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sabato 10 agosto 2013

10-16 AGOSTO - IL PROGRAMMA DEL PALIO DI SAN ROCCO - FESTIVAL DEL PENSIERO POPOLARE


SABATO 10 AGOSTO 2013 – LA VISTA
Dalle ore 17 in Piazza Buonaparte: Straordinaria visita di San Rocco Pellegrino alla città di San Miniato. Alle 18,30 nell'Oratorio di San Rocco Alessia Arena e Piero Nissim parlano di Rosa Balistreri: “Amore tu lo sai, la vita è amara. L'ultima cantastorie siciliana”. A seguire Ensemble Alraune Alessia Arena voce e Mario Sollazzo clavicembalo e tamburi interpretano “Una voce tra Firenze e Palermo” su Rosa Balistreri. Ore 21,30 Giardino del Palazzo del Campana Guazzesi (area ristorante) il Gruppo Kore presenta Quarto stato: Lavorare stanca spettacolo di canzoni e teatro degli anziani di 7 case di riposo della zona. Ore 24 Giardino dietro la chiesa di Santo Stefano e altri luoghi Andrea Giuntini e Andrea Mancini interpretano brani da Teatro popolare minimo di Carlo Lapucci.

DOMENICA 11 AGOSTO 2013 – L'OLFATTO
Dalle ore 17 in Piazza Buonaparte: straordinaria visita di San Rocco Pellegrino alla città di San Miniato. Alle ore 18 Oratorio di San Rocco, Anna Braschi e Maria Teresa Piampiani parlano dei “Versanti e ciglioni di San Miniato, un progetto di salvaguardia”. Michela Pasquali parla con Sandro
Saccuti del suo libro I giardini di Manhattan. Storie di Guerrilla Gardens (Bollati Boringhieri 2008). Ore 18,45 Chiesa di San Paolo, celebrazione di Santa Chiara. Andrea Giuntini recita Dio del silenzio, apri la solitudine: la voce dei poeti sul destino dell’uomo. All’arpa Antonella Natangelo. Alle ore 20,30 Giardino del Palazzo del Campana Guazzesi (area ristorante) “Il pretino di Sant'Angelo” su don Giovan Battista Landeschi, parroco agronomo di Sant’Angelo a Montorzo. A seguire Maria Fancelli e Giovanni Cipriani parlano di Gli Autoritratti di Dilvo (e Beppina) Lotti. Di seguito La conchiglia di Santiago e il Comune di San Miniato: “Geppinella” un film su Giuseppina Gazzarrini Lotti. Ore 24 Giardino dietro la chiesa di Santo Stefano e altri luoghi, Andrea Giuntini e Andrea Mancini interpretano brani da Teatro popolare minimo di Carlo Lapucci.

LUNEDI' 12 AGOSTO 2013 – IL GUSTO
Dalle ore 17 piazza Buonaparte Straordinaria visita di San Rocco Pellegrino alla città di San Miniato. Alle ore 18,30 Oratorio di San Rocco: Piero Nissim racconta di suo padre Giorgio, medaglia d’oro del presidente della Repubblica, eroe negli anni del fascismo, insieme a Fratel Arturo Paoli e a Gino Bartali e canta la Canzone di Giorgio e Gino. A seguire Proiezione del film “Giorgio Nissim. Un eroe semplice”, regia Vera Paggi, prod. Rai News. Alle ore 20,30 Giardino Del Campana Guazzesi (area ristorante) Poesia della Danza con Maria Teresa Spinelli, ballerina di flamenco. A seguire Piero Nissim e Matteo Scarpettini alle percussioni interpretano "Anch’io mi indigno", recital di poesie e canzoni. Ore 21,30 Cinema all’aperto La Cisterna Giovani Orizzonti, rassegna di cinema (V edizione) diretta da Jacopo Mancini, proiezione di “Acciaio” di Stefano Mordini. A seguire incontro con l’attore Andrea Filippi a cura di Jacopo Mancini. Il film sarà preceduto da 15 minuti di cortometraggi Fedic (Federazione Italiana Cineclub), con introduzione di Roberto Merlino, presidente nazionale della Fedic. Ore 24 Giardino dietro la chiesa di Santo Stefano e altri luoghi Andrea Giuntini e Andrea Mancini interpretano brani da Teatro popolare minimo di Carlo Lapucci.

MARTEDI' 13 AGOSTO 2013 – IL TATTO
Dalle ore 17 piazza Buonaparte: straordinaria visita di San Rocco Pellegrino alla città di San Miniato. Alle ore 18,30 Oratorio di San Rocco: David Parri racconta di Ludovico Cardi detto il Cigoli e dei suoi straordinari rapporti con Galileo Galilei, nel 400° anniversario della morte. A seguire Andrea Giuntini attore e Marzio Matteoli liutista interpretano “Le lune e le Madonne”, lettere e altro tra Cigoli e Galileo. Ore 21,00 Giardino del Palazzo del Campana Guazzesi (area ristorante) Ezio Cenni: canzoni e storie in bianco e nero. Ore 24 Giardino dietro la chiesa di Santo Stefano e altri luoghi Andrea Giuntini e Andrea Mancini interpretano brani da Teatro popolare minimo di Carlo Lapucci.

