venerdì 25 luglio 2014

AL MERCATO DEI POLLI - Racconto di Giancarlo Pertici

di Giancarlo Pertici

AL MERCATO DEI POLLI

E' un movimento lento quello che il martedì mattina comincia presto… fuori è ancora buio, così mi ha spiegato una volta Nonno Nuti, iniziando dalle campagne di Calenzano e oltre, da quelle di Gargozzi e da quelle del Sasso e non solo. Sono i contadini, gli ortolani, i mezzadri, il popolo delle massaie che si muovono presto nel giorno di mercato, verso quello (il mercato) dei polli e degli ortaggi …diretti in San Miniato in quella piazza che fa conca tra Santo Stefano e Sant'Andrea, a ridosso della Chiesa di San Rocco. Tutti la conoscono come 'Piazza de' Polli' anche se recentemente è stata intitolata a Buonaparte, credo si tratti della famiglia addirittura di Napoleone… così dice Nonno Nuti. E' lui che vede passare presto le Massaie con sulla testa ceste piene di polli e d'uova messe da parte e il ricavato destinato a spese extra ...un lusso in casa di contadini… a volte uno stacco di stoffa, una pentola nuova, gli zoccoli per la domenica… corredo per la figlia.

Dalla valle di Ranci un carro trainato da una coppia di buoi si arranca con fatica e lentamente verso il falsopiano di Calenzano prima di dirigersi leggero in direzione dei 'Cappuccini' per puntare diritto in San Miniato passando per la Piazza di Santa Caterina… carico di conigli, quelli da riproduzione maschi e femmine in stabbioli separati, quelli da vendere al consumo dentro ceste aperte, …poi mazzi di carciofi di quelli che i più chiamano 'mamme', ma che per un samminiatese sono solo Carciofi. Ed è una massaia che dentro il carro tiene sotto controllo il carico per tutto il viaggio.

Dalla Via del Sasso le sorelle Cei sopra un piccolo carro vanno anche loro al mercato, a quello dei polli… sperano di vendere quelle gerle fatte di vimini col coperchio legato alla stessa, quelle ceste aperte fatte per trasportare un carico di fieno, una bigonciata d'uva, mazzi di agli o cipolle. Lentamente trainato da un asino, il lavoro di un'intera settimana delle sorelle si avvia a tentare la sorte in quella Piazza non sempre generosa con quanti vi si avventurano con dentro il cuore la speranza di vendere tutto. Non ha ancora albeggiato …. la piazza già occupata in ogni dove… libero solo un corridoio centrale per il passaggio eventuale, ma raro, di ambulanze dirette all'ospedale, ..pochi il martedì nelle campagne quelli rimasti al lavoro dei campi.. i più in piazza… a vendere e a comprare.

Nonno Nuti mi sveglia presto… vuole andare in "Piazza dei Polli" al mercato…. il sole è già alto nel cielo… è estate. Mi aiuta a vestirmi …calzoncini corti, una mogliettina a maniche corte …un paio di sandalini che lui stesso ha appena risuolato con l'avanzo di un fascione per moto. Il martedì quasi come di festa… lui, dismessi i panni dell'orto dai segni evidenti di ortaggi nel colore e nelle ombre ed anche negli aloni tendenti al verde di diverse gradazioni e tonalità, … lui si abbiglia di tutto punto con giacca, panciotto, cappello nuovi …l'orologio con catena nel taschino …cravatta in tinta. Come avesse da promuovere chissà quale mercanzia, o quale primizia dell'orto, si incammina lentamente... lo sguardo fiero, la barba appena fatta e il taglio perfetto di capelli e baffi… verso la Piazza dei Polli mano per la mano con me…. 8 anni?? Forse anche meno!

