanni suo figlio

[028r]
33
9 Maggio 1446 Indizione IX
I Religiosi di Santa Caterina di San Miniato accettano una donazione fattali da donna Polita del fu Biagio Giuntini di detto luogo di tutti i beni che essa aveva ereditati da un suo fratello.
Fatto nella detta chiesa di Santa Caterina.
Roga Ser Antonio del fu Gherardo da San Miniato

34
30 luglio 1455 Indizione III
Vivaldo di Nardo da Calenzano vende ai Religiosi di Santa Caterina di San Miniato un pezzo di terra lavorativa posta nei confini di Calenzano, descritti tutti, per prezzo di fiorini 30.
Dipoi sotto il dì 8 novembre del suddetto anno,
[028v]
si legge il consenso prestato su tal contratto dalla moglie e dal figlio del venditore
Fatto in San Miniato
Roga Ser Cristofano di Ser Paolo de Cortucci di detto luogo
Annessa a questa, si vede un'altra carta mutila in principio, ma che dimostra chiaramente l'accennato consenso in conseguenza della medesima vendita.

35
29 Aprile 1477 Indizione X
Donna Cecilia del fu Arrigo Chiarezzi da Prato, vedova di Giovanni Ciani di detto luogo, e pinzochera dell'Ordine dei Frati Eremiti di Sant'Agostino di Prato, col consendo di Giuliano di Iacopo da Pescia suo legittimo mandualdo, dona irrevocabilmente fra i vivi a Fra Luca di Lari dell'Ordine di Sant'Agostino di San Miniato, tutti i suoi beni mobili ed immobili, riservandosi, sua vita durante, l'uso e l'usufrutto dei medesimi.
Fatto in Prato
Roga Ser Giovanni del fu Guccio di Niccolò di detto luogo

36
1 Maggio 1505 Indizione VIII
Francesco del fu Biagio di Meo del Contado di Firenze abitante in San Miniato fa testamento e codicillo, ed oltre diversi legati nella carta descritti, attribuisce suo erede universale il Convento di Sant'Agostino di San Miniato con patto che debba lasciargli l'usufrutto dell'eredità a favore della moglie del testatore, sua vita vedovile durante. Fatto in San Miniato
Roga Ser Iacopo del fu Niccolò di detto luogo

[029r]
37
10 Maggio 1505 Indizione VIII
In conseguenza dell'accennato testamento, i Religiosi di Sant'Agostino accettano la loro eredità, come pure la moglie del testatore acconsente a tutte le disposizioni fatte in riguardo della medesima.
In fine poi si legge l'inventatio di quanto possedeva il defunto testatore
Fatto in San Miniato
Roga Ser Iacopo del fu Niccolò

38
25 Maggio 1572
Gregorio XIII dirige una Bolla al Vescovo di Lucca, e comanda al medesimo che nello spazio di 30 giorni, dia il possesso a Giovanni da Riottoli Cappellano nella Chiesa di Santa Lucia a Calenzano Diocesi di Lucca, della chiesa parrocchiale
[029v]
di Sant'Andrea di Corniano, Diocesi di Lucca, la qual chiesa era stata per molti anni governata abusivamente dai frati di Sant'Agostino di San Miniato.
Dato in Roma

39
25 Maggio 1572
L'istesso Papa Gregorio con Bolla diretta al Vescovo di Fiesole, deputa questo ad eseguire l'accennata commissione, se venisse differita dal Vescovo di Lucca oltre il termine che gli è riferito.
Dato in Roma

40
5 Febbraio 1648 Indizione I
Prospero Raffaello, Protonotario Apostolico con sua lettera monitoria, ordina che tutti quelli ai quali sarà presentata la medesima per parte dei Religiosi di Sant'Agostino di San Miniato, dentro lo spazio di giorni 6 sotto pena alle censure, e di 500 ducati d'oro, avvisino il Camarlingo di detta Città, affinché desista dal vessare i Religiosi suddetti esigendo le imposizioni contenute nella Bolla alla Cena del Signore dalle quali i medesimi sono esenti per privilegio pontificio.
Dato in Roma

martedì 5 luglio 2016

IL BEATO GHESE DA SAN MINIATO

a cura di Francesco Fiumalbi

Indice del post:
INTRODUZIONE
IL BEATO GHESE A SAN MINIATO: STORIOGRAFIA, RELIQUIE E ICONOGRAFIA
IL NOME: GHESE O GENESIO DA SAN MINIATO?
L'URNA SEPOLCRALE E LA TESTA DEL BEATO GHESE
LA “BREVE RELAZIONE” DEL BEATO GHESE DI G. B. CAVALCANTINI NEL 1605
IL BEATO GHESE NELLE “HISTORIE” DI C. FRANCIOTTI NEL 1613
NOTE E RIFERIMENTI

