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lunedì 14 aprile 2014

SAN MINIATO NELL'ANTICA CRONICHETTA VOLGARE LUCCHESE

a cura di Francesco Fiumalbi



Regesto:

Antica Cronichetta Volgare Lucchese, S. Bongi (a cura di)
in «Atti della Regia Accademia Lucchese di Scienze, Lettere ed Arti»,
Tomo XXVI, Tip. Giusti, Lucca, 1893.

Il regesto proposto in questa pagina è tratto da due manoscritti conservati presso l'archivio dell'Accademia Lucchese di Lettere, Scienze e Arti di Lucca. Risultano essere appartenuti al notaio lucchese Pietro di Berto, il quale aggiunse alcune annotazioni, riportando notizie provenienti da altre fonti cronachistiche, come l'opera di Giovanni Villani.
Questa cronichetta, composta da un anonimo fra gli ultimi anni del '200 e i primi del '300, fu pubblicata, nelle sue due versioni, a cura di Salvatore Bongi, nel Tomo XVI degli Atti della Regia Accademia Lucchese di Scienze, Lettere ed Arti, anno 1893, alle pagine 215-254.
Una seconda edizione fu pubblicata col titolo Die Gesta Lucanorum, in «Monumenta Germaniae Historica», Scriptores Rerum Germanicarum, Nova Series, Tomo VIII, Tholomei Lucensis Annales, Berolini, Weimannos, 1930, pp. 278-323.
Sulle informazioni relative a San Miniato e al territorio sanminiatese, la prima notizia riguarda lo scontro armato del 1172, conseguente alla politica di Cristiano di Magonza, che vide contrapposte le città di Firenze, Pisa e il castello di San Miniato da una parte, e Siena, Lucca e Genova dall'altra. In questo contesto i centri di San Miniato e Ventrignano (Montebicchieri) furono assediati e incendiati dalle truppe lucchesi [01] e [07]. Questa notizia verrà poi ripresa dal G. Sercambi [01/41], mentre una descrizione più dettagliata di questo episodio è contenuta nella cronaca del pisano Bernardo Maragone.
La seconda notizia è del 1188, quando, secondo il cronista, la città di Lucca fortificò il borgo di San Genesio, contro la volontà dei Sanminiatesi, che evidentemente nutrivano mire espansionistiche [02] e [08]. Come per l'episodio del 1172, anche in questo caso, la cronaca fu utilizzata dal G. Sercambi [02/41].
L'anonimo cronista lucchese, riporta poi le circostanze a proposito di varie distruzioni del borgo di San Genesio operate dai Sanminiatesi, e di altrettante ricostruzioni per merito di Lucca. Secondo questa cronaca sarebbero avvenute fra il 1199 [03] e il 1200 [04]. In questo caso, il G. Sercambi [03/41] e G. Sercambi [04/41], sembrano avvicinarsi di più ai testi di G. Villani [02/38] e G. Villani [03/38].
Riguardo invece alla notizia circa la costruzione del castello di San Miniato da parte di Federico II nel 1220 [05], in questo caso siamo di fronte ad una delle annotazioni del notaio Pietro di Berto (fine '400), il quale dichiara esplicitamente di riprendere la notizia da G. Villani [04/38].
Infine, l'ultimo episodio sanminiatese narrato dal cronista lucchese è la distruzione del borgo di San Genesio, operata dai Sanminiatesi nel 1248 [06]. Tuttavia a differenza di G. Villani [05/38], di G. Sercambi [06/41], e di altri cronisti come S. Della Tosa [04/10] e R. Malispini [05/08], l'anonimo lucchese riporta la circostanza secondo cui la distruzione del borgo avvenne perché i Sanminiatesi incendiarono le case del centro abitato, e indica anche una data diversa, il 22 giugno, rispetto all'ultimo giorno di giugno, come si trova in altre cronache.


