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domenica 27 novembre 2016

APSM-ISVP-0019 L'EDICOLA DELLA SACRA FAMIGLIA IN VIA MAREMMANA, LOC. PALAGIO

di Francesco Fiumalbi


APSM-ISVP-019
L'EDICOLA DELLA SACRA FAMIGLIA IN VIA MAREMMANA, LOC. PALAGIO

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Edicola votiva
Luogo: San Miniato, via Maremmana, Loc. Palagio
Tipologia: Edicola
Tipologia immagine: Ceramica dipinta e smaltata
Soggetto: Sacra Famiglia
Altri soggetti: San Regolo, Santa Lucia e San Giovanni Battista
Autore: Sconosciuto (immagine principale); M. T. (le tre figure laterali)
Epigrafe: NO
Indulgenza: NO
Periodo: XVIII secolo (edicola), anni '90 del '900 (immagini sacre).
Riferimenti: nessuno
Id: APSM-ISVP-0019

L'edicola della Sacra Famiglia in via Maremmana
Foto di Francesco Fiumalbi

DESCRIZIONE
Lungo via Maremmana, la strada che collega Ponte a Egola a La Serra, all'altezza di Loc. Palagio, si trova un'edicola votiva dedicata alla Sacra Famiglia. Il percorso è molto antico e costituisce la strada principale della Valdegola che, in posizione pedecollinare, costeggia più o meno parallelamente alla riva di sinistra del Torrente Egola.
L'edicola è un manufatto parallelepipedo in muratura a pianta rettangolare, caratterizzato da un piccolo zoccolo basamentario e, con i suoi quasi 3 metri d'altezza, da una significativa elevazione. In ognuno dei quattro lati è presente un archivolto: quello principale è più profondo e contiene l'immagine della Sacra Famiglia; gli altri tre hanno un rientro più modesto e vi sono collocate le immagini dedicate a San Regolo, a Santa Lucia e a San Giovanni Battista. La copertura è a padiglione, leggermente aggettante in gronda, sormontata da una piccola cuspide in pietra su cui è inserita una croce in metallo equilatera, con terminazioni a forma di freccia (per questo viene chiamata anche “croce frecciata”).

L'edicola della Sacra Famiglia in via Maremmana
Foto di Francesco Fiumalbi

LA STORIA
Da un punto di vista storico, l'edicola è rappresentata già nel Catasto Generale Toscano (che per il territorio di San Miniato è datato agli anni '30 dell'800). Per questo si può ipotizzare che la costruzione fosse presente già nel '700. L'attuale sistemazione, invece, si deve ai parrocchiani di La Serra-Bucciano-Montebicchieri che, negli anni '90 del XX secolo, restaurarono l'antico manufatto sotto la guida dell'allora parroco Don Luciano Niccolai.
L'edicola, infatti, si trovava in pessime condizioni di manutenzione: nell'archivolto principale, sulla superficie intonacata, era ancora lievemente avvertibile l'antica immagine dipinta, raffigurante una Sacra Famiglia. Tuttavia la pittura murale era talmente danneggiata da risultare ormai irrecuperabile. A quel punto, vista l'impossibilità di ripristinare la vecchia immagine, fu comunque deciso di mantenere il soggetto della Sacra Famiglia. A questa composizione, furono affiancate le figure di San Regolo, Santa Lucia e San Giovanni Battista.

Estratto dal Catasto Generale Toscano, Comunità di San Miniato, Sezione “S”, Montebicchieri, Foglio n. 2 – Archivio di Stato di Pisa, Catasto Terreni, Mappe, San Miniato, n. 77
Con evidenziata la posizione dell'edicola della Sacra Famiglia
[tratto da Geoscopio – Regione Toscana]

Estratto dal Catasto Generale Toscano, Comunità di San Miniato, Sezione “S”, Montebicchieri, Foglio n. 2 – Archivio di Stato di Pisa, Catasto Terreni, Mappe, San Miniato, n. 77
con evidenziata la posizione dell'edicola della Sacra Famiglia
[tratto da Geoscopio – Regione Toscana]

