lunedì 19 giugno 2017

I SANMINIATESI DELLA VETRERIA TADDEI DI EMPOLI CHE MORIRONO DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE

a cura di Francesco Fiumalbi

Indice del post:
INTRODUZIONE
L'ARMISTIZIO E L'OPERAZIONE “NIGHT INTRUDER”
L'INCURSIONE AEREA ALLA VETRERIA TADDEI
I DUE OPERAI SANMINIATESI CHE PERSERO LA VITA
GLI SCIOPERI DEL MARZO 1944 E LA DEPORTAZIONE DEGLI OPERAI
IL RASTRELLAMENTO ALLA VETRERIA TADDEI
L'OPERAIO SANMINIATESE DEPORTATO A MAUTHAUSEN
LE ISCRIZIONI IN MEMORIA DEGLI OPERAI DELLA VETRERIA TADDEI

INTRODUZIONE
Ad Empoli, vicino al supermercato Coop di via Masini, è ancora visibile ciò che rimane del vecchio forno della Vetreria Taddei. Era una delle fabbriche più grandi dell'empolese, che dava lavoro a centinaia di persone. Fra queste vi erano anche diversi sanminiatesi. Nei primi mesi del 1944 la Vetreria Taddei fu interessata da due episodi molto gravi: il primo fu l'incursione aerea alleata della notte fra il 22 e il 23 gennaio 1944, mentre il secondo fu il rastrellamento tedesco dell'8 marzo successivo.

Ciò che rimane del forno della Vetreria Taddei
Empoli, piazza 8 marzo
Foto di Francesco Fiumalbi

L'ARMISTIZIO E L'OPERAZIONE “NIGHT INTRUDER”
Dopo l'Armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943 gli Alleati dettero inizio alla cosiddetta operazione Night Intruder, affidata ai cacciabombardieri della Royal Air Force (RAF): sistematiche incursioni aeree notturne, con vere e proprie missioni, ma anche con lo scopo di colpire qualsiasi obiettivo capitasse a tiro. E così da una parte i bombardamenti “strategici” colpivano massicciamente le principali città industriali (per rimanere in Toscana, Livorno fu praticamente rasa al suolo), dall'altra i centri minori erano comunque sottoposti al fuoco di “Pippo” (questo l'appellativo con cui veniva più frequentemente indicato l'“incursore notturno”). A pagare il prezzo di sangue più elevato, come è facile da immaginare, furono i civili. Fu una vera e propria “guerra psicologica”, volta a dimostrare l'assoluta impotenza della Repubblica Sociale Italiana e dell'esercito germanico rispetto alla supremazia degli Alleati che di fatto agivano e colpivano come e dove volevano.
Uno di questi episodi accadde ad Empoli e ad essere colpita fu proprio la Vetreria Taddei, nella notte fra il 22 e il 23 gennaio 1944. L'incursione aerea provocò l'uccisione di 8 operai e il ferimento di altri 11. Per ulteriori dettagli sull'episodio e per maggiori approfondimenti si rimanda all'articolo di Claudio Biscarini Quando “Pippo” colpì a Empoli pubblicato sul sito Della Storia d'Empoli.