Regesto:

sabato 25 maggio 2013

NOTIZIE DI SAN MINIATO NELLA "HISTORIA FIORENTINA" DI RICORDANO MALISPINI

a cura di Francesco Fiumalbi
Le fonti a cui attingere per la storia di San Miniato e del suo territorio sono molteplici e varie. Una buona quantità di informazioni proviene da una serie di “Cronache”, raccolte nella pagina CRONACHE SANMINIATESI.
Un altro autore di particolare interesse è Ricordano Malispini, artefice della cosiddetta “Historia Fiorentina”. Del Malispini e di suo nipote Giachetto, che proseguì l'opera dello zio, conosciamo ben poco; l'unica certezza è che appartenevano ad una famiglia fiorentina, stabilitasi nei pressi di Piazza della Signoria. La “cronaca” di Ricordano copre un arco temporale che va dall'edificazione di Firenze fino al 1282, col seguito del nipote che arriva fino al 1286.
L'opera del Malispini ha suscitato un vasto dibattito nell'800 riguardo l'originalità o meno rispetto alla Nuova Cronica di Giovanni Villani, dal momento che contiene molte informazioni similari, seppur in forma più sintetica. I manoscritti della Storia Fiorentina che si conservano ancora oggi sono tredici, ma nessuno sembra essere il documento originale. I più noti si trovano a Firenze (Biblioteca Medicea-Laurenziana, Ashb., 510 e Plut., LXI.29; Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Magl., II.IV.27) e a Roma (Biblioteca Nazionale di Roma, Vittorio Emanuele, 499).
La prima pubblicazione risale al 1568, a cura di Filippo e Iacopo Giunti e molte altre edizioni si sono susseguite negli anni. Riportiamo di seguito le principali:

Giunti Filippo e Giunti Iacopo (a cura di), Historia Antica di Ricordano Malespini Gentil'huomo Fiorentino. Dall'edificazione di Fiorenza per infino all'anno MCCLXXXI. Con l'aggiunta Giachetto suo nipote dal detto anno per infino al 1286. Nuovamente posta in luce, Staperia de' Giunti, Firenze, 1568.

Giunti Filippo e Giunti Iacopo (a cura di), Historia Antica di Ricordano Malespini Gentil'huomo Fiorentino. Dall'edificazione di Fiorenza per infino all'anno MCCLXXXI. Con l'aggiunta Giachetto suo nipote dal detto anno per infino al 1286. Nuovamente ristampata, Filippo Giunti, Firenze, 1598.

Istoria di Ricordano Malespini gentiluomo fiorentino. Dalla edificazione di Fiorenza per infino all'anno 1281. Con l'aggiunta di Giachetto di Francesco Malespini suo nipote dal detto anno infino al 1286, Giovanni Gaetano Tartini e Santi Franchi, Firenze, 1718.

Vincenzio Follini (a cura di), Storia Fiorentina di Ricordano Malispini col seguito di Giacotto Malispini dalla edificazione di Firenze sino all'anno 1286, Gaspero Ricci, Firenze, 1816.

Antonio Benci (a cura di), Storia Fiorentina di Ricordano Malispini col seguito di Giacotto Malispini dalla edificazione di Firenze fino all'anno 1282, seguitata poi da Giacotto Malispini fino al 1286, Glauco Masi, Livorno, 1830.

Giannini Crescentino (a cura di), Istoria di Ricordano Malispini gentiluomo fiorentino. Dalla edificazione di Fiorenza per insino all'anno 1281. Con l'aggiunta di Giachetto suo nipote dal detto anno insino al 1286, Gaetano Romagnoli, Bologna, 1867.

Storia Fiorentina di Ricordano Malispini
Prima pagina tratta dell'edizione del 1598

Per quanto riguarda le notizie che interessano San Miniato, di seguito è proposto il regesto completo, tratto dall'edizione del 1867. Tuttavia, per completezza, all'interno dei singoli capitoli trascritti sono contenuti i riferimenti bibliografici relativi alle altre pubblicazioni.








venerdì 5 aprile 2013

NOTIZIE DI SAN MINIATO NELLA "CRONACA DI PISA" DI RANIERI SARDO

a cura di Francesco Fiumalbi


San Miniato nel '300 era un centro di notevole importanza strategica se paragonato alla sua storia contemporanea. Di questo ne abbia testimonianza, oltre che nei documenti degli archivi laici ed ecclesiastici, anche nelle cosiddette fonti cronachistiche toscane. Stavolta proponiamo il regesto della cosiddetta Cronaca di Pisa di Ranieri Sardo.