L'EDICOLA COME UNA BUSSOLA
San Regolo è il titolare della chiesa di Bucciano, la cui parrocchia comprendeva, in antico, il territorio dove oggi sorge La Serra e confinava a nord-ovest con la parrocchia di Santa Lucia a Montebicchieri. Infine San Giovanni Battista era il santo co-titolare delle antiche pievi di Santa Maria a Barbinaia e di San Saturnino di Fabbrica, da cui dipendevano le due chiese di Bucciano e Montebicchieri.
Nel collocare le figure sui lati del parallelepipedo fu fatta attenzione al contesto geografico e alla posizione delle chiese: la figura di San Regolo è collocata sul lato retrostante, in direzione sud, ovvero idealmente rivolto alla chiesa di Bucciano; l'immagine di Santa Lucia è sul lato destro, verso la strada e in direzione ovest, cioè rivolta a Montebicchieri; San Giovanni Battista invece è sul lato sinistro, verso l'Egola, in direzione Est, rivolto idealmente verso la posizione dell'antica Pieve di San Saturnino, che si trovava a Molino d'Egola [vedi il post: FABBRICA E LA PIEVE DI SAN SATURNINO] Praticamente, l'edicola votiva funziona come un'ideale bussola delle chiese della bassa Valdegola.

L'edicola della Sacra Famiglia in via Maremmana
Foto di Francesco Fiumalbi

L'edicola della Sacra Famiglia in via Maremmana
Foto di Francesco Fiumalbi

Carta Tecnica Regionale, scala 1:10000
con evidenziata la posizione dell'edicola della Sacra Famiglia
[tratto da Geoscopio – Regione Toscana]

LE IMMAGINI SACRE
L'immagine principale raffigura una Sacra Famiglia ed è costituita da un bassorilievo in ceramica dipinta e smaltata. Da un punto di vista stilistico si rifà alle celebri “robbiane”, ovvero quei manufatti ceramici usciti dalla famosa manifattura fiorentina gestita dai Della Robbia (Luca, Andrea, Giovanni, etc) a partire dal '400. Il manufatto in questione è un prodotto artigianale, realizzato “a stampo” e decorato a mano.
Gesù Bambino è seduto sulle ginocchia della Madonna, che lo abbraccia teneramente. Di fianco San Giuseppe, con il bastone e la lunga barba. Le tre figure, lasciate di colore bianco, risaltano nel fondale azzurro. La scena è idealmente inserita all'interno di una cornice, costituita da una ricca ghirlanda colorata. Al suo interno si riconoscono vari frutti: la prugna, il limone, la pesca (o mela), la melagrana e l'uva. Senza entrare nei dettagli, sono tutte allegorie simboliche legate alla Passione e alla Resurrezione di Cristo, ma anche agli attributi della Madonna e della Chiesa. Stesso discorso per i bianchi fiori di narciso sparsi all'interno della ghirlanda. Tutta la composizione è poi sostenuta da due mensole, nella forma ideale di cornucopie, colme di frutta. E al centro delle due, ancora una coppia di mazzi floreali, costituiti da gigli o narcisi.
Le altre tre formelle, raffiguranti San Regolo, Santa Lucia e San Giovanni Battista, sono state realizzate da un decoratore che ha lasciato solo le proprie iniziali, “M. T.”, presenti in basso a destra di ogni elemento. Le tre figure, di semplice ed immediata composizione, seguono i tratti caratteristici dell'iconografia tradizionale.

Particolare dell'immagine della Sacra Famiglia
Foto di Francesco Fiumalbi

Particolare della formella di San Regolo
Foto di Francesco Fiumalbi

Particolare della formella di Santa Lucia
Foto di Francesco Fiumalbi

Particolare della formella di San Giovanni Battista
Foto di Francesco Fiumalbi

lunedì 20 giugno 2016

L'AFFRESCO DI SANTA LUCIA IN VIA ENSI NEL COMUNE DI SAN MINIATO

di Francesco Fiumalbi


APSM-ISVP-018
L'AFFRESCO DI SANTA LUCIA IN VIA ENSI NEL COMUNE DI SAN MINIATO

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Pittura murale su abitazione
Luogo: San Miniato, via Ensi
Tipologia: Pittura murale
Tipologia immagine: Pittura murale
Soggetto: Santa Lucia
Altri soggetti: NO
Autore: Sconosciuto
Epigrafe: NO
Indulgenza: NO
Periodo: seconda metà '700.
Riferimenti: nessuno
Id: APSM-ISVP-0018

Santa Lucia, pittura murale
sulla facciata di una casa colonica
a San Miniato, via Ensi
Foto di Francesco Fiumabi

