venerdì 25 maggio 2012

BADIA POZZEVERI (LU)

BADIA POZZEVERI IN 2000 BATTUTE (di Francesco Fiumalbi)
Badia Pozzeveri è oggi una frazione del Comune di Altopascio. Il monumento più insigne è sicuramente l’abbazia, fondata dai camaldolesi nel 1103, attorno alla preesistente chiesa di San Pietro. Questa chiesa è documentata già nel IX secolo, e nel frattempo era diventata una “canonica”, ospitava cioè una piccola comunità di sacerdoti sotto il diretto controllo del vescovo. L’antica chiesa sorgeva lungo il tracciato della via Francigena e si affacciava sulle sponde dell’ex Lago di Sesto (o Lago di Bientina), prosciugato alla metà dell’800. L’abbazia come istituzione, per secoli ha svolto un ruolo importantissimo per la bonifica del territorio ed è stata il punto di riferimento per le attività agricole della zona circostante, la cui popolazione si era andata concentrando nel Burgo de Poctieuli, oggi Pozzeveri, dove fu fondato anche un piccolo ospedale. Nel 1260, anno del censimento della Diocesi di Lucca, con 2800 lire l’abbazia di Pozzeveri era fra le istituzioni lucchesi più ricche.
La zona fu poi teatro di numerosi eventi bellici che coinvolsero le città di Lucca, Pisa e Firenze per la prima metà del ‘300. Nei pressi fu combattuta la sanguinosa battaglia di Altopascio, nel settembre del 1325, che vide l’esercito fiorentino contrapposto a quello lucchese guidato da Castruccio Castracani.
 L’abbazia fu abbandonata per alcuni decenni, fino al XV secolo, quando fu soppressa e i possedimenti passarono al Capitolo dei Canonici della Cattedrale di San Martino di Lucca.
La chiesa, che ha subito modificazioni ed ampliamenti fino alla metà dell’800, si presenta ad unica navata, absidata e dotata di torre campanaria. L’interno, fortemente rimaneggiato, conserva gli altari seicenteschi e ampie porzioni affrescate, sia sulle pareti che sul soffitto.





mercoledì 23 maggio 2012

VICOPISANO (PI)

VICOPISANO IN 2000 BATTUTE (di Francesco Fiumalbi)
Vicopisano è uno splendido borgo situato su una altura ai piedi del Monte Pisano. Fu fondato in epoca altomedioevale col nome di Vicos Auserrisola, perché era in una posizione strategica, alla confluenza dell’Arno e di un ramo dell’Auser (il Serchio) che proveniva da nord attraversando il Lago di Sesto (o di Bientina, prosciugato alla metà dell’800).
Il vicus originario si trovava in piano, attorno all’antica Pieve di Santa Maria Assunta (ricostruita nel XII secolo). Ben presto la popolazione si spostò all’interno del castello sotto l’ala protettrice della Repubblica Pisana, che aveva costituito una formidabile linea difensiva il cui fulcro era rappresentato dalla fortezza della Verruca.
Vicopisano era munito di possenti opere difensive, di cui rimangono ben 9 torri medievali (la Torre di Brunelleschi, le due Torri Gemelle,e le torri dei Serretti, dell’Orologio, Malanima, delle Quattro Porte, del Soccorso e di via Petraia), oltre a quattro bastioni lungo il perimetro delle mura.
Secondo la tradizione, San Francesco d’Assisi, nel 1211, passò da qui fondando una chiesa con annesso ospedale, i cui resti sono identificabili in un piccolo edificio ai piedi del cassero.
Vicopisano seguì le sorti di Pisa e, nel 1406 cadde in mano ai Fiorentini, i quali riconobbero l’importante ruolo strategico del castello, ponendovi la sede del Vicariato delle Valli dell’Arno e del Serchio, e ricostruendo la rocca su progetto del celebre Filippo Brunelleschi.
Nel 1560 il Granduca Cosimo I promosse grandi opere idrauliche nella zona, fra cui il taglio dell’Arno. Vicopisano, perdendo l’importante via di comunicazione fluviale,  da questo momento in poi, rimase in una posizione marginale.
Non mancano a Vicopisano opere artistiche di notevole interesse come il bassorilievo altomedievale raffigurante la Decollazione di San Giovanni Battista collocato sulla facciata Pieve di Santa Maria Assunta. Nella stessa chiesa è conservata una bellissima Deposizione del XIII secolo.

