domenica 20 marzo 2011

CARDUCCI RACCOMANDATO A SAN MINIATO (seconda parte)

di Alessio Guardini


Nella prima parte dell’intervento CARDUCCI RACCOMANDATO (prima parte) abbiamo visto la situazione del Ginnasio sanminiatese, l’avviso del Gonfaloniere Carlo Taddei per i posti vacanti nella scuola e l’esito del concorso che vide vincitore l’allora ventunenne Giosuè Carducci. L’affidamento dell’incarico al futuro Premio Nobel per la Letteratura fu regolare? Il buon senso avrebbe indicato gli altri due candidati, molto più titolati di lui, come una scelta più ragionevole. Sicuramente meno azzardata. Ci eravamo lasciati con questo interrogativo: come fece il giovanissimo Carducci ad ottenere l’ambito incarico?
La risposta la troviamo in due documenti, conservati presso l’Archivio del Comune di San Miniato, e pubblicati nel fascicolo Giosue Carducci commemorato in Samminiato il II giugno MCMVII, Comune di San Miniato, Stabilimento Aldino, Firenze, 1907 e poi nel Bollettino dell’Accademia degli Euteleti, n. 31, del 1957:

DOMANDA AVANZATA DA G. CARDUCCI AL GONFALONIERE DI SAN MINIATO PER OTTENERE IL POSTO DI INSEGNANTE:

Giosuè Carducci
Mezzobusto opera dello scultore Ezio Ceccarelli
San Miniato, Giardini Pubblici
Foto di Francesco Fiumalbi

                          Illustrissimo Signore,
        Sperando anzi credendo che affabilità di magistrato e cortesia di cittadino renderanno facile la Signoria vostra illustrissima a perdonare ad un giovane l’audacia, oso, mio Signore, rivolgermi a Lei, quantunque io sappia che il mio nome Le deve riuscire ignoto e nuovo. Desideroso, e, dopo incoraggiamento del chiarissimo Professore Augusto Conti, pronto di concorrere alla maestranza di Retorica di codesta città, domando alla Signoria vostra, se io Alunno della Scuola Normale Toscana, già dottore in filosofia e filologia prossimo ad avere fra tre mesi il Diploma di Magistero che da essa scuola si rilascia, possa avanzare le mie istanze munite di diploma e certificati al Municipio di cui Ella è degnamente il Preside, o si vero debba aspettare per questo che codesto Municipio metta fuori un invito o nuovo concorso.
        Troppo mi terrei contento ed onorato se Ella volesse degnarmi di una sua risposta in proposito, la quale, se Ella si compiace di inviarmi prima della fine di questo mese potrà dirigere a Firenze Via Mazzetta, n. 2090 3° Piano; se dopo terminato il mese corrente avrà la bontà di spedirla a Pisa alla Regia Scuola Normale.
        Pregandola di nuovo a volermi avere per iscusato, anticipatamente ringraziandoLa, ho l’onore di segnarmi
        Della Signoria vostra illustrissima
Devotissimo e obbligatissimo
D.re Giosuè Carducci
Firenze, 20 Marzo 1856
Ill.mo Signore
Il Sig, Carlo Taddei
Gonfaloniere del Comune di
San Miniato


LETTERA DEL FILOSOFO AUGUSTO CONTI AL GONFALONIERE DI SAN MINIATO PER CONSIGLIARE L’ASSUNZIONE DI G. CARDUCCI.

Augusto Conti
Mezzobusto ed epigrafe
San Miniato, Palazzo Comunale
Foto di Francesco Fiumalbi

                          Carissimo Amico,
        Tu avrai ricevuto una lettera del Dr. Giosuè Carducci, che vuol concorrere alla Scuola di Rettorica. Lo conosco quel giovane, ed ho sentito varie sue poesie. A me pare, che se egli ottenesse l’impiego, sarebbe molto maggiore l’utile vostro, che il suo. Ho sentito poche cose di giovani, che si possano paragonare alle sue, e non ,olti adulti sanno scrivere com’esso. Sopratutto ne’ suoi versi c’è il gran sapore di classici, e di buona lingua: e questa loro qualità basterebbe allo scopo vostro: imperrocchè a voi non abbisogna un genio, ma un uomo perito nei classici antichi e nostrali. E poi egli mi piacque, perché di poche parole e modestissimo; Dio ci guardi dai venditori di fumo e da’ parolai.
        Secondo gli istituti della Scuola Normale il Carducci avrà un diploma di magistero il 2 Luglio, cioè 7 giorni dopo il 25 giugno, in cui si dovrebbe presentare da lui il diploma di idoneità. Io ti prego, mio caro Carlo, che tu faccia in modo, che ciò non ponga ostacolo al concorso di lui, perché sarebbe una vera perdita pel nostro paese. Perdonami se io ti parlo così franco: non è che io voglia sdottorare, né farti il consigliere: ma l’amore della nostra povera città mi fa forza nell’anima ora più assai che prima. Tuttavia la tua prudenza soprà vedere il da farsi molto meglio di me.
        Che fanno gli amici, e sopratutti il carissimo Proposto? Quanto desiderio di rivedervi, e di respirare un poco l’aria viva delle nostre colline; ma ora bisogna ch’io faccia di necessità virtù, e, mi contenti di salire sui monti per vedere lontano la nostra bicocca. Salutami di cuore il Dr. Berni. E pregalo, s’egli scrive al Capoquadri, di fargli i mei ossequi. Riverisci per me la tua famiglia, e credimi di cuore.