Il tragitto è breve ..tra soste, ripensamenti, avanti e indietro per incontri tra amici, domande a più titolo interessate …di conoscenti, amici, curiosi. Pietro, a quell'ora che non sono ancora le 7, ha già imbandito davanti bottega… un caratello di Aringhe ed uno di salacchini proprio lì fuori, a bordo strada, davanti alla vetrina, sotto la serranda aperta, giusto per le massaie di ritorno verso il podere, seduto sulla panca piazzata tra bottega e l'uscio di Maria di' Caciagli saluta a modo suo… "Oh Nuti!!!... vai al Mercato? ...se ti manca un bel Maschio da monta io ce l'ho bello!". E' uno dei suoi soliti saluti… vende sempre qualcosa, questa volta un coniglio. "Porto il puttero a fare un giro, prima in piazza dei Polli… poi di là al mercato sul Piazzale" è la risposta del Nuti. Mi tiene per mano mentre davanti a Mandorlino, Italia si fa in su l'uscio … tira sù per il naso, le mani sui fianchi quasi un inchino ad accompagnarmi …."Buongiorno Nini!"…. Prima del forno di Nello, che è di lato a Pancone e alla sua piazzetta, sempre puntuale come un orologio, sgattaiola da una cancellino laterale, quello che accanto alla cappella dà nell'orto, Ghigo diretto da Mandorlino. Sottobraccio una cassetta di legno, con coperchio e serratura, destinata ai fondi di caffè che al Ricovero mescolano con La Vecchina. Davanti al 'Perondi' è il profumo di biscotti appena sfornati, quella fragranza calda che quasi ti sembra di gustarla col palato che ti viene incontro... sono i cantuccini di Nonna Rina. Anche la 'Poppa' con la sua bottega di frutta e verdura è lì sull'uscio a guardare chi passa in quel giorno di mercato, a salutare e a commentare quasi facesse delle previsioni per il viaggio di ritorno di ciascuno… "A giro col bimbo.. Nuti?"… il suo saluto …più un'affermazione che domanda anche se il Nuti risponde "Poi anche sul piazzale..".

Davanti alla bottega di Romanello che tutti chiamano Topposo, ma che di cognome fa Tapinassi" i primi segnali del "mercato dei polli" cosparsi sulle lastre sotto forma di paglia a coprire le lastre stesse, ad attutire il calpestio, ad assorbire quello che polli e conigli si lasciano dietro, quasi un tappeto che prende forma ogni martedì mattina presto e che quasi per miracolo sparisce quando passa a fine mattinata il Camion del Vitali con Musolino e Tarcisio al seguito a raccogliere il tutto, per farlo scomparire appena fuori le mura, prima dei Cappuccini, lassù nei 'broti' di Scacciapuce.

La statua di Canapone sembra circondata da gabbioni e ceste alcune con ancora dentro nane, polli, conigli, paperi, gallinelle, piccioni… altre vuote, messe a castello fino a sfiorare ed incorniciare la ringhiera che rinserra la statua stessa... e la mette in salvaguardia da eventuali invasioni. Ci si passa tutto attorno come davanti ad una vetrina. Dal lato di Gargozzi, lungo quel palazzo dimesso e in disuso, appese alle inferriate del piano terra alcune funicelle con all'altro capo, due pecore, una capra nera dalla barbetta folta e un asino sempre carico. Sotto la terrazza di 'Occhiobello' il carro delle sorelle Cei che ha già venduto parte del carico e sta per riprendere il suo viaggio… "Nuti buongiorno" è il saluto di una delle due. "Venga a trovarci quando le pare, noi siamo sempre laggiù a impagliare" il commento dell'altra mentre riprendono il cammino in direzione Piazzale per vendere al minuto le ceste rimaste. Vorremmo quasi seguirle, è una tentazione per inseguire anche un discorso… ma dobbiamo terminare il giro e non solo. I soliti contadini della zona dei cappuccini e di Calenzano, alcune massaie con i loro conigli e le loro uova giusto a ridosso del Caffè Micheletti, alcune nell'angolo della chiesina di San Rocco… attente agli ultimi avventori, quelle massaie di casa che attendono le ultime creste di agli e cipolle o l'ultima dozzina d'uova rimasta …a sconto.

Il Nuti pronto a scambiare due battute, a sentirsi salutare, "Buongiorno" "Tutto bene?" "Oh Nuti... sempre in gamba!" e pronto senza offendersi a rispondere "Grazie" quando qualcuno gli offre l'ultima dozzina di uova rimaste. "Ci si fa una frittata…" commenta mentre mi guarda e mi sorride perché sa quanto sono goloso della frittata. Ma è il momento della brioche. E' il rituale di ogni martedì mattina, appena terminato il giro di Piazza dei Polli e prima di riprendere il cammino per 'di là' e per il Mercato sul Piazzale. E' Pietro di' Bulleri che ci accoglie sempre con quel sorriso bonario che fa aprire come per incanto, senza sforzo, in maniera automatica la mia bocca e gli occhi a gustare quella scena che va in replica ogni martedì… una stretta di mano al Nuti, quel leggero scarruffamento col quale mi saluta mentre entro e siedo ad uno dei tavoli. E' sempre una brioche con al centro una larga riga di crema quella che mi ha messo da parte…"E' la più grossa" mi dice mentre me la porge. Per Nonno Nuti un Caffè seduto accanto a me ….lo guardo …. incantato dal suo rituale… almeno tre cucchiaini di zucchero e il rito unico del 'rimescolamento'…il cucchiaino che inizia a girare …a mescolare ….a sciogliere… a tentare di sciogliere lo zucchero… e gira… e gira… e gira… prima in un verso... poi in quell'altro… e gira… e gira.. Quando si appresta ad assaporare lo stesso, sorbendolo un cucchiaino alla volta… sono già all'ultimo morso della brioche.

