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lunedì 20 giugno 2016

L'AFFRESCO DI SANTA LUCIA IN VIA ENSI NEL COMUNE DI SAN MINIATO

di Francesco Fiumalbi


APSM-ISVP-018
L'AFFRESCO DI SANTA LUCIA IN VIA ENSI NEL COMUNE DI SAN MINIATO

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Pittura murale su abitazione
Luogo: San Miniato, via Ensi
Tipologia: Pittura murale
Tipologia immagine: Pittura murale
Soggetto: Santa Lucia
Altri soggetti: NO
Autore: Sconosciuto
Epigrafe: NO
Indulgenza: NO
Periodo: seconda metà '700.
Riferimenti: nessuno
Id: APSM-ISVP-0018

Santa Lucia, pittura murale
sulla facciata di una casa colonica
a San Miniato, via Ensi
Foto di Francesco Fiumabi

DESCRIZIONE
Lungo via Ensi, la strada di fondovalle che segue più o meno parallelamente l'omonimo corso d'acqua, si trovano numerose abitazioni “storiche”. Sono vecchie case contadine o “coloniche”, cioè date ai “coloni” che lavoravano i poderi col sistema della mezzadria. In particolare, nel tratto compreso fra Calenzano e Marzana “bassa” – o Parrino, se preferite – a poca distanza dall'intersezione con la via che conduce al Volpaio e poi a San Quintino, si trova una casa colonica un po' “speciale”.
Attualmente non risulta abitata, ma lo è stata fino a non molti anni fa. In facciata, proprio al di sopra della scala e sotto alla piccola loggia che segna l'ingresso all'abitazione, è situata una curiosa pittura murale raffigurante Santa Lucia. Dalla strada si vede perfettamente e da un punto di vista stilistico è possibile attribuirla alla seconda metà del '700. Le dimensioni dell'immagine, iscritta in una sottile cornice bruna, a occhio, sono di circa 60x60 cm: un “braccio” quadrato secondo le antiche unità di misura.


Santa Lucia, pittura murale
sulla facciata di una casa colonica
a San Miniato, via Ensi
Foto di Francesco Fiumabi

L'iconografia è perfettamente aderente a quella della giovane siciliana uccisa per la sua adesione al Cristianesimo. La tunica rossa, tipica dei martiri, è avvolta da un mantello azzurro, simbolo di purezza, esattamente come quello della Vergine Maria. Col braccio sinistro tiene la palma del martirio e il collo è trafitto da un pugnale acuminato, ovvero lo strumento che, stando all'agiografia tradizionale, vene utilizzato per la sua uccisione. Presente anche il controverso particolare del piatto con gli occhi (l'argomento è ampiamente dibattuto e secondo la più diffusa interpretazione deriverebbe dall'associazione etimologica del nome di Lucia con quello di Luce, in latino “Lux”). Per ulteriori dettagli agiografici si rinvia al sito Santi e Beati.

La casa contenente l'immagine di Santa Lucia - Ortofoto, anno 2012
Regione Toscana - Sistema Informativo Territoriale ed Ambientale
Per gentile disponibilità Geoscopio maps by Regione Toscana
are licensed under a Creative Commons Attribution - 3.0 Italia License

Ma cosa ci fa un'immagine del genere all'ingresso di una vecchia casa colonica?
La risposta è semplice. Quella casa, infatti, nel Catasto Generale della Toscana (che per il Comune di San Miniato è datato al 1834) risulta appartenere alla “Chiesa di S. Lucia a Calenzano”.

Nel Catasto Leopoldino viene riportato il toponimo di “Podere di Lazzerone”. Chi fosse costui non ci è dato di sapere, forse un antico proprietario. Nella cartografia contemporanea come la Carta Tecnica Regionale, invece, lo stesso edificio è contrassegnato dall'indicazione “Casa Santa Lucia”.
Esattamente come i nobili, che erano soliti apporre il proprio stemma familiare sulla case di cui erano proprietari, anche le chiese “marchiavano” gli immobili in modo che i loro possedimenti fossero riconoscibili immediatamente. Era una pratica diffusa tanto in città quanto in campagna.

