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venerdì 14 agosto 2020

PIAZZA DEL SEMINARIO PRIMA DEL SEMINARIO - FINE XVII SECOLO

di Francesco Fiumalbi
 
Sommario:
IL SEMINARIO: BREVE NOTA STORICO-ARCHITETTONICA
L’ESTIMO TARDOSEICENTESCO
LA PIAZZA DELLA CITTADELLA 1370-1488
LA PIAZZA DELLA CITTADELLA 1488-1704
LE ABITAZIONI ALLA FINE DEL ‘600
IL DETTAGLIO DELL’ESTIMO
NOTE E RIFERIMENTI
 
Piazza del Seminario, ovvero Piazza della Repubblica a San Miniato è uno degli interni urbani più affascinanti che si possano ammirare in Toscana. Come tutte le altre parti della città, anche piazza del Seminario è il risultato di una stratificazione di interventi che si sono succeduti nel corso dei secoli.
 
La domanda a cui cercheremo di rispondere in questo post è la seguente: come si presentava la piazza prima della costruzione del Seminario?
 
IL SEMINARIO: BREVE NOTA STORICO-ARCHITETTONICA
Il Seminario come lo conosciamo oggi è il risultato di un processo edilizio durato alcuni secoli. Il tutto partì da una abitazione acquistata dal Vescovo Angelo Pichi nel 1650. Successivamente, il Vescovo Michele Cortigiani acquistò altre due abitazioni contermini, che collegò al giardino adiacente la Cattedrale, attraverso un sovrappasso. L'inaugurazione avvenne il 25 novembre del 1685, nel giorno dedicato a Santa Caterina d'Alessandria, a cui fu intitolato il collegio dei seminaristi (01). Circa vent’anni dopo, prese avvio l’intervento promosso dal Vescovo Francesco Poggi, iniziato nel 1704 (02) e concluso nel 1713 (03): il prelato acquistò tutti gli edifici che si affacciavano sulla piazza, lì demolì e costruì il nuovo istituto di formazione per i nuovi sacerdoti che andò a coprire l’intero perimetro della piazza e la sua facciata fu completamente decorata con le pitture di Francesco Chimenti. Altri interventi minori furono realizzati nel corso dell’800. Poi, negli anni ’30 del ‘900 –  durante il ministero episcopale del Vescovo Ugo Giubbi – la sopraelevazione dell’ultimo piano  e altri interventi significativi all’interno: la realizzazione della nuova cappella (con la pala dipinta da Ippolita Gargini Briccola in stile neogiottesco), la sistemazione della biblioteca, i nuovi dormitori, il laboratorio scientifico, etc. Questa, in estrema sintesi, è la storia dell’edificio.
 
Piazza della Repubblica o del Seminario a San Miniato
Foto di Francesco Fiumalbi
 
L’ESTIMO TARDOSEICENTESCO
Grazie ai registri dell’Estimo tardoseicentesco, conservati all’Archivio Storico del Comune di San Miniato, possiamo avere un’idea di come doveva presentarsi la piazza alla fine del XVII secolo, ovvero fra l’inaugurazione del Cortigiani (1685) e l’ampliamento del Poggi (1704-1713). L’Estimo era un grande registro dei beni immobili – terreni e fabbricati – su cui veniva pagata la cosiddetta “decima”. Era, né più né meno, un registro catastale. Tale sistema impositivo derivava dalla riforma fiscale operata durante il regime repubblicano di Girolamo Savonarola (1494-1498), che prevedeva la tassazione dei beni immobili e l’esclusione di imposizioni sulle attività produttive, commerciali e finanziarie (04). I beni venivano accampionati in appositi registri, organizzati per “luogo”: nel nostro caso il Comune di San Miniato, che apparteneva giurisdizionalmente al Quartiere di Santo Spirito di Firenze (era un po’ come se il territorio fosse diretta emanazione della città capoluogo). Infatti, nel frontespizio del registro troviamo Estimo di S. Spirito, n. 88, Comune di San Miniato, Podesteria di detto luogo (cioè Podesteria di San Miniato). Come nel moderno catasto, venivano registrati i cambi di proprietà – arroti o volture – e tutto l’estimo era soggetto periodicamente a revisioni e aggiornamenti. Per garantire il corretto e costante aggiornamento, tale prerogativa venne assegnata nel 1560 alla nuova magistratura dei Nove Conservatori. Nel nostro caso il registro non è datato, ma è assegnabile all'ultimo decennio del ‘600.
 