MERCOLEDI' 14 AGOSTO 2013 – L'UDITO
Dalle ore 17 piazza Buonaparte: straordinaria visita di San Rocco Pellegrino alla città di San Miniato. Alle ore 18,30 Oratorio di San Rocco Cristiano Mazzanti convince il pubblico su “Perché non bisogna leggere solo i classici: elogio della letteratura contemporanea”. A seguire Andrea Giuntini interpreta “Il ponte e altri postacci” di Giovanni Taddei. Ore 21,00 Giardino Del Campana Guazzesi (area ristorante) Concerto di Celina e il gruppo “Canzoni vicine all’orecchio”. Alle ore 21,30 Cinema all’aperto La Cisterna Giovani Orizzonti, rassegna di cinema (V edizione) diretta da Jacopo Mancini, proiezione di "Il rosso e il blu" di Giuseppe Piccioni. Il film sarà preceduto da 15 minuti di cortometraggi Fedic. Ore 24 Giardino dietro la chiesa di Santo Stefano e altri luoghi Andrea Giuntini e Andrea Mancini interpretano brani da Teatro popolare minimo di Carlo Lapucci.

GIOVEDI' 15 AGOSTO 2013 – IL CUORE – FESTA DELLA VIA FRANCIGENA
Dalle ore 18,30 Oratorio di San Rocco: Marcello Baraghini editore dei libri “Mille lire e di mille altre iniziative per la diffusione della cultura” presenta, insieme all’autore Alessandro Angeli il libro, “Storia d’amore e d’anarchia” di Antonio Gamberi minatore e poeta sovversivo, che si può scaricare dal sito www.stradebianche.org o comprare per pochi euro. Ore 21,30 piazza Buonaparte Sfilata spettacolo di San Rocco, attori, cavalli e altri animali (chi ha un cane o un altro animale lo può portare) con intervento della Filarmonica Giuseppe Verdi e di numerosi figuranti. A seguire ARTISTOCRATICI presentano LA SOSTA DEI PELLEGRINI (alla locanda degli artisti) eccezionale spettacolo comickabaret. Ore 24 Giardino dietro la chiesa di Santo Stefano e altri luoghi Andrea Giuntini e Andrea Mancini interpretano brani da Teatro popolare minimo di Carlo Lapucci.

VENERDI' 16 AGOSTO 2013 – L'ANIMA – FESTA DI SAN ROCCO
Dalle ore 18 in piazza Buonaparte Palio di San Rocco (giochi popolari con rottura dei cocomeri col culo). Ore 19 Oratorio di San Rocco Carlo Lapucci, straordinario scrittore, raccoglitore e raccontatore di fiabe, narra dei Santi pellegrini e di San Rocco. Ore 21,30 piazza Buonaparte San Rocco Pellegrino, macchina scenica ai modi rinascimentali, saluta il grandioso spettacolo di incensi dell’enorme Buttafumo issato nella piazza, sopra il Monumento a Canapone. Premio San Rocco 2013, a Carlo Lapucci per il suo lavoro di ricerca e divulgazione delle tradizioni popolari toscane, sfociate in decine di libri da lui scritti. Gli consegna il premio il sindaco di San Miniato, Vittorio Gabbanini, Giulio Greco (autore del San Rocco, che verrà custodito nell’omonimo Oratorio) e Don Luciano Marrucci, collega di Lapucci nelle scuole di San Miniato, negli anni in cui lo scrittore vi ha insegnato. A seguire STRUZZI RELOADED una straordinaria band di rock progressivo con Mauro Boldrini (batteria), Sergio Ferrettini (chitarra), Vincenzo Iacobelli (tastiere), Massimo Gabbrielli (voce e tastiere), Jenny Masuzzo (voce), Luca Moriani (tastiere e chitarra), Sergio Tatini (basso).

