domenica 4 gennaio 2015

GRIFONI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


GRIFONI di Firenze. — Originaria di San Miniato. — Michele di Michele Grifoni segretario della Repubblica fiorentina nel 1474. — Vittorio Emanuele II re d' Italia, con decreto 28 Mar. 1866, riconobbe a Michele Grifoni del fu Carlo il diritto al titolo di marchese trasmissibile ai discendenti maschi con ordine di primogenitura, titolo che da più generazioni fu portato da' suoi antenati senza che se ne possa esibire alcun atto di regolare concessione. — Arma: D'oro, al grifo di ... .

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1886, Vol. I, p. 501.


G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

BUONAPARTE – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


BONAPARTE di Treviso, di Firenze, di Sarzana e di Roma. —Il nome di questa famiglia trovasi registrato nel libro d'oro della città di Treviso fino dal sec. XII. Nel secolo XIV si trova stabilita in S. Miniato (Toscana). Un Giovanni fu podestà di Firenze nel 1334, e un Oderico capitano del popolo fiorentino nel 1345. Al tempo delle fazioni esularono i Bonaparte da Firenze, e un ramo si riparò a Sarzana, e più tardi in Corsica sul cader del sec. XV. — Il ramo dei Bonaparte di Roma proviene da Luciano fratello dell'imperatore Napoleone I e gode dei titoli di principi di Canino, di Musignano e della Santa Sede. — Arma antica: Di rosso, a due sbarre d' oro accompagnate da due stelle dello stesso, l' una in capo e l' altra in punta. — Arma nuova: D'azzurro, all'aquila d'oro avente ira gli artigli una folgore dello stesso.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1886, Vol. I, p. 148.


G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

NOBILTA' SANMINIATESE


«San Miniato, Città nobile, già Castello poi Terra illustre […] nel 1622 mercé le premure della Granduchessa Maria Maddalena d'Austria restata vedova di Cosimo II, e libera governatrice dei vicariati di Colle e di Sanminiato, ad istanza della quale il Pontefice Grcgorio XV, nel 17 dicembre 1622 pubblicò la bolla di erezione della chiesa di Sanminiato in cattedrale e della terra omonima in nobile città con residenza di un vescovo proprio»
E. Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana contenente la descrizione di tutti i luoghi del Granducato, Ducato di Lucca Garfagnana e Lunigiana, Volume V, Tofani, Firenze, 1843.

« […] piacque all'Augustissimo nostro Sovrano di dare una giusta forma universale a tutto quanto l'ordine nobile della Toscana. Voi vi rammenterete, come la Legge del dì 1 Ottobre 1750 assegna primieramente il nome, e le prerogative di Città a quei soli luoghi, che degnamente portar ne possono ai giorni nostri il peso, e lo splendore. Quindi ne distingue come due generi, tolti da due rispondenti generi di nobiltà, che l'adornano. Questa in alcuna di tali Cittadi sovrastando, e per altissima dignità, e per antichità remota, venne inalzata, e distinta col titolo di Patriziato, rimanendosi gli altri semplicemente Nobili. Il qual ordine posteriore essendo solo infra molte altre concesso alla Città vostra [...]»
A. Vannucchi, Ragionamento al nobil giovane Gio. Batista Gucci gentiluomo samminiatese sopra la nobiltà della sua patria e della sua famiglia, Stamperia Gaetano Albizzini, Firenze, 1758.

In questa pagina sono raccolte tutte le informazioni riguardanti la nobiltà sanminiatese. Si tratta di una sezione del blog in continuo aggiornamento. Per segnalare mancanze, inesattezze o per presentare suggerimenti e miglioramenti visitare la pagina CONTATTI.