Veduta del Sinodo del 1707
Si nota il fabbricato del Seminario in costruzione
 
LA PIAZZA DELLA CITTADELLA 1370-1488
Dopo la conquista fiorentina del 1370, ma soprattutto dopo i vari tentativi di rivolta (specialmente quelli di Benedetto Mangiadori del 1397), San Miniato divenne un centro parzialmente militarizzato. In particolare, nella sua zona baricentrica, nella sede della Società di Giustizia furono installati gli uffici del Vicario fiorentino (odierna porzione occidentale del Palazzo Vescovile), con gli spazi necessari per ospitare vari ufficiali e un piccolo contingente armato. Fu chiusa al culto la Pieve dei SS. Maria e Genesio (l’attuale Cattedrale), furono abbattuti diversi edifici e venne realizzata un’ampia muraglia difensiva, comprendente tutto il perimetro della piazza. Il tutto venne a costituire una vera e propria fortificazione incuneata nel baricentro cittadino. Per dare un’idea, un documento relativo ad una sentenza del 1443 fu registrato nel Palazzo del Vicario posto nella Rocca di Sotto (05).
Fu così che la zona rimase pressoché militarizzata per circa un secolo, fino ai provvedimenti distensivi del 1488. E’ in questo periodo che la “piazza” principale di San Miniato, l’antica Platea di Santa Maria – così indicata negli Statuti del 1337 (1336), dove si svolgeva il mercato delle granaglie e da non confondere con l’odierna Piazza del Duomo – fu ribattezzata “Piazza della Cittadella”. Il nome deriva proprio dalla sua funzione militare, di presidio intercluso all'interno dello spazio urbano. Questa non è una prerogativa sanminiatese, infatti esistono anche altre “cittadelle” in Toscana. A Pisa, ad esempio, c’è la Cittadella, detta “Cittadella Vecchia” che fu realizzata intorno alla più antica Torre Ghibellina a partire dalla conquista fiorentina del 1406. Nel capoluogo pisano esiste anche la “Cittadella Nuova”, anch'essa realizzata dai Fiorentini a partire dal 1440 e corrispondente all'attuale Giardino Scotto. Anche Empoli aveva la sua “Cittadella” (06). A Siena, la cosiddetta Fortezza Medicea fu realizzata su una precedente struttura militare che veniva chiamata proprio “Cittadella”. Analoghe “cittadelle” le troviamo anche a Pistoia e Lucca.
 
LA PIAZZA DELLA CITTADELLA 1488-1704
A partire dai provvedimenti distensivi del 1488, San Miniato riacquistò una significativa “normalità” cittadina. Venne riaperta al culto la Pieve, venne istituito il Collegio dei Canonici (insediato nell'odierno Episcopio, per cui la sede del Vicario si spostò nell'odierno Miravalle), ma soprattutto venne meno la militarizzazione del baricentro urbano. E’ a partire da questo momento che anche la piazza principale dell’abitato, la “Piazza della Cittadella”, venne ad assumere una connotazione civile, contornata da abitazioni. Purtroppo, non disponiamo di documenti in tal senso, ma è un fatto acclarato che ai sanminiatesi fu consentito di costruire nuove abitazioni affacciate sulla piazza e addossate al circuito difensivo realizzato dopo il 1370. Questa la situazione documentata dall'Estimo tardoseicentesco: una serie di edifici residenziali, caratterizzati da attività commerciali a piano terra. Fu il Vescovo Poggi, agli inizi del ‘700, ad acquistare tutti i fabbricati civili che si affacciavano sulla piazza e che furono demoliti per costruire il nuovo e grande Seminario Vescovile. Dalle planimetrie del Seminario si osserva come ancora oggi la spina dorsale del complesso sia rappresentato da un muro molto spesso, corrispondente al circuito murario difensivo realizzato dopo il 1370. Il resto della costruzione, da un punto di vista compositivo, si presenta omogeneo e organizzato serialmente, per cui gli edifici preesistenti furono demoliti completamente. Il Vescovo, dunque, acquistò dal demanio anche la muraglia difensiva – che venne riutilizzata come dorsale strutturale – ma anche lo spazio della piazza, che ancora oggi appartiene alla Curia sanminiatese.
 