lunedì 20 agosto 2012

IL BUTTAFUMO DI SAN ROCCO

Giovedì 16 agosto 2012 è stato l'ultimo giorno del Palio di San Rocco - Festival del Pensiero Popolare. Dopo i giochi popolari del pomeriggio, la sera è stata dedicata alla celebrazione religiosa legata a San Rocco, che viene festeggiato proprio in questa data.
Dopo 17 anni, è stata celebrata la Santa Messa all'interno dell'Oratorio dei SS. Sebastiano e Rocco, dove è stata esposta la statua di San Rocco. Al termine, la folla si è riversata nell'antistante Piazza Buonaparte, dove è stato fatto oscillare il Buttafumo di San Rocco. Si tratta di un enorme turibolo, ispirato al celebre Botafumeiro della Cattedrale di Santiago de Compostela, che veniva utilizzato durante le celebrazioni più solenni, a godimento dei pellegrini. Il Buttafumo è stato pensato e sviluppato da cinque artisti: Fulvio Leoncini, Romano Masoni, Andrea Meini, Valerio Comparini, coordinati da Giorgio Giolli. E' stato poi realizzato dal fabbro Claudio Barone, all'interno della ditta Barnini e Mostardini Officine Meccaniche di Santa Croce sull'Arno.
Il tema del Viaggio, da sempre legato anche al Pellegrinaggio, è stato sviluppato attraverso i Sette Sensi, costituendo il leitmotiv del Palio di San Rocco - Festival del Pensiero Popolare. D'altronde  Rocco è da considerarsi a tutti gli effetti il Santo della Via Francigena/Romea, un santo pellegrino che ha attraversato la grande arteria viaria che, dalla Francia recava a Roma e da qui verso Gerusalemme. La manifestazione non poteva che concludersi col grande Buttafumo, così come per i pellegrini di Santiago partecipare alle celebrazioni con il Botafumeiro significa, oltre a  consacrare con il segno dell'incenso il proprio viaggio, anche esserne arrivati alla conclusione.
Un momento straordinario, suggestivo: un bellissimo gioco di incenso e luci. E' quindi giunto il momento di far festa, spensieratamente. La musica della famosa band salentina Mascarimì ha risuonato in una Piazza Buonaparte stracolma di gente.









sabato 18 agosto 2012

I GIOCHI DEL PALIO DI SAN ROCCO 2012

di Francesco Fiumalbi

Il 16 agosto è si festeggia San Rocco, il santo a cui è dedicato l'oratorio di Piazza Buonaparte assieme a San Sebastiano. In questo giorno, da oltre un secolo, a San Miniato si gioca il "palio", un momento religioso e ludico insieme, in cui bambini e ragazzi possono stare assieme e divertirsi.
I giochi sono rigorosamente quelli tradizionali: corsa nei sacchi, tiro alla fune, salto sull'anguria, arrampicata sull'albero della cuccagna!

Pronti? Si parte!
Tutti dentro i sacchi... 3, 2, 1.... VIA!
Veloci, veloci! Attenti a non cadere!!




Tutti al proprio posto... prendete la corda... 3, 2, 1... VIA!
Forza con quella fune!! Tira, Tira!




Dopo i ragazzi, anche i grandi vogliono cimentarsi nell'impresa!
Ecco gli uomini! 3, 2, 1... VIA!





Gareggiano anche le donne! 3, 2, 1... VIA!




Ora è la volta del gioco col cocomero!
Ragazzi prendete la rincorsa... centrate l'anguria... e ciaff!
Pronti? 3, 2, 1, VIA!




Siamo alla fine... l'Albero della Cuccagna!
Reggetevi forte, chi mette il piede in terra è squalificato!
Pronti? 3, 2, 1, VIA!




venerdì 17 agosto 2012

DIALOGO TRA IL GRANDUCA LEOPOLDO E MARCO CAVALLO

di Alessio Guardini
Era un po' di giorni che i due si guardavano: l'uno bianco come la neve, l'altro azzurro come il cielo; uno elegante e distinto, l'altro un po' sciancato. Finalmente, all'ultimo giorno del Palio di San Rocco, i due si sono ritrovati vicini, l'uno di fianco all'altro, e si sono parlati!!

- Che fai cavallo? Mi lordi la veste!
Guasta è la biada che ti die' ciuca...
Vedi che il crine t'ha tinto celeste?
Va' lungi da me che sono il Granduca! -

- Oh mio Signore, ma quante proteste!
Parli tu proprio ch'hai bianca la nuca?
Bada, se 'un era pe' nostri assessori
tu pur ti vestivi di tutti i colori! -



giovedì 21 giugno 2012

LA "RESTAURAZIONE" DI LEOPOLDO II

di Francesco Fiumalbi


Finalmente!
Dopo 169 anni, la statua di Leopoldo II, detto “Canapone”, è tornata allo splendore originale. Avevamo dato l’annuncio dell’inizio dei lavori di restauro il 16 maggio 2012, e con una puntualità degna di un orologio svizzero, dopo 35 giorni “sotto i ferri”, il simulacro del Granduca è tornato come nell’agosto del 1843, quando fu inaugurato tra solenni celebrazioni.
Adesso possiamo apprezzare nella sua perfezione, la plasticità dell’opera neoclassica che lo scultore Luigi Pampaloni aveva plasmato da un blocco di marmo Ravaccione, una varietà del bianco di Carrara fra le più apprezzate al mondo. La statua è tornata candida, come la neve, nell’ideale di assoluta purezza e nobiltà, col quale venne celebrato il Granduca per aver dotato la Città di San Miniato del Tribunale Collegiale di Prima Istanza, della Sottoprefettura, della Cassa di Risparmio. L’intera piazza Buonaparte gode del monumento rinnovato, come una nuova luce che, dal baricentro, si irradia tutt’intorno.
Un plauso all’impresa “Restauro Valeri s.r.l.” di Camaiore (Lu) per l’ottimo lavoro, e all’Amministrazione Comunale, che ha scongiurato il degrado di uno dei monumenti più importanti di San Miniato. L’intervento, dal costo di 17.900 euro, non è stato solo estetico: alla pulitura dei consistenti depositi superficiali, è seguito il consolidamento del marmo, per evitare la formazione di eventuali crettature, fessurazioni e microfratture, che alla lunga avrebbero seriamente compromesso la stabilità della scultura.
Segnaliamo inoltre, che sono iniziati i lavori anche presso il vicino Oratorio di San Rocco!

