venerdì 26 dicembre 2014

G. PIOMBANTI – GUIDA DI SAN MINIATO – MONASTERO DI S. PAOLO



Estratto da G. Piombanti, Guida della Città di San Miniato al Tedesco. Con notizie storiche antiche e moderne, Tipografia M. Ristori, San Miniato, 1894, pp. 113-116.

[113] MONASTERO DI S. PAOLO

L’abate Giovanni Lami e il proposto Conti raccontano che questo monastero lo fondò per le clarisse Margherita Portigiani coi beni suoi in onore dell’apostolo S. Paolo. A far questa fondazione l’illustre benefattrice venne autorizzata con bolla di Urbano VI del 1379, a quanto sembra. Per la qual cosa il monastero di S. Paolo sarebbe sorto dopo quello di S. Chiara, perché [114] Urbano VI fu papa dal 1378 al 1389. Ed uno dei principali motivi della fondazione di questo secondo monastero di clarisse a S. miniato, si fu che quelle di S. Chiara, quando per cagione delle guerre e delle scorrerie delle soldatesche, si vedessero malsicure o pericolanti, avessero in S. Paolo un sicuro luogo di rifugio, finché tranquillamente al loro monastero non potessero tornare. Esso ebbe vita fino all’anno 1808. Ai 21 maggio di quest’anno, dice il Conti, il demanio del governo francese occupò il convento ed i beni, riunendo le monache a quelle di S. Chiara; ma siccome per fortuna viveva ancora fra loro una Buonaparte, avendo essa ricordo a Napoleone I, il 24 aprile 1809 furono restituite al convento di S. Paolo e nel possesso dei loro beni. Morta la Buonaparte il convento fu di nuovo soggetto alla soppressione. Dal 1817 al 1827 vi stettero, come abbiamo detto, i minori conventuali, finché il loro grande convento non fu restaurato. Usciti i francescani, comprò questo monastero per novecento scudi mons. Pietro Bagnoli, e, ridottolo ad abitazioni, colla famiglia sua vi tornò, affittando il resto. L’esempio non fu bello. E poi, come a tutti ha già dimostrato l’esperienza, l’acquisto dei beni di chiesa non ha mai portato fortuna. – L’anno 1889, per iniziativa del vescovo zelantissimo mons. Del Corona, alcuni benefattori dagli eredi Bagnoli quasi tutto il monastero comprarono, [115] riducendolo presso a poco al primiero suo stato, affinché tornassero a pregarvi e a cantarci le lodi del Signore quelle figlie del poverello d’Assisi, le quali, quantunque reiette dal mondo, che nemmeno conosce il suo vero interesse, pur sopra di lui fanno discender copiose le benedizioni celesti. Alcune clarisse infatti, uscite da S. Chiara, vennero a prenderne possesso e ad abitarlo; ed anco vi aprirono un numeroso asilo pei piccoli figli del popolo, del quale il popolo stesso è soprammodo contento. – La sua chiesetta, la cui volta è tutta ornata, e dipinta con santi francescani, ha tre altari. Sul maggiore sta un quadro rappresentante la conversione di S. Paolo, cui è dedicato, coi santi Pietro, Francesco e Chiara. Nel mezzo di questo quadro, in una nicchia coperta, si conserva e si venera un’immagine della Madonna col bambino, fatta di carta pesta a mezzo rilievo, che prima stava in corridoio del monastero. Alquante religiose, in tempi diversi, da varie e gravi malattie afflitte, alla sua intercessione con viva fiducia ebbero ricorso, e la grazia ottennero della guarigione perfetta. Dall’autorità ecclesiastica di queste segnalate grazie si fece regolare processo, e il vescovo di Lucca Alessandro Guidiccioni, il 7 novembre 1619, quella taumaturga immagine in detto altare solennemente collocava perché avesse maggior venerazione e culto. Gli altri due altari sarebbero dedicati a S. Antonio [116] di Padova e a S. Bonaventura, ma non ci sono le loro immagini. Havvi in fondo una tavola col Crocifisso, S. Paolo, S. Francesco e S. Chiara, che alcuni hanno giudicato di buona scuola; sotto questo quadro è una statua di Gesù morto molto espressiva. A destra dell’altar maggiore vedesi il monumento del Bagboli col suo somigliante busto, morto il 22 ottobre 1847 e qui sepolto.

Monastero di San Paolo
Foto di Francesco Fiumalbi

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...