Nel territorio del Comune di San Miniato si trova almeno un altro paio di esempi simili, sopravvissuti fino ai giorni nostri. Si tratta di due case coloniche, una a La Serra e l'altra a San Donato. La prima, caratterizzata dalla presenza di un dipinto murale, praticamente nella stessa posizione, raffigurante San Regolo. Questo perché la casa era di proprietà della Parrocchia di Bucciano, il cui titolare è proprio San Regolo. La seconda contiene invece l'immagine di "Santa Cristiana", ovvero Beata Oringa Menabuoi in quanto l'abitazione di proprietà del Monastero di Santa Cristiana di Santa Croce sull'Arno.

Di seguito alcune immagini tratte dalla cartografia storica e moderna.

Il “Podere di Lazzarone” nel Catasto Generale Toscano,
C. di S. Miniato, Sez. K – Marzana, Cappuccini e Calenzano – Foglio n. 4
Archivio di Stato di Pisa, Catasto terreni, Mappe, San Miniato, n. 31
Immagine tratta dal sito web del “Progetto CASTORE”
Regione Toscana e Archivi di Stato Toscani. Per gentile disponibilità. Info Crediti e Copyright

Il “Podere di Lazzarone” nel Catasto Generale Toscano,
C. di S. Miniato, Sez. K – Marzana, Cappuccini e Calenzano – Foglio n. 4
Con sovrapposizione della cartografia catastale moderna (in rosso)
Archivio di Stato di Pisa, Catasto terreni, Mappe, San Miniato, n. 31
Immagine tratta dal sito web del “Progetto CASTORE”
Regione Toscana e Archivi di Stato Toscani. Per gentile disponibilità. Info Crediti e Copyright

Le proprietà della “Chiesa di S. Lucia a Calenzano” (azzurro)
segnate nel Catasto Generale della Toscana
Immagine tratta da DidaLabs – Dipartimento di Architettura
Il Catasto di San Miniato al tempo dei Lorena”
Progetto di Tommaso Borghini e Letizia Coltellini
Per gentile disponibilità Creative Commons Attribuzione – Non Commerciale
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Le proprietà della “Chiesa di S. Lucia a Calenzano” (azzurro)
segnate nel Catasto Generale della Toscana
Immagine tratta da DidaLabs – Dipartimento di Architettura
Il Catasto di San Miniato al tempo dei Lorena”
Progetto di Tommaso Borghini e Letizia Coltellini
Per gentile disponibilità Creative Commons Attribuzione – Non Commerciale
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La “Casa di Santa Lucia” nella Carta Tecnica Regionale
Regione Toscana - Sistema Informativo Territoriale ed Ambientale
Per gentile disponibilità Geoscopio maps by Regione Toscana
are licensed under a Creative Commons Attribution - 3.0 Italia License

La “Casa di Santa Lucia” nella Carta Tecnica Regionale
Regione Toscana - Sistema Informativo Territoriale ed Ambientale
Per gentile disponibilità Geoscopio maps by Regione Toscana
are licensed under a Creative Commons Attribution - 3.0 Italia License

mercoledì 1 ottobre 2014

LA MADONNA CON BAMBINO DEL GIANNONI IN VIA DALMAZIA A SAN MINIATO

a cura di Francesco Fiumalbi

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APSM-ISVP-006
LA MADONNA CON BAMBINO DI GIANFRANCO GIANNONI IN VIA DALMAZIA A SAN MINIATO

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Immagine Madonna con Bambino
Luogo: San Miniato, via Dalmazia
Tipologia: Pittura Murale
Tipologia immagine: Pittura Murale
Soggetto: Madonna con Bambino
Altri soggetti: No
Autore: Gianfranco Giannoni
Epigrafe: NO, solo firma autore
Indulgenza: NO
Periodo: 1987 su immagine preesistente rovinata
Riferimenti: Carlo Crivelli
Id: APSM-ISVP-006

DESCRIZIONE
Percorrendo l’attuale via Dalmazia, all'interno della borgata denominata “Le Colline”, sul lato sinistro della strada si incontra una abitazione molto particolare. Sulla facciata, appena sopra il portone di ingresso, è visibile una immagine sacra raffigurante una Madonna con Bambino.
L'opera fu realizzata dal pittore sanminiatese Gianfranco "Franco" Giannoni nell'anno 1987, andando a sostituire una più vecchia immagine, ormai completamente rovinata e irrecuperabile. Tracce della precedente decorazione sono ancora visibili sul lato sinistro della pittura.