Panorama di Vicopisano

La Torre del Brunelleschi

Pieve di Santa Maria Assunta

Decollazione di San Giovanni Battista,
Pieve di Santa Maria Assunta

Opera Cardinale Maffi

Opera Cardinale Maffi, particolare

Le Torri "Gemelle"

Municipio

Torre dei Seretti

Verso la rocca

Torre dell'Orologio

Palazzo Pretorio, già Palazzo dei Vicari

Stemmi e pavesi, Palazzo Pretorio, già Palazzo dei Vicari

Scala in pietra

Torre delle Quattro Porte

Viale alberato

Antico ospedale fondato da San Francesco

venerdì 18 maggio 2012

LEOPOLDO II IN TERAPIA INTENSIVA

di Francesco Fiumalbi

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Ci siamo! I lavori di restauro alla statua di Leopoldo II, Granduca di Toscana, sono iniziati per davvero. Dopo anni di degrado, l’Amministrazione Comunale di San Miniato ha deciso, finalmente, di occuparsi della statua in marmo che campeggia nel baricentro di piazza Buonaparte!

Il cantiere di restauro della statua di Leopoldo II
San Miniato, piazza Buonaparte
Foto di Francesco Fiumalbi

Ne abbiamo parlato molto in passato, ma è bene ricordarlo, il simulacro del Granduca Leopoldo II è un’opera del pregevole scultore fiorentino Luigi Pampaloni che utilizzò il bianco marmo delle Alpi Apuane. L’opera fu portata a termine nel 1843, ed inaugurata con solenni celebrazioni. Il costo della statua fu coperto attraverso una sottoscrizione popolare, organizzata da un comitato costituitosi all’uopo, e presieduto dal Canonico Pietro Bagnoli.


I lavori di restauro, condotti dall’impresa “Restauro Valeri s.r.l.” con sede a Camaiore (Lu), sono iniziati pochi giorni fa: mercoledì 16 maggio 2012. Il cronoprogramma prevede una durata dei lavori di 35 giorni; quindi, se tutto procederà senza intoppi, potremo ammirare nuovamente il Canapone più o meno a metà luglio 2012. Il costo dell’intervento è stimato in 17900 euro, interamente coperti dal Comune di San Miniato.


Si tratta di un’operazione della massima necessità, viste anche le condizioni poco decorose in cui la statua versava da anni. Il marmo, oltre ad essere ricoperto da un cospicuo strato di depositi superficiali di colore grigio/nero (provenienti dai tubi di scarico delle autovetture), risultava danneggiato anche nella sua compattezza. Un intervento, quindi, finalizzato non soltanto all’aspetto e al decoro della scultura, ma anche e soprattutto di consolidamento della stessa.
Vi terremo aggiornati sul prosieguo dei lavori.






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mercoledì 16 maggio 2012

sabato 12 maggio 2012

IL CATASTO LEOPOLDINO DI SAN MINIATO

I gruppi SMARTARC e Della Storia d’Empoli, in collaborazione con l’Associazione Kampino e col patrocinio del Comune di San Miniato, hanno promosso la conversazione “San Miniato al tempo dei Lorena”.

Un evento che ha visto un grande interesse da parte del pubblico intervenuto e di cui, oggi, siamo a proporre i risultati. La ricerca, condotta da Tommaso Borghini e da Letizia Coltellini, si è basata sulla digitalizzazione della porzione di Catasto Leopoldino inerente il Comune di San Miniato e datato 1834. E’ stato formato un database su base cartografica georeferenziata, all’interno del quale sono stati inseriti il codici identificativi (i numeri di particella), la proprietà, l’uso del suolo, la consistenza. Uno strumento in grado di fornire informazioni preziosissime, attraverso l’interrogazione diretta sulla mappa, oppure grazie alla possibilità di effettuare ricerche incrociate.
Il database, da oggi, è a disposizione di quanti desiderano prenderne visione, in forma gratuita, attraverso una piattaforma Web-GIS, curata dall’Associazione Urbaz00m di Firenze.
Avvertenza: con una versione non aggiornata di Internet Explorer ci sono alcuni problemi di visualizzazione; si consiglia di utilizzare Modzilla Firefox, Chrome, o un altro browser aggiornato.





sabato 5 maggio 2012

LA "MADONNINA" DEL PONTE ALLA BADIA

di Francesco Fiumalbi

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APSM-ISVP-002
MADONNA CON BAMBINO A LA CATENA, PRESSO IL PONTE ALLA BADIA