La statua di Leopoldo II restaurata
Foto di Francesco Fiumalbi

Prima e dopo il restauro
Foto di Francesco Fiumalbi

Prima e dopo il restauro
Foto di Francesco Fiumalbi

La statua di Leopoldo II restaurata
Foto di Francesco Fiumalbi

La statua di Leopoldo II restaurata
Foto di Francesco Fiumalbi

La statua di Leopoldo II restaurata
Foto di Francesco Fiumalbi

La statua di Leopoldo II restaurata
Foto di Francesco Fiumalbi

La statua di Leopoldo II restaurata
Foto di Francesco Fiumalbi

La statua di Leopoldo II restaurata
Foto di Francesco Fiumalbi

sabato 28 gennaio 2012

BASETTONE (terza parte) - Il contratto per Canapone

di Francesco Fiumalbi

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Nelle prime due parti abbiamo trattato del contesto storico entro cui va formandosi una nuova fase della scultura celebrativa in Toscana. Abbiamo parlato anche dei motivi per cui fu eretta la statua di Leopoldo II, detto “Canapone”, della figura chiave di Pietro Bagnoli e dello scultore neoclassico Luigi Pampaloni. Adesso analizzeremo un importante documento conservato presso l’Archivio Storico del Comune di San Miniato, quello che oggi potremmo definire come il “contratto d’appalto” per l’erezione della statua.

Statua di Leopoldo II “Canapone”
San Miniato, Piazza Buonaparte
Foto di Francesco Fiumalbi

Il documento è datato 20 dicembre 1838, cioè a quattro mesi e mezzo di distanza dal motuproprio del Granduca Leopoldo II di cui abbiamo trattato nella seconda parte. Si tratta di una sorta di contratto d’appalto fra Pietro Bagnoli, presidente della Deputazione per l’erezione della statua, il Podestà Alberto Mantelli, Mons. Torello Pierazzi, Vescovo di San Miniato, e lo scultore Luigi Pampaloni.
L’incarico, come detto, venne affidato a Luigi Pampaloni, e nel documento vennero stabiliti i termini di pagamento: la deputazione, grazie anche ad una sottoscrizione popolare, si impegnava a pagare lo scultore, mentre il Vescovo Torello Pierazzi si impegnava a pagare il trasporto della statua dalla bottega del Pampaloni fino a San Miniato.

LEOPOLDO SECUNDO / MAGNO / ETRURIAE / DUCI / MINIATENSES
Statua di Leopoldo II “Canapone”
San Miniato, Piazza Buonaparte
Foto di Francesco Fiumalbi

La statua sarebbe dovuta costare ben 1600 scudi, pari a 6720 fiorini. Essendo uno “scudo” o “francescone” pari a 5,60 lire italiane al momento del passaggio alla moneta nazionale, la statua sarebbe costata circa 9000 lire, che rivalutate al 2010 (con coeff. di rivalutazione pari a 8.710,5854 (1)) sono oltre 78 mln di lire, pari a poco più di 40.000 euro di oggi.

AD OMENM / POSTERITATEM / GRATIA ANIMI / MONUMENTUM / P. A. D. MDCCCXLI.IJI
Statua di Leopoldo II “Canapone”
San Miniato, Piazza Buonaparte
Foto di Francesco Fiumalbi

Nel contratto, oltre agli aspetti legati alle dimensioni, venneroo anche stabilite le caratteristiche estetiche che avrebbe dovuto avere la statua.
Il termine della consegna fu fissato in 30 mesi, ovvero per il giugno 1841. In realtà la statua fu inaugurata solo nel 1843, con oltre due anni di ritardo: non sappiamo se le cause siano da attribuirsi allo sculture o alle difficoltà nel reperire i fondi sufficienti per i pagamenti da parte della deputazione.

