mercoledì 14 febbraio 2018

DBDSM - BARBERSI GIUSEPPE


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BARBENSI GIUSEPPE
Giuseppe Barbensi [San Miniato, 6 febbraio 1910 – Lero (Grecia, Mar Egeo), 8 settembre 1943], inquadrato nell'esercito italiano. Nel giorno dell'Armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943 si trovava a Lero, una delle isole del Dodecaneso dove perse la vita nei concitati momenti che precedettero la cosiddetta “Battaglia di Lero” (26 settembre – 16 novembre 1943) che portò all'occupazione tedesca sull'isola.

FONTI E RIFERIMENTI: Banca dati dei Caduti e dei Dispersi della 1a e delle 2a Guerra Mondiale, Ministero della Difesa, consultabile on-line. Il suo nome tuttavia non è indicato nell' Elenco dei militari morti durante la guerra 1940-1945 redatto dal Comune di San Miniato [Archivio Storico della Ven. Arciconfraternita di Misericordia di San Miniato, fasc. S. Maria a Fortino, carte sciolte].


DBDSM - BAGAGLI NATALINO


DBDSM – BAGAGLI NATALINO
Natalino Bagagli [San Miniato, 1921 – Sala Biellese (BI), 27 dicembre 1944]. Dopo l'Armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943, aderì alla Repubblica Sociale Italiana e fu inquadrato come “Guardia” nel Corpo della Polizia Repubblicana, assegnato alla Questura di Vercelli. Il 23 dicembre 1944 si unì ai Partigiani e morì durante un’azione contro truppe nazi-fasciste il 27 dicembre successivo presso Sala Biellese in Piemonte.

FONTI E RIFERIMENTI: Archivio Storico della Ven. Arciconfraternita di Misericordia di San Miniato, fasc. S. Maria a Fortino, carte sciolte, Elenco dei militari morti durante la guerra 1940-1945, Comune di San Miniato. Pagina dedicata a Bagagli Natalino sul sito “Caduti Polizia di Stato”, consultabile a questo link.

DBDSM - BACHINI PIETRO DI AVERARDO


DBDSM – BACHINI PIETRO
Pietro Bachini di Averardo [San Miniato, 11 aprile 1922 – Ravenna, 8 marzo 1945]. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu inquadrato nell'esercito italiano. Dopo l'Armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943, continuò a combattere nel Gruppo di Combattimento “Cremona”, costituito il 25 settembre 1944 ed equipaggiato con materiale inglese, a partire dalla 44° Divisione Fanteria “Cremona” e nelle cui file presero parte molti volontari toscani con fazzoletto rosso sotto la giubba grigio-verde. Il Gruppo di Combattimento entrò in azione a partire dal dicembre 1944 e nel gennaio 1945 si allargò con la 28° Brigata Garibaldi “Mario Gordini” e fu protagonista della Liberazione di molte località a nord di Ravenna, incalzando i tedeschi fino in Veneto. Pietro Bachini fu tra i 208 Caduti di quel Gruppo di Combattimento ed è sepolto presso il Memoriale Sacrario Militare del Gruppo di Combattimento “Cremona” a Camerlona, presso Ravenna. Secondo l’Elenco dei militari morti durante la guerra 1940-1945 sarebbe morto il giorno 8 marzo 1945. Nella Banca Dati dei Caduti e dei Dispersi in Guerra del Ministero della Difesa è indicata come data di morte il 16 gennaio 1945.

FONTI E RIFERIMENTIBanca dati dei Caduti e dei Dispersi della 1a e delle 2a Guerra Mondiale, Ministero della Difesa, consultabile on-line. Archivio Storico della Ven. Arciconfraternita di Misericordia di San Miniato, fasc. S. Maria a Fortino, carte sciolte, Elenco dei militari morti durante la guerra 1940-1945, Comune di San Miniato. Pagina dedicata al Memoriale Sacrario Militare del Gruppo di Combattimento “Cremona” a Camerlona, presso Ravenna, nel sito “Pietre della Memoria”.

lunedì 22 gennaio 2018

[VIDEO] SAN MINIATO AL TEDESCO - PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI VIERI MAZZONI - 20 GENNAIO 2018

a cura di Francesco Fiumalbi

Nel pomeriggio di sabato 20 gennaio 2018 si è svolta la presentazione del libro di Vieri Mazzoni “San Miniato al Tedesco. Una terra toscana nell’età dei comuni (secoli XIII-XIV)”. Un’iniziativa promossa dalla Società Storica della Valdelsa assieme all’Accademia degli Euteleti di San Miniato.