Il manoscritto da cui è tratta questa raccolta di notizie, che si tratta comunque di una copia posteriore, si trova conservato presso il Fondo Magliabechiano della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, manoscritto XXV-491 (con un'altra copia nello stesso fondo, XXV-32), già appartenuto agli Strozzi, che probabilmente lo ebbero dai Duodi, famiglia pisana imparentata con i Sardo. Fu pubblicato per la prima volta per cura di Francesco Bonaini (“Archivio Storico Italiano”, a cura dell'Istituto Storico Italiano, n. VI, parte 2B, Roma, 1845), mentre l'edizione più recente è quella curata da Banti Ottavio, Cronaca di Pisa di Ranieri Sardo, Fonti per la Storia d'Italia, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Roma, 1963, da cui abbiamo tratto il regesto. Non mancano altri manoscritti, copie successive, conservate alla Biblioteca Marucelliana (A-231 e A-235), alla Biblioteca Universitaria di Pisa (ms 700), all'Archivio di Stato di Pisa (ms Roncioni 335, ms Roncioni 338, recentemente edito dall'Istituto Storico Italiano per il Medioevo, collana Antiquitates, 22, a cura di Cecilia Iannella nel 2005 e ms 6, manoscritti proprietà libera) e alla Biblioteca Laurenziana (LXI-17, edito in Rerum Italicarum Scriptores, XV).

Cronaca di Pisa di Ranieri Sardo, Fonti per la Storia d'Italia, n. VI/B, 
Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Roma, 1845.


Ranieri Sardo apparteneva ad una importante famiglia di mercanti e giudici, originaria del contado che, una volta inurbatisi a Pisa, risiedeva nel quartiere di Kinzica. Nato negli anni '20 del '300, Ranieri ricoprì molte cariche pubbliche, specialmente nell'ambito finanziario dell'amministrazione comunale. Per questo si dimostra ben informato riguardo agli avvenimenti che videro protagonista Pisa, in relazione anche alle altre città o centri della Toscana, pur cercando di rimanere estraneo alle contese di fazione fra Gambacorta, Raspanti e Bergolini, che in quegli anni infiammavano la politica pisana. Morì nel 1399.
La sua Cronaca di Pisa rappresenta senza dubbio una delle fonti cronachistiche più interessanti dell'epoca. Possiamo suddividerla in due parti: la prima dalla creazione del mondo al 1354, passando per la mitica fondazione di Pisa; la seconda dal 1354 al 1399. Un po' come avviene in altre opere dello stesso periodo (ad esempio quella del fiorentino Giovanni Villani) anche in questo caso, la prima parte raccoglie notizie che talvolta sfociano nel mito, frutto senza dubbio dell'elaborazione di tradizioni più o meno diffuse. Soltanto relativamente al primo '300 cominciano a comparire notizie più dettagliate, seppur in forma sintetica e schematica. Invece, nella seconda parte, quella che vede l'autore spettatore delle vicende a lui contemporanee, le informazioni sono davvero particolareggiate e ricche di spunti.

Per quanto riguarda San Miniato e il suo territorio, abbiamo notizie molto interessanti. Innanzitutto Ranieri Sardo riporta la tradizione seconda la quale il Valdarno Inferiore fino ad Empoli un tempo apparteneva, da un punto di vista ecclesiastico a Pisa. Wilhelm Kurze ha trattato diffusamente la questione arrivando alla conclusione che, se mai sia avvenuta una variazione fra i confini diocesani, questa circostanza deve essere ascritta al periodo della conquista longobarda, quindi almeno quattro secoli prima, ma di questo ne parleremo diffusamente in un altro post.
Altre notizie sono della prima metà del '300, con i Pisani impegnati in varie campagne militari volte all'ampliamento ad est del contado, come il tentativo di Uguccione della Faggiola (1314). Successivamente Ranieri Sardo riporta della pace fra Fiorentini e Pisani che venne sottoscritta, come apprendiamo da altre fonti, a San Miniato nella chiesa di Santa Maria (1343). Oppure le vicende legate alle due discese in Italia dell'Imperatore Carlo IV (1355 e 1368), ma anche dei tentativi da parte di fuoriusciti pisani di sovvertire la situazione (1362), passando per San Miniato. Infine, di particolare interesse e rilevanza, alcune informazioni relative all'assedio di San Miniato da parte dei Fiorentini e la conseguente sottomissione alla città gigliata (1369-1370).