JUDICIALI / COLLEGIO / AUCTA CIVITATE / VOTI / COMPOTES

Statua di Leopoldo II “Canapone”
San Miniato, Piazza Buonaparte
Foto di Francesco Fiumalbi

Di seguito riportiamo la trascrizione del prezioso documento conservato presso l’Archivio Storico del Comune di San Miniato (2):

Documento consegnato dall’Ill.mo e Rev.mo Monsignore Torello Pierazzi Vescovo di S. Miniato il dì 4 maggio 1841 al Pres. Dott. Lottini ad oggetto che Egli ne facesse il conveniente uso nella Seduta generale al dì 7 maggio 1841 da farsi nella Sala Comunitativa.

A dì venti decembre 1838 in S. Miniato

Per la presente benché privata scritta da valere e tenere come la se fosse un solenne Istrumento rogato di mano di Notaro Pubblico Fiorentino sia noto e concluso ugualmente; volendo gli infrascritti Sig.ri Deputati in nome e già interesse della Popolazione tutta della Città, già Comune di San Miniato provvedere alla erezione nella Città medesima di una statua di marmo che rappresenti l’Augusta Persona di S. A. I. e R. Leopoldo II in omaggio e gratitudine pe il segnalato Benefizio della mentovata A. I. e R.  compatita ai Samminiatesi erigendo nella loro Patria un Tribunale Collegiale, hanno concertato col Chiarissimo Sig. Prof. Luigi (il nome Luigi è stato scritto cancellandone uno precedente, n.d.r.) Pampaloni di Firenze Scultore esimio, che appreso cose e condizioni varie.

“Firma” di Luigi Pampaloni
Statua di Leopoldo II, San Miniato
Firma di Luigi Pampaloni

1° Il predetto Sig. Pampaloni per il di lui merito singolare nell’arte sarà preferito per la esecuzione del lavoro di cui si tratta a tutti gli altri richiedenti, che ottavano (che concorrevano?) benché avevano offerto migliori condizioni.
2° In conseguenza di che il Sig. Prof.re Lodovico (evidentemente si tratta di un errore, n.d.r.) Pampaloni prenominato si obbliga di eseguire il lavoro nel modo che verrà appresso descritto per la somma tassativa prevista di Scudi Fiorentini Milleseicento, pari a Fiorini Seimilasettecentoventi. Dovrà egli eseguire una Statua di marmo Statuario Ravaccione (si tratta del marmo estratto dalla celebre Cava Ravaccione sulle Alpi Apuane, n.d.r.) di un solo pezzo non minore di braccia quattro di altezza dalla pianta dei piedi alla sommità della Statua, quale Statua dovrà esprimere l’Augusta Persona di S. A. I. e R. Leopoldo II Sovrano nostro amatissimo, stante in piede, vestito in attitudine dignitosa, e usi emblemi analoghi al fine per cui il monumento viene innalzato.
3° Dovrà pure eseguire a tutte sue spese una Base decente parimente di marmo di buona qualità quadrittatura proporzionata, (parola illeggibile) di lato a pulimento(?) e non meno alta di braccia tre sopra la quale dovrà essere innalzata la statua sopra descritta.
4° Oltre l’acquisto del marmo, la operazione dei bozzetti, modelli, sbozzatura, pulitura e di tutti i lavori che saranno a pieno suo carico, dovrà il Sig. Prof. Pampaloni recarsi e trattenersi in S. Miniato quanto occorrerà per dirigere la costruzione della Base e l’innalzamento della Statua e fare a tale uopo tutto ciò che occorrerà perché la cosa ottenga convenientemente il suo compimento.

Stemma del Comune di San Miniato
Basamento della statua di Leopoldo II
Foto di Francesco Fiumalbi

5° Qualora il lavoro riuscisse di una grandezza e elevazione superiore alle misure sopra descritte dovrebbe ciò considerarsi come una cosa meramente volontaria posta in opera dal Sig. Pampaloni il quale non verrebbe per questo ad acquistare nessun diritto per un aumento di prezzo sopra la somma come sopra stabilita di scudi fiorentini milleseicento.
6° Dovrà il lavoro essere terminato e collocato nello spazio perentorio di mesi trenta a contare dalla data della presente scritta, e così per lo meno nel mese di giugno milleottocentoquarantuno.
7° Non sarà a carico del Sig. Prof. Pampaloni il trasporto da Firenze a S. Miniato ne della statua ne dei marmi lavorati per costruire la Base restando però Egli obbligato della direzione secondo le regole di arte, tanto per caricare a Firenze tanto per scaricare in S. Miniato la detta statua e i marmi della sua Base.
8° Neppure la costruzione della Base medesima per ciò che è interno e componesi di materiale, dovrà essere a carico del Sig. Prof. Pampaloni incaricato soltanto di darne il disegno e le misure precise e di dirigerne l’esterno collocamento dei marmi che la dovranno incrostare.
9° Le spese di questo trasporto e di questa collocazione di Base non potendo neppure sostenersi dalla Società ne dalla Deputazione rappresentante conviene il sottoscritto Monsignor Torello Pierazzi che siano a tutto suo carico obbligando a tale uopo servi suoi eredi.