Qualche volta terminiamo insieme, spesso sono io ad aspettare per ripartire in direzione Piazzale facendo il giro lungo, su per la salita del Bagagli passando davanti al 'Crocifisso' fino in Piazza del Seminario dove Gigi lo stagnino è al lavoro da tempo… appena dopo la prima Messa, lui che è anche sacrestano al SS. Crocifisso. E' li …a piazza imbandita di mezzine, paioli, secchi di rame o di stagno nuovi, che lavora a stagnare qualche mezzina forata, un dòccio di rame bucato, che i contadini portano a riparare alla mattina presto e si riprendono quando fanno il viaggio di ritorno, talvolta riprendendo ciò che hanno lasciato a Gigi dalla settimana avanti. Con Gigi nulla si butta via, tutto può tornare a vita nuova… e con poche lire. Anche Nonno Nuti lo sa e lo saluta mentre passiamo oltre lui e oltre la bottega di falegname di Pietrone verso la Piazzetta del Fondo.

Da lì in direzione Piazzale, partendo dal Bar del Lami e dai suoi tavolini allineati lungo il marciapiede a ridosso del muro che separa dal precipizio della Valle di Cencione, è tutta una sequela di banchi di tutti i generi davanti ai quali si passa quasi in religioso rispetto, io avido delle informazioni e delle annotazione che Nonno Nuti non mi fa mancare… riesce a dirmi sempre qualcosa di ciascuno. Lo Scali, samminiatese verace, che vende stoffa a metraggio col suo camioncino Grigio e che sul banco stende sempre l'ultima novità, l'ultimo disegno, l'ultimo grido, il filato di moda… anche su quello Nonno Nuti riesce a dire la sua … "Anche Tonino…" … si ritorna nel mondo della fantasia, se dal reale non riusciamo ad avere notizie utili.

"Pesce d'Arno Vivo" dal suo improvvisato banchetto fatto di due grandi portabagagli piazzati sul davanti e sul dietro della sua bicicletta un omino di Roffia offre il suo pescato lanciando e ripetendo il suo richiamo, che lancia anche il venerdì quando percorre a piedi tutta la strada che da Piazza Bonaparte porta fino all'Ospedale… giusto ogni venerdì mattina. Sta lì appoggiato agli archi del loggiato all'angolo del viale per godere della migliore visibilità possibile, messa in evidenza dal suo ripetuto richiamo che attira Nonno Nuti che verso la fine della mattinata, all'ultimo giro, si prende quasi sempre i resti di quel pescato, quando gli sembra fresco, giusto per poche lire…talvolta anche in regalo.

E lì accanto forse l'unico banco che rimane senza commenti… quando Nonno Nuti si tura il naso e passa oltre, sorridendomi di sottecchi e invitandomi con un cenno a fare lo stesso, mentre si leva un grido che è un invito "Carbonina Donne"… da quella vecchietta che sembra appena uscita da un bagno…. di carbonina, tutta vestita di un nero che reca tracce incancellabili di carbonica …ogni dove… anche tra gli stessi capelli… bianchi naturali ma cosparsi dell'odore inconfondibile della carbonina. Non saltiamo banco, neppure quello dei giocattoli. Tra bomboloni o zucchero filato è una scelta che sta a me... sempre difficile... a volte a sorte. Da ogni banco un saluto, un benvenuto, un arrivederci, un cenno d'intesa e una piccola sosta a gustare quel saluto e a perlustrare con lo sguardo la merce in mostra. Fino in fondo, fino all'ultimo banco piazzato su quella striscia di cemento e asfalto che ogni domenica mattina funge da Campetto per una partita di Pallacanestro della squadra cittadina che gareggia sotto l'insegna dell'Etrusca, una Confezione di impermeabili di via San Martino. La conosco… la mia mamma gli cuce i cappellini per gli impermeabili, che chiamano 'trancy' o giù di lì.