Piazza della Cittadella alla fine del ‘600
Schema di Francesco Fiumalbi
 
LE ABITAZIONI ALLA FINE DEL ‘600
Nell'Estimo tardoseicentesco sono indicate con precisione le abitazioni che si affacciavano sulla Piazza della Cittadella, l’odierna Piazza del Seminario. Sono indicate complessivamente 9 unità immobiliari, di cui 7 abitazioni, un’osteria e 6 botteghe:
- l’Osteria di Antonio di Giuseppe Scala da Milano;
- un’abitazione con bottega del medesimo Antonio Scala da Milano;
- un’ulteriore casa con bottega e annesso terreno edificabile (casalino) dello stesso Antonio Scala da Milano;
- una bottega appartenente agli eredi di Niccolò Tellucci;
- l’abitazione che fu di Giovanni Pasqualetti, acquistata dal Vescovo Cortigiani per ampliare il Seminario;
- una casa di Filippo Bondi gestiva l’osteria a La Scala;
- due abitazioni con botteghe del medesimo Filippo Bondi;
- una casa con bottega degli eredi di Lorenzo Buratti;
 
Sono indicati anche altre proprietà contermini, probabilmente terreni o spazi comunque non edificati, situati nelle vicinanze e indicati nelle descrizioni dei confini:
- beni di Niccolò e Carlo Ansaldi;
- beni di Vincenzo Portigiani;
- beni di Jacopo Roffia;
- beni degli eredi di Maria Mercati;
- beni di Francesco Bettini;
- beni di Giovan Battista Fiamminghi;
- beni degli eredi di Giovanni Piero da Empoli.
 
Non va comunque dimenticato che l’Estimo è incompleto: le famiglie sanminiatesi residenti a Firenze pagavano le tasse a Firenze, anche per quegli immobili che possedevano a San Miniato. Infatti, nell’Estimo sanminiatese non compaiono i principali edifici appartenenti alle famiglie nobiliari, ma solamente quelli di coloro che qui risedevano.
 
IL DETTAGLIO DELL’ESTIMO
Di seguito sono riportate le voci dell’Estimo in cui vengono indicati gli edifici che si affacciavano sulla Piazza della Cittadella:
 
Archivio Storico di San Miniato, 3844, Estimo, c. 96
Alessandro, Anton Mario, Liborio e Giovanni Battista di Niccolò d'Alessandro Tellucci
Campione di S. Miniato 991
Una bottega con una stanza sopra di essa posta in Santo Miniato in Piazza di Cittadella nel Popolo di S. Ginesio e S. Maria di detto luogo, al quale confina a p:mo [primo] detta Piazza 2° Francesco Bondi Oste alla Scala, 3° ms Antonio Scala con Xma [decima granducale] di  6 soldi e denari quattro
 
Archivio Storico di San Miniato, 3844, Estimo, c. 92
Antonio di Giuseppe Scala Milanese
[..]
Arroto 2645, n. 2
Una casa ad uso d'Osteria posta nella Città di S. Miniato in Piazza d.a [detta] di Cittadella nel Popolo di S. Ginesio e Maria di detto luogo alla quale confina a primo una anzi casa di Seminario di S. Miniato, 2° detta Piazza, 3° Cavaliere Niccolò e Carlo Ansaldi, 4° Mura di detta Città di infrascritta con decima di 13 soldi e 10 denari.
 