Statua di Leopoldo, San Miniato
Foto di Francesco Fiumalbi

10° La Deputazione sostenente(?) coi mezzi dei quali ha fornito la Società da essa rappresentata si obbliga di pagare al pregato(?) Luigi Pampaloni la convenuta somma dei scudi milleseicento in quattro rate e nei modi che appresso cioè: scudi dugento appena avrà fornito il modello, scudi trecento appena comincia la sbozzatura del marmo; scudi cinquecento quando pone mano all’ultimo pulimento e scudi seicento alla consegna della statua con Base.
Le quali cose tutte, così di concerto conveniente combinate e stipulate, le parti si obbligano di rispettivamente mantenere e operare nei modi più validi che di ragione.
Fatta in S. Miniato questo dì sud.o alla presenza degli infrascritti(?) testimoni in doppio originale per comodo delle parti.
Torello Pierazzi Vescovo di San Miniato
Cav. Prof. Pietro Bagnoli
(Firma illeggibile) e Sebastiano Prati testimonio
Luigi Pampaloni
Alberto Mantelli podestà(?) di S. Miniato Tedesco

Nel prossimo post parleremo delle celebrazioni avvenute per l’inaugurazione della statua, tenutasi il 7 agosto 1843.


NOTE BIBLIOGRAFICHE
(1) Dati dal centro statistico della Camera di Commercio di Cremona,
(2) Archivio Storico del Comune di San Miniato, Fondo Preunitario, F4549

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sabato 14 gennaio 2012

BASETTONE (seconda parte) - Canapone per San Miniato

di Francesco Fiumalbi


Dopo aver analizzato il contesto storico della Toscana di inizio ‘800 e del conseguente nuovo impulso verso la grande scultura celebrativa, ci occuperemo più in dettaglio della statua di Leopoldo II, detto Canapone, collocata in Piazza Buonaparte a San Miniato. Parleremo in particolare del motivo per cui fu eretta, di Pietro Bagnoli che si adoperò per la sua realizzazione e dello scultore Luigi Pampaloni autore della statua.
Come detto anche nella prima parte, la statua del “Canapone” è da annoverare, sicuramente, fra le cose più care ai sanminiatesi. Il motivo di tale affezione è da ricercarsi nel suo essere parte integrante, da quasi due secoli, della vita cittadina. La statua è, infatti, il baricentro di Piazza Buonaparte, crocevia obbligato per chi intende recarsi nella parte orientale di San Miniato.

Statua di Leopoldo II, San Miniato
Foto di Francesco Fiumalbi

Il motivo per il quale fu deciso, nel 1838, di erigere una statua al Granduca Leopoldo II, allora sempre vivente, ci viene brevemente riassunto da Giuseppe Rondoni:
“(…) Samminiato (…) avvenuta la restaurazione, sotto il governo del Granduca Leopoldo II ebbe la Cassa di Risparmio, ed il Tribunale Collegiale di Prima Istanza, colla Sottoprefettura, nella quale occasione fu innalzata una statua, opera del Pampaloni, in onore di quel sovrano, ed il Prof. Pietro Bagnoli, di lui maestro, tenne un discorso di circostanza fra il sommovimento e gli applausi di una moltitudine riconoscente accorsa da tutto il contado a festeggiare l’evento graditissimo.” (1)

Anche Giuseppe Piombanti ci narra dell’erezione della statua:
“Vinto Napoleone, Ferdinando III acclamatissimo, ai 17 settembre 1814, ritornava in Toscana e poneva mano animoso alle opere di restaurazione (…). Fece quanto poté il buon Ferdinando a fine di procurar lavoro e pane alle popolazioni afflitte (…). << Leopoldo II, prosegue Cantù, succedutogli nel 1824 con pari bontà, favoriva quel vivere amichevole, quella cittadinanza riposata, che della Toscana faceva un’Arcadia. Intanto le belle arti, la gentilezza, il clima, la favella continuavano ad attirarvi i forestieri; studiosi l’università  di Pisa, cui s’inviavano professori d’ogni paese; capitali il ferro dell’Elba, l’acido borico dei lagoni, e la libertà di commercio; si estesero le scuole normali, di mutuo insegnamento, di sordimuti; presto s’introdussero asili infantili, casse di risparmio… >>. E San Miniato ebbe la sua nel 1830, affiliata a quella di Firenze. Otto anni dopo Leopoldo concedevagli il Tribunale civile e correzionale, e poi la Sotto-Prefettura. Per dimostrargli la loro gratitudine, i sanmminiatesi, nei giorni 6 e 7 Agosto 1843, dinanzi al Tribunale medesimo, in mezzo a feste solenni e lietissime, cui tutti presero parte, scoprirono la sua statua, da Luigi Pampaloni egregiamente scolpita, e il prof. Bagnoli, vecchio maestro di quel granduca, pronunziando un magnifico discorso di circostanza, suscitava gli applausi di quella moltitudine riconoscente e commossa. A quella piazza fu dato il nome Leopolda, cassato malamente dopo il 1859 per darle quello di Buonaparte, poiché i benefizi ricevuti non si rinnegano mai.” (2)