Di seguito è proposto il regesto delle informazioni che riguardano San Miniato, tratte dalla Cronaca di Pisa di Ranieri Sardo:
















sabato 9 marzo 2013

NOTIZIE DI SAN MINIATO NELLE "CRONACHE SENESI" DI AGNOLO DI TURA DETTO IL GRASSO

a cura di Francesco Fiumalbi
Prosegue il viaggio della storia sanminiatese attraverso le fonti cronachistiche toscane, ovvero quelle fonti a carattere narrativo che ripercorrono periodi storici più o meno estesi. Stavolta ci occuperemo della cosiddetta “Cronaca Senese” o “Cronaca Maggiore” attribuita ad Agnolo di Tura detto “il Grasso”, vissuto a Siena nel '300.
Non staremo qui ad analizzare le questioni relative a questa “cronaca” desunta da un manoscritto cinquecentesco e che copre un arco temporale che va dal 1300 al 1351. Al di là del dibattito storiografico, per il quale si rimanda a questo articolo di Paolo Bertolini, l'opera presenta interessanti notizie relative a San Miniato, ai suoi abitanti e al suo territorio. L'opera fu pubblicata per la prima volta nel 1729, nel tomo XV della collana Rerum Italicarum Scriptores, diretta da Ludovico Muratori. Il nostro regesto è tratto da una ristampa più recente: Cronaca Senese attribuita ad Agnolo di Tura del Grasso detta la Cronaca Maggiore, in Lisini Alessandro e Iacometti Fabio (a cura di), Cronache Senesi, in Rerum Italicarum Scriptores, Tomo XV, parte VI-A, Nicola Zanichelli, Bologna, 1939.


Cronache Senesi, in Rerum Italicarum Scriptores, 
Tomo XV, parte VI-A, Nicola Zanichelli, Bologna, 1939.

La prima metà del XIV secolo rappresenta per San Miniato un periodo particolarmente intenso, all'interno del complesso scacchiere toscano lacerato da lotte di fazione e fortissimi interessi economici. E' il periodo immediatamente successivo alla “cacciata” dell'amministrazione imperiale da San Miniato che, subendo la forte influenza di Firenze, si dota di un governo popolare ed aderisce con vigore alla parte Guelfa. Tuttavia, spesso, i potentati familiari si dimostrarono pronti a intervenire e ad influenzare la vita politica sanminiatese. E infatti, la prima notizia che ci fornisce la “Cronaca” è quella relativa al colpo di mano dei cosiddetti Magnati verso l'ordinamento comunale di chiara impronta guelfa e influenza fiorentina (01).
Successivamente la narrazione ci offre interessanti informazioni che vedono i Sanminiatesi coinvolti nelle vicissitudini legate alla venuta dell'Imperatore Enrico VII a Pisa nel 1311-1312, con le conseguenti spedizioni subite nel contado da una parte (03) e la vicinanza con Firenze, che inviò a San Miniato piccole guarnigioni a presidio della frontiera pisana, dall'altra (02).
Il sodalizio con i Fiorentini sembra proseguire anche poco dopo, quando i Sanminiatesi si affiancarono ai guelfi contro l'Imperatore che da Roma stava dirigendosi verso Firenze (04) che poi fu soccorsa durante l'assedio di Enrico VII nel 1312; inoltre i Sanminiatesi si distinsero nel contrastare i Pisani che stavano dirigendosi verso Firenze a sostegno degli assedianti (05). Ciò provocò nuove spedizioni filo-imperiali nel territorio sanminiatese nel 1313 (06).
In Pisa si avviò la stagione di Uguccione della Faggiuola, contraddistinta da una politica militare molto aggressiva. A farne le spese Lucca e San Miniato, con il contado sanminiatese attaccato e parzialmente occupato, fra il 1314 e il 1315, nonostante varie trattative disposte da Roberto d'Angiò (07, 08). I Sanminiatesi parteciparono quindi alla cosiddetta Battaglia di Montecatini, vinta dalle truppe di Uguccione, riportando gravi perdite, al pari degli alleati guelfi (09). Caduto il regime di Uguccione della Faggiuola, si giunse quindi alla Pace di Napoli del 1317, a cui prese parte anche San Miniato che rivendicò i castelli occupati dai Pisani ed altre questioni inerenti i fuoriusciti e i prigionieri in mano dei nemici (10).
Di lì a pochi anni prese avvio la stagione di Castruccio Castracani, che effettuò diverse spedizioni nel Valdarno, seguite da altrettante reazioni delle città guelfe (11, 12, 13, 14, 15, 17). Nel frattempo, nel 1327, Nicola Biciencio da Cigoli viene eletto Capitano del Popolo a Siena (16).
La morte di Castruccio e il rafforzamento della Lega Guelfa prese campo, grazie anche alle operazioni di Beltramo del Balzo (18), portarono alla Pace di Montopoli nel 1329 (19).
Nel 1336 si ha notizia di alcuni armati da Siena e da Firenze che prestarono servizio a presidio del territorio sanminiatese (20).
Infine, l'ultima informazione che riguarda il supporto dei Sanminiatesi ai Fiorentini durante la cacciata di Gualtieri VI di Brienne, Duca d'Atene (21).