Arroto 2664, n. 22
Una casa fatta di nuovo con bottega e due stanze sopra posta in S. Miniato in su la Piazza di Cittadella popolo del Duomo alla quale confina il primo Messer Antonio, da due parti le mura castellane e Piazza infrascritta. Decima di soldi 4 e denari 18.
 
Arroto 2665, n. 17
Una casa con bottega et un casalino contiguo posto in S. Miniato in Piazza di Cittadella al popolo di S. Ginesio e Maria di detto luogo. Alle quali casa e casalino confina a primo Piazza, 2° Mr. Antonio Scala comp.re, 3° Mura Castellane, 4° Eredi di Gio. Piero Micheli infra. Decima di soldi 5.
 
Archivio Storico di San Miniato, 3844, Estimo, c. 100
Beni che furono di Giovanni di Francesco di Paquale Pasqualetti passa Seminario da Chierici di S. Miniato. Estimo S. Spirito n. partita a 116 dare a 30 aprile 1703 a 6 cavati da messer Filippo dei Bondi per la partita in…
 
Archivio Storico di San Miniato, 3844, Estimo, c. 120
Ms. Filippo di Filippo di Domenico di Bondo Bondi
Estimo di Santo Spirito n. 908
Una casa da cielo a terra posta nella Città di S. Miniato Popolo di S. Maria alla Cattedrale, et in luogo detto Piazza alla Cittadella et a confini primo Vincenzo Portigiani, 2° Jacopo Antonio Roffia, 3° Piazza, 4° Eredi di Mariano Mercatj
Due casette da cielo a terra con sue botteghe poste in detto Popolo e Piazza di Cittadella a primo Francesco di Domenico Bettinj, 2° Gio. Battista Fiamminghio, 3° Eredi di Gio. Piero di Niccolo da Empolio, 4° Piazza, con decima di 11 soldi e 2 denari di somma.
 
Archivio Storico di San Miniato, 3844, Estimo, c. 120 1/3
Giovanni Maria Caterina e Domenica di Lorenzo di... Buratti
Estimo di Santo Spirito n. 953
Una casa posta in S. Miniato nella piazza di Cittadella consistente in due stanze, cioè una bottega, et una stanza qual bottega non è appigionata.
E perché detta casa, e bottega, non si è trovata decimata si descrive perciò senza decima. Per servirsene p. uso…
Decimata di nuovo per la partita in c. 181 di n. 316. per Arroto 1696, n.82.
 
NOTE E RIFERIMENTI
(01) A. Danti, Vita di Monsignore Michel Carlo Visdomini Cortigiani, Patrizio Fiorentino, Vescovo di Samminiato, poi di Pistoja e di Prato, Stamperia Bernardo Paperini, Firenze, 1736, pp. 49-58.
(02) P. Richetti, Il vescovo Poggi a San Miniato: arte e devozione nel primo Settecento, in La chiesa del SS. Crocifisso a San Miniato, restauro e storia, a cura di M. A. Giusti e D. Matteoni, Umberto Allemandi & C, Torino, 1991, pag. 39.
(03) G. Piombanti, Guida della Città di San Miniato al Tedesco, Tip. Ristori, San Miniato, 1894, pp. 75-76.
(04) A. Contini, F. Martelli, Catasto, fiscalità e lotta politica nella Toscana nel XVIII secolo, in «Annali di Storia di Firenze», n. II, Firenze, 2007, pp. 150-183: 155-158.
(05) Archivio di Stato di Firenze, Archivio Diplomatico, San Miniato al Tedesco, San Jacopo (Domenicani), 1443, 9 aprile: Sentenza proferita da Francesco del fu ser Michele Tucci da Vinci Giudice ed Assessore di Lorenzo di Niccolino Serigatti Vicario della terra di San Miniato ad istanza di ser Anselmo di ser Giovanni di detta terra, come Procuratore di donna Fiore vedova di Manni di Manetto di detto luogo, e alla presenza di messer Barbaba di messer Jacopo d’Arezzo Giudice ed Assessore del nobile uomo Lorenzo di Antonio Spinelli, colla quale dichiarò che gl’eredi di detto Manni e segnatamente Michele e Giulione suoi figli dovessero pagare la detta donna Fiore in vigore delle disposizioni testamentarie del loro padre la somma di 40 fiorini d’oro per restituzione di dote ed inoltre 20 fiorini d’oro lasciati ad essa a titolo di legato, aggiungendo per la suddetta somma alcuni beni mobili ivi descritti e condannando i detti eredi a tutte le spese etc. Dato in San Miniato nel Palazzo di Residenza di detto Vicario posto nella Rocca di Sotto etc. Rogato Piero del fu Andrea di Ciano da San Miniato Giudice e Notaio. Tomo n. 48, Monasteri, Regio acquisto e particolari, Inventario 1913, 115, cc. 114r-115r.
(06) L. Lazzeri, Storia di Empoli: Con aggiunta di biografie dei più illustri cittadini empolesi, Tip. Monti, Empoli, 1873, pp. 12, 15, 18, 98, 102.