Tuo aff.mo Amico
A. Conti
Lì 26 Aprile 1856
All’Illustrissimo
Signor Gonfaloniere Carlo Taddei
Samminiato

Augusto Conti, filosofo e pedagogista di origine sanminiatese (1) sembra avere molto a cuore il destino di quel ragazzo ed esercita la sua influenza sulla decisione del Gonfaloniere di San Miniato in virtù dell’amicizia che li lega.
Dalla lettura dell’epistolario carducciano otteniamo un quadro più dettagliato di come si sono svolte le vicende:

Nei primi mesi del 1856 il Gonfaloniere di San Miniato Carlo Taddei decide di avviare una procedura concorsuale al fine di assumere docenti per il Ginnasio di San Miniato.
Giosuè Carducci si è appena laureato in Filosofia e Filologia presso la Regia Scuola Normale di Pisa discutendo una tesi sulla poesia cavalleresca (2). È un giovane molto preparato e con un carattere molto esuberante e, pur con qualche perplessità per le quali chiede consiglio agli amici fidati, sembra avere le idee chiare di quello che vuol fare “da grande”: ambisce fin da subito al ruolo di insegnante per accumulare esperienza prima di trasferirsi in una grande città e si rivolge alle sue conoscenze per sapere dove e a chi rivolgersi.
Tramite la Scuola Normale ed in particolare tramite il Professore Augusto Conti, viene a conoscenza che presto si terrà un concorso a San Miniato e il 20 marzo 1856 scrive al Gonfaloniere affermando che sarà in possesso del “diploma di idoneità” soltanto tre mesi più tardi, nel luglio del 1856.
Il 15 aprile 1856 Carducci così scrive a Pietro Thouar (3):

“… quasi quasi ho determinato di concorrere ad un posto di rettorica a San Miniato, col proponimento a punto di fermarmici, quand’io l’ottenessi (e per ora non vi sono altri concorrenti), tanto quanto bastasse ad assodarmi in questi miei studii, prima di espormi in una capitale. Faccio io male? Aspetto il suo consiglio, il quale in un caso come questo mi sarà utilissimo. Lo stipendio a San Miniato sarebbe di 4 paoli e mezzo il giorno …”

Nell’aprile del 1856 il Gonfaloniere rende noti i termini del concorso, la cui scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 25 giugno pertanto il Carducci teme di non poter partecipare al concorso per pochissimi giorni.
Non ha ricevuto nessuna risposta da parte del Gonfaloniere e ancora non sa quando potrà avere l’esame per ottenere l’agognato diploma di magistero, così si rivolge al Provveditore Scuola Normale il quale incarica il Professor Augusto Conti di adoperarsi per accomodare le cose.
Il 26 aprile 1856 Augusto Conti scrive la lettera di “raccomandazione” per Giosuè Carducci chiedendo espressamente che tu faccia in modo, che ciò non ponga ostacolo al concorso di lui e quindi che si modifichi la data della scadenza.
Ma la risposta tarda ad arrivare e il 18 maggio del 1856 Carducci scrive al suo grandissimo amico di sempre Giuseppe Chiarini (4):

“… riguardo all’affar mio di San Miniato, non [ho] ancora io ricevuto la risposta dal Ministero per avere l’esame innanzi il 2 di luglio, e così presentare a quel Municipio insieme con l’istanza il diploma di poter professare che per ora mi manca ed è necessario: [mi ha] però promesso lo Sbragia e il Provveditore [della Scuola Normale di Pisa] di accomodare la cosa in qualche modo: [ne ha] scritto il Conti [Augusto] al Gonfaloniere di San Miniato. Sono incerto se io debba intanto scrivere al Gonfaloniere. Avrei caro mi consigliaste fra tutti …”

La risposta alla raccomandazione di Augusto Conti dev’essere giunta a Carducci probabilmente il giorno stesso o quello successivo in cui ha scritto questa lettera, perché appena due giorni più tardi, il 20 maggio del 1856, scrive di nuovo all’amico Ottaviano Targioni Tozzetti (5):