INTRODUZIONE
In questa pagina sono proposte le informazioni disponibili relative un religioso agostiniano di presunta origine sanminiatese, il Beato Ghese da San Miniato. A proposito di questo personaggio vissuto alla metà del 1200, non abbiamo pressoché notizie, tanto che non se ne trova traccia nemmeno sulla pagina dedicata ai Santi e Beati nel sito ufficiale dell'Ordine di Sant'Agostino. Le scarse informazioni sono desunte da due testi seicenteschi, la cui trascrizione è proposta più avanti. La prima pubblicazione è la Breve relazione del Beato Ghese da San Miniato eremita agustiniano, di Giovan Battista Cavalcantini, testo a margine del volume G. Cavalcantini, Vita del glorioso S. Guglielmo, già Duca dell'Aquitania, Conte di Pittania, e poi Eremista Agustiniano etc, per Volemar Timan, pubblicata in Firenze nel 1605. La seconda è una serie di brani desunti dal volume Historie delle miracolose imagini, e delle vite de' Santi, i corpi de' quali sono nella Città di Lucca, scritto dal sacerdote Cesare Franciotti e pubblicato a Lucca presso Ottaviano Guidoboni, nel 1613.
L'unica fonte di informazioni che viene citata dai testi è l'urna sepolcrale che si sarebbe trovata all'interno della chiesa di Sant'Agostino a Lucca, situata nella parte settentrionale della città, anticamente chiamata San Salvatore in Muro e officiata dai Padri Agostiniani dal 1332. E' una chiesa molto conosciuta poiché attualmente ospita il corpo della Beata Elena Guerra, veneratissima a Lucca. Precedentemente a questa collocazione, il corpo fu tumulato originariamente sempre a Lucca, ma nella primitiva chiesa di San Colombano.

G. B. Cavalcantini, Breve relazione del Beato Gheseda San Miniato
eremita agustiniano, Volemar Timan, Firenze, 1605, frontespizio

IL BEATO GHESE A SAN MINIATO: STORIA, RELIQUIE E ICONOGRAFIA
Da un punto di vista storiografico, nessuno sembra aver mai messo in discussione la tesi circa l'origine sanminiatese del Beato Ghese (di San Miniato, volendo non ci sarebbe solo il “nostro”).
Troviamo il Beato Ghese nell'elenco delle personalità raccolto da Damiano Morali all'interno di Un cenno sulle Memorie di Sanminiato, pubblicato in San Miniato da Antonio Canesi nel 1834.
Dalla “Guida” del Piombanti, sappiamo poi che a San Miniato fu fatta trasportare una reliquia da Lucca nel 1623, e più precisamente un braccio, dall'Opera del SS. Crocifisso (01). E' probabile che nelle chiese sanminiatesi vi siano, o vi siano state nei secoli, anche altre reliquie di cui tuttavia non si ha notizia.
Inoltre, nella chiesa di Santa Caterina d'Alessandria in Piazza XX Settembre, officiata fino alla fine del '700 proprio dai Frati Agostiniani, è presente un dipinto raffigurante il Beato Ghese attribuito a Carlo Bambocci, oggi contenuto nel tabernacolo ligneo della Cappella del SS. Sacramento, ma provenienti dal coro della medesima chiesa (02). Difficile capire se il Beato Ghese abbia preso parte alla comunità agostiniana proprio a San Miniato e precisamente nella chiesa di Santa Caterina, dal momento che non ci sono informazioni in proposito.
Per Dilvo Lotti, addirittura, il Beato Ghese avrebbe dato origine al toponimo di “Poggighisi”, con cui veniva indicata tutta la parte orientale di San Miniato in epoca medievale. Tuttavia tale circostanza appare priva di riscontri, certamente suggestiva, ma inverosimile (03).