Statua di Leopoldo II, San Miniato
Foto di Francesco Fiumalbi

Come accennato nella prima parte, Leopoldo II viene rappresentato anche a San Miniato, come un sovrano togato, che impersonifica l’ideale antico e quella dignità che lo legittima a governare la Toscana. Nella mano sinistra tiene un rotolo chiuso, alla maniera delle statue romane, mentre nella destra stringe un altro plico, stavolta aperto e leggermente srotolato, lasciando leggere la scritta:

Motuproprio
de II agosto 1838

Con il motuproprio del 2 agosto 1838, Leopoldo II aveva riformato profondamente l’organizzazione della giustizia nel Granducato di Toscana.
Venne istituita la Corte Regia, costituita dal giudice d’appello civile e criminale, con giurisdizione per l’intero Granducato, e con sede a Firenze. Furono abolite le ruote, e furono istituiti i cosiddetti tribunali collegiali di prima istanza, civili e criminali, nelle città di Firenze, Livorno, Pisa, Siena, Arezzo, Grosseto, Pistoia, San Miniato, Montepulciano, e di Rocca San Casciano.
Venne anche riveduta la giurisdizione dei vicari, dei commissari regi, dei direttori di atti criminali e dei podestà. L’amministrazione della giustizia civile era affidata ai vicari regi, ai giudici civili di Firenze, Arezzo, Livorno, Pisa, Siena e Pistoia e ai podestà, che erano al grado più basso della gerarchia, ai tribunali di prima istanza, alla corte regia e alla consulta come corte di cassazione (3).

Statua di Leopoldo II, San Miniato
Foto di Francesco Fiumalbi

Nei brani di Rondoni e di Piombanti viene citato il fautore, il promotore, dell’erezione della statua del Granduca Leopoldo II di Lorena: Pietro Bagnoli.
Canonico, già poeta di corte presso il Granduca Ferdinando III e precettore di Leopoldo II (4), Pietro Bagnoli fu una figura chiave affinché San Miniato fosse dotata di quelle istituzioni che fecero della Città, il punto di riferimento per un vasto comprensorio, che andava da Empoli a Pontedera. Pietro Bagnoli fu il vero anello di congiunzione privilegiato, tra il Granduca e San Miniato, unione ancor più confermata con l’erezione della statua e con l’intitolazione dell’allora Piazza San Sebastiano in Piazza Leopolda (5).
La statua fu collocata esattamente davanti alla sede del Tribunale Collegiale di Prima Istanza, che fu insediato in quello che era il palazzo di un ramo della famiglia Buonaparte ormai estinta. La statua, almeno inizialmente, doveva essere sistemata con un orientamento opposto rispetto all’attuale; doveva, cioè, guardare verso nord con alle spalle il tribunale. Fu poi girata di 180 gradi, sembra ai primi del ‘900, nell’attuale posizione, cioè rivolta verso il palazzo ex-Buonaparte (6). La pregevole ringhiera, disegnata da Giuseppe Vannini, fu fusa a Follonica (7)

Statua di Leopoldo II, San Miniato
Foto di Francesco Fiumalbi

Generalmente, il Granduca, anche per gli altri monumenti in suo onore, non poteva agire in prima persona, ma lasciava che se ne occupassero persone a lui molto vicine, proprio come il sanminiatese Pietro Bagnoli. Nel 1838, per l’erezione della statua, il Bagnoli riuscì a formare una deputazione, il cui organigramma è conservato presso l’Archivio Storico del Comune di San Miniato (8):

Deputazione
della Società per erigere la Statua a S. A. I. e R. Leopoldo II.

1. Presidente Sig. Prof. Pietro Bagnoli
2. Vicepresidente Can. Giuseppe Conti
3. Segretario Sig. Dot. Enrico Bonfanti

Deputati
4. Sig. Vincenzo Migliorati
5. Sig. Can. Mons. Alli Maccarani
6. Sig. Leopoldo Bertacchi
7. Sig. Damiano Morali
8. Sig. Dario Mercati
9. Sig. Cav. Michele Mannini
10. Sig. Dot. Giuseppe Berni
11. Sig. Dot. Federigo Salvadori
12. Sig. Prof. Zanobi Lottini
13. Sig. Can. Vincenzo Giunti
14. Sig. Francesco (Niccolò cancellato, n.d.r.) Mori

Statua di Leopoldo II “Canapone”
San Miniato, Piazza Buonaparte
Foto di Francesco Fiumalbi

La deputazione, presieduta dal Can. Pietro Bagnoli, decise di affidare l’incarico della realizzazione della statua allo scultore neoclassico Luigi Pampaloni.
Il celebre scultore fiorentino nacque a Firenze nel 1791 e si formò artisticamente come allievo di Lorenzo Bartolini presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Col Bartolini lavorò a Palazzo Pitti per Maria Anna, detta Elisa, Bonaparte-Baciocchi, sorella di Napoleone e Duchessa di Toscana dal 1809 (9). Nel 1826 Luigi Pampaloni, realizzò la Fontana delle Naiadi, in Piazza Farinata degli Uberti a Empoli, meglio nota come “Fontana dei Leoni” in collaborazione con Ottavio Giovannozzi che scolpì i possenti felini (10).