giovedì 5 gennaio 2017

APSM-ISVP-024 L'EDICOLA DI SAN RANIERI A BUCCIANO

di Francesco Fiumalbi


APSM-ISVP-024
L'EDICOLA CON L'IMMAGINE DI SAN RANIERI A BUCCIANO

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Edicola votiva
Luogo: San Miniato, fraz. Bucciano, via Bucciano
Tipologia: Edicola
Tipologia immagine: Immagine a stampa, originale Xilografia di N. Mocati, tratta da un dipinto di Giovanni Battista Tempesti (XVIII secolo)
Soggetto: San Ranieri
Altri soggetti: No
Autore: Sconosciuto
Epigrafe: No
Indulgenza: NO
Periodo: XVIII secolo
Riferimenti: nessuno
Id: APSM-ISVP-024

L'edicola contenente l'immagine di San Ranieri
San Miniato, fraz. Bucciano, via Bucciano
Foto di Francesco Fiumalbi

DESCRIZIONE
Quasi alla conclusione della salita che conduce a Bucciano, oltrepassata la fonte, ma prima di giungere al cancello della villa Morali (poi Lorenzelli) e quindi alla chiesa di San Regolo, sul margine destro della strada si trova un'edicola votiva, affiancata da alcune piante di cipresso.
Si tratta di un manufatto a base rettangolare realizzato in muratura, con copertura a due falde, intonacato su tutti i lati e tinteggiato con un colore fra il giallo e il rosato. Sul prospetto principale si apre una grande nicchia arcuata, tale da consentire l'ingresso di una persona in piedi, contenente un'edicola più piccola con al suo interno l'immagine di San Regolo, patrono della città di Pisa.
La costruzione è molto antica: è rappresentata nel Catasto Generale della Toscana (1834), ed ha una propria particella assegnata (forse in virtù del fatto che è “visitabile” al suo interno). I caratteri stilistici inducono a formulare una datazione non antecedente il '700.
L'immagine è costituita dalla riproduzione di una xilografia ottocentesca di Niccolò Mocati, che a sua volta è tratta da un dipinto di Giovan Battista Tempesti [Volterra, 1729 – Pisa, 1803] raffigurante San Ranieri in preghiera. Presenta la seguente didascalia: Sancte Rayneri protege Pisas. C'è da dire che, con ogni probabilità, non si tratta dell'immagine originaria dell'edicola. Il soggetto primigenio al momento non è conosciuto.