DESCRIZIONE
Lungo via Ensi, la strada di fondovalle che segue più o meno parallelamente l'omonimo corso d'acqua, si trovano numerose abitazioni “storiche”. Sono vecchie case contadine o “coloniche”, cioè date ai “coloni” che lavoravano i poderi col sistema della mezzadria. In particolare, nel tratto compreso fra Calenzano e Marzana “bassa” – o Parrino, se preferite – a poca distanza dall'intersezione con la via che conduce al Volpaio e poi a San Quintino, si trova una casa colonica un po' “speciale”.
Attualmente non risulta abitata, ma lo è stata fino a non molti anni fa. In facciata, proprio al di sopra della scala e sotto alla piccola loggia che segna l'ingresso all'abitazione, è situata una curiosa pittura murale raffigurante Santa Lucia. Dalla strada si vede perfettamente e da un punto di vista stilistico è possibile attribuirla alla seconda metà del '700. Le dimensioni dell'immagine, iscritta in una sottile cornice bruna, a occhio, sono di circa 60x60 cm: un “braccio” quadrato secondo le antiche unità di misura.


Santa Lucia, pittura murale
sulla facciata di una casa colonica
a San Miniato, via Ensi
Foto di Francesco Fiumabi

L'iconografia è perfettamente aderente a quella della giovane siciliana uccisa per la sua adesione al Cristianesimo. La tunica rossa, tipica dei martiri, è avvolta da un mantello azzurro, simbolo di purezza, esattamente come quello della Vergine Maria. Col braccio sinistro tiene la palma del martirio e il collo è trafitto da un pugnale acuminato, ovvero lo strumento che, stando all'agiografia tradizionale, vene utilizzato per la sua uccisione. Presente anche il controverso particolare del piatto con gli occhi (l'argomento è ampiamente dibattuto e secondo la più diffusa interpretazione deriverebbe dall'associazione etimologica del nome di Lucia con quello di Luce, in latino “Lux”). Per ulteriori dettagli agiografici si rinvia al sito Santi e Beati.

La casa contenente l'immagine di Santa Lucia - Ortofoto, anno 2012
Regione Toscana - Sistema Informativo Territoriale ed Ambientale
Per gentile disponibilità Geoscopio maps by Regione Toscana
are licensed under a Creative Commons Attribution - 3.0 Italia License

Ma cosa ci fa un'immagine del genere all'ingresso di una vecchia casa colonica?
La risposta è semplice. Quella casa, infatti, nel Catasto Generale della Toscana (che per il Comune di San Miniato è datato al 1834) risulta appartenere alla “Chiesa di S. Lucia a Calenzano”.

Nel Catasto Leopoldino viene riportato il toponimo di “Podere di Lazzerone”. Chi fosse costui non ci è dato di sapere, forse un antico proprietario. Nella cartografia contemporanea come la Carta Tecnica Regionale, invece, lo stesso edificio è contrassegnato dall'indicazione “Casa Santa Lucia”.
Esattamente come i nobili, che erano soliti apporre il proprio stemma familiare sulla case di cui erano proprietari, anche le chiese “marchiavano” gli immobili in modo che i loro possedimenti fossero riconoscibili immediatamente. Era una pratica diffusa tanto in città quanto in campagna.

Nel territorio del Comune di San Miniato si trova almeno un altro paio di esempi simili, sopravvissuti fino ai giorni nostri. Si tratta di due case coloniche, una a La Serra e l'altra a San Donato. La prima, caratterizzata dalla presenza di un dipinto murale, praticamente nella stessa posizione, raffigurante San Regolo. Questo perché la casa era di proprietà della Parrocchia di Bucciano, il cui titolare è proprio San Regolo. La seconda contiene invece l'immagine di "Santa Cristiana", ovvero Beata Oringa Menabuoi in quanto l'abitazione di proprietà del Monastero di Santa Cristiana di Santa Croce sull'Arno.

Di seguito alcune immagini tratte dalla cartografia storica e moderna.