IL NOME: GHESE O GENESIO DA SAN MINIATO?
Estremamente curiosa, invece, l'interpretazione del nome data da Giovanni Lami nel '700. Egli associa il nome di Ghese a quello di Genesio, derivante dall'antichissima pieve il cui titolo fu poi traslato, proprio alla metà del '200, alla chiesa di Santa Maria nel castello di San Miniato, ovvero l'attuale Cattedrale. Nella prima parte di Charitonis et Hippophili Odeporicon scrive:
«MCCL. Il beato Gesio, o Genesio da Sanminiato, agostiniano fiorisce; ed è sepolto ed è sepolto nella chiesa degli Agostiniani di Lucca, come può vedersi appresso al Cavalcantini, Franciotti e Marchio» (04).
Ed è proprio a quest'ultimo autore, Vincenzo Marchio, che va attribuito l'accostamento fra il nome di Ghese e Genesio, come si legge nel suo volume Il forestiere informato delle cose di Lucca (05). Questa circostanza appare verosimile, data anche la popolarità del nome di Genesio nel territorio sanminiatese, seppur documentata solamente nei secoli successivi. Tuttavia è assai probabile che il Beato Ghese, in realtà, si chiamasse proprio Genesio e che sull'urna sepolcrale fosse indicato un nome in forma contratta o comunque abbreviata, come si vedrà in seguito.

L'URNA SEPOLCRALE E LA TESTA DEL BEATO GHESE
Il “sarcofago” ligneo con i resti mortali del Beato Ghese da San Miniato (ad esclusione della testa) era collocato su di una parete laterale, a mezza altezza, fra l'altare di San Girolamo e l'organo della chiesa, ad una quota da terra di circa 6 braccia (3,5 metri circa). Il fronte dell'urna risultava dipinto, con l'immagine del Beato Ghese da San Miniato, vestito dell'abito dei frati agostiniani, sdraiato e circondato da quattro angeli. Delle quattro figure alate, due risultavano inginocchiate in atto di preghiera e due col turibolo in mano nell'atto di incensare. Sulla superficie dell'urna vi era poi un'iscrizione che avrebbe qualificato il Beato Ghese come “originario” di San Miniato.
La testa, invece, era collocata in una piccola urna d'argento, che veniva esposta solamente in particolari solennità da parte dei Padri Agostiniani di quella chiesa.
E' praticamente impossibile andare a verificare le descrizioni riportate da Giovan Battista Cavalcantini e da Cesare Francioni, dal momento che la chiesa di Sant'Agostino in Lucca è stata fortemente rimaneggiata dagli interventi di adeguamento liturgico operati intorno al 1664. Il Cavalcantini scrive nel 1605, il Franciotti nel 1613. Tuttavia essendo concordi, non c'è motivo per dubitarne l'attendibilità. Ad oggi non è stato possibile rintracciare la testa, forse andata perduta o traslata in un'altra chiesa.

C. Franciotti, Historie delle miracolose imagini,
e delle vite de' Santi, i corpi de' quali sono nella Città di Lucca,
Ottaviano Guidoboni, Lucca, 1613, frontespizio.

LA BREVE RELAZIONE DEL BEATO GHESE DI G. B. CAVALCANTINI NEL 1605
Di seguito è proposta la trascrizione di G. B. Cavalcantini, Breve relazione del Beato Ghese da San Miniato eremita agustiniano, testo a margine del volume G. Cavalcantini, Vita del glorioso S. Guglielmo, già Duca dell'Aquitania, Conte di Pittania, e poi Eremista Agustiniano etc, per Volemar Timan, Firenze, 1605:

pagine non numerate

[I]
BREVE
RELAZIONE
DEL BEATO
GHESE,
da San Miniato,
EREMITA AGUSTINIANO

Descritta da Gio. Batista
Cavalcantini
[II]
[III]
All'Illustrissimo Signore, il Sig. Conte
Cosimo della Gherardesca Degnis-
simo Canonico del Duomo di
Florenza, patron mio
Colendissimo.