BORROMEO – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


BORROMEO-ARESE di Milano. — Discende per alleanza dalla famosa famiglia dei Vitaliani di Padova, e fu trapiantata in Milano nel 1396 da un Giovanni Borromeo di San Miniato. Vitaliano suo figlio ottenne nel 1406 da Filippo Ma ria Visconti la cittadinanza milanese, nel 1439 il feudo di Arona, nel 1440 Camairago e San Vito nel Lodigiano, c nel 1445 il titolo di conte di Arona, e fu signora di altri moltissimi feudi. — Si contano fra i Borromeo otto decurioni della propria patria, sette governatori di città e Provincie, diversi senatori. — Dette alla chiesa molti prelati, vescovi, arcivescovi e sei cardinali, dei quali sono celeberrimi S. Carlo e Federico ambedue arcivescovi di Milano. Un altro Carlo nel 1710 fu Viceré di Napoli; un Giovanni fu creato marchese di Angera; un Giovan-Benedetto ebbe il titolo di principe di Maccagno-Imperiale, e un Giberto nel 1812 fu fatto Conte del regno italico. — Arma : Inquartato, fiancheggiato in arco di cerchio, col capo e la campagna ritondati; nel 1.° di rosso, alla corona antica d' oro, posta in sbarra; nel 2.° d'argento, a due treccie di rosso posto in sbarra annodate in croce di S. Andrea; nel 3.° d'azzurro, a tre anelli intrecciati d'oro; nel 4.° di rosso, al freno d'argento posto in banda. Il fiancheggiato di rosso seminato nel fianco destro di plinti d' oro, al liocorno d'argento, accollato da una corona antica d'oro, spaventato da un ombra di sole radioso dello stesso, orizzontale a destra, caricata dal biscione visconteo di verde all'uscente al naturale; e il fianco sinistro caricato di un camello d'argento giacente in un canestro d' oro, sostenente sulla gobba una corona antica dello stesso sormontata da sette penne di struzzo, tre d' argento e quattro d' azzurro. Il tutto sinistrato e spaccato; superiormente d'oro, all'aquila spiegata di nero, coronata del campo; inferiormente d'argento, al volo abbassato di nero. Il capo e la campagna d'argento, caricato il primo dal motto humilitas in carattere gotico di nero, sormontato da una corona fioronata d' oro, e la seconda da un cedro d' oro, gambuto e fogliato di verde, posto in fascia. Sopra il tutto scudetto partito: nel 1.° bandato di vaglio e di verde; nel 2.° di rosso, a tre fascie di verde, alla cotissa d'argento attraversante sulle fascie. — Cimiero a destra: Un serpente alato a testa umana accollato ad una colonna d'argento uscente da un canestro d'oro. — Cimiero a sinistra: Il cammello dello scudo.

BORROMEO di Firenze. — Originaria di S. Miniato. — Carlo d'Antonio nel 1512 fece parte dei XVI Gonfalonieri di compagnia e nel 1515 del Magistrato dei X di Balìa. Questo ramo si estinse nel 1679. — Arma: Fasciato di rosso e di verde; alla banda d'argento attraversante sul tutto.

BORROMEO di Padova. — È un ramo dei Borromei di Milano, e porta il titolo di Conte che nel 1403 fu conferito a Borromeo dei Borromei. Fino dal 1634 furono ascritti al nobile Consiglio, ed ebbero la conferma della nobiltà nel 1819. — Arma: Uguale alla precedente.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1886, Vol. I, p. 159-160.

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delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

ANSALDI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


ANSALDI di San Miniato. — Discendente da Pileo Ansaldo, venne nell'Italia al tempo di Carlo Magno, e si stabilì in Firenze, e quindi si trapiantò in San Miniato ove esiste tuttora. Un Giovan Battista fu Vescovo di Cariati nel 1576. Un ramo, oggi estinto, si portò in Lombardia circa al 1228. — Arma : Di rosso, al dragone d'oro.

ANSALDI di Bologna. — È un ramo della precedente, e vi à fiorito dal 1116 fino al 1321. Enrichetto ed Ugo furono Consoli, e Ansaldino appartenne al collegio degli Anziani. — Arma: Trinciato, d'argento e d'oro; colla banda ondata di rosso sulla partizione.

ANSALDI di Messina. — È un ramo della precedente, e si trapiantò in Messina con Gregorio Ansaldi sotto l'imperatore Federico II. Con decreto 13 Febbraio del 1749 un Giovanni di Simone fu riconosciuto col titolo di Marchese di Spataro, passato poi nel 1872 a Giuseppa-Beatrice Ansaldi. — Arma come la precedente.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1886, Vol. I, p. 48-49.


G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

ALTOGRADI – SAN MINIATO NEL DIZIONARIO STORICO-BLASONICO CROLLALANZA


ALTOGRADI di Lucca. — Discendente da San Miniato, questa famiglia venne ascritta nel 1417 alla nobile cittadinanza di Lucca. Ebbe nel Consiglio diversi anziani. (Estinta). — Arma: Di vaio pieno, ombreggiato d' azzurro.