Il “Podere di Lazzarone” nel Catasto Generale Toscano,
C. di S. Miniato, Sez. K – Marzana, Cappuccini e Calenzano – Foglio n. 4
Archivio di Stato di Pisa, Catasto terreni, Mappe, San Miniato, n. 31
Immagine tratta dal sito web del “Progetto CASTORE”
Regione Toscana e Archivi di Stato Toscani. Per gentile disponibilità. Info Crediti e Copyright

Il “Podere di Lazzarone” nel Catasto Generale Toscano,
C. di S. Miniato, Sez. K – Marzana, Cappuccini e Calenzano – Foglio n. 4
Con sovrapposizione della cartografia catastale moderna (in rosso)
Archivio di Stato di Pisa, Catasto terreni, Mappe, San Miniato, n. 31
Immagine tratta dal sito web del “Progetto CASTORE”
Regione Toscana e Archivi di Stato Toscani. Per gentile disponibilità. Info Crediti e Copyright

Le proprietà della “Chiesa di S. Lucia a Calenzano” (azzurro)
segnate nel Catasto Generale della Toscana
Immagine tratta da DidaLabs – Dipartimento di Architettura
Il Catasto di San Miniato al tempo dei Lorena”
Progetto di Tommaso Borghini e Letizia Coltellini
Per gentile disponibilità Creative Commons Attribuzione – Non Commerciale
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Le proprietà della “Chiesa di S. Lucia a Calenzano” (azzurro)
segnate nel Catasto Generale della Toscana
Immagine tratta da DidaLabs – Dipartimento di Architettura
Il Catasto di San Miniato al tempo dei Lorena”
Progetto di Tommaso Borghini e Letizia Coltellini
Per gentile disponibilità Creative Commons Attribuzione – Non Commerciale
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La “Casa di Santa Lucia” nella Carta Tecnica Regionale
Regione Toscana - Sistema Informativo Territoriale ed Ambientale
Per gentile disponibilità Geoscopio maps by Regione Toscana
are licensed under a Creative Commons Attribution - 3.0 Italia License

La “Casa di Santa Lucia” nella Carta Tecnica Regionale
Regione Toscana - Sistema Informativo Territoriale ed Ambientale
Per gentile disponibilità Geoscopio maps by Regione Toscana
are licensed under a Creative Commons Attribution - 3.0 Italia License

domenica 13 dicembre 2015

SANTA LUCIA NEL TERRITORIO DI SAN MINIATO

a cura di Francesco Fiumalbi


Il 13 dicembre la Chiesa Cattolica ricorda Santa Lucia Vergine e Martire.

LE CHIESE
Nel territorio sanminiatese le chiese dedicate alla santa sono:
- la chiesa dei SS. Jacopo e Lucia di San Miniato (comunemente detta di San Domenico),  già suffraganea della Pieve di San Genesio, documentata dal 1195;
- la chiesa di Santa Lucia a Calenzano (inizialmente intitolata a Santa Maria), già suffraganea della Pieve di San Genesio documentata dall'anno 904);
- la chiesa di Santa Lucia a Cusignano, già suffraganea della Pieve di Corazzano, documentata dalla fine del XII secolo;
- la chiesa di Santa Lucia a Montebicchieri, già suffraganea della Pieve di Fabbrica, documentata dal 1260;
- la chiesa di Santa Lucia a Scoccolino, oggi scomparsa, già suffraganea della Pieve di Fabbrica, documentata dal 1260.

CAPPELLE E BENEFICI
Nel territorio sanminiatese le cappelle o i benefici ecclesiastici dedicati alla santa sono:
- la cappella di S. Lucia presso la chiesa  dei SS. Jacopo e Lucia di San Miniato (comunemente detta di San Domenico), costituita da un arcosolio con altare a ridosso della controfacciata, sulla sinistra rispetto all'ingresso;

NELL'ARTE
Nel territorio sanminiatese le opere d'arte dedicate a Santa Lucia sono:
Santa Lucia, statua della seconda metà del '400, dim. h. 150 cm, attribuita alla bottega di Nino Pisano, conservata presso il Museo Diocesano d'Arte Sacra e proveniente dalla chiesa di Santa Lucia a Calenzano.
Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista, Lucia, Giovanni Gualberto e Pietro, pala d'altare, olio su tela, datata 1519 e attribuita al Maestro dei Cassoni Campana. L'intera pala fu rubata nel 1980 nella chiesa di Santa Lucia a Montebicchieri dove, fino a quel momento, era tenuta. Recuperata nel 2008 solo la parte centrale, la Madonna col Bambino, è attualmente conservata presso il Museo Diocesano d'Arte Sacra.
- Incoronazione della Vergine con Angeli e Santi Bartolomeo, Cosimo, Lucia, Damiano e Sebastiano, pala d'altare di Domenico di Zanobi (allievo di Filippo Lippi, datata al 1480 circa, già nell'oratorio di Santa Maria al Fortino, poi nella chiesa della SS. trinità e oggi conservato presso il Museo della Misericordia di San Miniato all'interno di Palazzo Roffia.
- Pietà con i Santi Pietro, Giovanni Battista, Sebastiano e Lucia, di Francesco di Agnolo Lanfranchi detto lo "Spillo", tavola dipinta ad olio e realizzata nel 1528 per la  Cappella di Maria Santissima Addolorata nella Cattedrale dei SS. Maria Assunta e Genesio Martire.
- Santa Lucia, affresco del XVIII secolo nella parete sinistra dell'Oratorio del Loretino al piano terreno del Palazzo Comunale.
- Santa Lucia, pittura murale della seconda metà del '700, situata sulla facciata di una casa colonica in via Ensi fra Calenzano e Marzana. Vedi il post L'AFFRESCO DI SANTA LUCIA IN VIA ENSI NEL COMUNE DI SAN MINIATO