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Di seguito il regesto:





















venerdì 8 febbraio 2013

NOTIZIE DI SAN MINIATO NELLE “ISTORIE PISTOLESI” D'ANONIMO

a cura di Francesco Fiumalbi
Una “cronaca” poco conosciuta nell'ambito degli studi sulla storia sanminiatese, è quella redatta da un Anonimo pistoiese, che ci fornisce interessanti notizie che riguardano San Miniato e il suo territorio. Si tratta di una narrazione di fatti avvenuti in Toscana, seppur con particolare attenzione a Pistoia, nell'arco temporale compreso fra il 1300 e il 1348.

Le prime edizioni delle Istorie Pistolesi furono date alla stampe dalla Tipografia Giunti, e pubblicate nella seconda metà del XVI secolo:
- Storia delle cose avvenute in Toscana dal 1300 al 1340, Tip. Giunti, Firenze 1568;
- Storia delle cose avvenute in Toscana dal 1300 al 1348, e dell'Origine della parte Bianca e Nera, che di Pistoia si sparse per tutta la Toscana e la Lombardia, scritta per autore coetaneo, e de' molti e fieri accidenti che ne seguirono, Tip. Giunti, Firenze 1578;
- Istorie Pistolesi dal 1300 al 1348 o sia Istoria delle cose avvenute in Toscana dall'anno 1300 al 1348, Tip. Giunti, Firenze, 1578.
I Giunti trassero il testo da un codice manoscritto trascritto da Giacomo di Franceschino degli Ambrogi nel 1396 e che ad oggi risulta andato perduto. L'edizione a cui facciamo riferimento per questo regesto è quella curata da Antonio Maria Biscioni, Istorie Pistolesi ovvero delle cose avvenuto in Toscana dall'anno MCCC all'anno MCCCXLVIII e Diario del Monaldi, Firenze 1733, rist. Milano, Tipografia di Giovanni Silvestri, 1845 e che è tratta dall'edizione Giunti del 1578.