“… A proposito dell’affare mio di San Miniato, il Provveditore e il Ministro dell’Istruzione han deciso consigliare il Municipio di San Miniato ad allungare lo spazio dentro il quale debbono essere presentate le istanze fino al 15 luglio: allora anche noi potrem chiedere e con diritti e privilegi maggiori degli altri. Se v’è concorso, questo sarà a novembre …”

Il Carducci, evidentemente euforico di questa notizia, è assolutamente certo che il ruolo sarà suo, forse rassicurato dalle sue conoscenze, o più probabilmente del padre (il Dottor Michele Carducci conosceva personalmente il sottoprefetto di San Miniato, ma di questo argomento tratteremo più ampiamente in un altro intervento).
Il 28 maggio del 1856 Carducci così scrive ancora a Ottaviano Targioni Tozzetti (6):

“… Per me il posto di San Miniato è sicuro, e senza concorrenti; non ho rivali in tutta Toscana, perché quelli che potrebbero concorrere non hanno esame d’idoneità e nol possono avere se non a dicembre, tempo nel quale Giosuè probabilmente farà spiegare Orazio e Tacito a’ ragazzi di San Miniato. Piglia quei quattro paoli e mezzo (e mi vien voglia, se sono solo, di fargli pretensione e volerne cinque), piglia il guadagno di qualche lezione, fai qualche altro lavoretto… o, per Dio, non ci deve campare Giosuè? Poi son vicino a casa 8 miglia …”

Il 17 giugno 1856 esce sul Monitore Toscano il bando per il concorso; la data della scadenza è stata fissata per il 3 luglio 1856.
Proprio il 3 luglio, Carducci scrive a Giuseppe Chiarini vantandosi della propria prova all’esame durante il quale, egli dice, padroneggiai col mio portamento strafottente e con la voce sfacciatamente sonora, al punto che il Provveditore dovette suonare il campanellino per interromperlo, che il tempo a sua disposizione era scaduto da mezzora. E così il giovane Carducci ottenne il diploma d’idoneità col quale si presentò, il giorno seguente, dal Segretario del Gonfaloniere di San Miniato. Di questo incontro, ad oggi, non si conoscono i dettagli.

"Carducci a San Miniato (1857)"
Archivio di Casa Carducci, Comune di Bologna

Facciamo il punto. Praticamente, il Carducci, venuto a conoscenza che la scadenza per il concorso era fissata per il 25 giugno e che lui avrebbe ottenuto il “diploma di idoneità” soltanto il 2 luglio, chiese aiuto a Augusto Conti. Quest’ultimo invitò il Gonfaloniere a cambiare la data perché il giovane Carducci sarebbe stato la scelta migliore. Il primo cittadino sanminiatese dette credito al Conti e spostò la data in modo da poter far partecipare Carducci e assegnargli l’incarico, nonostante avessero partecipato alla gara concorrenti molto più esperti e titolati di lui.

Abbiamo notizia anche di una lettera, che però non siamo riusciti a rintracciare, del linguista, scrittore e patriota Niccolò Tommaseo (1802-1874), indirizzata al Gonfaloniere di San Miniato, nella quale si complimentava per la scelta di affidare l’incarico di insegnante di rettorica a Carducci, sottolineando che non se ne sarebbero pentiti. La storia, è noto, andò diversamente. Sicuramente il legame fra Carducci e San Miniato, cambiò per sempre sia il poeta che la città. Ma delle sue vicissitudini sanminiatesi ne parleremo in un apposito intervento.




NOTE BIBLIOGRAFICHE:
(1) Per informazioni su Augusto Conti si veda http://it.wikipedia.org/wiki/Augusto_Conti
(2) Segre Cesare, Martignoni Clelia, Guida alla letteratura italiana - Testi nella storia - 3 Dall'unità d'Italia a oggi, a cura di Lavezzi, Martignoni, Saccani, Sarzana, Milano, Mondadori editore, 1996
(3) Giosuè Carducci, Lettere Volume I 1850-1858, Nicola Zanichelli editore, Bologna 1938, pagina 144
(4) Giosuè Carducci, Lettere Volume I 1850-1858, Nicola Zanichelli editore, Bologna 1938, pagina 157
(5) Giosuè Carducci, Lettere Volume I 1850-1858, Nicola Zanichelli editore, Bologna 1938, pagine 160-161
(6) Giosuè Carducci, Lettere Volume I 1850-1858, Nicola Zanichelli editore, Bologna 1938, pagine 165-166

5 commenti:

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  4. Carducci sarebbe d'accordo di sentire i commenti sulle sue vicissitudini in una lingua che lui non usava?

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  5. Francesco Fiumalbi6 gennaio 2012 19:10

    Visto il carisma del buon Giosué... avrebbe saputo sicuramente adattarsi alla situazione!

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