----------

Essendomi à mesi passati venuto à mia notizia alcune memorie del Beato Ghese Eremita Agustiniano, all'hora che mio Padre, era per dare alla stampa la vita di San Guglielmo, e dedicandole a V.S. Illustrissima, lo pregai, & egli s'è [IV] contentato, ch'io aggiunga, e nel fine di detta opera, ponga le dette memorie dedicandole, & invitandole come fo a lesi mosso da piu cagioni. Prima per gloria di Dio, & di detto Beato. Secondo per quelli stessi, che per l'adietro hanno scritto l'ammirabili azzioni de gl'altri Santi Toscani, che di questo (forse per non haverne notizia) non hanno fatto alcuna menzione, o altri che per l'avvenire si vorranno affaticare intorno ad opere simili, pie, & onorate havendo queste poche notizie si muovino à cercare, e ritrovare cose maggiori intorno alla vita di questo Beato. Terzo per essere stato detto Ghese Coetaneo, e Seguace, o vero imitatore di San Guglielmo, nella vita eremitica, com'assai probabilmente si cava dalle relazioni havute da Reverendi Padri di Santo Agostino di Lucca.
Onde m'è parso bene convenirsi ch'alla [V] vita di San Guglielmo seguino le memorie, che ho ritrovato di detto Beato, che tu (com'io credo, e non penso ingannarmi) quasi novella pianta, & uno de primi parti, & figliuoli spirituali di detto Santo. Ultimo per dare à V.S. Illustrissima questo, che m0è conceduto piccolo indizio del desiderio che tengo di servirla al pari di mio Padre, dal quale ho inteso l'affezione grande, che lei porta alla Terra di San Miniato, Patria del detto Ghese. Nostro Signore favorisca la sua giusta intenzione di Fiorenza, il dì 4 d'Aprile M.D.C.V..

Di V.S. Illustrissima
Devotissimo & umiliss. Servitore.
Gio: Batista Cavalcantini
[VI]
Relazione del Beato Ghese, da
San Miniato.

Riposa il Sacro corpo del Beato Ghese (eccetto la Testa) in un'arca fissa & appoggiata ad una delle pareti de lati principali della Chiesa de Reverendi frati di Santo Agostino di Lucca, e levata da terra circa sei braccia.
Sopra la detta Arca è posto l'organo, e di sotto è l'Altare di San Girolamo. Nella faccia dinanzi della medesima Arca si vede d'assai buona mano dipinta, iacente, e supina l'immagine del detto Beato, in habito d'Eremita Agustiniano, in mezo di quattro Angeli due genuflessi in atto d'adorarlo, e due con turribili in mano, in atto d'incensare detto Sacro corpo. Ma la testa, fuori della detta Arca ritenuta in Reliquiario decente, & ornato sotto la chiave, e buona custodia, che n'ha il Padre Sagrestano di detta Chiesa, si mostra in certi giorni solenni a tutto il popolo, che frequente, e devoto vi concorre per raccomandarsi, e pregare detto Beato, ch'interceda, & impetri da nostro Signore Dio [VII] quelle grazie, che ciascuno in particolare desidera secondo il suo bisogno. Affermano detti Reverendi Padri di Santo Agostino sentirsi fragranza, & odore suave sempre, che s'apre detta Arca dove riposa il sacro corpo di questo Beato, che [secondo referiscano li medesimi Padri] intorno à gl'anni di nostra salute 1250 riposava nella Chiesa de' Padri di Santo Agostino detta di san Colombano posta fuori dele mura di detta Città di Lucca. Di poi [l'anno a punto non si sa] per timore che per i tumulti delle Guerre, o altro sinistro accidente non andassero male, furono trasferite dette sante Reliquie, dentro alla Città in detta Chiesa di Santo Agostino, sì com'è avvenuto d'altri sacri corpi, che pure erono fuori, & oggi sono in diverse Chiese dentro di detta Città, abbondantissima di sì fatti Tesori quan'altra Città di Toscana non comprendendo Roma, & ò vi fussero scritti avanti, ò vero quando fu fatta la detta traslazione si leggono in detta Arca, sotto la detta immagine, li seguenti versi, da quali s'ha chiara notizia del nome proprio, e della Patria di detto Beato, & sono questi.

Hoc Eremitarum Tumulo pie condite Gese
San Miniateasis Christoque Beato Fidelis
Protege precetua Locanos ac Patriotas

Questi versi per sodisfazione di chi non ha [VIII] notizia della Latina, ho voluto tradurre in lingua Toscana, con li seguenti

Da gl'Eremiti qui riposto, o Ghese
Da San Miniato, al buon Giesù Fedele
La tua Patria protegi, & la Lucchese.