NELLE MARGINETTE
Santa Lucia, su ceramica dipinta e smaltata degli anni '90 del '900, situata su una facciata dell'EDICOLA DELLA SACRA FAMIGLIA IN VIA MAREMMANA, LOC. PALAGIO, assieme alla Sacra Famiglia e alle figure di San Regolo e di San Giovanni Battista.

FESTE E MANIFESTAZIONI RELIGIOSE
Al momento non si ha notizia di feste e manifestazioni religiose dedicate a Santa Lucia nel territorio di San Miniato.

ALTRO
Al momento non si hanno altre notizie relative alla venerazione di Santa Lucia nel territorio di San Miniato.

RIFERIMENTI:

La chiesa di Santa Lucia a Montebicchieri
Foto di Francesco Fiumalbi


La chiesa di Santa Lucia a Cusignano
Foto di Francesco Fiumalbi


La chiesa di Santa Lucia a Calenzano
Foto di Francesco Fiumalbi


La chiesa dei SS. Jacopo e Lucia, comunemente detta di San Domenico
Foto di Francesco Fiumalbi


Santa Lucia, pittura murale, XVIII secolo - San Miniato, via Ensi
Foto di Francesco Fiumalbi

martedì 6 agosto 2013

CUSIGNANO [SAN MINIATO] - DIZIONARIO REPETTI


CUSIGNANO [Comune di San Miniato]

Chiesa di Santa Lucia a Cusignano
Foto di Francesco Fiumalbi 

CUSIGNANO nel Val d’Arno inferiore. Casale e parrocchia (S. Lucia) già filiale della pieve di Corazzano, ora suburbana di San Miniato, da cui è 3 miglia toscane a ostro, Comunità Giurisdizione e Diocesi medesima, Compartimento di Pisa (1).
La parrocchia di S. Lucia a Cusignano conta 310 abitanti.

Repetti Emanuele, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana contenente la descrizione di tutti i luoghi del Granducato, Ducato di Lucca Garfagnana e Lunigiana, Tofani, Firenze, 1833, Vol. I, p. 838.

NOTE E RIFERIMENTI
(1) Al tempo in cui scrive Emanuele Repetti, Cusignano così come l'intero territorio comunale di San Miniato faceva parte del “Compartimento”, poi Provincia, di Firenze, da cui fu staccato nel 1925, quando fu assegnato a Pisa. Si tratta, evidentemente, di un errore.

martedì 3 luglio 2012

MONTECASTELLO (PI)

