sabato 9 marzo 2013

SAN MINIATO NELLA “CRONACA SENESE” DI AGNOLO DI TURA 06/21

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06 [anno 1313] L'Imperatore continua la sua campagna di rafforzamento in Toscana. Il suo maniscalco compie nuove spedizioni verso i contadi di Lucca e San Miniato. Lo stesso Imperatore partito da Pisa, tenta di prendere Siena, passando da Santa Gonda.


[…] Lo 'nperadore diliberò d'andare contra a' re Ruberto con tutto suo sforzo e torli el regno, e se venuto li fusse fatto, si credea essere signore d'Italia, e; di certo così sarebe stato se Dio non avesse riparato a la sua morte, come più inanzi diremo.
El detto inperadore fe' lega co' re Federigo di Cicilia e co' Genovesi, e ordinò che ciascuno a giorno nominato avesse in mare grande navigl[i]o di galee armate. In Alamagna e Lonbardia mandò per gente nuova, e così richiese tutti i suoi suditi e ghibellini d'Italia; e così raunò in Pisa molta moneta.
E continuo il suo meliscalco gueregiava Lucha e Saminiato; e venuto suo sforzo si trovò con più di 2500 cavalieri oltramontani e più Alamanni e Italiani ben 1500. E' Genovesi armaro a sua richiesta 70 galee, onde fu amiragl[i]o misser Lanba Doria, e vene col detto stuolo in Porto pisano e parlò a lo 'nperadore, e poi mandò verso il Regno all'isola di Ponzo. Il re Federigo armò 50 galee, e il giorno nominato a dì ...
Lo 'nperadore si partì di Pisa a dì 5 d'agosto, vene a San Savino presso a Pisa a due migl[i]a.
Lo re Federigo questo dì medesimo si partì coll'armata da Messina con m cavalieri, si pose su la Calavria e prese la città di Regio e più altre terre.
Lo 'nperadore si partì da San Savino l'altro dì e venne a Santa Gonda e a Santafiore, e l'altro dì andò a Pogibonzi e l'altro dì si partì e tenne per Berardenga e pose canpo a Pancole con suo sforzo, che avea più di 4000 omini a cavallo e x mila a pie, e fero gran danno per lo loro andamento d'ardare e robare, e omini uccidere e pigl[i]are e farli riconprare, e donne e donzelle vitoperare, e tenere quelle che poteano. E a dì 13 d'agosto venero sul pogio che è dinanzi a la chiesa di Magiano verso Siena' e de' suoi cavalieri venero infino a la chiesa di Santo Vieno, donde li Sanesi li caccioro e amazorone 6 e presene assai.
Lo 'nperadore stava sul detto pogio con molti stromenti, trombe, piffare, nachare e tanburi, aspettando che i ladroni traditori li dessero Siena; perochè si dicea cierti di parte ghibellina l'aveano promessa: e per la gratia di Dio e de la Vergine Maria e del buon provedimento de' signori Nove e del franco popolo di Siena si difese la libertà. […]

Cronaca Senese attribuita ad Agnolo di Tura del Grasso detta la Cronaca Maggiore, in Lisini Alessandro e Iacometti Fabio (a cura di), Cronache Senesi, in Rerum Italicarum Scriptores, Tomo XV, parte VI-A, Nicola Zanichelli, Bologna, 1939, p. 332.

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