Credo io fermamente, ch'egli [com'ho detto] fussi Coetaneo del detto San Guglielmo per le relazioni date da detti Reverendi Padri, & uno di quelli primi Eremiti dell'Ordine di Santo Agostino, che ne tempi che viveva esso San Guglielmo già molto declinato fu da esso risorto, e sollevato come nella sua vita da mio Padre, è stato detto, il che benissimo dimostra l'abito nero Agostiniano, nel quale in detta Arca si vede dipinto detto Beato Ghese. Et questo è quanto ho possuto raccorre della notizia di questo Santo, il quale preghi per noi accioche quando che sia, siamo fatti partecipi della gloria Celeste ch'egli insieme con gl'altri Santi ora si gode e goderà eternamente per grazia di nostro Signore Dio al quale sia lode e gloria in sempiterno.
Amen
IL FINE

IL BEATO GHESE NELLE “HISTORIE” DI C. FRANCIOTTI NEL 1613
Di seguito è proposta la trascrizione di C. Franciotti, Historie delle miracolose imagini, e delle vite de' Santi, i corpi de' quali sono nella Città di Lucca, Ottaviano Guidoboni, Lucca, 1613, pp. 506, 513, 545-546.

[506] Nella Chiesa di S. Agostino vi è un'Altare verso la parte di Settentrione, sopra 'l quale è una cassa di legno, ornata di pittura, nella maniera che molte casse si vedono di corpi Santi & in una parte di essa si leggono questi versi in stile e carattere antico.

Hoc eremitanu tumulo pie condie Gezi
Samminiatensis Christias Beate fidelis
Protege praecetua Lucanos ac Patriotas

I Padri di S. Agostino, che ivi hanno il Convento, conservano alcuni inventarij antichi del loro monastero intorno alle reliquie, e fino dell'anno 1402 e 1416 n'hanno due, ne' quali si puose la Testa di S. Geze, & in ogni luogo delle loro antiche scritture se ne fa mentione con nome di Santo. Conservano questa Testa om urna di argento, & il suo corpo è nella cassa, che s'è detto. Ma vedasi quel che si scrive à basso intorno alla Chiesa di S. Agostino.

[…] [513] Il B. Gesio Agostiniano religiosi, da Samminiato, all'hora dello stato di Lucca, di cui si è scritto, & appresso si scriverà, mentre si farà memoria della Chiesa di S. Agostino di Lucca.

[…] [545] Questa Chiesa di S. Agostino […] ha le seguenti reliquie. […] Tra queste reliquie hanno ancora questi Padri il corpo del B. Gesio, ò Gese come si vede sopra l'altare posto sotto l'organo della Chiesa; Fù questi dell'ordine loro, nativo di Samminiato, come si comprende dall'iscrittione, e dalla pittura; e tra gl'inventarij antichi sopradetti si trova nominata la sua testa in argento con titolo di Santo; & hoggi anco la conservano. [546] Hanno tradizione che fosse già sepolto nella Chiesa di S. Colombano, e poi trasferito in quella di S. Agostino.

NOTE E RIFERIMENTI
(01) G. Piombanti, Guida della Città di San Miniato al Tedesco. Con notizie storiche antiche e moderne, Tipografia M. Ristori, San Miniato, 1894, p. 92.
(02) Archivio dell'Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato, Fondo Morali, n. 58, Memorie della città di San Miniato, inserto n. 18; cfr. G. Piombanti, Guida della Città di San Miniato al Tedesco. Con notizie storiche antiche e moderne, Tipografia M. Ristori, San Miniato, 1894, p. 125; cfr. B. Pasqualetti, Carlo bambocci pittore del Seicento Fiorentino (1632-1697), in «Bollettino dell'Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato», n. 79, 2012, pp. 241, 267; cfr. B. Bitossi, 8) Ottaviano da Montone Nozze mistiche di santa Caterina d'Alessandria, e 9) Pietro Santi Bambocci San Michele Arcangelo – L'Angelo Custode schede contenuta in Visibile Pregare. Arte Sacra nella Diocesi di San Miniato, volume III, a cura di R. P. Ciardi e A. De Marchi, CRSM, Pacini Editore, Pisa, 2013, pp. 44 e 48.
(03) D. Lotti, San Miniato. Vita di un'antica città, SAGEP Editrice, Genova, 1980, p. 211.
(04) G. Lami, Deliciae Eruditorum, vol. IX, Charitonis et Hippophili Odeporicon, pars prima, Firenze, 1741, p. 177.
(05) V. Marchio, Il forestiere informato delle cose di Lucca, per Salvatore e Giandomenico Marescandoli, Lucca, 1721, p. 82.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...