SCHEDA SINTETICA
Oggetto: Edicola votiva
Luogo: San Miniato, Loc. La Catena, via Tosco-Romagnola Est
Tipologia: Edicola in muratura
Tipologia immagine: Formella in ceramica dipinta
Soggetto: Madonna con Bambino
Altri soggetti: No
Autore: sconosciuto
Epigrafe: No
Indulgenza: No
Periodo: Formella fine '700 - inizio '800. Edicola più recente.
Riferimenti: -
Id: APSM-ISVP-002

Lungo le strade sanminiatesi vi sono molte immagini sacre. Una di queste ha una storia davvero molto suggestiva: si tratta della Madonna con Bambino collocata in prossimità del ponte alla Badia, lungo la Strada Statale n. 67 – Tosco-Romagnola Est.
L’immagine è costituita da una formella in bassorilievo di ceramica dipinta, stilisticamente riconducibile al tardo ‘700. Negli ultimi mesi è stata oggetto di numerosi atti vandalici che ne hanno compromesso l’integrità. Originariamente l’immagine raffigurava la Madonna, vestita con un abito dorato, decorato con motivi floreali e con un mantello azzurro. Sulle ginocchia Gesù e nella mano destra la coroncina del rosario. Ignoti hanno dapprima danneggiato il Bambino e infine sfigurato il volto della Madonna. Senza contare la tinteggiatura azzurra, apprezzabile per il pensiero, ma poco consona ad una edicola votiva, la copertura letteralmente da rifare, la grata da rimettere (ci sono ancora le cerniere del cancelletto).

Edicola votiva presso il ponte de “La Badia”
maggio 2011, Gesù Bambino è già danneggiato
Foto di Francesco Fiumalbi

Edicola votiva presso il ponte de “La Badia”
aprile 2012, E’ stato sfigurato il volto della Madonna
Foto di Francesco Fiumalbi

Molte delle immagini votive collocate lungo le nostre strade possono vantare una storia, una tradizione, un episodio. Pensando di fare cosa gradita, visto anche l'interesse per queste edicole che fanno parte della nostra cultura religiosa e non, riproponiamo il suggestivo articolo redatto da Don Cesare Gemignani, già rettore della Parrocchia di San Giovanni Battista di Cigoli. Fu pubblicato per la prima volta molti anni fa sul settimanale “La Domenica” ed è stato ripresentato nell’opuscolo parrocchiale distribuito alle famiglie in occasione della Santa Pasqua 2012. Si tratta del racconto di alcuni episodi miracolosi, che vedono protagonista la venerata immagine de La Catena, e che merita sicuramente attenzione.

LA MADONNA DEL PONTE
Quella mattina, ci perdoni, sembrò che la Madonnina del tabernacolo presso il ponte della Badia versasse lacrime.
Nessuno seppe con precisione il perché, ma lo intuirono e ne dettero una spiegazione gli abitanti del rione, quando appresero che Michele, il vecchio Maniscalco, era stato colpito da una sincope e dopo poche ore di spasimo se ne era spirato nel bacio del Signore.
***
Michele da parecchi anni abitava con la sua numerosa famiglia presso il ponte dirimpetto al tabernacolo.
Era sempre stato un uomo molto semplice e modesto, ma soprattutto pacifico nel vero significato della settima beatitudine evangelica. Cristiano di stampo antico, non aveva mai fatto mistero della sua fede praticata e vissuta.
Una particolare e meticolosa attenzione poi aveva sempre avuto nel cuore il tabernacolo della Madonna, nell’accendere tutte le sere dinanzi alla sacra immagine il lumino, che egli confezionava da sé col cerume acquistato dal Pievano o dal custode del cimitero.
A quella Sacra immagine, posta lì come a guardia del ponte, attribuiva l’incolumità da tanti pericoli e disgrazie, che altrimenti sarebbero avvenute.

Da quando aveva visto Gaspero dell’Ulivi schizzare incolume col carro e i buoi entro il fosso, lui, uomo di fede soleva spesso esclamare. “Qui c’è la Madonna che ci protegge!”.
E da allora quanti barrocciai aveva visto scivolare sotto le ruote, mentre sulla rampa levigata facevano da bilancino al cavallo! Quanti camions, guidati da autisti imprudenti, aveva visto fermarsi in tronco dinanzi a una brenna o al carretto trainato da una fiascaia, senza che mai fosse successo niente, neppure una scalfitura!
- Bambini – ripeteva spesso ai suoi nipotini – prima di attraversare la strada, fate attenzione e poi guardate la Madonnina! –
E i frugoletti del ponte della Badia sembrava giocassero in scaltrezza coi camions e colle velocissime auto senza mai nessun incidente.
Michele poi conservava in cuor suo anche altre storie, meno belle, di quella sacra Immagine.
Un giorno, un omaccio – almeno allora era così – preso dall’ira, aveva scaraventato con tutta forza contro il tabernacolo una ciabatta. Il bambino Gesù lo riparo con le sue tenere manine, le quali però al dir della gente, gli restarono come rattrappite.

