sabato 4 giugno 2011

SANT'ESPEDITO IN VALDEGOLA

di Francesco Fiumalbi

[1° aggiornamento 19 aprile 2016]


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APSM-ISVP-012
L'OSSARIO DI SANT'ESPEDITO A PONTE A EGOLA

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Ossario di Sant'Espedito
Luogo: Ponte a Egola, via Maremmana
Tipologia: Edicola in muratura
Tipologia immagine: pittura murale
Soggetto: Sant'Espedito da Militene
Altri soggetti: No
Autore: Sconosciuto - Pittura attribuita al Can. Francesco Maria Galli Angelini
Epigrafe: No
Indulgenza: No
Periodo: 1850-1900 (pittura 1930-40)
Riferimenti: 
Id: APSM-ISVP-012

Appena fuori dal centro abitato di Ponte a Egola, in direzione La Serra, lungo la via Maremmana è impossibile non vedere un tabernacolo in posizione elevata. Si tratta di un manufatto intonacato che poggia su un basamento in mattoni alto circa un metro rispetto alla quota naturale del terreno. E' il tabernacolo che segnala la presenza dell’Ossario di Sant’Espedito.

L’Ossario di Sant’Espedito
Foto di Francesco Fiumalbi

Oggi la sua posizione è apparentemente priva di significato. Si trova su un rialzo in corrispondenza di un tratto curvilineo della via Maremmana. Un tempo non era affatto così: sorgeva nei pressi dell'intersezione fra la strada di sinistra della Valdegola (in direzione nord-sud) e il percorso in asse est-ovest, che congiungeva il perduto castello di Leporaja con il castello di Stibbio. Quest'ultimo percorso attraversava l’Egola grazie ad un guado nei pressi dell’attuale pescaia, ovvero in corrispondenza del Mulino dei Matteucci (1), proprio a poche centinaia di metri dall’Ossario.

La pescaia lungo l’Egola
Foto di Francesco Fiumalbi

La strada di fondovalle lungo la riva sinistra del Torrente Egola è molto importante: la sua stessa denominazione “via Maremmana” lascia intendere la direzione che, risalendo la valle dell’Egola, procede a Volterra e da qui in Maremma e poi verso Roma. Su questo percorso si trova anche una consistente presenza di pievi. A poche centinaia di metri in linea d’aria, si trovava il villaggio di Fabbrica con l’antichissima Pieve di San Saturnino, oggi Molino d’Egola. E poi, risalendo la Valdegola, la Pieve di Corazzano. Inoltre, poco distante, si trova un grande edificio rurale, il cosiddetto Podere La Canonica.

Podere La Canonica visto dall’Ossario di Sant’Espedito
Foto di Francesco Fiumalbi

Era un luogo, dove era presente una chiesa, con annessa una comunità di sacerdoti che viveva secondo una regola, un "canone" (da cui il nome "canonica") fissato dal Vescovo. Spesso poteva svolgere anche attività di accoglienza verso pellegrini e viandanti (2). Ed è proprio in questa posizione che è stata localizzata la chiesa di San Salvatore in Piaggia citata nell’elenco delle chiese suffraganee della Pieve di San Saturnino in Fabbrica (3),  e nominata per la prima volta nel 1086 (4).
Torniamo al nostro tabernacolo. Non sappiamo per quale motivo sia stato scelto come luogo per ospitare un ossario, né sappiamo a chi appartengono i resti ivi conservati (voci attribuiscono la presenza di un ossario ai resti di uomini caduti in una non ben specificata battaglia, ma non c’è niente di certo. Chiunque voglia contribuire a risolvere questo quesito è ben accetto!!).
Avvicinandoci alla grata possiamo ammirare una figura dipinta sul fondo della piccola nicchia.

Tabernacolo e ossario di Sant’Espedito
Foto di Francesco Fiumalbi

Si tratta di un militare romano che brandisce una croce con la mano destra. Raffigura Sant’Espedito da Melitene. Secondo la tradizione cristiana, sarebbe stato un martire cristiano del IV secolo facente parte del gruppo guidato da Ermogene (5). La Chiesa Cattolica lo festeggia il 19 aprile, anche se in molti dubitano che sia effettivamente esistito. Di fatto non se ne conosce la storia. Il nome “Expeditus” ha facilitato giochi di parole e così è considerato il santo della “rapidità”. Invocato per emergenze e per le cause urgenti, è poi divenuto patrono dei commercianti e dei naviganti; per lo stesso motivo viene anche pregato dagli esaminandi e per il buon esito dei processi (6).