L'edicola contenente l'immagine di San Ranieri
San Miniato, fraz. Bucciano, via Bucciano
Foto di Francesco Fiumalbi

L'edicola contenente l'immagine di San Ranieri
Indicata nel Catasto Generale Toscano
Comunità di San Miniato, Sezione Q “Bucciano”
Archivio di Stato di Pisa – Catasto Terreni – Mappe – San Miniato - 64
Immagine tratta dal progetto CASTORE – Regione Toscana
Per gentile disponibilità

L'edicola contenente l'immagine di San Ranieri
Indicata nel Catasto Generale Toscano
Comunità di San Miniato, Sezione Q “Bucciano”
Archivio di Stato di Pisa – Catasto Terreni – Mappe – San Miniato - 64
Immagine tratta dal progetto CASTORE – Regione Toscana
Per gentile disponibilità

L'immagine di San Ranieri, stampa di una xilografia di Niccolò Mocati
tratta da un dipinto di Giovanni Battista Tempesti
San Miniato, fraz. Bucciano, via Bucciano
Foto di Francesco Fiumalbi

lunedì 20 giugno 2016

L'AFFRESCO DI SANTA LUCIA IN VIA ENSI NEL COMUNE DI SAN MINIATO

di Francesco Fiumalbi


APSM-ISVP-018
L'AFFRESCO DI SANTA LUCIA IN VIA ENSI NEL COMUNE DI SAN MINIATO

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Pittura murale su abitazione
Luogo: San Miniato, via Ensi
Tipologia: Pittura murale
Tipologia immagine: Pittura murale
Soggetto: Santa Lucia
Altri soggetti: NO
Autore: Sconosciuto
Epigrafe: NO
Indulgenza: NO
Periodo: seconda metà '700.
Riferimenti: nessuno
Id: APSM-ISVP-0018

Santa Lucia, pittura murale
sulla facciata di una casa colonica
a San Miniato, via Ensi
Foto di Francesco Fiumabi

DESCRIZIONE
Lungo via Ensi, la strada di fondovalle che segue più o meno parallelamente l'omonimo corso d'acqua, si trovano numerose abitazioni “storiche”. Sono vecchie case contadine o “coloniche”, cioè date ai “coloni” che lavoravano i poderi col sistema della mezzadria. In particolare, nel tratto compreso fra Calenzano e Marzana “bassa” – o Parrino, se preferite – a poca distanza dall'intersezione con la via che conduce al Volpaio e poi a San Quintino, si trova una casa colonica un po' “speciale”.
Attualmente non risulta abitata, ma lo è stata fino a non molti anni fa. In facciata, proprio al di sopra della scala e sotto alla piccola loggia che segna l'ingresso all'abitazione, è situata una curiosa pittura murale raffigurante Santa Lucia. Dalla strada si vede perfettamente e da un punto di vista stilistico è possibile attribuirla alla seconda metà del '700. Le dimensioni dell'immagine, iscritta in una sottile cornice bruna, a occhio, sono di circa 60x60 cm: un “braccio” quadrato secondo le antiche unità di misura.


Santa Lucia, pittura murale
sulla facciata di una casa colonica
a San Miniato, via Ensi
Foto di Francesco Fiumabi

L'iconografia è perfettamente aderente a quella della giovane siciliana uccisa per la sua adesione al Cristianesimo. La tunica rossa, tipica dei martiri, è avvolta da un mantello azzurro, simbolo di purezza, esattamente come quello della Vergine Maria. Col braccio sinistro tiene la palma del martirio e il collo è trafitto da un pugnale acuminato, ovvero lo strumento che, stando all'agiografia tradizionale, vene utilizzato per la sua uccisione. Presente anche il controverso particolare del piatto con gli occhi (l'argomento è ampiamente dibattuto e secondo la più diffusa interpretazione deriverebbe dall'associazione etimologica del nome di Lucia con quello di Luce, in latino “Lux”). Per ulteriori dettagli agiografici si rinvia al sito Santi e Beati.

La casa contenente l'immagine di Santa Lucia - Ortofoto, anno 2012
Regione Toscana - Sistema Informativo Territoriale ed Ambientale
Per gentile disponibilità Geoscopio maps by Regione Toscana
are licensed under a Creative Commons Attribution - 3.0 Italia License

Ma cosa ci fa un'immagine del genere all'ingresso di una vecchia casa colonica?
La risposta è semplice. Quella casa, infatti, nel Catasto Generale della Toscana (che per il Comune di San Miniato è datato al 1834) risulta appartenere alla “Chiesa di S. Lucia a Calenzano”.