I DUE OPERAI SANMINIATESI CHE PERSERO LA VITA
Fra gli 8 operai che persero la vita quella sera c'erano anche due sanminiatesi. Il più giovane era PRONI LEONELLO, detto “Nello”. Aveva 34 anni, era sposato ed era residente al “Pinocchio”. Infatti il suo nome è indicato sull'epigrafe dedicata alle vittime per cause di guerra collocata il 5 novembre 1944 alla base del campanile di San Miniato Basso. In proposito si veda Una lapide per non dimenticare. Le vittime dell'ultima guerra a San Miniato Basso, a cura di L. Niccolai, Parrocchia dei Santi Martino e Stefano – San Miniato Basso, 2013, pp. 34-36.
Enzo Giani, nelle pagine del suo diario personale, al 23 gennaio 1944 annotò: «[...] Questa notte ad Empoli un aereoplano di ignota nazionalità ha lanciato due spezzoni distruggenti caduti sulla vetreria E. Taddei (questo è avvenuto alle ore 23,50 circa). Sono morti cinque operai i quali dovevano smontare alle 24, fra i quali vi era il figlio del Pruni (sic!) (ferroviere, collega di Zio Gigi e Zio Evangelista) [...]» [Estratto da E. Giani, Una ferrovia sulla linea del fronte. 1942-1944 Diario di Enzo Giani, a cura di C. Giani, F. Mandorlini, L. Niccolai, A. Zizzi, FM Edizioni, San Miniato, 2003, p. 90].
L'altro operaio si chiamava BIANCHI GUIDO. Aveva 44 anni ed era originario di Ponte a Elsa anche se da sposato si era trasferito a Pianezzoli, nel Comune di Empoli. Il suo nome infatti Il suo nome è nell'epigrafe dedicata alle vittime della Seconda Guerra Mondiale, collocata a Ponte a Elsa in via 2 Giugno (Comune di Empoli) sulla facciata dell'edificio ex Casa del Fascio, ex Caserma dei Carabinieri, ex Ufficio Postale. Il testo di tale iscrizione è stato poi replicato nel monumento situato in Piazza Alberi a Ponte a Elsa, nel Comune di San Miniato, inaugurato il 27 aprile 2014. In proposito si veda la pubblicazione I Caduti di Ponte a Elsa, Comitato “Bruno Falaschi” Ponte a Elsa, Comune di San Miniato, San Miniato, 2014, pp. 12, 53.

GLI SCIOPERI DEL MARZO 1944 E LA DEPORTAZIONE DEGLI OPERAI
Nei primi giorni del marzo 1944 gli operai impiegati nelle industrie dell'Italia centro-settentrionale dettero vita ad un'imponente serie di scioperi. Sono considerati come il più grande sciopero generale che si tenne nei territori occupati dai tedeschi e si trattò di una vera e propria manifestazione contro la RSI e l'occupazione nazi-fascista.
Secondo i dati ufficiali della Repubblica Sociale Italiana aderirono oltre 200mila operai, ma forse furono molti di più. Fu una cosa veramente mai vista ed inimmaginabile anche solo fino a pochi mesi prima. Di fronte all'accaduto, il 6 marzo Hitler in persona ordinò che il 20% degli scioperanti italiani venisse deportato in Germania e messo a disposizione nei campi di lavoro. Tuttavia dei circa 70mila deportati previsti, in realtà furono inviate ai lager 1200 persone circa provenienti anche dalla Toscana.

IL RASTRELLAMENTO ALLA VETRERIA TADDEI
La mattina dell'8 marzo 1944 alla Vetreria Taddei furono prelevati con la forza oltre venti operai. Condotti alla stazione ferroviaria, furono tradotti a Firenze, da qui inviati al nord Italia ed infine a Mauthausen. Per ulteriori dettagli e riferimenti si rimanda all'articolo di Claudio Biscarini Discesa nell'inferno pubblicato sul sito Della Storia d'Empoli.
Enzo Giani, nelle pagine del suo diario personale, al 9 marzo 1944 annotò: «[...] Gli scioperi in Alta Italia continuano. A Firenze, ieri i tedeschi ed i "militi" fecero delle retate di uomini prendendoli prigionieri per mandarli a lavorare in Germania [...] Alla vetreria Taddei di Empoli i tedeschi andarono in fabbrica e presero un reparto di operai, ed ancora in maglietta da lavoro li portarono in stazione dove il treno per la Germania li attendeva. La pentola bolle e bolle anche l'animo del popolo! Situazione più critica di questa, credo, che nessun paese europeo in questa guerra, l'abbia passata [...]» [Estratto da E. Giani, Una ferrovia sulla linea del fronte. 1942-1944 Diario di Enzo Giani, a cura di C. Giani, F. Mandorlini, L. Niccolai, A. Zizzi, FM Edizioni, San Miniato, 2003, p. 100].
Di questo episodio rimane memoria anche sull'iscrizione presente presso il Binario 6 della Stazione di Firenze Santa Maria Novella, la cui immagine è proposta di seguito.