G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, 1886, Vol. I, p. 35.


G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico
delle famiglie nobili e notabili italiane
estinte e fiorenti, Pisa, 1886, frontespizio

sabato 3 gennaio 2015

NATALE A SAN MINIATO 2014 - PRESENTAZIONE DEL CALENDARIO DELL'AVVENTO

a cura di Francesco Fiumalbi

Nella mattina di sabato 27 dicembre 2014 si è tenuta la presentazione del Calendario dell'Avvento, a cura del comitato Terre di Presepi e dell'Associazione UCAI – Sez. San Miniato. E' stata l'occasione per conoscere le persone che hanno contribuito alla realizzazione di quella che può ben definirsi un'opera d'arte collettiva.

Il Calendario dell'Avvento, realizzato da numerosi artisti utilizzando come supporto l'elegante e monumentale facciata del Seminario Vescovile, è certamente una delle principali novità a San Miniato, per il Natale 2014. Una iniziativa che è nata piano piano, in un continuo crescendo. Infatti ogni giorno è stata “scoperta” una nuova opera, fino alla Vigilia di Natale, quando il Calendario si è mostrato nella sua completezza.


Video della conferenza stampa di presentazione
Sono intervenuti Fabrizio Mandorlini, Luca Macchi e Andrea Mancini
Riprese di Francesco Fiumalbi

Il tema di questo primo Calendario dell'Avvento in salsa sanminiatese è stato: Il Natale nel mondo per una pace tra i popoli.

Questo il programma iconografico:
01 dicembre – Sauro Mori – La stirpe di David
02 dicembre – Lorenzo Terreni – I profughi di ogni tempo
03 dicembre – Wilma Checchi – L'Annuncio
04 dicembre – Silvia Giannoni e Patrizia Bianconi – La parola. Crocevia dell'umanità
05 dicembre – Luca Macchi – Settanta anni dopo. La guerra tra noi, la strage in duomo
06 dicembre – Alma Francesca – La memoria. I campi di sterminio
07 dicembre – Wilma Checchi – L'Immacolata
08 dicembre – Silvia Giannoni e Patrizia Bianconi – La parola. Cadono come semi
09 dicembre – Gramoz Mukja Amos – Cento anni dopo. La prima guerra mondiale
10 dicembre – Silvia Giannoni e Patrizia Bianconi – La parola. Sguardi
11 dicembre – Pier Paolo Pernici – Speranza per Africa
12 dicembre – Gramoz Mukja Amos – Settanta anni dopo. L'uomo durante la seconda guerra mondiale
13 dicembre – Carla Billeri – Santa Lucia
14 dicembre – Silvia Giannoni e Patrizia Bianconi – La parola. Senza confini
15 dicembre – Lorenzo Terreni – Barconi nel mediterraneo
16 dicembre – Rosi De Biaso – La festa della Luce
17 dicembre – Romina Gobbo – Medio Oriente. Speranza in Afghanistan
18 dicembre – Fabio Zoratti – India, Religiosità nel Gange
19 dicembre – Silvia Giannoni e Patrizia Bianconi – La parola. Luce
20 dicembre – Carla Billeri – Santa Sofia
21 dicembre – Sauro Mori – San Giuseppe
22 dicembre – Giulio Greco e Sauro Mori – Angeli
23 dicembre – Alma Francesca – La Madonna
24 dicembre – Luca Macchi – Gesù Bambino

Il Calendario dell'Avvento sulla facciata del Seminario Vescovile
Foto di Francesco Fiumalbi

Il Calendario dell'Avvento sulla facciata del Seminario Vescovile
Foto di Francesco Fiumalbi

Il Calendario dell'Avvento sulla facciata del Seminario Vescovile
Foto di Francesco Fiumalbi

Il Calendario dell'Avvento sulla facciata del Seminario Vescovile
Foto di Francesco Fiumalbi

Il Calendario dell'Avvento sulla facciata del Seminario Vescovile
Foto di Francesco Fiumalbi

Il Calendario dell'Avvento sulla facciata del Seminario Vescovile
Foto di Francesco Fiumalbi
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