Nel Catasto Leopoldino viene riportato il toponimo di “Podere di Lazzerone”. Chi fosse costui non ci è dato di sapere, forse un antico proprietario. Nella cartografia contemporanea come la Carta Tecnica Regionale, invece, lo stesso edificio è contrassegnato dall'indicazione “Casa Santa Lucia”.
Esattamente come i nobili, che erano soliti apporre il proprio stemma familiare sulla case di cui erano proprietari, anche le chiese “marchiavano” gli immobili in modo che i loro possedimenti fossero riconoscibili immediatamente. Era una pratica diffusa tanto in città quanto in campagna.

Nel territorio del Comune di San Miniato si trova almeno un altro paio di esempi simili, sopravvissuti fino ai giorni nostri. Si tratta di due case coloniche, una a La Serra e l'altra a San Donato. La prima, caratterizzata dalla presenza di un dipinto murale, praticamente nella stessa posizione, raffigurante San Regolo. Questo perché la casa era di proprietà della Parrocchia di Bucciano, il cui titolare è proprio San Regolo. La seconda contiene invece l'immagine di "Santa Cristiana", ovvero Beata Oringa Menabuoi in quanto l'abitazione di proprietà del Monastero di Santa Cristiana di Santa Croce sull'Arno.

Di seguito alcune immagini tratte dalla cartografia storica e moderna.

Il “Podere di Lazzarone” nel Catasto Generale Toscano,
C. di S. Miniato, Sez. K – Marzana, Cappuccini e Calenzano – Foglio n. 4
Archivio di Stato di Pisa, Catasto terreni, Mappe, San Miniato, n. 31
Immagine tratta dal sito web del “Progetto CASTORE”
Regione Toscana e Archivi di Stato Toscani. Per gentile disponibilità. Info Crediti e Copyright

Il “Podere di Lazzarone” nel Catasto Generale Toscano,
C. di S. Miniato, Sez. K – Marzana, Cappuccini e Calenzano – Foglio n. 4
Con sovrapposizione della cartografia catastale moderna (in rosso)
Archivio di Stato di Pisa, Catasto terreni, Mappe, San Miniato, n. 31
Immagine tratta dal sito web del “Progetto CASTORE”
Regione Toscana e Archivi di Stato Toscani. Per gentile disponibilità. Info Crediti e Copyright

Le proprietà della “Chiesa di S. Lucia a Calenzano” (azzurro)
segnate nel Catasto Generale della Toscana
Immagine tratta da DidaLabs – Dipartimento di Architettura
Il Catasto di San Miniato al tempo dei Lorena”
Progetto di Tommaso Borghini e Letizia Coltellini
Per gentile disponibilità Creative Commons Attribuzione – Non Commerciale
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Le proprietà della “Chiesa di S. Lucia a Calenzano” (azzurro)
segnate nel Catasto Generale della Toscana
Immagine tratta da DidaLabs – Dipartimento di Architettura
Il Catasto di San Miniato al tempo dei Lorena”
Progetto di Tommaso Borghini e Letizia Coltellini
Per gentile disponibilità Creative Commons Attribuzione – Non Commerciale
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La “Casa di Santa Lucia” nella Carta Tecnica Regionale
Regione Toscana - Sistema Informativo Territoriale ed Ambientale
Per gentile disponibilità Geoscopio maps by Regione Toscana
are licensed under a Creative Commons Attribution - 3.0 Italia License

La “Casa di Santa Lucia” nella Carta Tecnica Regionale
Regione Toscana - Sistema Informativo Territoriale ed Ambientale
Per gentile disponibilità Geoscopio maps by Regione Toscana
are licensed under a Creative Commons Attribution - 3.0 Italia License
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