Tabernacolo e ossario di Sant’Espedito
Foto di Francesco Fiumalbi

Anche l’iconografia attribuitagli è controversa. Sant’Espedito è raffigurato nelle vesti di un militare romano “armato alla leggera” e proprio questo è uno dei significati del termine latino “Expeditus”. L’iconografia del santo è caratterizzata da un soldato romano nel mentre che  col piede schiaccia un corvo che grida la parola latina “cras” (da notare la vicinanza con il verso del corvo “cra cra”), ovvero “domani” (7). Ci sarebbe anche una leggenda, in cui il corvo rappresenterebbe il maligno, il quale apparve a Sant’Espedito dopo la conversione al cristianesimo. Nella mano destra tiene un crocefisso contenente la scritta “hodie”, ovvero “oggi” in latino (8) e con l’altra un ramo di palma.

“Dal non rimettere a domani ciò che si deve e si può fare oggi, Espedito è divenuto il santo nemico del domani, al quale ci si deve rivolgere per ottenere la concessione immediata, oggi stesso, di qualsiasi grazia chiesta. E non è inutile notare che questa opinione popolare, che sa di superstizione, è legata, almeno nel mondo latino, a un facile gioco verbale sul nome del santo.”
Joseph-Marie Sauget (http://www.santiebeati.it/dettaglio/50050)

Tabernacolo e ossario di Sant’Espedito
Foto di Francesco Fiumalbi

Il nostro dipinto sembra abbastanza rispondente all’iconografia tradizionale, anche se la figura del corvo non è visibile, forse rovinata nella parte in basso a sinistra. La croce invece non contiene nessuna iscrizione “hodie”. Il resto è coerente con l’iconografia.
Curioso è il fatto che il braccio sinistro del soldato sia bianco rispetto al colore bruno-olivastro della pelle del braccio destro e della faccia. Questo particolare fa pensare ad un intervento pittorico successivo, che ha parzialmente coperto o sostituito la pittura originaria. Non sappiamo chi l’abbia dipinto e a quale epoca appartenga, anche se tutto lascia pensare alla mano del Canonico Francesco Maria Galli-Angelini, non nuovo ad interventi di questo tipo.
Chiunque abbia notizie più approfondite relativamente all’ossario e all’autore di questa pittura è invitato a conviverle in questa pagina!! Grazie.

NOTE BIBLIOGRAFICHE
(1) Vallini Valerio, Dani Agostino, Leporaja in Valdegola, Edizioni dell’Erba, Fucecchio, 1998, pag. 7.
(2) Stopani Renato, Guida ai percorsi della via Francigena in Toscana, Le Lettere, Firenze, 1995, pagg. 15-17.
(3) P. Guidi, Tuscia Rationes decimarum Italiae, Roma, 1932; BPL, Ms. 135
(4) Archivio di Stato di Lucca, Diplomatico, Santa Giustina, 1086 27 marzo, in Morelli Paolo, Pievi, castelli e comunità fra Medioevo ed età moderna nei dintorni di San Miniato, in Le Colline di San Miniato (Pisa), Suppl. n. 1 al Quaderno del Museo di Storia Naturale di Livorno n. 14, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Prov. Pisa, 1995, pag. 86.
(7) Ibidem.
(8) Ibidem.


[1° aggiornamento 19 aprile 2016]

3 commenti:

  1. rossano nistri5 giugno 2011 12:45

    E' stata una sorpresa trovare sant'Espedito nei campi dell'Egola... Ne avevo incrociato la presenza solo su un altarino all'interno della basilica milanese di Santa Maria del Carmine (dietro Brera). Sul piccolo altare che gli è stato dedicato c'è una statuetta di nessun interesse artistico, ma perfettamente rispondente all'iconografia tradizionale, compresa la croce "hodie" e il corvaccio "cras". Ho sempre immaginato, trattandosi di un martire piuttosto apocrifo, che si trattasse di un'invenzione tutta milanese (un po' come da noi santa Befanìa o san Ginocchio)sconosciuta altrove, ma che rispecchiava perfettamente l'abitudine di queste parti a fare tutto e subito senza rimandare a domani. Un santo, quello delle cause urgenti, molto venerato e ritenuto efficacissimo quanto a capacità di intercessione, se si valuta dal numero di candele elettriche che gli vengono accese continuamente.
    Chi l'avrebbe mai detto che anche a San Miniato...

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  2. A San Miniato e dintorni... non ci facciamo mancare proprio niente!

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  3. alessandra io sono molto devota a questo santo, mi ha sempre esaudita quando l'ho invocato. raccomando di diffonderne la devozione ,perche' si prende veramente a cuore i problemi e le richieste di grazie a lui rivolte.ottenendole sempre.

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