Un momento della presentazione
Foto di Francesco Fiumalbi

La serata si è aperta con i saluti di Maria Grazia Messerini per l’Accademia degli Euteleti e di Enzo Linari per la Società Storica della Valdelsa. Il numeroso pubblico ha potuto ascoltare la dettagliata relazione del prof. Giuliano Pinto, il quale ha sottolineato gli aspetti peculiari della pubblicazione. Si tratta di un’opera che si inserisce fra più significativi approdi storiografici sul tema dello studio dei centri urbani in epoca medievale, con particolare riferimento alle relazioni sociali ed economiche. Infine l'intervento dell'autore che ha avuto modo di rispondere ad alcuni quesiti proposti dal pubblico.


Un momento della presentazione
L'autore Vieri Mazzoni e il prof. Giuliano Pinto
Foto di Francesco Fiumalbi

Inoltre, oltre al libro cartaceo pubblicato da Pacini Editore, è disponibile un’appendice digitale scaricabile liberamente attraverso il sito della Società Storica della Valdelsa, alla pagina dedicata  CLICCA QUI PER ACCEDERE ALLA PAGINA.

Di seguito è proposto il video della presentazione:


Presentazione del libro di Vieri Mazzoni
San Miniato al Tedesco. Una terra toscana nell’età dei comuni (secoli XIII-XIV)
Società Storica della Valdelsa
Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato
Video di Francesco Fiumalbi

ABSTRACT (dal sito della Società Storica della Valdelsa)
Il castello di San Miniato è stato argomento di molti articoli su rivista e relazioni di convegni per il periodo medievale, ma finora di una sola monografia, pubblicata nel lontano 1967 ed avente come tema principale l'urbanistica. Eppure la sua storia offre molti spunti interessanti.
Il primo insediamento collinare del futuro castello fu avviato nel X secolo da una dinastia di signori feudali, che risiedevano in pianura, nell'allora esistente Borgo di San Genesio. Per due secoli l'insediamento in collina si sviluppò, fino a diventare una munita piazzaforte. Per le sue difese e per la sua posizione – quasi l'esatto centro geografico della Toscana – nella prima metà del XII secolo il castello fu scelto dagli Imperatori come sede della loro amministrazione nell'Italia centrale e punto di raccolta delle loro tasse esatte nella Marca di Toscana e nel Ducato di Spoleto.
Questa attività di centro amministrativo e finanziario imperiale ne favorì la crescita demografica ed economica, stimolando persino delle velleità di dominio territoriale. Cosicché, inizialmente per la benevolenza degli Imperatori, poi con le sue sole forze, San Miniato poté ritagliarsi un dominio, prima assoggettando i castelli vicini nella valle dell'Arno, e poi annettendosene altri posti lungo la valle dell'Elsa, fino a raggiungere nel corso del XIII secolo i confini territoriali di Castelfiorentino e Certaldo. Sempre grazie alla benevolenza degli Imperatori, inoltre, per generazioni i maggiorenti locali trovarono un impiego redditizio come funzionari imperiali, inviati ad amministrare città e castelli dentro e fuori la Toscana. Questo forte legame tra l'Impero e San Miniato cominciò a venir meno alla fine del XII secolo in conseguenza della nuova istituzione del comune, nel quale si riunirono tutte le più importanti famiglie di maggiorenti locali, e nel corso del XIII secolo l'autorità degli Imperatori sul castello decadde progressivamente.
Purtroppo l'assenza di documentazione economica per questi secoli impedisce di studiarne lo sviluppo, ma a partire dal Trecento questa documentazione è disponibile, ed allora San Miniato ci appare come un centro agricolo e manifatturiero di grande importanza in ambito regionale. Le produzioni cerealicola, olearia e vinicola erano commercializzate soprattutto sulle piazze fiorentina e pisana. L'allevamento di bovini, equini, ovini e suini, oltre a dar vita ad un mercato del bestiame di importanza sovraregionale, riforniva l'industria pisana del cuoio e della pelle. La produzione e l'importazione di lana alimentava la manifattura dei panni, così come la coltivazione del lino trovava sbocco nella tessitura di altri panni e teli. Le argille reperibili nel territorio consentivano la cottura di laterizi, che venivano trasportati su chiatte lungo l'Arno per essere impiegati dalla cantieristica pisana; ma soprattutto le argille erano alla base dell'industria del vetro, per l'epoca una produzione di lusso ad alto contenuto tecnologico. Stante un simile quadro produttivo, non stupisce trovare artigiani e mercanti sanminiatesi a Murano, a Bologna, in Sicilia, nel Maghreb, a Cipro persino, oltre che a Firenze, Lucca, Pisa, San Gimignano. Va da sé che questo sviluppo dell'agricoltura, delle manifatture, dei commerci, necessitava di un adeguato supporto finanziario, di modo che il castello era diventato anche una discreta piazza finanziaria, sia pure nel ristretto ambito regionale.
Nelle relazioni con gli altri comuni toscani San Miniato giocò un ruolo di tutto rispetto per tutto il Duecento, scegliendo quasi sempre di stare dalla parte di Firenze e contro Pisa. Da un punto di vista strategico la funzione del castello e del suo dominio era quella di stato cuscinetto a separare i territori delle due città antagoniste. Il Trecento però fu un'epoca travagliata, e le continue guerre nel primo trentennio, unite alla terribile pestilenza del 1348, la cosiddetta Morte Nera, esaurirono le forze del castello, che fu costretto ad accettare le sempre più forti ingerenze fiorentine. Un tentativo di sottrarsi all'abbraccio soffocante di Firenze fu compiuto nel 1368, allorché il nuovo regime arrivato al potere con una congiura – mai studiata prima – decise di assoggettarsi a Pisa. La reazione fiorentina però fu violenta, e dopo un blocco durato ben due anni ed un assedio di qualche mese il castello fu espugnato e conquistato nel 1370. A partire da questa data fece parte del territorio fiorentino, all'interno del quale anzi divenne subito il capoluogo della Provincia del Valdarno Inferiore.