Luigi Pampaloni e Ottavio Giovannozzi
Fontana delle Naiadi, Empoli, Piazza Farinata degli Uberti
Foto di Francesco Fiumalbi

Sempre nel 1826 realizzò l’opera che lo consacrò come sculture di livello internazionale, ovvero il cosiddetto “Putto Orante” per il nobile polacco Franciszeck Potocki, opera copiata innumerevoli volte (11). Ricevuto l’incarico di realizzare le statue di Arnolfo di Cambio e di Filippo Brunelleschi per il nuovo Palazzo dei Canonici, la carriera di Pampaloni ebbe una svolta decisiva nel 1827 quando grazie all’ammirazione di Bertel Thorvaldsen, soprannominato il “Fidia danese”, presso il Granduca fu nominato Professore all’Accademia di Belle Arti di Firenze (12). Consacrato ufficialmente, Luigi Pampaloni si dedicò, fra il 1832 e il 1833 alla statua di Pietro Leopoldo in Piazza Santa Caterina (Piazza Martiri della Libertà) a Pisa (13). Tra le sue opere maggiori figura la statua di Leonardo Da Vinci, realizzata fra il 1837 e il 1839 per il Loggiato degli Uffizi.
Nel 1867, ormai sculture di grande fama, Pampaloni fu incaricato di realizzare i quattro Evangelisti per l'interno e i due angeli in terracotta per la scalinata del Santuario del SS. Crocifisso di San Miniato (14).

Epigrafe commemorativa di Luigi Pampaloni
Firenze, via dei Ginori
Foto di Francesco Fiumalbi

Ed è proprio alla corte granducale che il Canonico Pietro Bagnoli ebbe modo di conoscere e di apprezzare l’abilità di Luigi Pampaloni, tanto da ritenerlo lo scultore adatto per effigiare il Granduca ancora vivente, nella “sua” San Miniato.
Nella prossima parte proporremo il “contratto” stipulato per l’erezione della statua di Leopoldo II “Canapone” in Piazza Buonaparte a San Miniato.


NOTE BIBLIOGRAFICHE
(1) Rondoni Giuseppe, Memorie Storiche di San Miniato al Tedesco con documenti inediti e le notizie degl’Illustri Samminiatesi, 1° Edizione Tipografia Ristori, 1876, Atesa Editrice, rist. anastatica, Bologna 1980, pag. 198
(2) Piombanti Giuseppe, Guida della Città di San Miniato al Tedesco, Tipografia Ristori, San Miniato, 1894, pagg. 43-44, in Matteoli Anna (a cura di), Guida storico-artistica di San Miniato, Bollettino dell'Accademia degli Euteleti, n. 44, 1975.
(4) Boldrini Roberto, Dizionario Biografico dei Sanminiatesi (secoli X-XX), Comune di San Miniato, Pacini Editore, Pisa, 2001, pag.  27.
(5) Piombanti, Op. Cit., pag. 44.
(6) Particolare emerso durante un colloquio con Don Luciano Marrucci.
(7) Renzoni Stefano, La ristrutturazione della Cattedrale tra Ottocento e Novecento, in La Cattedrale di San Miniato, CRSM, Pacini Editore, Pisa, 2004, pag. 211.
(8) Archivio Storico del Comune di San Miniato, Fondo Preunitario, F4549
(9) Per il profilo biografico completo di Luigi Pampaloni si veda Missirini Melchior e Antonini Lorenzo, Memorie sulla vita e sui lavori dell'insigne scultore Fiorentino Luigi Pampaloni, Tip. A. Salani, Firenze, 1882.
(11) Item Giulia, Profilo biografico di Luigi Pampaloni (1791-1847): dagli esordi della committenza bonapartiana alla sua ultima opera a Canino, in Biblioteca e Società, fascicolo 3, settembre 2006, Biblioteca Consortile di Viterbo.
(12) Marconi Elena, La statua di Leopoldo II in San Miniato ed altri monumenti di Luigi Pampaloni, in Bollettino dell’Accademia degli Euteleti, n. 75, 2008, pagg. 129-130.
(14) Simoncini Vasco, Il Crocifisso di Castelvecchio nella storia e nella vita di San Miniato, Edizioni del Cerro, Pisa, 1992, pag. 71.

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