Di interesse sono le notizie su Barone Mangiadori da San Miniato, importante condottiero, che era stato eletto Capitano dell'esercito della Lega Guelfa e che fu inviato a Pistoia nel 1301 per favorire la parte Bianca e cacciare quella Nera. Nello stesso anno viene registrato il passaggio da San Miniato di Carlo di Valois, fratello del Re di Francia Filippo il Bello, che lo aveva inviato dal Papa per sostene la causa filoangioina contro gli Aragonesi (a cui poi seguì la Pace di Caltabellotta nel 1302), anche se prima intervenne a Firenze sostenendo la parte dei Neri.
Si registrano ulteriori notizie di Iacopo Ciccioni (dopo quelle riportate da Simone della Tosa nel 1337 e 1340), mandato nel 1325 dai Fiorentini a Pistoia governata da Filippo Tedice.
Di maggior interesse e dettaglio le vicende avvenute nel biennio 1343-1344, quando a San Miniato nel novembre del 1343 viene stipulata una pace fra i Pisani e i Fiorentini, verosimilmente nella pieve di Santa Maria, l'attuale Cattedrale; e quando nel 1344 le truppe di Luchino Visconti si appoggiarono a San Miniato, come base e per il rifornimento di vettovaglie, nella lotta intrapresa contro i Pisani. In questo contesto di particolare interesse, la battaglia che si svolse a Santa Gonda nella primavera di quell'anno.

Di seguito il regesto delle Istorie Pistolesi con le notizie riguardanti San Miniato:







giovedì 17 gennaio 2013

NOTIZIE DI SAN MINIATO NEGLI “ANNALI” DI SIMONE DELLA TOSA

a cura di Francesco Fiumalbi
Prosegue il viaggio alla scoperta delle cosiddette fonti “cronachistiche”, ovvero quelle raccolte di notizie e informazioni che esulano dagli atti ufficiali, ma che contengono molte indicazioni sulla storia di San Miniato e del suo territorio. Dopo aver proposto le “Croniche”di Giovanni Sercambi e la “Cronaca Fiorentina” di Marchionne di Coppo Stefani, è la volta di un altro autore del Trecento fiorentino: Simone di Baldo della Tosa.
Membro di un'eminente famiglia fiorentina discendente dai Visdomini, nacque sul finire del '200. Ricoprì numerosi incarichi di carattere pubblico, in particolare negli ambiti diplomatico e militare, di cui ci fornisce egli stesso notizia all'interno dei suoi Annali. Questa sua opera è una raccolta di memorie, disposte temporalmente fra il 1115 e il 1346 (benché egli muoia nel 1380), pubblicate per la prima volta nel volume Cronichette Antiche di varj scrittori del buon secolo della lingua toscana, a cura di DomenicoMaria Manni, stampato a Firenze nel 1733.
Interessante la riproposizione di fatti e avvenimenti dei secoli XII e XIII, di cui certamente non può essere stato testimone diretto, ma che ebbe modo di conoscere attraverso le opere dei suoi contemporanei, ed in particolare di Giovanni Villani. Come nelle altre “cronache”, vengono riportate le vicende sull'ipotetico abbandono di San Miniato da parte dei suoi terrazzani (1197), la distruzione del borgo di San Genesio a seguito della Prima Lega Guelfa, o Lega di San Genesio (1200), la ricostruzione del centro abitato da parte dei Lucchesi (1240), fino alla definitiva distruzione operata dai sanminiatesi (1248). Incidentalmente, testimonia l'influenza fiorentina sul castello di San Miniato nei primi anni del '300, ricordando di essere stato chiamato egli stesso a presidiare la Rocca di San Miniato (1324) durante il periodo in cui Castruccio Castracani e Ludovico il Bavaro minacciavano da vicino la guelfa Firenze. Di interesse anche le notizie riguardanti due sanminiatesi, o comunque originari di San Miniato, come la morte del Vescovo di Firenze Giovanni Mangiadori (1274), e il rapporto di lavoro con Iacopo Ciccioni (1337) del quale annota anche la morte (1340). Infine, un cenno brevissimo alla morte del Giudice di Gallura nei pressi di San Miniato (1275), ovvero il capo di quel piccolo regno territorialmente circoscritto alla Sardegna nord-occidentale: il Giudicato o Regno di Gallura, dal XII secolo sotto la forte influenza di Pisa. Simone della Tosa non lo dice, ma il Giudice di Gallura era Giovanni Visconti, padre di Nino, celebrato da Dante nel Purgatorio.