L'abitazione con l'immagine sacra realizzata da G. Giannoni
Foto di Francesco Fiumalbi

L'aspetto più curioso di questa pittura è il fatto che si tratta di una rielaborazione in chiave “moderna” di un'opera conosciutissima, ovvero la cosiddetta “Madonna di Macerata”, realizzata intorno al 1470 da Carlo Crivelli, una delle massime espressioni del Rinascimento. Situata già nella chiesa dei Minori Osservanti di Macerata, è oggi conservata al Palazzo Buonaccorsi del medesimo luogo. Crivelli è un artista notissimo al mondo degli storici dell'arte; un po' meno al grande pubblico, almeno rispetto ai "giganti" del calibro di Botticelli o di Piero della Francesca. Recentemente è stato valorizzato anche in un paio di libri firmati da Vittorio Sgarbi, che lo considera al pari dei grandissimi del Rinascimento.

L'opera in questione, da un punto di vista iconografico, rappresenta una cosiddetta "Madonna del Buon Consiglio", ovvero quella composizione che vede Maria con in braccio Gesù Bambino, il quale, avvicinandosi al volto della madre, e quasi accarezzandola con la mano, sembra suggerire qualcosa all'orecchio di Lei. Per questo motivo, si dice "del Buon Consiglio". Non deve sfuggire che questo tipo di iconografia nacque in conseguenza del cosiddetto Miracolo di Genazzano (Prov. di Roma), avvenuto, secondo la tradizione nel 1467. L'opera del Crivelli è del 1470.

Per rimanere nel territorio sanminiatese, anche l'oratorio di Collebrunacchi è dedicato proprio alla Madonna del Buon Consiglio. Ne abbiamo parlato nel post L'ORATORIO DI COLLEBRUNACCHI.

L'immagine sacra realizzata da G. Giannoni
Foto di Francesco Fiumalbi

Da un punto di vista del disegno, l'opera di Gianfranco Giannoni ricalca quasi in tutto e per tutto il dipinto del Crivelli. Quello che cambia è l'utilizzo del colore, decisamente moderno nella riproposizione sanminiatese: dal blu elettrico del manto della Madonna, a varie sfumature di color ciano dello sfondo. Il Bambino, invece, è molto simile al modello rinascimentale.

In tutto questo, non si può fare a meno di cogliere un certa sfumatura di ironia. Giannoni, infatti, dichiara apertamente di aver fatto ricorso al modello rinascimentale del Crivelli. In basso a sinistra alcuni piccoli caratteri ci informano della circostanza: C. CRIVELLI F. GIANNONI 1987.

L'immagine sacra realizzata da G. Giannoni, particolare
Foto di Francesco Fiumalbi

La cosa buffa sta nel fatto che nel 1987, e per molti anni successivi, una persona che non avesse avuto modo di studiare la storia della pittura italiana, di fronte a quella scritta, avrebbe pensato certamente alla firma di due pittori. Due artisti che avrebbero operato congiuntamente, fianco a fianco: il Giannoni, conosciutissimo in San Miniato, e l'altro, il Crivelli, che però in zona non lo conosceva nessuno. O quasi. Chissà in quanti si saranno chiesti: “Ma chi è quel Crivelli lì, amico del Giannoni, che c'ha fatto la Madonna insieme?”

Oggi, invece, basta prendere in mano uno smartphone, connettersi ad internet, cercare su un qualsiasi motore di ricerca le parole “Crivelli” e “pittura” e tutta l'ironia proposta dal Giannoni sfuma via. O, addirittura, scattare una foto e fare una ricerca per immagine. Nel 1987 sarebbero stati in pochi ad accorgersi di questo piccolo scherzetto, se così possiamo definirlo.

Si ringrazia Angela Bulleri per il prezioso contributo alla stesura di questo post.

L'immagine sacra realizzata da G. Giannoni, particolare della firma
Foto di Francesco Fiumalbi
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