Iscrizione in memoria dei deportati nei campi di sterminio
collocata alla testa del binario 6 della Stazione di Firenze S.M.N.
Foto di Francesco Fiumalbi

L'OPERAIO SANMINIATESE DEPORTATO A MAUTHAUSEN
Fra i deportati della Vetreria Taddei di Empoli c'era anche un sanminiatese. Si chiamava GIOVACCHINO MAGGIORELLI e aveva 22 anni. Abitava a San Miniato Basso, in viale Marconi. Fu internato presso il lager di Mauthausen. Probabilmente dichiarato inabile a lavorare (non sappiamo se a seguito di un infortunio o per malattia, o per altri motivi) fu tradotto al Castello di Hartheim, dove morì il 4 settembre 1944. Infatti il suo nome compare sull'epigrafe dedicata alle vittime per cause di guerra collocata il 5 novembre 1944 alla base del campanile di San Miniato Basso. Per pprofondire si veda Una lapide per non dimenticare. Le vittime dell'ultima guerra a San Miniato Basso, a cura di L. Niccolai, Parrocchia dei Santi Martino e Stefano – San Miniato Basso, 2013, p. 34.

LE ISCRIZIONI IN MEMORIA DEGLI OPERAI DELLA VETRERIA TADDEI
In memoria degli operai deportati e di quelli rimasti uccisi durante l'incursione aerea, furono collocate due epigrafi. La prima nel 1948, nell'immediato dopoguerra, con i nomi dei soli operai della Vetreria Taddei. La seconda, più ampia, fu collocata l'8 marzo 1999 e riporta i nomi anche degli altri deportati empolesi dell'8 marzo 1944.

Trascrizione della prima epigrafe, collocata il 10 aprile 1948:

DA QUESTO LUOGO
OVE SUONA ARMONIOSA LA NOTA DELL'UMANO LAVORO
FURONO IL DI' 8.3.1944 VILMENTE DEPORTATI
NEI CAMPI DI MORTE DELLA GERMANIA
VENTITRE ONESTI LAVORATORI
A QUESTE VITTIME DELLA TEUTONICA BARBARIE
VANNO NELL'ACCORATO RICORDO CONGIUNTI
GLI OTTO OPERAI UCCISI LA NOTTE DEL 22.1.1944 DA UNO SPEZZONE
SU QUESTO STABILIMENTO GETTATO PER MANIA DISTRUGGITRICE
E GLI ALTRI CHE PUR QUI ATTESERO ALLA QUOTIDIANA FATICA
E CHE LA GIOVANE VITA PERDETTERO
NELL'ULTIMA MONDIALE CONFLAGRAZIONE
I COMPAGNI DI LAVORO NELLE ESECRAZIONE DELLA GUERRA
NELL'AUSPICIO DELLA PACE FECONDA FRA I POPOLI
VOLLERO DEI PREDILETTI FRATELLI RICORDATO
IL SACRIFICIO E IL MARTIRIO
10 APRILE 1948

NOMI DEGLI OPERAI DI QUESTA FABBRICA DEPORTATI E DECEDUTI
NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO DELLA GERMANIA
E MORTI PER BOMBARDAMENTO AEREO IN QUESTA STESSA FABBRICA

ANTONINI ALBERTO DI ANNI 42
BAGNOLI GIUSEPPE 63
BURLO REMO 34
BARBIERI MARTINO 23
BIOTTI GIULIANO 17
CANTINI FIORENZO 19
COMUNALE GAETANO 45
CAPONI GUIDO 43
CAPONI LUIGI 31
CINOTTI LORENZO 76
CASALINI ANGELO 43
FALCETTI UGO 39
FONTANELLI RAOUL 43
GASPARRI SILVANO 16
GAMBASSI LUIGI 51
GRANDI FERDINANDO 40
LAZZERI MARIO 49
NENCIONI GIUSEPPE 40
PELLEGRINI GIUSEPPE 38
SOLDI DEGL'INNOCENTI ITALO 36
ZINGONI LUIGI 37

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CIPRIANI SIRO 31
CALUGI PAOLO 47
CALUGI ELIANO 21
MANCINI ANGELO 31
PORTOGALLI GIUSEPPE 65
VALLEGGI GINO 44

L'epigrafe collocata il 10 aprile 1948 a memoria delle vittime della Vetreria Taddei
Empoli, piazza 8 marzo
Foto di Francesco Fiumalbi

L'epigrafe collocata l'8 marzo 1999 in memoria delle vittime della Vetreria Taddei
e degli altri deportati empolesi dell'8 marzo 1944
Empoli, piazza 8 marzo
Foto di Francesco Fiumalbi

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