di Francesco Fiumalbi

Montecastello è uno splendido borgo arroccato sulla cima di una collina, fra la Valdera e la Chiecinella, in prossimità del Valdarno Inferiore, nel Comune di Pontedera.
L’insediamento di origine longobarda chiamato Monte Alto, fu trasformato in Monte Castello, a seguito della costruzione del fortilizio dei Della Gherardesca, che poi lo donarono all’Abbazia di Serena, presso Chiusdino (SI). Nella prima metà del XII secolo, fu venduto alla Diocesi Lucchese, che provvide ad infeudarlo ad alcune famiglie comitali.
Vista la sua posizione tra la Valdera e il Valdarno, Montecastello divenne oggetto di vari tentativi di conquista da parte di Pisa, con la devastazione del 1148 e poi con il privilegio di Federico I del 1162, confermato da Enrico VI nel 1191. Tuttavia, il possesso del castello da parte della Diocesi di Lucca, fu confermato dai diplomi di Arrigo VI nel 1194 e Ottone IV nel 1209.
Solo nel 1222, Pisa riuscì a conquistare Montecastello assieme a tutti i castelli della zona che furono definitivamente annessi al contado pisano. Nel 1228, il Papa Gregorio IX tentò inutilmente di far restituire i castelli al vescovo di Lucca. Altri tentativi si verificarono nel 1237, nel 1244 e nel 1276. Montecastello, rimase comunque un centro importante, come testimoniato dagli ampliamenti alla cinta difensiva, riconoscibili oggi in tre cerchie murarie.
Nella prima metà del ‘300, la chiesa dei SS. Stefano e Lucia, già suffraganea della Pieve di San Gervasio, acquisì il fonte battesimale ereditandolo dall’ormai decaduta Pieve di Laviano, che si trovava nei pressi dell’odierna Castel del Bosco.
Con la caduta di Pisa nel 1406, Montecastello fu dichiarato comunità autonoma ed entrò a far parte dello stato fiorentino, all’interno del Vicariato di Pontedera. La Comunità fu dotata di Statuti, di cui ci rimangono quelli datati 1468. La situazione rimase invariata fino al 1774, quando Montecastello fu annesso al Comune di Pontedera.
Oltre alla chiesa, collocata alla sommità del colle dove si trovava il cassero, di particolare interesse è la villa Torrigiani Malaspina, antica residenza nobiliare fatta costruire dalla famiglia Galletti, di origine pisana, inglobando parte delle antiche strutture difensive, ormai dismesse dopo la caduta di Pisa. La villa, dotata anche di cappella privata con decorazioni a trompe-l’oeil, passò ai Franceschi per linea femminile e infine ai Malaspina Torrigiani, attraverso il matrimonio tra Vittoria di Lelio Franceschi e il Marchese Torquato Malaspina.
Lungo la strada per Pontedera, si conserva ancora la fonte, oggi in disuso. Da non perdere, lungo la strada per San Gervasio, il seicentesco Oratorio della Madonna del Piano, rinnovato da Francesco Galletti nel 1774.
Nel 1944 la chiesa e la torre campanaria furono minate dall’esercito tedesco in ritirata. La chiesa fu ricostruita nel 1948 e la torre nel 1967, poi nuovamente ristrutturata nel 2006.

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
(1) Repetti Emanuele, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, Tofani, Firenze, 1833, Tomo III, v. Monte Castello in Val d’Era, pp. 242-243
(2) Gorini Pier Luigi, Montecastello, storia, cronaca e leggenda, FM Edizioni, San Miniato, 2002.
(3) Ceccarelli Lemur Maria Luisa, Giurisdizioni signorili ecclesiastiche e inquadramenti territoriali, in in Malvolti Alberto e Giuliano Pinto (a cura di), Il Valdarno Inferiore terra di confine nel Medioevo (Secoli XI-XV), Atti del convegno di studi 30 settembre – 2 ottobre 2005, Leo S. Olschki, Firenze, 2009.
(4) Ronzani Mauro, Definizioni e trasformazione di un sistema d’inquadramento ecclesiastico: la pieve di Fucecchio e le altre pievi del Valdarno fra XI e XV secolo, in Malvolti Alberto e Giuliano Pinto (a cura di), Il Valdarno Inferiore terra di confine nel Medioevo (Secoli XI-XV), Atti del convegno di studi 30 settembre – 2 ottobre 2005, Leo S. Olschki, Firenze, 2009.
(5) Kirner Giuseppe, Statuti et ordini di Monte Castello, Romagnoli Dall’Aqua, Bologna, 1890.
(6) Sito internet del Comune di Pontedera

Montecastello, veduta panoramica
Foto di Francesco Fiumalbi

Montecastello, veduta panoramica
Foto di Francesco Fiumalbi

Montecastello, chiesa dei SS. Stefano e Lucia
Foto di Francesco Fiumalbi

Montecastello, chiesa dei SS. Stefano e Lucia
Foto di Francesco Fiumalbi

Montecastello, torre campanaria
Foto di Francesco Fiumalbi

Montecastello, stemma Franceschi-Galletti
Foto di Francesco Fiumalbi

Montecastello, villa Torrigiani Malaspina, già Galletti
Foto di Francesco Fiumalbi

Montecastello, piazza della Porta
Villa Torrigiani Malaspina
Foto di Francesco Fiumalbi

Montecastello, villa Torrigiani Malaspina, già Galletti
Foto di Francesco Fiumalbi

Montecastello, fonte
Foto di Francesco Fiumalbi

Montecastello, Oratorio di Santa Maria del Piano
Foto di Francesco Fiumalbi

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