Simone della Tosa, Annali,
D. M. Manni (a cura di), Cronichette Antiche di varj
scrittori del buon secolo della lingua toscana, Firenze, p. 125.

Di seguito proponiamo il regesto delle notizie sanminiatesi contenute negli Annali di Simone della Tosa:

mercoledì 16 gennaio 2013

CRONACHE SANMINIATESI

In questa pagina è possibile accedere ai regesti delle notizie che riguardano San Miniato e il suo territorio provenienti dalle fonti cronachistiche.



















giovedì 6 dicembre 2012

SAN MINIATO NELLA "CRONACA FIORENTINA" DI MARCHIONNE DI COPPO STEFANI

a cura di Francesco Fiumalbi

Come abbiamo visto anche per le Croniche di Giovanni Sercambi, molte delle notizie che riguardano la Città di San Miniato e il suo territorio, provengono dalle "cronache", da testi che raccolgono notizie di avvenimenti. E' il caso anche di Marchionne di Coppo Stefani, al secolo Baldassarre Bonaiuti (Firenze 1336-1386), appartenente ad una famiglia fiorentina, moderatamente agiata. Baldassarre detto "Marchionne" rimase ben presto orfano (il padre era stato "Priore delle arti varie" fra il 1311 e il 1336, nonché fra i Capitani della Compagnia di Orsanmichele tra il 1325 al 1345), visse per diversi anni con la sorella Giovanna, finché non si sposò con Costanza di Guido degli Adimari, dalla quale non ebbe discendenti. Ricoprì diversi incarichi politici (inerenti soprattutto l'amministrazione finanziaria del comune fiorentino) almeno fino al 1386 quando, poco prima di morire, fu colpito da una sentenza che lo escludeva dai pubblici uffici. Fra le altre cose, nel 1377 fu chiamato podestà a Montecatini e nel 1379 ricoprì l'incarico di Capitano fiorentino a Volterra. Nello stesso anno svolse un'importante missione diplomatica a Bologna, presso Bernabò Visconti.

Per la sua Cronaca prese sicuramente spunto da Giovanni Villani, anche se confinò la narrazione al solo ambito fiorentino. La prima edizione del testo, di cui non è rimasta la copia autografa, fu pubblicata da Ildefonso di San Luigi in Delizie degli eruditi toscani, voll. VII-XVII, 1776-1783. L'edizione da cui è tratto il nostro regesto in chiave sanminiatese, è quella curata da Niccolò Rodolico, edita in Rereum Italicarum Scriptores, Tomo XXX, Città di Castello, 1903, di cui è stata recentemente proposta la ristampa anastatica (con nota di Giovanni Cherubini, Firenze, 2008).

Di seguito è proposto l'elenco delle rubriche con le notizie che riguardano direttamente San Miniato e il suo territorio, e che coprono un arco temporale che va dal 1113 al 1381. Sicuramente le notizie più interessanti sono quelle che riguardano la conquista di San Miniato da parte dei fiorentini (nn. 16-23, rubb. 710-717).

San Miniato, vista panoramica
Foto di Francesco Fiumalbi

REGESTO:











11 - RUBRICA n. 441 - Come il Duca ruppe i patti a' Fiorentini di torsi le terre loro ed altre. [anno 1326]

12 - RUBRICA n. 441 - Come' i Fiorentini n'ebbono Carmignano fer forza. [anno1328]

13 - RUBRICA n. 521 -  Come messer Mastino fece cavalcare i Fiorentinicolla gente che avevano i Lucchesi per due volte. [anno 1336]





18 - RUBRICA n. 712 - Come furono grandi piove, e fu mala ricolta questo anno. [anno 1369]

19 - RUBRICA n. 713 - Come'messer Giovanni Aguto sconfisse la gente dei Fiorentini al Borgo a Cascina, e prese del Comune e il Capitano. [anno 1369]






25 - RUBRICA n. 763 - Come a Bologna fu quistione e menati trattati, dove convenne che messer Ridolfo ragunasse gente, e fu fatta giustizia di quelli ch'entraro, e da quello dì innanzi sempre vi furo ambasciadori e gente d'arme del Comune. [anno1376]


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