AUTORE (dal sito della Società Storica della Valdelsa)

Vieri Mazzoni (Firenze, 1968), laureato in Storia dell’Europa Medievale con Giovanni Cherubini presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1994, dottore di ricerca presso lo stesso istituto con la supervisione di Antonio Ivan Pini e Jean-Claude Maire Viguer nel 2002, assegnista di ricerca con Giuliano Pinto nel quadriennio successivo, si è interessato di storia politica, lotte di fazione, pratiche giudiziarie, storia del territorio e dei centri minori particolarmente nell’ambito geografico della Toscana e cronologico dei secoli XIII e XIV. È stato curatore di Ser Giovanni di Lemmo Armaleoni da Comugnori, Diario (1299-1319), edito per i tipi di Leo S. Olschki Editore (2008); autore di Accusare e proscrivere il nemico politico. Legislazione antighibellina e persecuzione giudiziaria a Firenze (1347-1378), per i tipi di Pacini Editore (2010), e di vari articoli pubblicati su «Archivio Storico Italiano», «Bullettino dell'Istituto Storico Italiano», «Miscellanea Storica della Valdelsa», «Ricerche Storiche»; coautore con Alessandro Monti de Il libro dell'imposta di Montaccianico (1306). Fiscalità discriminatoria e liste di proscrizione nella Firenze del Trecento, per i tipi di Aska Edizioni (2013).

martedì 2 gennaio 2018

DBDSM - CALVANI LEONETTO

DBDSM - DIZIONARIO BIOGRAFICO DIGITALE DI SAN MINIATO


CALVANI LEONETTO
Leonetto Calvani di Leopoldo (Montaione, 18 settembre 1876 - Palermo, 24 febbraio 1919), originario del Comune di Montaione, ma abitante a Corazzano. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale come soldato inquadrato 61° reggimento Fanteria. Morì per malattia mentre si trovava in covalescienza a Palermo.
Il suo nome è inserito nell'elenco dei Caduti di Corazzano, contenuto nell'epigrafe commemorativa inizialmente collocata all'interno della Casa del fascio, oggi davanti al Teatro Quaranthana: L'EPIGRAFE DEI CADUTI DI CORAZZANO >>>

FONTI E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Albo d'Oro dei Caduti Militari della Guerra 1915-18, Vol. XXIII, Toscana I, Ministero della Guerra, 1926, p. 171.

DBDSM - CALVANI GIUSEPPE

DBDSM - DIZIONARIO BIOGRAFICO DIGITALE DI SAN MINIATO


CALVANI GIUSEPPE
Giuseppe Calvani di Sabatino (San Miniato, 24 giugno 1896 - Asti, 20 gennaio 1917), abitante a Cusignano. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale come caporale inquadrato nel 96° Reggimento Fanteria. Morì per malattia mentre si trovava ad Asti in ospedale.

FONTI E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Albo d'Oro dei Caduti Militari della Guerra 1915-18, Vol. XXIII, Toscana I, Ministero della Guerra, 1926, p. 171.

DBDSM - CALVANI GIOVANNI

DBDSM - DIZIONARIO BIOGRAFICO DIGITALE DI SAN MINIATO


CALVANI GIOVANNI
Giovanni Calvani di Serafino (San Miniato, 24 giugno 1896 - Roma, 24 settembre 1917), abitante a San Quintino. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale come soldato inquadrato nel Battaglione Aerostiglieri. Morì per malattia mentre si trovava in ospedale a Roma.

FONTI E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Albo d'Oro dei Caduti Militari della Guerra 1915-18, Vol. XXIII, Toscana I, Ministero della Guerra, 1926, p. 171.
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