Si torna a casa su per la via dei Frati per scendere in sant'Andrea fino a Piazza dei Polli che a quell'ora tarda è quasi sgombra, oramai riportata al suo aspetto originale… qualche traccia di paglia trasportata dal vento, che sembra non voglia andarsene neppure dai miei sandolini e su per Via Maioli fino a casa. Quasi tutti dentro i propri usci dentro bottega… finito il via vai del mercato… gli ultimi ritardatari ad affrettare il passo verso il ritorno. Solo Pietro è sempre lì fuori sulla panca mentre Rita è al banco a vendere, …è l'ora di chi viene all'ospedale in visita …il contadino che prende l'occasione con l'abito bono e con le scarpe da festa... e Pietro a consigliare il pacco di biscotti adatti al ricoverato di turno. E' l'ora di prepararsi da mangiare noi due… la Corinna al mare e mia madre che sa che il martedì è un giorno tutto nostro, mio e di nonno Nuti, è in casa a cucire i cappellini... la pentola al fuoco per un pranzo a due, lei e Maurizia. Un salto in casa per dire "siamo tornati" e per un bacio e giù di nuovo con Nonno Nuti… io apparecchio. Nonno prepara con patate e cipolla una frittata mentre la pentola bolle per la pasta asciutta. E' questo il menù accompagnato dai pomodori dell'orto. Il programma del pomeriggio che comincia tardi… è caldo... è estate avanzata… lo decidiamo nel riposino dopo pranzo. Sdraiati sul nostro letto da una piazza e mezzo decidiamo il percorso, la girata… Poi spesso è la volta di Tonino e delle sue storie, quel giorno è di un bambino di nome Adolfo di quasi 10 anni il racconto… niente fantasia. Nonno mi parla di se stesso… si racconta… in prima persona. Ed io me lo immagino, occhi socchiusi, mentre con il suo babbo…. (del quale non ho mai saputo il nome) lavora al deschetto, manovra la lesina per cucire, bagna e ribatte il cuoio per conciarlo e renderlo più resistente all'usura…

Mi racconta dei contadini e dei loro scarponi rinforzati sulla suola con grosse semenze dal capo stondato, contro l'usura e per una presa migliore sulla terra. Lo vedo e lo guardo mentre prepara la tomaia… il disegno… la riduzione in pezzi… il taglio di tomaia e fodere… la aggiunterai… la messa in forma… la suolatura… il tacco fatto con tanti strati di cuoio. L'ho sentito e l'ho visto tante volte come un film ripetuto all'infinito. Se ora socchiudo gli occhi e penso a lui intensamente, rilassato nel mio letto… appena riletto questo breve racconto di memorie… me lo sento accanto bambino, io suo coetaneo certo della sua ombra mentre mi parla e mi ripete passo per passo il suo lavorare.

Non oso perdere questa sensazione di vicinanza, gli occhi sempre socchiusi quasi a mantenere la sicurezza della consapevolezza e neppure oso volgermi di lato per non fugare quel sogno… perché è anche vero, se è un sogno. Un sogno che inconsapevolmente si è avverato… glielo devo raccontare questo sogno, quando verrà il momento che ci rincontreremo. Sono io a meravigliarmene per primo e certamente anche lui se ne meraviglierà. Ce ne meraviglieremo insieme perché solo ora, in questo preciso momento che sto terminando proprio questo racconto… solo ora e non prima… mi rendo conto della cosa più evidente che anche ad occhi aperti non riuscivo a vedere. Il mio primo lavoro serio, quello che mi ha condotto fino alla pensione, quello per cui avrei fatto carte false, quello per cui avevo una naturale predisposizione e per il quale ho speso una vita, con passione e con particolare competenza a tutto campo è stato proprio quello di Nonno Nuti: Ho fatto SCARPE. Per una vita ...curandone la vendita, l'acquisto di tutte le materie prime, lo sviluppo dei modelli, la messa a punto di tutta la componentistica, il taglio e l'aggiunteria …passando dal montaggio, fino alla spedizione e a tutti i compiti amministrativi e fiscali. Sì, glielo devo proprio dire a Nonno Nuti… da Grande ho fatto proprio il suo lavoro: ho fatto le SCARPE.

Piazza Buonaparte, comunemente detta Piazza de' Polli
Foto di Francesco Fiumalbi

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