Edicola votiva presso il ponte de “La Badia”
aprile 2012, Foto di Francesco Fiumalbi

Ma nella notte quell’uomo sentì colpirsi in viso da uno schiaffo forte, forte. Li per li non seppe che ringraziare; ma poi, dopo qualche giorno ebbe degli attimi di resipiscenza.
Quasi impressionato, si portò da Michele e a lui raccontò l’accaduto.
Michele rispose all’uomo della ciabatta: - La Madonna è buona e non percosse neppure quelli che gliLo crocifissero!
- Forse sarà stato San Giuseppe ad avvisarmi che non si tratta in quel modo la sua Sopsa e il Bambino Gesù?
- Ma no – aveva risposto Michele – San Giuseppe non salì in collera neppure contro Erode, quando dové fuggire notte tempo con la famiglia in Egitto!
- E allora chi sarà stato?
E Michele aveva risposto per la terza volta – Forse perché la Madonna ti vuol bene, avrà mandato San Giovanni Battista. Vedi sulla facciata della Pieve com’è magro e ossuto e che manona ha sospesa per aria, quando benedice!...
Dopo quell’uomo non osò più passare davanti alla Madonnina del ponte senza cavarsi il cappello.
***
Approssimandosi all’ottantina, Michele era stato toccato da parecchi acciacchi.
Le cateratte abbassate gli avevano tolto quasi completamente la vista. Passava la notte nell’insonnia. Però non aveva mai perso quella sua solita dolcezza d’animo che lo rendeva amabile da tutti.
Sapeva che si accorciavano i giorni e che bisognava prepararsi. Ed egli infatti si preparava.
Sull’imbrunire come al solito inchino davanti al tabernacolo, apriva il cancelletto di ferro e accendeva il lumino, che durava fin verso la Mezzanotte. Poi, al chiaro del lumino, dava uno sguardo alla sua bella Madonnina, la quale glielo contraccambiava di certo; come se fossero stati in due innamorati. Quindi iniziava la recita del Santo Rosario: ma dovremmo dire, forse dei Santi Rosari, perché il buon vecchio, non potendo prender sonno, tornato in casa, si poneva alla finestra, e dopo uno ne cominciava un altro. Uno in suffragio della povera Eleonora… un altro per il povero Berto… uno… fissando sempre con lo sguardo la sua Madonnina.

Edicola votiva presso il ponte de “La Badia”
Confronto maggio 2011 - aprile 2012
Foto di Francesco Fiumalbi

Il 4 gennaio, quasi all’ora consueta di alsarzi, una sincope lo inchiodò nel letto. Il dottore ne constatò la gravità. Il Pievano gli somministrò l’estrema unzione e recitò tutte le preghiere di rito per gli agonizzanti.
Alle ore 11 in punto. Tra il pianto dei figli e dei numerosi nipoti e il cordoglio di tutti quelli del rione, spirò.
Il giorno appresso molti uomini e molte donne con le candele accese, si erano radunati tra il tabernacolo e la porta di casa.
Il Pievano, dopo la benedizione della salma, aveva intonato a voce alta il salmo “Miserere” mentre il corteo funebre si stava muovendo.
Lo credereste? La Madonnina posta a guardia del Ponte fu veduta allora sorridere e versare dagli occhi perle di lacrime d’argento sul lumino acceso, mentre il Bambino Gesù muoveva le manine non più rattrappite per benedire.
(Don Cesare Gemignani)

venerdì 4 maggio 2012

VIDEO - San Miniato al tempo dei Lorena

I gruppi SMARTARC e Della Storia d’Empoli, in collaborazione con l’Associazione Kampino e col patrocinio del Comune di San Miniato, hanno promosso la conversazione “San Miniato al tempo dei Lorena”, tenutasi venerdì 4 maggio 2012.
In questa occasione è stata presentata l'interessante ricerca condotta da Letizia Coltellini e da Tommaso Borghini e che ha visto come base, lo studio del Catasto Leopoldino del Comune di San Miniato, redatto nel 1834. Di seguito proponiamo i video della conversazione:
Riprese e montaggio di Alessio Guardini








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